LA CODA DI PAGLIA

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I PICCOLI FRATI E LE PICCOLE SUORE DI GESU’ E MARIA

Fra Volantino 04Frà Volantino con un Vescovo Ovest Italia ( per implantatio Comunità )Fra Volantino 02Fra VolantinoAntonio Stagliano vescovoGrande partecipazione di fedeli al XXXIII pellegrinaggio diocesano al Santuario di Maria SS. Scala del Paradiso a Noto, svoltosi venerdì 30 maggio, a conclusione del mese mariano. Come ogni anno, all’inizio della cosiddetta “Via Sacra”, ha preso il via la preghiera del Santo Rosario, guidata dal nostro Vescovo, Mons. Antonio Staglianò, insieme con i presbiteri, i diaconi, le religiose, il Seminario e i fedeli laici della Diocesi. Nell’omelia pronunziata da Mons. Vescovo durante la solenne Eucaristia sulla spianata del Santuario, è stato messo in luce il mistero grande del bel titolo riservato alla Santa Vergine, Patrona e Regina della Chiesa di Noto: “Scala del Paradiso”; Mons. Staglianò ha evidenziato come in Maria il nostro sguardo si allarga, per contemplare il destino di felicità che è la comunione eterna con Dio, nostra beatitudine e pace.

La Vergine Maria è il modello del cammino di ogni credente, ha ancora rimarcato il Vescovo, riflesso della bellezza divina, grembo fecondo della Chiesa, che genera figli a Dio. “La carne di Maria è la carne di Cristo - ha concluso il Vescovo – e in Maria noi tutti siamo corpo di Cristo, corpo della Chiesa edificato nella carità”.

Durante la celebrazione, il Vescovo ha inoltre rinnovato l’atto di affidamento della Diocesi alla Madonna, cui hanno fatto seguito due momenti importanti: la firma di due decreti relativi allo statuto del Consiglio parrocchiale e di quello diocesano e l’approvazione “ad experimentum” (per tre anni) dello statuto dell’associazione “Piccoli frati e piccole suore di Gesù e Maria”, composta da giovani, uomini e donne, che vivendo la povertà evangelica, si impegnano nella predicazione itinerante, per portare i fratelli lontani alla pratica dei sacramenti.

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ROSANNA IN LUTTO – LA PRIMA A IMBATTERSI NELLA COMPAGNIA – Angelo Nocent

Desiderio d'infinito 6Quel giorno, ai miei occhi la strada si presentava così: una nebbia celestiale all’orizzonte e una fissazione nella testa: GLOBULI ROSSI…
Un’autostrada. Ma per andare dove?

Rosanna primo globulo rosso  nuova foto 2001it@yahooPoi sul blog appena inaugurato e complicato da manovrare, spunta lei, come piovuta dal cielo e scrive:

MI ASSOCIO CON TUTTO IL CUORE !!!!!

Vi ricorderò nelle mie e nostre preghiere davanti al Santissimo nella nostra cappella!!!

Il Signore vi benedica per tutto il bene che fate!

Con affetto in Cristo.

Rosanna Scannabue Mission

 

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Rosanna Pirulli 6Mentre lei, suor Rosannna, non sapeva di essere la prima aderente, io mi ritrovavo gioiosamente in comunione :

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». (Mt 18, 15-20)

Quel poco di cronaca da raccontare è riportata qui:

http://grcompany.wordpress.com/2010/03/02/globuli-rossi-company-il-primo-aderente-e-donna/

Oggi il suo annuncio pasquale:

Il mio caro papà è andato in paradiso.

Rosanna Pirulli

Rosanna Pirulli 41-Rosanna Pirulli1-Globuli Rossi-001Alla suorina di Salsomaggiore (PR) 1991,  cresciuta in sapienza, età e grazia, le più sentite condoglianze mie personali e di chi si sente un piccolo GLOBULO ROSSO in COMUNIONE.

Aggiungo queste parole ispirate, che in un recente doloroso personale frangente mi sono state di grande conforto:

Elena Maya Akisada NocentSanta Maria dei Globuli Rossi-001

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CON TUTTA UMILTA’ – Angelo Nocent

Papa Francesco - andate...

