Discussione su Festa della Donna o regressione?

 

Citazione da  GIORGIO  http://cid-8fe98602d5e71b49.profile.live.com/

Festa della Donna

     http://digilander.libero.it/PensieriInVolo/homefestadelladonna/festa%20della%20donna.jpg     

o regressione?

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    Cambiamenti che mutano il ruolo sociale
 
Se ricordiamo bene, fino alla prima metà del Novecento le donne erano costrette a sposarsi e badare alla famiglia. Poi hanno voluto conquistare autonomia e libertà, decidere della propria vita e per un periodo sono riuscite a imporsi e cambiare il mondo, mentalità e comportamenti. Ma cosa succede adesso, a soli 30-40 anni da quel periodo? Le leggi che riguardano le donne, i loro diritti, sono state conquistate ma c’è uno scollamento tra questa legislazione avanzata e le esigenze reali.
 
Le loro libertà si sono rivelate fittizie: possono uscire da sole di notte e vestirsi come desiderano, ma vengono insultate e violentate; possono lavorare, ma il loro stipendio è inferiore a quello degli uomini e non fanno carriera; possono decidere di separarsi dal marito, ma non sanno poi come sopravvivere; possono lavorare in Tv, ma si devono spogliare. La donna continua a essere tenuta in uno stato di soggezione, di dipendenza economica, di insicurezza, mentre è bombardata – attraverso la pubblicità e i mass media – da modelli di perfezione a cui si deve uniformare.
 
Il problema va inquadrato all’interno di una società dove la produzione, la vendita e il consumo sono i suoi soli scopi, dove c’è la possibilità di comprare tutto, anche le persone, col denaro e il potere (che è detenuto quasi esclusivamente dagli uomini), dove persiste una mentalità che accetta che l’erotismo sia legato solo alla rappresentazione del corpo femminile. La violenza dell’uomo sulla donna è atavica, inconscia.
 
Gli uomini, negli anni passati, pur sollecitati dal femminismo, non hanno fatto nessun lavoro su se stessi e hanno avuto la meglio: tutto è tornato come prima. L’unica differenza è che gli uomini possono ora disporre più ampiamente delle donne perché esse sono "più libere"  da un punto di vista emancipativo ed anche  sessuale.
                                                                                                       Giorgio

https://i0.wp.com/www.chronica.it/public/uploads/2008/04/musulmane-2.jpg

Deborath Greco ha scritto:
Giorgio è tutto vero quello che dici… Vogliamo parlare, poi, delle donne che sono costrette a firmare contratti in cui si impegnano a non rimanere incinte, pena il licenziamento? O di quelle vittime di mobbing, perchè, pur non avendo firmato alcun contratto, si ritrovano a perdere il lavoro perchè in attesa di un bambino?
E’ facile dire a parole che bisogna tutelare la donna, che bisogna fare bambini, che la popolazione italiana sta invecchiando… Ma come si possono fare i figli se poi si viene licenziate? Con che cosa si sfamano?
Caro Giorgio, si fa sempre tanta demagogia, tante belle parole, ma fatti concreti molto molto pochi!!!
Scusa il mio sfogo, ma certe cose non le posso proprio soffrire, certi controsensi sono inaccettabili e incomprensibili!
Ciao Giorgio, a presto…
1 ora fa

skay rose ha scritto:
HAI RAGIONE, come sempre Giorgio, i tuoi post arrivano diritto al punto…….si io penso che non si possa parlare di cambiamento ma piuttosto di un ‘inversione di tendenza, il bilancio è amaro …… Leggendo bene il tuo post penso che soprattutto a livello legislativo sia mancato l’appoggio importante che avrebbe dovuto accompagnare e favorire l ‘emancipazione delle donne…molte leggi ad esempio riguardo il divorzio e l’ aborto sono state "propinate" ma non accompagnate da un adeguato sostegno che aiuti soprattutto le donne nel cammino anche di dolorose di certe scelte.Non parliamo poi del diritto lavoro ….soprattutto nel sud Italia. Donne più libere…..ma libere per cosa?
Grazie per l’attenta analisi sono d’accordo su tutto.
Un’abbraccio e a presto
14 ore fa

lucetta p.ha scritto:
Quanto hai ragione!!!!! Condivido ogni parola.
14 ore fa

 

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