CHIARIMENTI NECESSARI PRIMA DELL’IMBARCO

AVVISO AI NAVIGANTI

UNA CASA DI
“SOGNATORI E VISIONARI”
DEL POPOLO DI DIO

“IO

effonderò il mio spirito…

e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;

 i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni…”

Gioele 3,1

 

«Che la tua vita non sia una vita sterile. Sii utile. Lascia traccia. Illumina con la fiamma della tua fede e del tuo amore… Incendia tutti i cammini della terra con il fuoco di Cristo che porti nel cuore». (J.M. Escrivà)

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Nel nome della Trinità Santissima:

Padre, Figlio e Spirito Santo.

AMEN

 

Mio Signore e Mio Dio,

più volte mi hai fatto comprendere

che il vero carismatico,

l’unico che possiede con certezza

i doni dello Spirito, sei Tu, Gesù,

DONO DEL PADRE.

 

Poiché sono così incosciente

da mettermi ferfino in testa

di possedere carismi, capacità e competenze,

di cui non dispongo,

preservarmi da una simile illusione.

Concedermi invece sapienza e discernimento

per essere tuo messaggero e niente più.

 

Che io sia preservato dal credermi un veggente,

capace di leggere nel cuore degli altri.

Dietro il pretesto dei carismi,

non permettere che io emetta giudizi su alcuno.

 

Se io vado per la strada della mia vita

portando la Buona Notizia del Vangelo,

mi capiterà ciò che già è successe al tuo profeta:

di essere un uomo sedotto da Jahvé,

deriso dagli uomini

e segno di contraddizione

per tutto il mondo.

Mi sostenga la tua destra.

 

Se le mie parole  presumono di essere sonanti

è proprio perché sono deboli;

La Tua Parola silenziosa

  è invece efficace e potente.

Ad abbattere le mura degli orgogli unani,

a far implodere le resistenze,

sei solo Tu, mio maestro crocifisso,

Dio della mia missione di servo inutile,

per la quale sii benedetto in eterno!

 

“O Signore, aiuta la mia incredulità”.

Donami la grazia della fede  in Gesù e nel suo Vangelo.

Usami solo per servire gli altri

ed amarli come ami Tu,

senza esclusioni.

 

Spirito di Gesù

vivi tu in me,

prega tu in me,

soffri tu in me.

Poiché solo quando ti posseggo sono ricco,

che io non ti perda.

Mia unica riccheza sia il Tuo Nome

che è sopra ogni altro nome.

AMEN

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Cara Deborath,

                        nessuna intenzione di voler evadere le domande. Pensavo invece di rispondere successivamente, nel modo più chiaro possibile. Ma la sollecitazione mi ha costretto ad un copia-incolla che troverai sul link in fondo alla pagina.

Qui vorrei approfittare per alcune puntualizzazioni non presenti altrove.

Cos’è una Compagnia?

Una buona definizione credo l’abbia data Don Giussani di cui in questi giorni si fa memoria: “La Compagnia autentica è quella che nasce quando uno incontra un altro che ha visto qualcosa di giusto, di bello e di vero, e glielo dice, e siccome anche lui desidera il giusto, il bello ed il vero, si mette insieme“.

Il Card. Ratzingher che al Congresso Mondiale dei Movimenti Ecclesiali del 1998 ha sviluppato il tema della “loro collocazione teologica”, nel suo intervento ha sostenuto, fra l’altro, che essi non vanno collocati tutti sullo stesso piano e che andrebbero quantomeno differenziati:

Ed ha precisato come:

“Li diversificherei con tre denominazioni:

  • movimenti,
  • correnti,
  • iniziative di mobilitazione…. “

Ha messo in guardia anche dal proporre una definizione troppo rigorosa, “poiché lo Spirito Santo tiene pronte in ogni momento delle sorprese, e solo retrospettivamente siamo in grado di riconoscere che dietro le grandi diversità esiste un’essenza comune”.

Che cosa sia un movimento vero e proprio, egli lo ha dedotto anche da questa constatazione:

“Poiché i movimenti nascono per lo più da una personalità carismatica guida, si configurano in comunità concrete che in forza della loro origine rivivono il Vangelo nella sua interezza e senza tentennamenti riconoscono nella Chiesa la loro ragione di vita, senza di cui non potrebbero sussistere”.

Nel caso della Compagnia dei Globuli Rossi, la personalità carismatica per eccellenza non fatichiamo a rintracciarla: è San Giovanni di Dio ( 1495 – 1550) rivisitato nel suo discepolo e pupillo contemporaneo  San Riccardo Pampuri (1897 -1930), modello additato alla Chiesa universale sul come stare nella Chiesa e nella società da credenti, laici o consacrati.

