GLOBULI ROSSI COMPANY: IL PRIMO ADERENTE E’ DONNA – Angelo Nocent

ROSANNA 

la prima ADERENTE

alla COMPAGNIA….

Dalla facoltà di Lingue e Letteratura Straniera a…

 Chi salirà la montagna del Signore,  chi starà sul suo santo monte? – si domanda il pio ebreo nella preghiera del salmo 23; Chi ha mani innocenti e cuore puro – risponde Dio Salvatore.

Gesù, Dio che salva, è l’altura stupenda, la santa montagna che l’uomo deve scalare, percorrendo la via da Lui tracciata:

E questa volta s’è nuovamente materializzata ed è ricomparsa all’orizzonte: 

  • Io sono la Via che conduce al Padre,
  • la Verità che rende l’uomo libero,
  • la Vita che dona la vera e piena gioia, dice il Signore. 

 

  

Miracolo! 

RIPESCATO IN ARCHIVIO

Tutto è iniziato così, molto semplicemente: 

  • Prima  la timida divulgazione su internet  di un messaggio – proposta;
  • Tante invocazioni allo Spirito Santo di Gesù.
  • Poi il primo aggancio.
  • Da una misera foto microscopica e sfuocata, il volto di una giovane donna.
  • L’abbigliamento non mi ha fatto pensare a una consacrata. L’ho capito solo leggendo il suo messaggio: 

Mi associo con tutto il cuore!!!!!

Vi ricorderò nelle mie e nostre preghiere davanti al Santissimo nella nostra cappella!!! 

Il Signore vi benedica per tutto il bene che fate!

Con affetto in Cristo.

                                         Rosanna Rosa rossa 

In fianco alla firma c’era una rosa, una piccolissima rosa rossa, molto significativa.

 

.

Allora sapevo pochissimo di lei, solo che era una consacrata e che avrebbe pregato perché il sogno si realizzasse. Ora è emerso qualcosa di più: tutto quello che ho riportato sotto.   

1-1-San Giovanni di Dio - Raúl BerzosaGrazie, Rosanna. Resta pure nell’ombra, se vuoi, ma noi ti ringraziamo tanto e ti sentiamo energicamente presente perché sei una orante solidale. 

Ricambiamo come possiamo, ma con tutto il cuore. 

E la benedizione di san Giovanni di Dio  e San Riccardo Pampuri siano sulla tua comunità.

San Riccardo Pampuri - Trivolziio

Nel tentativo di spiegare e nel timore di non riuscirvi, così il mio predicozzo di “benvenuto” alla prima risposta di adesione:

Grazie, Rosanna, per la rosa, ma soprattutto per il “Mi associo con tutto il cuore!!!!!” che leggo come un segno dello Spirito. Infatti, tu sei la prima associata dal battesimo del sito e fai quindi parte della Compagnia dei GLOBULI ROSSI

Forse non sai che non si tratta di una delle tante proliferazioni del nostro tempo ma la ri-scoperta di un Movimento dalle origini divine. Infatti, la Compagnia nasce la sera stessa in cui il Signore Gesù fu tradito:

Quando fu sera (Vespere autem facto) Gesù si mise a tavola insieme con i dodici discepoli” (Mt 26,20).

Tutto ha inizio con quel gesto ospitale che la liturgia ambrosiana nell’antifona dopo il vangelo dell’Ultima Cena così condensa: “Oggi mi ricevi come ospite alla Tua cena mirabile”.

Dunque, all’inizio c’è un gesto di ospitalità. Quel fatto è narrato dall’evangelista Giovanni che di quella Cena non fa menzione del Pane e del Vino ma solo del gesto così eloquente e sconvolgente

4Allora si alzò da tavola, si tolse la veste e si legò un asciugamano intorno ai fianchi, 5versò l’acqua in un catino, e cominciò a lavare i piedi ai suoi discepoli. Poi li asciugava con il panno che aveva intorno ai fianchi.