Udite, uditeIn questi giorni ci sono foto del Papa che stanno facendo il giro del mondo.

Udite udite !
Il Papa al self service, in fila col suo vassoio, alla mensa dei dipendenti e al tavolo con loro, come uno di loro…

Papa Francesco alla mensa


IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINIPer non usare parole mie, a commento riporto uno stralcio delle meditazioni del  Cardinal Martini che fu profeta umile e curioso. Tratto da  LE CONFESSIONI DI PAOLO, aiutano a comprendere la vera UMILTA’.


Aggiungi un posto a tavola 03Sarebbe troppo bello poter dire: AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA che viene Papa Francesco! In realtà, in quella mensa siamo tutti rappresentati. 

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale"

«Essere con»

Con le parole introduttive del discorso Paolo abbraccia in sintesi il suo ministero di circa tre anni ad Efeso: «Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per tutto questo tempo» (v. 18). E lo abbraccia con una formula che rimanda immediatamente il gioco agli uditori. Non ha bisogno di descrivere prima di tutto se stesso; si riferisce all’esperienza che gli altri hanno fatto.

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale" Fin da questa battuta introduttiva, comprendiamo che Paolo si sente uno con la sua comunità, si sente conosciuto, familiare. Non deve raccontare niente perché: «Voi sapete, mi avete visto, sono stato con voi ». Il suo ministero si può riassumere con: «è uno che è stato fra la gente », uno che la gente conosce, di cui sa tutto, e può renderne testimonianza.

È un ministero fondato sull’« essere con», sul comunicare, sul convivere. Paolo sa benissimo che guardavano a lui come ad un esempio e sente perfettamente la responsabilità non soltanto delle parole che ha detto, ma di ciò che ha fatto. Non: «voi ricordate ciò che vi ho detto in questi anni… », ma: «voi sapete come mi sono comportato ». La gente ha guardato a ciò che lui era, a come viveva, prima ancora di giudicare se le sue parole erano interessanti, belle, vere, pratiche.
E lui si è comportato servendo.

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale"

«Con tutta umiltà»

Anche qui vogliamo capire come mai tra le mille altre qualifiche del suo ministero Paolo sceglie questa, sottolineandola come fondamentale atteggiamento pastorale.

Il termine greco con cui si esprime può essere inteso « in ogni genere di umiliazione », con riferimento non all’atteggiamento ma alle situazioni. Cosi va inteso nel Magnificat là dove Maria dice: «Il Signore ha guardato all’umiltà della sua serva ». Indica l’insignificanza, l’abiezione, la piccolezza, il non contare nulla, e non la virtù dell’umiltà.

Ma mentre nel Magnificat il vocabolo greco è esattamente «tapéinosis », qui è « tapeinofrosune »: sentimento di umiltà. Paolo qui si riferisce all’atteggiamento di umiltà con cui ha servito il Signore nell’attività pastorale. Umiltà è una parola che ripetiamo mille volte, ma di cui non è sempre facile cogliere tutte le implicazioni che ha per l’Apostolo.

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale"

In senso generale si potrebbe dire che l’umiltà è l’opposto di ciò che è detto nel Magnificat: «Dio ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore ». I superbi sono quelli che credono di essere qualcuno, che hanno di sé un concetto così alto da fame quasi una ragione di vita, per cui gli altri devono piegarsi al loro servizio, e neppure vanno ringraziati perché fanno ciò che è dovuto. È l’atteggiamento che Paolo stigmatizza altre volte nelle sue lettere.

Ad esempio scrivendo ai Romani: «Non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi» (Rm 12, 16). L’atteggiamento umile è quello di chi non si gonfia e non si illude.
È importante riflettere su questo atteggiamento di non-sapere: esso è utile sempre, ma è indispensabile soprattutto nel rapporto con Dio. Infatti « noi non sappiamo neanche pregare, non sappiamo neanche cosa chiedere» (cf. Rm 8, 26).

Papa: pranza con dipendenti vaticani nella mensa "aziendale" Spesso non riusciamo a pregare bene perché incominciamo con la presunzione di saper pregare, mentre dovremmo partire sempre confessando: «Signore, non so pregare; so di non sapere pregare ». Già questa è preghiera, perché fa posto allo Spirito che dobbiamo chiedere.