 

Come vedi, abbiamo la fortuna che tutto è già fondato. E chi vi aderisce, è semplicemente un operaio nella Vigna, come ama definirsi Benedetto XVI.

Dunque, il “Garante” del movimento che ne constata il carisma originario non potrebbe essere che l’Ordine dei Fatebenefratelli che da cinque secoli esprime nel mondo la Chiesa sanante, misericordiosa e samaritana.

Nello specifico, al momento, non ci sono statuti, voti, promesse, riconoscimenti gerarchici. L’adesione non è un atto formale pubblico ma un “sì” pronunciato nel segreto del cuore, sostenuto dalla condivisione che ci fa stare in comunione fraterna.

 

Epperò il mandato ufficiale ognuno l’ha ricevuto:

  • col Battesimo e la Cresima che non sono una cerimonia ma un Evento.
  • DONO che viene dall’alto attraverso la Madre Chiesa, una, santa, cattolica, apostolica.Riconoscimenti statutari a parte, l’adesione è libera e non impegna nessuno. Tendenzialmente laicale, anche i sacerdoti e i religiosi sono chiamati a simpatizzare ed a vivere il carisma del farsi prossimo che la tradizione ha sintetizzato nel termine “hospitalitas”, ossia accoglienza ed attenzione ad ogni pietosa situazione umana, perché siamo tutti indispensabi per portare gli uni i pesi degli altri, ovunque ci si trovi.Questa agibilità senza strutture, comporta un rischio: la dispersione. Ma noi lo corriamo, a costo di ricominciare sempre da capo.Internetet per il momento è il solo mezzo di comunicazione. Non ci sono soldi a monte, né quote da versare. Liberi di aderire, liberi di lasciare.

    Questa è una microscopica realtà che vive di fede, giorno per giorno. Si sviluppa nella misura in cui ognuno prova a dilatarla con la proposta: “La Compagnia autentica è quella che nasce quando uno incontra un altro che ha visto qualcosa di giusto, di bello e di vero, e glielo dice, e siccome anche lui desidera il giusto, il bello ed il vero, si mette insieme“.

    Non c’è una divisa, una tessera, una bandiera, una sede. Solo un melograno, di per sé significativo: composto da tanti chicchi, l’icona rimanda ai globuli rossi del sangue. Ognuno dove si trova è parte di un tutto. Una sfida della speranza.

  • Tuttavia, non dobbiamo ridurci ai proclami e “non possiamo limitarci a sperare. Dobbiamo organizzare la speranza! Oggi dobbiamo rimboccarci le maniche e metterci, con umiltà e discrezione, accanto ai tanti indifferenti senza Dio, senza codici, senza lavoro, senza progetti, senza ideali,[piegati dalla malattia, angustiati nello spirito, terrorizzati dal vivere o dal dover morire (n.d.r.)].
  • Di qui la necessità di interrogarci su certe scelte personali, su certe operazioni che privilegiano più il salotto che la strada, più la vestaglia da camera che il bastone del pellegrino.
  • Forse solo così ci predisporremo alla convrsione, e benediremo le inquietudini che l’hanno provocata” (Don Tonino Bello vescovo).
  • Siamo dei capillari sottilisimi ma necessari, innestati sulla rete arteriosa di Gesù e della sua Chiesa, che, anche attraverso questi piccoli vasi intercomunicanti, possono raggiungere le estremità del tessuto sociale, i luogi più impensati, per ossigenare gli sfiduciati e rianimare chi ha il cuore spezzato.
  • Perciò ognuno è addetto al trasporto dell’emoglobina e di ogni componente il Sangue Preziosissimo di Cristo,
  • tutti chiamati a trasfondere la Sua consolazione dove ci sono segnali si sofferenza, ad ossigenare tessuti necrotici, ad intervenire nei contesti anemici di fede e speranza.

Tecnicamente, il modo per esprimere la propria adesione è quello imposto da Windows Live: entrare con la propria e-mail che permette di partecipare attivamente nel sito, per poter scrivere, intervenire, ricevere, suggerire, esporre il proprio punto di vista…

A ciascuno è lasciato di SVILUPPARE LA FANTASIA DELLA CARITA’, come ci chiedeva l’amato Giovanni Paolo II, ossia di trovare il modo più idoneo di stare nelle situazioni e nei contesti in cui abita ma sempre in tensione per il Mondo e per il Regno.