6Quando arrivò il suo turno, Simon Pietro gli disse:
– Signore, tu vuoi lavare i piedi a me?
7Gesù rispose:
– Ora tu non capisci quello che io faccio; lo capirai dopo.
8Pietro replicò:
– No, tu non mi laverai mai i piedi!
Gesù ribatté:
– Se io non ti lavo, tu non sarai veramente unito a me.
9Simon Pietro gli disse:
– Signore, non lavarmi soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo.
10Gesù rispose:
– Chi è già lavato non ha bisogno di lavarsi altro che i piedi. È completamente puro. Anche voi siete puri, ma non tutti.
11Infatti, sapeva già chi lo avrebbe tradito. Per questo disse: “Non tutti siete puri”.
12Gesù terminò di lavare i piedi ai discepoli, riprese la sua veste e si mise di nuovo a tavola. Poi disse: “Capite quello che ho fatto per voi? 13Voi mi chiamate Maestro e Signore, e fate bene perché lo sono. 14Dunque, se io, Signore e Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 15Io vi ho dato un esempio perché facciate come io ho fatto a voi. 16Certamente un servo non è più importante del suo padrone e un ambasciatore non è più grande di chi lo ha mandato.”(Gv 13, 4-16).

Ancora più stupefacenti sono le parole successive del Maestro: “Io vi assicuro questo: chi accoglie uno che è mandato da me accoglie me; e chi accoglie me accoglie il Padre che mi ha mandato” (v.28

Il mandato alla Compagnia è preciso: “anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 15Io vi ho dato un esempio perché facciate come io ho fatto a voi.”.

Anche Giovanni di Dio, dopo tanta resistenza, si è lasciato lavare dalla Parola di Gesù nella festa di san Sebastiano. Come frecce sono entrati nella sua carne gli inviti alla conversione, a lasciarsi lavare, lanciati dal santo Giovanni d’Avila, maestro di spirito di numerosi santi,  chiamato a Granata per la festa del martire.

Lavare i piedi è sinonimo di ospitare in casa propria, servire l’ospite, renderlo commensale  di una Cena che da allora quotidianamente viene servita in migliaia di punti della terra “per la vita del mondo” (Gv 6,51). Coloro che hanno avuto la grazia di cenare con il Signore sono consapevoli di aver ricevuto un mandato : “perché facciate come io ho fatto a voi”. E ancora: “Fate questo in memoria di me”.

Ecco spiegata la Compagnia dei GLOBULI ROSSI. Chi si lascia trasfondere nelle vene il sangue di Cristo, (lavare il sangue, la dialisi), diventaa sua volta  “DONATORE” 

 *   *   *

 rosanna2001la prima iscritta alla Compagnia dei Globuli Rossi. it@yahooSilenziosa, invisibile, ma presente, Rosanna appartiene a una comunità di laiche consacrate…:

“…la strada della consacrazione a Cristo a servizio dei fratelli; di tutti i fratelli che avrei incontrato sul mio cammino, i poveri, gli ultimi, i soli, gli abbandonati, gli scoraggiati, gli anziani, i sacerdoti, i piccoli, tutte quelle anime che il Signore mi avrebbe affidato e anche tutte le altre anime che non avrei mai conosciuto personalmente su questa terra ma per le quali avrei pregato” .

Noi siamo in questo elenco a diversi titoli. E in questo cammino abbiamo sperimentato l’ effetto della sua preghiera segreta, nascosta. Da questo suo scritto, comprendiamo tante cose. E ne faremo tesoro.

 Grazie, Rosanna, anche noi preghiamo per te.

 

 Ricordando Don Aldo Prato 

Parroco di Cristo Re – San Severo

“ NON VI LASCERÒ ORFANI, SARÒ SEMPRE CON VOI”

Di lui Suor Rosanna ha scritto una pagina rivelatrice non solo del sacerdote ma anche della sua anima:

“E’ una parte del testamento spirituale di Don Aldo, lasciatoci pochi mesi prima della sua morte, così prematura e inattesa;

parole, tantissime volte ricorrenti nella mia mente, nella mia memoria, che mi hanno dato sostegno e forza nei momenti difficili e non, durante questi lunghi 10 anni.

