LA DOMENICA DELLE SCHIENE A DISPOSIZIONE DI DIO

 Ingresso messianico di Gesù (Miniatura di scuola bolognese del sec. XIII)

Sono andato a ripescare una vecchia pagina che ha a che fare con la Domenica delle Palme e che ci rinfresca la memoria. 

Quando ho conosciuto il diacono Vittorio Morini di Ravenna, egli, deciso a cambiare vita arruolandosi nella Compagnia, ha optato per un nuovo nome. La sua è una scelta ma anche un messagggio in codice: quando la tua schiena non ce la fa, sai su chi  scaricare i pesi: sul SOMARELLO di Dio. 

Che diacono sarebbe altrimenti? 


 

Il diacono permanente Vittorio Morini, Ravenna, coniugato, 4 figli di cui Stefano sacerdote donum fidei in Perù 

Sono Somarello;  vorrei dare una interpretazione al nome scelto.
In Marco 11,2-3 si legge che Gesù manda due dei suoi discepoli: “Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato (…). Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: Il Signore ne ha bisogno …”
Ecco, Angelo, il messaggero, mi ha contattato e mi ha sciolto, ma sono consapevole che rimango un somarello.
 
Un somarello dunque, disposto a portare il Signore Gesù che è vivo e si fa presente nella Sua Parola, ma anche nei malati, nei sofferenti, nei poveri, negli ultimi in modo del speciale.
Un saluto allegro a tutti e una preghiera perché questo anno ci porti la Gioia che il Signore ci dà.
Somarello8

CSan Giovanni-di-Dio-a-Ceutaaro Vittorio,

all’interpretazione che hai dato al Vangelo di Marco, 11,  2-3, vorrei aggiungere qualcosa.

Tu, in grazia dell’ordinazione diaconale, vieni in mezzo a noi portandoci il Messia. Infatti il Vangelo, la Buona Notizia è Cristo stesso, lo Spirito Santo donato.

Quando Gesù entra in Gerusalemme cavalcando un asino, i pellegrini manifestano una gioia che non è solo interiore ma esteriorizzata.  Anche i discepoli di Gesù e Gesù stesso, sono esultanti.

(nella foto San Giovanni di Dio spacctore di pietre  a Ceuta, per sostenere una famiglia nobile decaduta e in miseria).

Egli orienta la gioia dei suoi: essi non devono essere contenti per la vista della città, ma per la Sua presenza, perché è Lui il mandato per la salvezza!

Davanti e dietro a Gesù essi gridano le frasi del salmo 118: per essi egli è davvero il re Messia! Il tappeto occasionale e i rami vogliono esprimere la sua dignità e la sua vittoria! L’asino è allusione alle profezie che si stanno realizzando!  

La nostra Compagnia cosa può desumerne?

  1. Riconoscere la profezia: Gesù guarisce, Gesù salva.
  2. Cantare in coro: “ Ti ringraziamo, Signore Gesù, perché concedi anche a noi di gioire per la tua presenza e di accompagnarti quando ti incontri con gli uomini!“
  3. Il grido della piccola folla che accompagna Gesù, ricorda il Salmo 118, un salmo processionale: “Benedetto chi viene nel nome del Signore“. Il Mondo può anche non accorgersi ma la Compagnia è chiamata a riconoscere il Signore che passa.
  4. L’evangelista afferma, che Gesù morirà, ma egli rimane sempre il “Signore” (11,3), che ha a disposizione ogni cosa, perfino l’asino di uno sconosciuto contadino.
  5. Se si dimenticasse questa dimensione (che cioè Gesù è il Signore) non si capirebbe la Passione né avrebbe senso essere degli “appassionati” dell’uomo che soffre.

Caro Vittorio, grazie per avere scelto di essere tra noi l’asino che porta il Redentore, manifestazione tangibile dell’amore di Dio nei nostri confronti. Presto il mondo avrà sei miliardi di abitanti. Le nostre quattro schiene a Sua disposizione sono come i tre pani e due pesci per sfamare una moltitudine immensa. E’ la solita strategia di Dio. In quel picnic più gioioso della storia è detto che  «Tutti mangiarono e furono saziati e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati». Sono cinquemila uomini, senza contare, dice il Vangelo, le donne e i bambini. Che cosa ci insegna questo brano di Vangelo?

  •  Primo, che Gesù si preoccupa e “sente compassionedi tutto l’uomo, corpo e anima.
  • Alle anime Gesù distribuisce la Parola, ai corpi la guarigione e il cibo” (Raniero Cantalamessa).

Siamo incoraggiati:

  • nella nostra impotenza c’è la forza di Dio;
  • nel nostro egoismo, la fame, la paralisi del mondo.

La fuga in Egitto

      

COM’E’ SEMPRE ATTUALE IL VANGELO!

Che la Settimana  Santa c’inquieti

e ci renda meno esitanti

nell’irradiare la Luce di Cristo!