Papa Francesco - Lavanda dei piedi

Papa Francesco l’umiltà l’ha imparata nelle sue frequentazioni: la gente di ogni estrazione sociale, a cominciare dai poveri. E adesso non fa che continuare ad essere se stesso. Con nostra somma meraviglia.

Papa Francesco - Card. Broglio

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VISITA LAMPO: MORIMONDO – TRIVOLZIO – CERTOSA DI PAVIA – Angelo Nocent

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Ieri, 23 Luglio 2014, sul registro dei visitatori ho scritto: “Grazie per avermi chiamato. Mi fido, confido…”.

09-SAM_6371Venivo da Milano con dei signori giapponesi amici, destinazione Certosa di Pavia. Una visita lampo decisa in giornata. Ho fiancheggiato per un lungo tratto di strada il Naviglio grande e attraversato tanti paesi che conoscevo solo di nome.

Milano_naviglio_grande_Gaggiano_04Ad Abbiate Grasso la tentazione era di andar a cercare l’ospedale dove il Dr. Erminio Pampuri, medico condotto di Morimondo, ricoverava e andava a trovare i suoi pazienti. Ed è proprio lì che la figlia del Direttore lo aveva adocchiato e, tramite un’amica comune, si era azzardata a formulargli una proposta di matrimonio. Ma non c’era il tempo.

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Sul percorso, una indicazione turistica: “ABBAZIA DI MORIMONDO”. Cedo alla tentazione e si va a fare una sosta, anche perché l’avevo vista solo nelle foto.

Visitiamo di corsa l’Abbazia che risale al 1182.

19-SAM_6381All’ingresso della chiesa, sulla sinistra, c’è una statua di San Riccardo Pampuri e di fianco un cestino pieno di richieste della gente che chiede grazie.

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Un giro veloce nella penombra del tempio, fotografo quadri, statue, affreschi…e mi soffermo sugli scanni lignei del coro dove i monaci cistercensi cantano le lodi e celebrano la Divina Eucaristia.

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Fotografo lo schienale del primo: San Benedetto intarsiato nel legno con la prima pagina della Reghe la: “Obsculta, o fili, praecepta magistri, et inclina aurem cordis tui Ascolta, o figlio, gl’insegnamenti del maestro, e piega l’orecchio del tuo cuore…”.

Sono quelle parole lette e rilette chissà quante volte e rimaste impresse nella mente del Dr. Pampuri che lo hanno messo alla ricerca ostinata di una Regola anche per la sua vita che, per la sua gracile salute, difficilmente avrebbe potuto essere quella austera di benedettino cistercense.

1-Scan10045In fondo alla chiesa, prima dell’uscita, c’è un tavolo con l’esposizione di libri di spiritualità monastica, solo che non ho il tempo nemmeno per leggere i titoli. Ma l’occhio mi cade su un volumetto di 48 paginette: “LA VITA FRATERNA E’ IL VANGELO”. Si ratta di trascrizioni inedite da conversazioni col Card. Carlo Maria Martini. E’ l’unica copia. Verso nella cassetta le monetine e ringrazio San Riccardo con la coda dell’occhio per il regalo che mi ha fatto trovare. Poche pagine ma tante belle cose che proverò a condividere, come questa: “Noi dobbiamo semplicemente andare dietro a Lui e fare quello che Lui ci dice di fare, cercando di farlo volentieri”.

1-1-Pictures1123-SAM_6385Esco e fotografo la formella sulla porta che lo ritrae con san Bernardo e si riparte in direzione di Pavia. Ad un certo punto una segnaletica: TRIVOLZIO a 3 Km. Chiedo ed ottengo dagli ospiti di deviare e fare una brevissima sosta. Per un motivo preciso: un signore dal Venezuela, via Facebook, mi aveva chiesto una reliquia di San Riccardo Pampuri. Non sapendo dove andare a prenderla, gli ho spedito quella che avevo in casa. Ma, dopo un anno, non gli è ancora arrivata. Lui però non ha mai desistito ed anche in questi giorni è tornato a fare ricerche all’ufficio postale che non è in grado di compiere una verifica senza il numero di riferimento della raccomandata. Che non c’è, perché la lettera è stata spedita semplicemente come prioritaria.
Gli ho promesso che, alla prossima occasione, gliene avrei procurata un’altra ma non potevo immaginare che si sarebbe presentata proprio il giorno successivo, ore 17,14, come da campanile.

