E’ RISORTO COME AVEVA DETTO…

 

 

PERCHE’ CERCATE TRA I MORTI

COLUI CHE E’ VIVO.

NON E’ QUI, E’ RISORTO!

 Citazione: LUCETTA   Io auguro….
 
 
L’amica IOLE mi ha fatto questo augurio che io estendo a tutti i miei amici di blog.
 
 
"Io auguro a noi occhi di Pasqua
capaci di guardare nella morte fino alla vita,
nella colpa fino al perdono, nella divisione fino all’unità,
nella piaga fino allo splendore, nell’uomo fino a Dio,
in Dio fino all’uomo, nell’io fino al tu.
(Don Antonio Lucente)

 

 

           

 

Se siete risorti con Cristo,

 cercate le cose di lassù!

  • "Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio;
  • rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
  • Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!
  • Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Col 3,1-4

 

“Dal sepolcro la vita è deflagrata.
Comincia un’era nuova:
l’uomo riconciliato nella nuova alleanza sancita dal tuo sangue
ha dinanzi a sé la via.

Difficile tenersi in quel cammino.
La porta del tuo regno è stretta
Ora sì, o Redentore, che abbiamo bisogno del tuo aiuto,
ora sì che invochiamo il tuo soccorso,
L’offesa del mondo è stata immane,
Infinitamente più grande è stato il tuo amore.
Noi con amore ti chiediamo amore”
(Mario Luzi).

 

armaic-book

VITA E MORTE NELLA LUCE DEL RISORTO 

Come GLOBULI ROSSI, credenti nel Vangelo del Crocifisso-Risorto,desiderosi di distribuire speranza e consolazione, dobbiamo assimilare il senso ultimo e definitivo del mistero inquietante che accompagna i nostri giorni per poter avere pace con noi stessi e offrire agli altri fiduciosa attesa.

Accettare che dalla morte venga la vita ci ripugna.

Eppure deve essere proprio così, se il Signore lascia la storia in questa lotta, che sembra pervadere l’universo intero. Forse però è proprio questa ripugnanza che permette di accettare e scegliere la via dell’amore fino alla morte. 

Gesù che grida al Padre dalla corce. E’ questa l’immagine della PASSIONE per l’umanità del terzo millennio. A differenza di altre generazioni, quando alziamo lo sguardo al crocifisso non siamo colpiti dal sangue o dallo scherno di chi lo sfida a salvare se stesso, ma da quella condizione di UOMO SENZA SCAMPO, che veramente invoca l’aiuto del Padre.

La riflessione del Card. Carlo Maria Martini ci aiuta ad entrare in questa via della croce che è anche strada della redenzione.La preghiera finale è il giusto atteggiamento di chi non ha le risposte pronte, prefabbricate. 

 

 "Il Dio che ha fatto suo il tempo e la morte, ha dato a noi la sua vita, nel tempo e per l’eternità. La Pasqua rivela la solidarietà del Dio vivente alla nostra condizione di abitatori del tempo, e insieme ci dà la garanzia di essere chiamati a divenire gli abitatori dell’eternità.

Nella risurrezione di Cristo ci è promessa la vita, così come nella sua morte ci era assicurara la vicinanza fedele di Dio al dolore e alla morte.

La Pasqua è l’evento divino nel quale ci è rivelata e promessa la destinazione del tempo al suo felice compimento nella comunione in Dio.

Lo spazio temporale che sta tra l’ascenzione e il ritorno di Cristo nella gloria appare così come un estendersi del mistero pasquale all’intera vicenda umana: nella sofferenza e nella morte, che ancora caratterizzano la nostra storia, si fa presente la sofferenza della croce, perché la vita  del Risorto sia pregustata da chi con Cristo percorre il suo esodo pasquale.

L’intera vita del cristiano è un pellegrinaggio di morte e risurrezione continua, vissute con Cristo e in Cristo nello Spirito, portando anzi Cristo in noi, "speranza della gloria".

Vigilare è accettare il continuo morire e risorgere quale legge della vita cristiana; le condizioni della vigilanza evangelica non sono dunque la stasi o la nostalgia, bensì la perenne novità di vita e l’alleanza celebrata sempre nuovamente col Signore Gesù che è venuto e che viene.

Nella luce dell’evento pasquale si coglie allora il pieno significato della morte fisica, ultima vicenda visibile della nostra esistenza. La morte è evento pasquale, segnato contemporaneamente dall’abbandono e dalla comunione col Crocifisso risorto. Come Gesù abbandonato sulla croce, ogni morente sperimenta la solitudine dell’istante supremo e la lacerazine dolorosa; si muore soli!

Tuttavia, come Gesù, chi muore in Dio si sa accolto dalle braccia del Padre che, nello Spirito, colma l’abisso della distanza e fa nascere l’eterna comunione della vita. Perciò, per la grande tradizione cristiana la morte e dies natalis, giorno della nascita in Dio, dell’uscire dal grembo oscuro della Trinità creatrice e redentrice per contemplare svelatamente il volto di Dio, in unione col Figlio, nel vincolo dello Spirito Santo." 


Signore Gesù, sotto la guida del tuo Spirito,

cerchiamo di ricordare le parole

che ci dicevi quando eri tra noi.

 

Avevamo lasciato tutto

e ti avevamo seguito.

Eravamo conquistati dalla tua parola

e dai gesti prodigiosi,

con cui sanavi le debolezze umane.

 

Aspettavamo con ansia il gesto definitivo

che avrebbe inaugurato il tuo regno sulla terra.

Ma tu guardavi sempre oltre.

 

Quando l’ora è giunta,

e fu l’ora della croce e della morte,

noi siamo fuggiti.

 

Ti chiediamo perdono ancora una volta

della nostra viltà:

noi abbiamo paura

di un amore che si concede fino alla morte.

 

Ti chiediamo perdono della nostra poca fede:

volevamo che tu salvassi gli uomini,

misurandoti coi progetti degli uomini,

non credevamo all’energia prodigosa

che sarebbe scaturita dalla tua obbedienza filiale;

non cedevamo all’amore sconfinato,

con cui il Padre crea, protegge,

salva e rinnova la vita di ogni uomo.

 

Signore, accresci in noi la fede,

come radice di ogni vero amore per l’uomo.

Aiutaci a non restare tra le mura del cenacolo.

Gerusalemme è la città della Cena,

della Pasqua, della Pentecoste .

Per questo ci spingi fuori

per diventare il prossimo di ogni uomo. (+Carlo Maria Martini) 

"Io sono la via, la verità e la vita;

nessuno viene al Padre se non per mezzo di me"

 (Gv. 14,6)

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2 risposte a E’ RISORTO COME AVEVA DETTO…

  1. lucetta ha detto:

    Il Risorto ci confermi sempre più nella FEDE, nella SPERANZA, nella CARITA’

  2. skay ha detto:

    Auguro una serena e Santa Pasqua a te e alla tua famiglia

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