“MAESTRO, NON T’IMPORTA CHE MORIAMO ?”

 

"MAESTRO,

NON T’IMPORTA

CHE MORIAMO ?"

 

 

 

ADESSOLitterae communionis

 16 Aprile 2010

 

Cari amici,

 

                     questo di Silvia è solo l’ultimo grido angosciato delle ultime ore:

 

 

silvia s.(Non in linea)ha scritto:
Caro Angelo, stasera scrivo qui, non ho capito come funziona questo blog,trovo commenti, argomenti, in posti diversi e …anche nel vecchio sito, in cui prima entravo ed ora non mi accetta…
Stasera, sono proprio in difficoltà.
Mio marito è in crisi.Ampia e totale.
Mio figlio, non vuole lavorare, spende e ci estorce…siamo proprio oltre il fondo.
Altri, …Lui sa e sono stanca anche per scrivere…
Ti lascio una "preghiera" che inquesti giorni mi si adatta…e mi è stata attualizzata nel diario di Valentino S.
http://www.youtube.com/watch?v=WbzHsRpefkU . E l’altra, dello stesso autore, e della stessa raccolta: F. De André, la buona novella: http://www.youtube.com/watch?v=ug9h6mJm_QM.
Ciao e…ricordiamo che saremmo sempre in COMPAGNIA, anche se ora è diverso…
Portare i pesi gli uni degli altri, è un sogno.
"Gli altri" sono infiniti.
Lui solo li sa tutti. E il sogno.

Siamo ancora in pieno clima di letizia pasquale ma non è per tutti così. Giungono da più parti segnali di smarrimento, angoscia e desolazione proprio all’interno della COMPAGNIA… Sembra che per qualcuno siano i “giorni della prova”, dell’esperienza amara della crocifissione.

 

E’ necessario il coinvolgimento di tutti affinché non venga meno la speranza e lo spirito di sopportazione.

Per chi è nel Getsemani, cerchi di ricordarsi di non essere solo: “Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità , essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato” (Ebrei 4,15). Ad essi sembra essere chiesta la partecipazione all’angoscia e alla tristezza provate da Gesù. Tutti, in un modo o nell’altro, sperimentiamo sentimenti di inutilità, disgusto, fuga, abbandono, che ci vengono da quelle angosce così abbondantemente esemplificate nel Libro di Giobbe.

L’apostolo Paolo invitandoci a guardare al Crocifisso ci rivolge parole incoraggianti ma che sembrano sproporzionate alla nostra capacità di risposta: “Nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte […]; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono” (Ebrei 5, 7-9). Solo lo Spirito che dimora in noi può aiutarci a comprenderle.

Come reagisce Gesù nell’Orto? Il nostro istinto sarebbe di fuggire, ritirarsi, abbandonare tutto.Perfino "dissolversi", se fosse possibile.

Il Maestro reagisce restando. E chiede anche ai discepoli di restare, di non fuggire, di non cambiare situazione, ma di affrontare la lotta e prega perché, se è possibile, passi da Lui quell’ora (Mc 14,35).

 

Gesù si sente impotente come noi: Padre, “ciò che vuoi tu”. E’ la parola ultima della fede. Quella che viene chiesta anche a ciascuno.

Chi riesce a cogliere l’aspetto di prova non esiti a gridare:

Signore, non permettere che io cada in tentazione! Fammi comprendere che sto vivendo un momento importante della mia vita e che tu sei con me per provare la mia fede e il mio amore”.

Dio è sorprendente ed ha risorse al di là di quanto noi possiamo pensare e capire. Io no so proporre altre parole in questo momento:

Vangelo di Marco, cap. 4, 35-41:


"In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: "Passiamo all’altra riva". E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: "Maestro, non t’importa che moriamo?".


Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: "Taci, calmati!". Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: "Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?".


E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: "Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?". Intanto giunsero all’altra riva del mare…".

La Madre di Dio prenda in mano il timone e mantenga la rotta della navigazione.

 
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8 risposte a “MAESTRO, NON T’IMPORTA CHE MORIAMO ?”

  1. Deborath ha detto:

    Caro Angelo, è proprio vero tutto ciò che dici, che pensi e che scrivi ed io la penso esattamente come te, ma quanto è difficile pensare le stesse cose e, soprattutto, affrontarle mentre ci sei dentro!!!! E’ vero che a volte vorremmo "dissolverci" per poter passare attraverso le difficoltà, senza esserne sfiorati, tu dici che il Maestro, però, nell’orto degli ulivi è rimasto, non è fuggito… E noi? Che facciamo noi????? Rimaniamo, per forza di cose, dobbiamo rimanere, anche perchè non è così facile riuscire a sparire nell’aria come se nulla fosse… Rimaniamo e ci affidiamo alle Sue mani e a qualche "Angelo" che ti viene in contro, ti consola, ti parla dolcemente, ti fa distrarre e ti ridona il sorriso…Ti saluto con immenso affetto e ti auguro una bella giornata!