Mi ha sempre sostenuto sapere che ci sarebbe stato lui a guidarmi, a continuare a guidarmi nelle mie scelte più impegnative, come quella di seguire Gesù nella vocazione religiosa-missionaria. Ricordo che quando decisi di consacrarmi a Dio, circa un anno dopo la sua morte, seguendo una spiritualità forte e stupenda, per me congeniale con quanto avevo appreso prima, ritenni salutare e naturale consegnare nelle mani del mio nuovo direttore spirituale della nuova comunità, come mie credenziali, tutto quanto sapevo di Don Aldo e avevo appreso da lui, come per dire:

“Ecco, questi è stata la guida dell’anima mia, il conoscitore delle mie più recondite aspirazioni, il promotore del Divino in me. Voglio continuare su questa linea.”

A distanza di anni posso dire che la sua presenza nell’anima mia come guida, è sempre costante e corroborante. La natura poi e la fisionomia della spiritualità abbracciata, in sintonia perfetta con le sue direttive, mi hanno garantito quella continuità necessaria per procedere serena lungo la strada indicatami da Dio:

la strada della consacrazione a Cristo a servizio dei fratelli; di tutti i fratelli che avrei incontrato sul mio cammino, i poveri, gli ultimi, i soli, gli abbandonati, gli scoraggiati, gli anziani, i sacerdoti, i piccoli, tutte quelle anime che il Signore mi avrebbe affidato e anche tutte le altre anime che non avrei mai conosciuto personalmente su questa terra ma per le quali avrei pregato.

Avrei trovato nei volti dei miei fratelli di tutto il mondo quel Cristo che Don Aldo ci invitava a scorgere e ad amare nei volti dei tanti bisognosi che accorrevano a lui per essere aiutati nel corpo e nello spirito;

nel volto di Nicolino, il senza tetto, che lui tanto amorevolmente aveva accolto, nutrito e amato nella sua canonica.

Mi è tanto caro il ricordo di Nicolino e di tutto quello che l’amore nei suoi confronti aveva generato in tutti noi: la sensibilità e la partecipazione alle sofferenze dell’altro, la carità che è amore, dono non elemosina, la gioia di far felice l’altro.

Ricordo a questo proposito l’emozione grandissima che suscitò in me e in tutti noi la commozione di Nicolino nel ricevere un pacco regalo la notte di Natale che trascorremmo tutti insieme, con lui e Don Aldo, nel caro e caldo salone della sacrestia, memorabile luogo di incontro in indimenticabili serate invernali presso il “caldo” camino.

Un camino sempre acceso, segno tangibile di unione di anime che, dopo aver attinto alla fonte dell’Eucarestia, si stringevano nello stesso grande amore per Dio, per i fratelli e per tutto ciò che è bello, buono, giusto, puro, edificante, valori ai quali ci richiamava continuamente Don Aldo con i suoi discorsi, le sue adunanze, i suoi richiami, il suo costante testimoniare con la sua stessa vita, con la sua stessa persona, i suoi atteggiamenti, il suo fare, che apparteneva tutto a Cristo.

La pace interiore, la serenità, la fortezza d’animo, il corpo e il silenzio parlano eloquentemente nelle persone che hanno incontrato Dio. Testimoniare per lui diventava una necessità vitale, un fuoco, uno stimolo, un bisogno di proporre pure agli altri la gioia di essere finalmente liberi!

“Liberi dalla superficialità che ci attanaglia, ci affligge e ci soffoca, e quel che è peggio non ce ne accorgiamo neppure.”

Sono sue queste parole, ricche di una forza travolgente alle quali non si poteva rimanere indifferenti. A noi giovani soprattutto era rivolto il suo disperato appello a non cedere alle lusinghe del mondo, di quelli che comprano l’anima in cambio di misere e passeggere soddisfazioni umane; a rimanere fedeli, coerenti ai grandi ideali cristiani che soli danno pace e gioia; ad andare fino in fondo, vincendo ogni rispetto umano e falsa diplomazia umana, pure a costo dell’incomprensione, della solitudine, della morte stessa.