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Era da qualche anno che non tornavo. L’ultima volta mi aveva accompagnato la mia Elena, probabilmente per una chiamata misteriosa, di cui non saprò mai.

San Riccardo Pampuri - Trivolziio

Questa volta a mezzo raccomandata, oggi ho spedito all’amico l’immaginetta con la reliquia tanto desiderata. E che San Riccardo interceda con noi per le sue e nostre richieste al Signore.

In quanto a me, nell’orecchio continua a risuonarmi questo avverbio: VOLENTIERI, VOLENTIERI, VOLENTIERI…

«Mi puoi dare una mano?» «Volentieri» .

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Alla Certosa, solo una visita fugace alla chiesa perché siamo arrivati poco prima che chiudessero. Sarà per un’altra volta.65-SAM_6430

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Certosa di Pavia - Lodovico Sforza e Beatrice d'Este

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DUE SANTI FONDATORI: Ignazio di Loyola e Giovanni di Dio – Pittore Raúl Berzosa Fernández –

  San Tommaso - Gesù risorto - Raúl Berzosa Fernández

CHI SCOPRE UN PITTORE

TROVA UN TESORO

Raúl Berzosa Fernández


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Nace en Málaga el 20 de abril de 1979. Su formación ha estado siempre relacionada con los Hermanos Maristas.

La pintura es el eje de su vida, comienza a los trece años a dibujar los primeros trazos en el mundo del comic, pero pronto se apunta a varios talleres hasta que ingresa en la facultad de Bellas Artes de Granada en 1999, un año después regresa a Málaga donde consigue la licenciatura de Historia del Arte y realiza el CAP (Certificado de Aptitud Pedagógica), todo por la Universidad malacitana.

Raúl Berzosa ha realizado numerosas pinturas de distintas temáticas: retratos, la figura humana, el mar, temas religiosos y cofrades… todo bajo un estilo realista en continua evolución. Dentro de su variedad temática hay una especial relación con la pintura cofrade, la primera pintura pública cofrade es la que sirvió para cartel del Rocío de Málaga en el 2000, a partir de aquí realizará auténticas obras de arte que servirán para aumentar el patrimonio de numerosas cofradías de toda España, destacando las obras realizada para el Sevilla (Cartel del Corpus y del Vía Crucis del Consejo de Hermandades y Cofradías de Sevilla en el 2009), la pintura de Coronación del Carmen de San Cayetano de Córdoba (2011) y el cartel de la Agrupación de Hermandades y Cofradías de Glorias de Málaga (2012).

Berzosa ha estado presente en distintas exposiciones colectivas a partir de 1996, destacando Barcelona y Manhattan (Nueva York) o la Feria Internacional de Arte Contemporáneo en Nimes (Francia).
En el 2011 recibe el premio Juventud Cofrade de Onda Azul y en el 2012 recibe el galardón “pintor del año 2011” concedido por la Asociación de escritores de Málaga.

Pero hay una temática que sobresale en la obra de Raúl Berzosa: La pintura Sacra, aquí trabaja los lienzos normalmente de gran formato y la pintura mural. Su primera obra de gran formato religiosa es “Cristo depuesto de la Cruz” del año 2005, obra situada en la Capilla del Cristo de la Puente y Virgen de la Paloma, en esta capilla también se encuentra su primera obra mural, la semicúpula del Cristo de la Puente del Cedrón (2007).

Posee obras en numerosas iglesias de España, destacando las obras en el Santuario del Valle con la decoración del Camarín de la Virgen de las Angustias de Sevilla encargado por la Duquesa de Alba (2008), la Iglesia del Santo Ángel en Sevilla (2010) o el Oratorio de la Hermandad de las Penas (2008 – ) y la Iglesia de San Felipe Neri en Málaga (2012).

Además posee obras en el extranjero como la Anunciación de gran formato realizada para la Catedral de Fargo en Dakota del Norte (EEUU, 2011) o las obras ejecutadas para la colección “Rostros de Cristo” en Francia.