Il “messia-mobile”, anticipazione della “papa-mobile”

Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato (…). Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete:  “Il Signore ne ha bisogno”. Marco 11,2-3

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8 risposte a LA DOMENICA DELLE SCHIENE A DISPOSIZIONE DI DIO

  1. lucetta ha detto:

    Sì il Vangelo è sempre attuale. Sono rimasta colpita stamane dalle parole del sacerdote nell’omelia: Gesù non è sceso dalla croce per far sì che anche noi sappiamo accettare la nostra con coraggio e insieme a LUI. Grazie Angelo per gli spunti e BUona settimana santa a te e tutto il gruppo delle "schiene a disposizione di Dio"Non so se sono all’altezza di essere una schiena a SUA disposizione ma……..ci sto provando e non voglio smettere.

  2. angelo ha detto:

    Lucetta, non è sceso dalla croce! Guardando a Lui s’impara a stringere i denti. "Sulla Croce si incontrano la miseria dell’uomo e la misericordia di Dio. Adorare questa misericordia sconfinata è per l’uomo l’unica via per aprirsi al mistero che la Croce rivela. La Croce è piantata in terra e sembrerebbe affondare le radici nell’umana malizia, ma si proietta in alto, come un indice puntato al cielo, un indice che addita la bontà di Dio. Per mezzo della Croce di Cristo è vinto il maligno, è sconfitta la morte, ci è trasmessa la vita, restituita la speranza, comunicata la luce. O Crux, ave spes unica!" (Giovanni Paolo II ai polacchi e al mondo).A quanto pare sei una schiena robusta. E poi "il Suo giogo è soave, il Suo peso leggero". Lo ha detto sapendo che i veri pesi se li sarebbe addossa Lui, Cireneo del mondo.

  3. Giovy ha detto:

    <<Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la suacroce e mi segua.Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? >>Io nel mio cuore penso che Gesu’ quando ha parlato di croce non parlava dei nostri pesi o infermita’ o difficolta’, queste cose come hai ben detto ci chiede di posarle sulle sue spalle , lui sulla croce ha vinto il mondo e ci chiede proprio di essere vincitori con lui, di salire su quella croce per morire a noi stessi, alla logica del mondo per essere folli nella predicazione..del suo vangelo.Dio vi benedica!

  4. angelo ha detto:

    Grazie Giovy, mi hai fatto pensare a colui che è stato per anni il mio Pastore, il Card. Martini. Mi sovvengono alcuni suoi suggerimenti, sempre di attualità. Si parte sempre dalla fede, ricevuta e da trasmettere.Insegnare la fede in questo mondo rappresenta nondimeno una sfida. Per essere preparati, bisogna fare proprie queste attitudini:- Non essere sorpreso dalla diversità. Non avere paura di ciò che è diverso o nuovo, ma consideralo come un dono di Dio. -Prova ad essere capace di ascoltare cose molto diverse da quelle che normalmente pensi, ma senza giudicare immediatamente chi parla. – Cerca di capire che cosa ti viene detto e gli argomenti fondamentali presentati. I giovani sono molto sensibili ad un atteggiamento di ascolto senza giudizi. Questa attitudine dà loro il coraggio di parlare di ciò che realmente sentono e di iniziare a distinguere che cosa è veramente vero da ciò che lo è soltanto in apparenza. Come dice San Paolo: «Esamina tutto con discernimento; conserva ciò che è vero; astieniti da ogni specie di male» (1 Ts 5:21-22).- Corri dei rischi. La fede è il grande rischio della vita. «Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt. 16,25). Tutto deve essere dato via per Cristo e il suo Vangelo. – Sii amico dei poveri. Metti i poveri al centro della tua vita perché essi sono gli amici di Gesù che ha fatto di se stesso uno di loro.- Alimentati con il Vangelo. Come Gesù ci dice nel suo discorso sul pane della vita: «Perché il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo» (Gv. 6,33).Hai fatto bene a passare. Dio voleva rinfrescarmi la memoria. Lo fa sempre, quando Gli sembro smemorato.

  5. Deborath ha detto:

    Ciao Angelo, posso aggiungere una cosa alla tua descrizione della croce?Tu ti sei fermato solo all’asse verticale, in realtà la croce ne presenta un altro, quello orizzontale, e se l’asse verticale collega la terra con il cielo, quello orizzontale è posto lì per abbracciare tutto il mondo, per raccogliere l’umanità intera e portarla, poi, verso l’alto, attraverso l’asse verticale di cui parlavi tu…Solo questo volevo dire…Ciao Papi…Un bacio:0)