Mi è rimasto profondamente impresso, a questo proposito, una processione organizzata da lui e partecipata da una grande folla parrocchiale, in riparazione di un atto sacrilego verso la SS. Eucarestia. Era stato fatto scempio di alcune ostie consacrate, in una chiesa vicina. Ricordo che per me fu un esempio di grandissimo amore per Gesù Eucarestia e ancora un’occasione per me, giovane adolescente, di vincere quel rispetto umano tipico che il partecipare ad una processione comporta soprattutto nei ragazzi.

Pregare ad alta voce, pubblicamente, insieme a tanti altri, trascurando tutti gli sguardi e commenti di spettatori insensibili e cristiani superficiali ai bordi delle strade, significava per me una testimonianza chiara e precisa del mio appartenere a Cristo; e di questo non mi vergognavo, anzi mi riempiva di gioia.

Questa e tante altre esperienze mi portarono a coltivare dentro di me un’ansia grande di uscire fuori dal mio ambiente, per portare Gesù a tutto il mondo. Avrei voluto subito partire per il mondo intero e mettere in pratica quanto credevo di aver appreso sufficientemente per evangelizzare i popoli, convinta che fossi già abbastanza preparata da affrontare i rischi e pericoli che il mondo fuori mi avrebbe riservato.

Qui interveniva l’attenta e paziente azione dell’educatore – pastore che ci invitava tutti e me in particolare, a saper attendere il momento propizio permesso da Dio, dopo lunghi esercizi di autocontrollo, di silenzi, di piccole rinunce, di meditazione, di riflessioni, di saper cogliere il divino dentro e intorno a noi, nella natura, negli eventi, nei nostri stessi pensieri e desideri. Tutto questo in risposta alla pretesa dei giovani di oggi e di sempre, di voler tutto, subito e sempre, senza fatica, senza dare spazio a quel mistero inesprimibile di cui lui ci parlava come profondamente insito in noi, nella nostra anima e che dovevamo tener caro come la cosa più preziosa di noi stessi.

La sua persona incuteva rispetto e timore, ma nello stesso tempo una confidenza sconfinata che mette pace e dà fiducia. Un giorno ebbi modo di assistere ad un evento straordinario, per me toccante in una maniera molto particolare che attesta questa sua straordinaria capacità di favorire il rispetto verso la sua persona, non solo in quanto uomo, ma anche e soprattutto in quanto sacerdote, ALTER CHRISTUS.

Era nostra consuetudine infatti salutarlo baciandogli la mano e pronunciare la bellissima frase: CRISTO REGNI, SEMPRE NEI NOSTRI CUORI. Incontrai un giorno, per strada una mia compagna di liceo che sapevo essere dichiaratamente allergica a chiese, preti, suore, ecc., e con alcuni problemi di tossicodipendenza. Fui contenta di incontrarla e scambiare alcune parole con lei circa la scelta della facoltà universitaria e altro. Ma giunti a mezzogiorno, ed essendo nelle vicinanze di Cristo Re, volli sospendere cortesemente la conversazione per portarmi in chiesa e salutare Gesù. Mi congedai da lei dicendole molto spontaneamente che sarei andata in chiesa a pregare per alcuni minuti, e con molta naturalezza la invitai ad accompagnarmi

Con grande gioia da parte mia, acconsentì ed insieme entrammo in chiesa.

Sarà stato il profumo dell’incenso ancora nell’aria, il silenzio, l’atmosfera un po’ magica del sentirsi dopo tanti anni nuovamente in una casa a lei non completamente estranea, anche se lontana nel tempo, il balbettare alcune preghiere non completamente dimenticate; tutto questo fece sì che in lei si riaccendesse un’emozione intensa, bella che non provava da tanto tempo.

