LA COMPAGNIA DEI GLOBULI ROSSI PREGA ANCHE COSI’

Posted on Dicembre 12th, 2008 di Angelo |

QUANDO PREGATE

non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. (Matteo 6,5)

"Pregate dunque il padrone della messe

che mandi operai nella sua messe!»

 (Matteo 9,38)

 

    NEL NOME DEL PADRE,      

DEL FIGLIO 

E DELLO SPIRITO SANTO.

 AMEN

  

 

Preghiera della Compagnia 

 

Signore, insegnaci a non amare noi stessi, a non amare soltanto i nostri, a non amare soltanto quelli che amiamo già.

  • Tu che sei buono, facci la grazia di capire che l’ansia di pensare agli altri è un dono che ci fa simili a Te;

  • Che amare prioritariamente coloro che nessuno ama  ci apre alla missione:  i ciechi vedono,   i sordi odono,  ai poveri è annunciato il  Vangelo della consolazione.

  • RENDICI degni della sofferenza degli altri,

  • ALLARGA i nostri orizzonti, le dimensioni del cuore, la profondità dell’amore,

  • CORREGGI la nostra miopia per individuare le lacrime da asciugare,

  • FORZACI l’udito per accogliere i gemiti  della disperazione,

  • PERSUADICI che sono troppi i tuoi figli che ogni giorno muoiono di fame senza meritare un simile castigo, muoiono di freddo senza meritare una tale punizione, muoiono di malattie senza alcun soccorso.    

Padre, che hai pietà di tutti i poveri del mondo, rendici  misericordiosi strumenti della tua compassione. 

Tu che nel Figlio ti sei caricato di tutte le sofferenze umane, usa le nostre schiene per i salvataggi d’emergenza e per i Tuoi progetti di salvezza.

 

Cristo Gesù, che ci hai spezzato il Pane della Vita e ci hai ritenuti degni di accostarci al Calice del Tuo sangue, offerto in sacrificio per noi, annotaci nel libro dei “donatori” della Tua carità.

 

Spirito, che sei il solo Consolatore, inviaci sul fronte dei destini umani più segnati dal dolore e dalle malattie, a trasfondere l’amore che hai per le Tue creature che popolano il pianeta.  

 

Santa Madre di Dio, tu che sei più vasta dei cieli, poiché hai racchiuso in Te Colui che i cieli non sanno contenere, volgi il tuo sguardo materno a questa Compagnia dove uomini e donne cercano, nel silenzio dell’ascolto e nella comunione dei cuori, sostegni di fede e di opere per chi è nella prova.

Aiutaci nello sforzo di scoprire che cosa vogliono afferrare le mani tese degli uomini e delle donne di oggi.

Donaci la pace dei pellegrini e la gioia di camminare insieme,perché ogni popolo e nazione accolga sempre più nel suo grembo, come tu hai fatto, il Verbo di vita, unica  speranza del mondo. AMEN”


 

 

Maria di Nazareth 

  • Mater  Hospitalitatis,

  • Onnipotentia supplex,

  • Signora di tutti i Popoli,

  • Santa Maria de los Remedios,

  • Sorella dai saggi consigli,

  • Donna del perpetuo soccorso,

  • Consolatrice degli afflitti,

  • Vigore degli infemi,

  • Genitrice che hai tanti figli fuori di casa e tanti senza casa,

  • mamma del più Povero e la più povera delle mamme,

  • dacci la grazia di avere cuore da vendere e tanta testa. 

  • Aiutaci nella nostra carità:

  • fa’ quello che non sappiamo fare, 

  • non  quello che non vogliamo o non osiamo fare. AMEN.

  

  

A GESÙ CROCIFISSO 

O Gesù, mi fermo pensoso ai piedi della Croce: anch’io l’ho costruita con i miei peccati ! La tua bontà, che non si difende e si lascia crocifiggere, è un mistero che mi supera e mi commuove profondamente.