  6. Giovy ha detto:

    Tutti abbiamo bisogno di rinfrescarci la memoria :-)<<La fede è il grande rischio della vita. >>ricordo queste parole nel suo lungo discorso, ma un cristiano dovrebbe andare oltre il dubbio del rischio, quello che sempre mi rammento nei miei propositi ma che spesso dimentico , dimenticando le sue promesse.«Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà chenon si vedono». (Ebrei 11:1)Se spogliamo la fede della certezza ciò che rimane non è fede, ma incredulità, c’e’ poco da fare,la fede non ha niente a che fare col dubbio, eccetto il fatto che lo condanna, lo combatte , lo vince, Gesu’ stesso ci disse : se solo avreste la fede quanto un granello di senape , spostereste le montagne, ma chi davvero possiede questo granello?Martini parla di giovani , forse e’ proprio questo che manca oggi,le certezze!! anche nelle predicazioni..ora ti saluto, grazie del confronto , DTB

  7. angelo ha detto:

    Deborath l’ha detta giusta: quando si parla della croce bisogna prendere in considerazione anche il braccio orizzontale, non solo quello verticale. Dunque, utile intervento chiarificatore che cade a proposito in questa Settimana che è Santa proprio perché Cristo non esita a spalancare nuovamente le dolenti braccia.Vengo a Giovy azzurra con il sollecito e gradito intervento. Citando il Martini: <<La fede è il grande rischio della vita. >>, mi par di capire che tu nutra qualche riserva nei confronti del Cardinale. Facendoti forte della Lettea agli Ebrei, sembra tu voglia bacchettarlo sulle dita che scrivono certe cose troppo flessibili: “«Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono». (Ebrei 11, 1). Sono andato a consultare i sacri testi ed ho ricavato una differente e variegata traduzione di Ebrei 11,1:- La Bibbia interconfessionale così traduce in lingua corrente il medesimo testo: “La fede è un modo di possedere già le cose che si sperano, di conoscere già le cose che non si vedono. A causa di questa fede la Bibbia dà una buona testimonianza ad alcuni uomini del passato. Per fede….Per fede…Per fede…” (Ebrei 11, 1-2)- La Bibbia CEI 2008 è più asciutta: “La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.”- La Bibbia Emmaus, a sua volta traduce: "La fede è garanzia delle cose sperate, prova per le realtà che non si vedono".- Anche Dante nel suo interrogatorio davanti a San Pietro ha la sua traduzione: “fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi” (Paradiso XXIV, 64-65; cfr. Eb11,1). Tutte traduzioni “approvate”. Quindi, seppur con sfumature di linguaggio, ognuna a suo modo esprime lo stesso concetto. Epperò i termini si prestano a fraintendimenti:- tu dici: “Fede è certezza”,- l’altro dice che “la fede è un modo di possedere già le cose che non si vedono”,- un terzo, che “la fede è fondamento”, – il quarto " che è garanzia delle cose sperate". Cosa ci capisca il lettore comune che non abbia alle spalle studi biblici, non lo so.Quando dici: “Martini parla di giovani, forse è proprio questo che manca oggi, le certezze!! anche nelle predicazioni…”. Sono quasi certo che tu alluda a "Conversazioni notturne a Gerusalemme" (Mondadori 2008), un libro criticatissimo ed allo stesso tempo apprezzatissimo. Io l’ho letto e ne ho ricavato solo un bene. Ho letto anche le critiche e mi hanno aiutano ad ampliare gli orizzonti.Ti ringrazio per la tua posizione: “Or la fede è certezza..”, perché mi ha costretto a ore di ricerca. E qualcosa di buono ho trovato. Almeno questa: che il problema non è così facilmente liquidabile. Ma proverò a riferire per esteso in altra occasione.

  8. Giovy ha detto:

    Buongiorno Angelo, lungi da me il voler bacchettare il cardinale, mai pensato, anzi e’ uno dei pochi cardinali che mi sta simpatico.-))chi mi conosce sa che scrivo solo cio’ che penso , sento o che sperimento, il libro di riferimento e’ quello, ho letto qualcuno dei suoi discorsi e come hai detto tu ci ho trovato anche giovamento in tanti suoi pensieri, come sempre li confronto con la parola, che per me rimane il testo di riferimento per il mio discernimento,certe volte mi ritrovo , altre volte rimane un bel po’ di confusione…ma non importa, del resto Angelo il messaggio che volevo lasciare e’ solo quello che spesso in quest’era sembriamo un po’ tutti Pietro sulla barca nel mare, sempre increduli, nonostante professiamo ogni giorno la nostra fede, il nostro credo.Le traduzioni lasciano il tempo che trovano, il messaggio di Paolo conferma solo le parole di Gesu’ che piu’ volte ci richiama ad avere fiducia in lui.Le bacchettate e i rimproveri sono sempre rivolte prima a me stessa poi magari il mio pensiero puo’ diventare oggettivo in chi lo legge…ma questo vale per tutti, infondo scriviamo e leggiamo nei post per condivisione non per condanna.-)Saro’ felice di ritornarci tra le tue pagine , sempre che a te faccia piacere…ti saluto fraternamente condividendo con te quel bellissimo salmo 23, che da sempre mi accompagna…

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