Ma la cosa più sorprendente fu quando, alla vista di Don Aldo che, vedendoci, ci venne incontro per salutarci e complimentarsi con noi per la bella idea di essere entrati in chiesa per salutare Gesù, la ragazza dietro il mio esempio si portò anch’essa a baciargli la mano in segno di saluto.

Io fui molto sorpresa di questo atto sapendola appunto “mangia-preti”, ma lungi dal renderla manifesta, mi tenni ben bene la mia sorpresa, e con molta naturalezza, dopo aver salutato Don Aldo e Gesù, uscimmo dalla chiesa.

E’ inutile dire quanta sorpresa e stupore manifestò la stessa ragazza all’uscita. Non finiva più di dire che non credeva ai suoi occhi per tutto quello che le era capitato quella mattina; una cosa tanto insolita per lei: essere entrata in una chiesa, aver recitato delle preghiere dopo tanti anni ma soprattutto aver baciato la mano ad un PRETE!! …

Probabilmente fu la santità di quel PRETE ad attirare quell’anima a Dio, che tanto ama, e tutti ama, anche i mangia-preti!!

Che dire poi della sua grandissima fede nella potenza della preghiera che, fatta con amore e sincerità, diventa un’arma potente per ottenere da Dio i miracoli. Come non ricordare il miracolo della guarigione del mio carissimo papà, per la cui salute e guarigione pregammo tutti intensamente, e con amorevole cura paterna Don Aldo seguiva, insieme a noi della famiglia, tutti gli esiti della difficile degenza post-operatoria al cuore, in ospedale, di mio padre.

Apprezzai tantissimo questo suo interessamento per il nostro caso, e soprattutto sentii molto forte l’unione delle nostre anime oranti, insieme a quelle di tutta la parrocchia, sollecitata da Don Aldo, per strappare a Dio il miracolo della guarigione.

Ricordo che quell’esperienza fu molto importante per me, perché toccai con mano e capii fino in fondo la potenza misteriosa e sublime del dolore e della sofferenza; e come attraverso esse Dio ci avvicina a Lui in un modo meraviglioso.

Mi maturò moltissimo spiritualmente quell’esperienza, e mi permise, insieme ad altre successive, di comprendere sempre più profondamente il significato del dolore e della partecipazione alle sofferenze delle anime e dei corpi dei fratelli, che avrei poi incontrato nei miei apostolati da religiosa.

Rosanna – 16 Maggio 2002


4 Dicembre 2007 

   

ROSANNA PIRULLI –  Il suo ultimo messaggio: 

Scovata nuovamente sul web, l’ho invitata a farsi viva. E’ di ieri l’ultimo strattone che le ho dato: “Biricchina, scappi sempre!” 

  • Si, sono io carissimo, e ho anche letto il tuo scritto riguardante me, riportato sul tuo bellissimo sito di globuli rossi!!!!

  • Sono contenta di constatare che siete in tanti, complimenti!! 

  • Vi seguo con la preghiera!

  • Buon lavoro.

  • Rosanna

 

  • Lo so che Rosanna, il nostro “IL PRIMO GLOBULO ROSSO“, è molto impegnata in tante iniziative. 
  • So anche che se ne sta in adorazione davanti al SS. Sacramento a pregare per un mare di gente e anche per noi;  
  • So inoltre che è Curatrice Rubrica Meditazioni per tutti : Rosanna Pirulli. 

??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Ora che è ri-comparsa nel nostro piccolo cielo vedremo di riuscire a trattenerla. Solo che assomiglia a un glillo e, se vogliamo che canti, bisogna “catturarla” e metterla in gabbia. Perciò la affidiamo al Custode della Compagnia, lo Spirito Santo ed alla Virgo Pontens di cui è devota. 

www.sehaisetediluce.it ,  sito web di apostolato cristiano cattolico a cura di Rosanna Pirulli .