Ce l’ho messa tutta ma non sono sicuro di essere risultato chiaro. In quanto a pescatore di uomini, non ho grande fortuna. Ma sono soltanto un operaio nella Vigna. IL Padrone è un altro. E, se non capisco male, sembra ripetere ancora l’invito rivolto un giorno a Piero, che ha lasciato tutti di sasso e stupisce ancora: «Prendi il largo e gettate le reti per la pesca» (Luca 5,4). Come non fidarsi?

 
 

Le parole di Gesù sono un vino “forte”, da centellinare.Venti secoli non hanno fatto che confermare le parole dell’apostolo Paolo:

«Il Vangelo è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede» (Romani 1,16). 

Pietro è la nostra guida 

“Di buon mattino andremo alle vigne 

e vedremo se mette gemme la vite,

se sbocciano fiori,

se fioriscono i melograni”

(Cantico dei Cantici 7,1).

Carlo Maria Martini  il Pastore e l’ispiratore della Compagnia…

REGOLA DI VITA DELLA COMPAGNIA 

 

S I M P A T I A

 

Il termine simpatia deriva dal greco συμπάθεια (sympatheia), parola composta da συν + πάσχω = συμπάσχω, letteralmente “patire insieme”, “provare emozioni con…”. L’essenza della simpatia infatti consiste nel provare emozioni simili ad un’altra persona, emozioni come la gioia, la sofferenza.

La simpatia nasce quando i sentimenti o le emozioni di una persona provocano simili sentimenti anche in un’altra, creando uno stato di “sentimento condiviso”.

Nel significato etimologico, il termine simpatia è usato per la condivisione di sofferenza o infelicità, mentre nell’uso comune esso può anche riferirsi anche ad emozioni positive.

GLOBULI ROSSI vuol dire farsi carico delle “emizioni ferite”.

San Ricardo Pampuri non è stato un enunciatore di princìpi. Li ha invece faticosamente  praticati in comunione di destino. Per questo noi riteniamo che abbia ancora molto da insegnare e segreti da svelare a chi se la sente di interpellarlo.

Grandi Movimenti sono sorti dopo Il Concilo Vaticano II. Non tutti e non sempre sanno dare al  dolore le parole che esige. Noi siamo chiamati a colmare questo vuoto.

Può apparire impresa ardua. E lo è, giacché richiede un lungo cammino di preparazione.

  • Le metropoli sono in sofferenza.

  • Più che di religione, il mondo ha bisogno di fede evangelica.

  • La tendenza è di sfornare messaggi religiosi.

  • Spesso vien meno l’incontro vivo con Gesù, l’incontro con Dio che rende possibile l’unica risposta al quotidiano.

Don Pansa, un parroco romano che opera sul territorio che va da Via della Nocetta a via Ramazzini, raccontando la sua esperienza, ha detto: “La religione ha i suoi tempi e i suoi riti, che sono giusti. La fede invece è la quotidianità della vita, è ciò che permette di dare un senso anche all’angoscia del quotidiano, anche al momento di vuoto, perché dice che tutto ha un senso in un progetto, in una vocazione, soprattutto l’esperienza della Croce che è l’esperienza fondamentale del cristiano.

A quella donna  ho detto: “prova a uscire da te stessa, a non pensare più al tuo io”…che in fondo è l’esperienza del morire, della Pasqua, della resurrezione. Tanto è vero che poi mi ha detto di voler fare del volontariato per i poveri anche per un lungo periodo di tempo”.

Un parroco così, andrebbe aiutato perché non può arrivare dappertutto. L’ambulanza GLOBULI ROSSI dovrebbe andare in avanscoperta a snidare queste situazioni, a fornire un pronto soccorso, ad entrare in sim-patia per indirizzare al meglio.

Molti oggi fanno l’esperienza di Agostino: “ho cercato me stesso, ho trovato il nulla”.  

I menzionato parroco fa un’altra considerazione: “Uno dei rischi che vedo nella Chiesa italiana è di considerare la parrocchia solo la comunità che si raduna per pregare. No, la parrocchia è un territorio, dove la gente vive, soffre, s’interroga. E’ pericoloso abbandonarsi a un narcisismo un po’ egocentrico nel senso di vedere solo la comunità dei fedeli. Tanto per cominciare, sono tutti batezzati. Io sono il loro parroco, il parroco di questo territorio”.

Sì, lui è il parroco dei 30.000. E come la sua, quante situazioni analoghe!

La mondialità…gli spiazzati…Ecco il sogno di Dio che vogliamo condividere con un “sì” pronunciato durante la Messa, nella comunità dei credenti. Nessuno s’accorge. Soltanto Dio che può leggere nei cuori. 