San Giovanni di Dio - Raúl Berzosa

1-San Giovanni di Dio - Raúl BerzosaAparición de la Virgen a S. Juan de Dios: Representa el momento en el que se le apareció la Virgen en el monasterio de Guadalupe y puso en sus brazos al Niño Jesús.
Entregándole unos pañales, le encomendó: «Juan, vísteme al Niño para que aprendas a vestir a los pobres». Conmovido por la visión, se formó en lo preciso para afrontar su obra y comenzó su acción en Granada, por indicación del P. Ávila que le alentó en su quehacer.

En este caso el centro de la composición lo ocupa el Niño Jesús con telas blancas, estas se acentúan con el color oscuro de S. Juan de Dios y los colores de la Virgen María, Ella se agacha para hacer entrega del Niño al Santo mientras se encuentra sobre unas nubes que le sirven de soporte.

Al fondo parte del interior del Monasterio de Santa María de Guadalupe, en la provincia de Cáceres.

1-San Giovanni di Dio - Raúl Berzosa 1-San Giovanni di Dio - Raúl Berzosa1-San Giovanni di Dio - Raúl Berzosa 1-San Giovanni di Dio - Raúl Berzosa 1-San Giovanni di Dio - Raúl Berzosa 1-San Giovanni di Dio - Raúl Berzosa-0011-San Giovanni di Dio e Ignazio di Loyola 01

Pinturas realizadas para la nave central de la Iglesia de S. Cayetano en Córdoba.

- Aparición de la Virgen a S. Ignacio de Loyola: La escena se sitúa en Manresa en 1522, allí el Santo se retiraba para orar a una cueva así como a escribir un libro con “Ejercicios Espirituales”. Allí se le apareció la Virgen María junto al Niño Jesús.

Se ha utilizado la composición propia de las pinturas ya realizadas en la Iglesia, el santo, en este caso S. Ignacio de mayor tamaño y la Virgen María junto al Niño Jesús de menor tamaño.

S. Ignacio aparece en el momento que estaba escribiendo los ejercicios y tras ver un resplandor gira su cabeza, con ropas pobres y junto a un crucificado, propio de la iconografía del santo.

La escena se sitúa en el interior de la cueva, tras S. Ignacio, la Virgen María y el Niño Jesús.

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LA VERITA’ MI FA MALE, LO SO – Angelo Nocent

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granada finestra sul mondo

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Vi fu un uomo portoghese di nome Giovanni Ciudad Duarte che, uscito dal manicomio dell’Ospedale Regio,  girava per Granada con la sporta e il bastone come un mendicante di sana costutuzione fisica. Inizialmente al suo passaggio alcuni gridavano:

Loco! Loco!”

Al pazzo! Al pazzo! 

Ma un bel giorno la gente gli cambiò  il nome, infatti, si era accorta che quel pazzo non solo DAVA ma SI DAVA, perché nei volti che incontrava vedeva Gesù e le persone vedevano Gesù in lui:

JUAN DE DIOS

GIOVANNI DI DIO

Quella volta, quando lo prendevano in giro,  aveva 45 anni ma, proprio col suo DARSI, morì a 55.

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San Giovanni di Dio  - Juan de Dios

Benedetto XVI nella sua prima enciclica DEUS CARITAS EST cita espressamente alcune figure somme della carità cristiana: Francesco d´Assisi, Ignazio di Loyola, Giovanni di Dio, Camillo de Lellis, Vincenzo de´ Paoli, Luisa di Marillac, Giuseppe B. Cottolengo, Giovanni Bosco, Luigi Orione, Teresa di Calcutta.

Il Papa ne è convito: i santi «Rimangono modelli insigni di carità sociale per tutti gli uomini di buona volontà. I santi sono i veri portatori di luce all´interno della storia, perché sono uomini e donne di fede, di speranza e di amore» (40). Naturalmente, tra essi eccelle Maria, la donna che ama, serve, accoglie i discepoli di Gesù come suoi figli e continua dal cielo la sua opera di intercessione materna.

San-Giovanni-di-Dio-Basilica-granada San Giovanni di Dio - Urna

(Il testo è ricavato da GESU’ di Don Luigi Bandera – Il titolo è mio)

Vedere - bartimeo

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