  • So che dietro dietro c’è una realtà: l’Associazione Volontari della Carità : vedi in fondo. 
  • Lei però deve sapere che abbiamo bisogno anche di un rapporto umano, di un filo diretto. 
  • Se dallo Spirito ci perverranno istruzioni, troveremo il modo di creare un ponte di collegamento, sempre pensando in grande ma muovendo i piccoli passi di cui sono capaci le nostre gambe corte.
  •  Per il momento ci fermiamo qui:

” IMMACOLATA MARIA “

preghiera di Madre Provvidenza

                                  

Immagine:Bartolomé Esteban Perez Murillo 021.jpg

Immacolata Maria

 

Bella, fulgida stella che all’orizzonte appari coi Tuoi fari di luce nella notte fonda, quando un Tuo figlio Ti invoca:«O Madonna, speranza mia», Tu che sei Madre del Divino, ascolta la mia preghiera.

Vorrei poggiar il capo sul Tuo sen virgineo, e con le mie braccia stringerTi al petto, come un giorno Tu stringesti il Diletto, Pastor dell’immenso gregge.

Bella, assisa sul trono d’un mondo immenso, denso d’amarezza, nell’ebbrezza della Tua Potenza, o Maria, vita mia Tu sei.

Il Tuo Cuor di sofferenza pieno, invita il figliol a prostrarsi ai Tuoi piè in riverentia e affetto.

Donna dai lineamenti dolci e soavi, che tieni nelle mani le chiavi del Regno dei Cieli, conserva un posto anche a me e a tutti quelli che hanno servito il Tuo Figlio Gesù.

Guarda a questa terra intrisa di sangue che langue alla ricerca di pace, e provvedi con la Tua tenerezza, mentre volgi i Tuoi dolci occhi di lacrime pieni.

Proteggi il peccator pentito, e col Tuo dito segnalo al Tuo Figliol che il mondo regge perché anch’egli fa parte del Suo gregge.

Sorella dei naufraghi, potente liberatrice degli ossessi, forze dei tribolati, speranza dei carcerati, ultimo rifugio dei disperati, veglia, o messaggera d’Amore, Immacolata più di un fiore. Nel silenzioso deserto diffondi il Tuo profumo quasi a dar vita al nulla di quel luogo solitario dove Tu, qual vegliardo, custodisci fin nelle estremità della sua esistenza.

Maria, Nome dolce e soave, sii benedetta. Tu, la concepita senza peccato perché sei la Madre del Dio vivente che a noi s’è dato qual cibo per ristorar le ossa fredde ed intirizzite.

Coprici col Tuo manto, gran Regina, perché dalla sera alla mattina, vogliamo stare appresso a Te perché sei nostra Madre.

CLICCA SU

DESCRIZIONE:

 

Se tutto nella vita è relativo, Relativa è anche l’ idea che ognuno ha della Felicità….
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L’Associazione Volontari della Carità, coordinata attualmente da Padre Luigi Graziotti, è formata da volontari e volontarie al servizio dei fratelli per svolgere le opere di misericordia verso quanti scrivono in cerca di consiglio e aiuto.  Vi sono anche delle laiche consacrate che vivono la spiritualità di Madre Provvidenza, scomparsa nel giugno 2002 in odore di santità , con un unico spirito e una medesima vocazione : il loro compito è di pregare per quanti presentano le loro necessità e per tutti i Sacerdoti del mondo , specie i Missionari .  Hanno anche una rivista di spiritualità “Virgo Potens”. Chi desidera scrivere per chiedere preghiere può farlo liberamente sia per e-mail che per lettera .

SI PUO’ RICAVARE  DA  TADIZIONI  MONASTICHE UN PERCORSO DI VITA DONATA ANCHE PER DONNE E UOMINI LAICI ?

Recapito : Associazione Volontari della Carità , via S. Lucia , 5 , 24020 , Pradalunga (BG) – tel/fax 39035767618

Sito internet : www.sehaisetediluce.it  – E-mail : ama@sehaisetediluce.it    

 

 
AVETE
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 PORTATELI QUI:
 
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