Signore, tu sei venuto nel mondo per me, per cercarmi, per portarmi l’abbraccio del Padre.

Tu sei il Volto della bontà e della misericordia: per questo vuoi salvarmi ! Dentro di me ci sono le tenebre : vieni con la tua limpida luce.

Dentro di me c’è tanto egoismo : vieni con la tua sconfinata carità.

Dentro di me c’è rancore e malignità: vieni con la tua mitezza e la tua umiltà.

Signore, il peccatore da salvare sono io: il figlio prodigo che deve ritornare, sono io !

Signore, concedimi il dono delle lacrime per ritrovare la libertà e la vita, la pace con Te e la gioia in Te. Amen.

(Angelo Comastri Arcivescovo – 8 Dicembre 2005)

8 Dicembre 2005

 

 


O Maria,

oggi la Compagnia che Tu hai in mente, ti proclama Regina:”Sub tuu praesidium…”

Oggi rinnoviamo la nostra consacrazione a te, Mater Hospitalitatis, perché dove ci condurrai, nascano luoghi di stupore.

Guarisci le infermità del nostro spirito.  Facci comprendere che l’Eucaristia è il Sacramentum Hospitalitatis, la piscina probatica dove ri-nascono il corpo, la mente, lo spirito.

Ottienici dal Signore Gesù , noi, gli ospitati per primi, soccorsi e teneramente amati, di essere, a nostra volta, ospitali, soccorritori,  teneramente amanti: “Amatevi come vi ho amato”.

Mandati nel mondo a guarire ogni sorta di infermità, Tu, la numero uno della Compagnia, ìndicaci i sentieri da percorrere per raggiungere, senza esitazione e smarrimenti, i confini della terra.

Aiutaci a riconoscere in ogni volto che incontriamo il Viso dolcissimo del nostro fratello Gesù, il cui Nome è salvezza per tutti gli uomini.

 

Insegnaci a pregare perché Lui cresca ed il nostro io diminuisca fino a scomparire in Dio per ritrovarci insieme nel  giorno benedetto, quell’ottavo , che non avrà fine.

 

Riscalda il cuore dei giovani perché trovino il coraggio della donazione eroica e senza calcolo. E a noi, incamminati ormai verso il tramonto, restituisci la nostalgia vitale degli ardori giovanili, per superare la diffidenza, la stanchezza, le delusioni dei giorni che ci restano.

 

Per tua ispirazione, i tradimenti e le debolezze del vissuto, non soffochino l’anelito del cuore: amarti e farti amare. Del resto, ci è toccato, nonostante tutto, di vivere i giorni migliore della Storia, che è sacra per il VERBO che in Te, sorella e madre, vergine immacolata, ha preso carne e condiviso la nostra sorte. AMEN

 

 

  padrepio

PREGHIERA A SAN PIO DA PIETRELCINA

  

Padre Pio,
tu sei vissuto nel secolo dell’orgoglio:
e sei stato umile.

 

Padre Pio,
tu sei passato tra noi nell’epoca delle ricchezze
sognate, giocate e adorate:
e sei rimasto povero.

 

Padre Pio,
accanto a te nessuno sentiva la Voce:
e tu parlavi con Dio;
vicino a te nessuno vedeva la Luce:
e tu vedevi Dio.

 

Padre Pio,
mentre noi correvamo affannati,
tu restavi in ginocchio
e vedevi l’Amore di Dio inchiodato ad un Legno,
ferito nelle mani, nei piedi e nel cuore:
per sempre!

 

Padre Pio,
aiutaci a piangere davanti alla Croce,
aitaci a credere davanti all’Amore,
aiutaci a sentire la Messa come pianto di Dio,
aiutaci a cercare il perdono come abbraccio di pace,
aiutaci ad essere cristiani con le ferite
che versano sangue di carità fedele e silenziosa:
come le ferite di Dio! Amen.

 

+ Angelo Comastri Vescovo

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