PARTIRE DAGLI ULTIMI

Le parole sono parole. Ma sono anche il mezzo per risvegliare le coscienze e riaccendere i fochi spenti o che covano sotto la cenere, bisognosi di un soffio che rivitalizzi la fiamma.

San Riccardo Pampuri sarebbe stato contento di ascoltare negli anni trenta parole come quelle del vescovo Tonino, che abbiamo la fortuna di ascoltare o leggere noi oggi:

  • “Partire dagli ultimi: non è l’ultimo ritrovato della inesauribile furbizia clericale che cerca spazio sul mercato della popolarità…

  • Una Chiesa povers, semplice, mite. Che sperimenta il travaglio umanissimo della perplessità e della insicurezza.

  • Non una Chiesa arrogante, che vuole rivincite, che attende il turno per le sue rivalse temporali.

  • Ma una Chiesa disarmata…che sa convivere con la complessità.

  • Che lava i piedi al mondo senza chiedergli nulla in contraccambio, neppure il prezzo di credere in Dio, o il pedaggio di andare alla Messa la domenica, o di una vita morale meno indegna e più in linea col Vangelo”.

In queste parole è sintetizzato tutto il San Giovanni di Dio del 1500, di grandissima attualità:

“…l’avete fatto a me”

(Matteo 25, 31ss)

  • «Ci sono profeti che scrivono, che parlano, che si fanno conoscere, diciamo i profeti maggiori…
  • E poi ci sono i profeti minori, che sono forse quelli che più fanno per il mondo, cioè quelli che non parlano molto, quelli che si fanno poco conoscere, ma che vivono seriamente la vita evangelica:
  • questi sono i profeti minori, quelli che costruiscono pezzo per pezzo la Chiesa, giorno per giorno.
  • Sono questi anonimi settantadue discepoli di cui ci parla il Vangelo […] che vanno in ogni città per annunciare la prossima venuta di Gesù” ( Carlo Maria Martini).

LaCOMPAGNIA…collocabile tra questi 72, si fa profetica nella misura in cui accoglie il Signore Gesù e trasmette nelle periferie del mondo il Suo Vangelo di consolazione, la Buona Notizia che salva e guarisce.

IL PASTORE BELLO

Immagine di papa San Gregorio I
Console di Dio
La Sua regola pastorale era “Pro veritate adversa diligere”, ovvero per il servizio della verità essere pronto ad amare le avversità

Papa Gegorio Magno , nella Regola pastorale dice che il “pastore bello” è “il più vicino agli uomini nella compassione” perché è “il più vicino a Dio nella contemplazione“.

Anzi in una Omelia sui vangeli (n.34) dice che gli apostoli sono come gli Angeli, i quali “sono sempre mandati e allo stesso tempo sono sempre davanti a Dio

…Così gli apostoli…”Ovunque sono mandati, ovunque vanno, camminano sempre nel seno di Dio (si muovono all’inerno della divina realtà)”.

Se questo era l’ideale di San Gregorio, monaco-pastore, può benisimo essere anche il sogno di ogni cresimato. Ognuno di noi dovrebbe avere un “angolo monastico”, un piccolo “eremo”, uno spazio di tempo possibilmente prolungato, riservato alla meditazione della Parola (la lectio divina), alla contemplazione (la “dolcezza contemplativa“).

A questo sogno è possible dare contorni precisi. Volendo adornare questo “angolo monastico”,

  • si potrebbe porre al cenro l’icona della Trasfigurazione di Gesù, che risulta essere sempre la prima e più importante icona per La Chiesa di Oriente;
  • a sinistra l’Annuncizione alla Vergine (l’inizio del mistero della salvezza)
  • a destra l’Ultima cena, con Giovanni che piega la testa sul cuore di Gesù (la conclusione del cammino si Gesù).
  • Sotto le tre icone starebbero bene 3 parole molto significtive;
  • sotto la Trasfigurazione di Gesù: In sinu Patris (nel seno del Padre;
  • sotto l’Ultima cena: In sinu Jesu (nel seno di Gesù);
  • sotto l’Annunciazone: In sinu Matris (nel seno della Madre.
Nel seno del Padre

Nel seno di Maria                               Nel seno di Gesù

“Qui si gioisce perché Dio è Dio”

 Se si potesse collocare sotto le icone un Tabernacolo, figurerebbero bene le parole sublimi del grande contemplativo, il beato Charle De Foucauld, che aveva collocato sotto il suo Tabernacolo a Tamanrasset: “Qui si gioisce perché Dio è Dio”.