  2. angelo ha detto:

    Cara Deborath, quando ho iniziato a scrivere la lettera odierna, avevo Discreti e sopportabili dolori diffusi, anche se mi rendevano difficoltosa la deambulazione.A conclusione dello scritto, il tempo di pubblicarlo stringendo i denti, mi sono reso conto che le mie sarebbero risuonate come parole EDIFICANTI se non fossi stato chiamato a pagare il mio il mio piccolo tributo di sofferenza. E così il buon Dio ha subito autorizzato un inasprimento della pena, con l’attivazione del timer del forno: cottura a 180° per almeno due ore…Mi sono coricato con sulle labbra l’invocazione suggerita da Lucetta: "GESU’, TI OFFRO TUTTO, NON MI ABBANDONARE!", invocando anche un sonno refrigerante che mi è stato concesso. Nessuono di casa mia se n’è accorto e già questa è una grazia.Al risveglio, non è risultato soltanto un brutto sogno perché i dolori permangono ma non sono lancinanti.Negli avvenimenti di questi giorni, interni ed esterni, mi par di capire alcune cose importanti: innanzitutto noi siamo CHIESA. E la Chiesa è in questo momento in stato di fibillazione per gli scandali emersi, ma non solo. Il Papa ieri, nell’omelia della Messa ha avuto parole molto forti: la penitenza non va solo predicata, BISOGNA FARE PENITENZA PER I PECCATI DELLA CHIESA.Il riconoscere le colpe è una grazia , come lo è l’offrire l’attuale nostra sofferenza per i disegni di Dio che la ama, la protegge, la purifica.SE IL SIGNORE E’ IL MIO PASTOTORE, NON TEMO ALCUN MALE!

  3. Deborath ha detto:

    Sono d’accordo e, quindi, offro tutto anch’io ben volentieri… Anche lo sconforto di ieri… Offro tutto perchè ritorni l’armonia nella chiesa, nelle comunità, nelle famiglie e dentro ciascuno di noi…Un abbraccio, papi, spero che i tuoi dolori diminuiscano come i miei…Ti voglio bene…

  4. lucetta ha detto:

    Vi abbraccio tutti e due e nell’abbraccio includo Silvia che spero riesca a leggere e a sentirsi meno sola. Dobbiamo convincerci nel profondo del cuore che le nostre sofferenze fisiche e morali sono il contributo da pagare per la nostra salvezza e quella del mondo. Voi due avete capito il segreto del soffrire e già lo state facendo ampiamente. Tutte le mattine mi reco in chiesa ad assistere alla santa Messa e vi ho aggiunto alla lista di fratelli per cui pregare e quindi nominandovi vi presento a LUI. Lo so che sa già tutto ma LUI vuole che glielo ricordi, ama essere scocciato da me. Inoltre è l’unica cosa utile che posso fare per voi. Ah dimenticavo di dirvi che" la croce non è soffrire secondi nostri gusti……ma è tenebra, senso di sfiducia, smarrimento di spirito, il dolore fisico che più ci contrasta "( l’ho letto negli scritti di don Dolindo Ruotolo)quindi siete anzi siamo a posto. Non ci facciamo mancare niente. Silvia, Giovy vale anche per voi. Angelo, non sono brava a parlare, sono telegrafica anche senza mal di denti, ma ho detto tutto quello che mi premeva dirvi. Vostra globula rossa Lucetta

  5. Deborath ha detto:

    Lucettaaaaa!!!!!Grazie di cuore, grazie per avermi inserito nelle tue preghiere, grazie per le tue parole "telegrafiche", che, proprio per questo rimangono più impresse…. Grazie di essere una vera Globulina!!!Ti abbraccio forte forte e a pesto

  6. msilvia2 ha detto:

    Una Grazia: non un miracolo, una grazia.
    Possiamo ancora provare.
    Non sentire più bestemmie.
    Non saperlo solo, la notte.
    Che ci resti il necessario per sopravvivere.
    …………….
    Misericordia!

    • lucetta ha detto:

      Insisterò in modo particolare per questa tua richiesta carissima Silvia
      “Non sentire più bestemmie.
      Non saperlo solo, la notte.
      Che ci resti il necessario per sopravvivere..”

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