Ognuno di noi ha bisogno di aggrapparsi a dei segni. I fratelli Protestanti discordano sulle raffigurazioni ma la più antica iconografia cristiana, nel tentativo di rappresentare visivamente l’immagine di Gesù, ha scelto la figura di Gesù buon pastore con sulle spalle la pecora perduta.

I racconti di Gesù con i peccatori, gli impuri, gli indegni, gli esclusi, sono certamente tra le pagine più straordinarie del vangelo:

  • l’incontro con la donna peccatrice (Luca 7, 36-50),
  • con l’adultera (Giovanni 8,1-11),
  • con la samaritana (Giovanni 4,1-42)
  • con Zaccheo (Luca 19, 1-10).

In ogni pagina del Vangelo Gesù manifesta chiaramente la sua particolaresimpatiacon queste categorie di persone. E’ stata la sua scelta preferenziale in cui si rivela la scelta “estrosa” di Dio: la Buona Notizia è soprattutto per i peccatori, per i lontani.

Stupisce la definizione che egli dà di se stesso: “Non sono venuto per chiamare i giusti ma i peccatori” (Marco 2,17). Se per Lui era ovvio, per gli ascoltatori era scandaloso. Ad essi ha avuto il coraggio di dire “Vi garantisco che i pubblicani e le prostitute entreranno prima di voi nel Regno di Dio” (Matteo 21,31).

 

 

 Solo oggi per la prima volta, mi capita di notare questo particolare che riguarda Pietro. Prima di affidargli il gregge, Gesù non ha chiesto all’apostolo se amava le pecore, ma se amava Lui, il pastore: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. “Signore, tu sai tutto, tu sai che io ti amo”. “Pasci i miei agnelli” (cf Giovanni 21, 15-17).

Chiunque passi di qui, deve saperlo: “L’amore di Cristo ci spinge” ( 2Corinti 5,14), cioè m’incalza, mi divora dentro come una febbre, mi tiene come incatenato: è come una forza travolgente e irresistibile che incombe sulla mia vita e a cui non posso più sottrarmi.

Amore contagioso. Ma attenzione: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Giovanni 15, 12-17). E, una volta scelti, Gesù non chiede un amore qualunque. L’amore che chiede è qualificato: “… come io vi ho amati”, un amore che implica “dare la vita per i propri amici”. In un altro punto Gesù dice ai discepoli: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.” Se non siamo chiamati al martirio, tutti siamo chiamati a dare la vita per i propri amici, “perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga”.

Quante volte davanti a questo tipo di amore cristiano ho avuto paura, sentito le mie  limitazioni e peccati. Ho avuto anche l’idea di chiedere semplicemente: “Signore, scegli un altro!”. Ma la sua risposta eccheggia negli orecchi: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”.

                            

    

Arrivederci!

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2 risposte a CHIARIMENTI NECESSARI PRIMA DELL’IMBARCO

  1. silvia ha detto:

    Grazie,Angelo.Che Dio ti benedica e…sia fatta la Sua Volontà!

  2. Deborath ha detto:

    Caro Angelo tutto quello che dici è verissimo, ma purtroppo raramente si ritrova nella società ed anche nella chiesa, purtroppo… Ti parlo per esperienza personale, come al solito, non amo riportare cose di altri o cose che non siano successe sulla mia pelle…Ti racconto una cosa semplice, ma che per me è stata molto dolorosa. Soffrivo molto per la perdita di mio padre e per la fine di una lunga storia d’amore, ho chiesto aiuto e sostegno al mio parroco e la sua risposta è stata: "devi prima andare dal neurologo e curarti con le gocce, poi, possiamo curare l’anima"…Non aggiungo altro se non una domanda: "Per curare un lutto così grave per me, quale cura migliore di Cristo avrei potuto trovare in questo mondo?"In quel momento nessuno ha saputo porgermeLo, procurando in me una sofferenza ancora maggiore e facendomi pensare che, a volte, anche la chiesa non vuole intorno gente con problemi, purtroppo, eppure il Signore mi è venuto incontro e la mia sofferenza non gli ha fatto schifo, non mi ha allontanato, ma mi ha atteso a braccia aperte, fino al momento in cui io mi ci sono buttata di peso e poi, anche nella chiesa, mi ha indicato le persone giuste, quelle che veramente portano ancora Lui nel mondo…Grazie Angelo per tutte le cose meravigliose che scrivi ed in cui mi ci rivedo completamente…."Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date…"

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