CON LUI SUL MARE – Di Lucetta

 
 CON LUI SUL MARE
 
 
 
 
 
 

Gesù Risorto ci raggiunge in modo imprevisto e nel turbine del mondo.
NON RIUSCIAMO A DISTINGUERLO SE NON DALLA SUA VOCE.
"Sono io!"
 
Allora, se lo prendiamo con noi nella traversata della vita, approderemo con serenità ai lidi prefissati.
GESU’ CAMMINA SUL MARE PER VENIRE SULLA NOSTRA BARCA.
 

Dobbiamo attenderci anche questi percorsi strani e inaccessibili a noi da parte di Gesù.Egli è il Risorto, e passa dappertutto, attraversa ovunque, in qualunque modo, in qualsiasi realtà di cose e di persone.

CON LUI SULLA NOSTRA BARCA ATTRAVERSEREMO OGNI MARE.
 
  • Ogni difficoltà viene attraversata dal Risorto e con Lui rivissuta in modo nuovo.
  • Ogni mare diventa da pericolo un’avventura quando Lui è con noi.
    Se il vento contrario e forte e la notte ci impauriscono, la sua voce ci rassicura di non temere.

NEL MARE DEL SILENZIO, QUANDO TUTTO NON DICE DI DIO, LUI E’

  • Scoprirlo come Risorto per la nostra vita è sempre dono e mai impegno.

don Luciano Sanvito
 
 
 
Gesù che hai camminato sul mare, che hai sconfitto la morte, fammi la grazia di riconoscerti, quando ti presenti come colui che cammina sui flutti che mi circondano, di non aver paura, ma di abbandonarmi con fiducia a Te.

Concedimi di avere fiducia sulla Tua Parola e di fidarmi come si fidarono Pietro e gli apostoli gettando le reti dove avevi detto Tu.

 

Oggi penserò con gratitudine, ai flutti di morte dai quali mi hai liberato e penserò a Te nell’atto di dirmi le parole dette a Pietro.

«Mi vuoi bene?», «Seguimi».
Devo fidarmi di Te soprattutto quando la mia fede e quella dei fratelli viene messa alla prova in tanti modi.
 
  • SeguirTi significa decisione, impegno e perseveranza, mentre in questo mondo in cui viviamo tutto sembra invitare al rilassamento, alla mediocrità.
  • Occorre allora la forza di andare avanti, di resistere all’ambiente, al contesto sociale, agli amici, ai mass-media.
  • È una prova dura da combattere giorno per giorno, o meglio ora per ora.
  • Ma, se la affronto e la accolgo, essa servirà a farmi maturare come cristiana, a farmi sperimentare che le  tue straordinarie parole  sono vere, che le tue promesse si realizzano oggi, adesso per me e per tutti.

                                                                  Lucetta

NB –  "Annamaria proponeva di cambiare la sigla in SOSS, dove l’ultima S sta per "sorridenti", così da poter comunicare anche la gioia per ciò che siamo…". Bellissima idea: perché no?
 
 
 19 Aprile 2010 – Nascono i
SOSS:
 Silenziosi Oranti Solidali Sorridenti
     come Maria la madre di Gesù     

 
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19 risposte a CON LUI SUL MARE – Di Lucetta

  1. angelo ha detto:

    Se è bella la riflessione, la preghiera che ne ricava LUCETTA è ancor più bella perché coinvolge in prima persona. Infatti, non basta parlare d’amore – tutti siamo ultra specialisti – ciò che conta davvero è amare."Gesù Risorto ci raggiunge in modo imprevisto e nel turbine del mondo". Dici bene: ogni momento è buono, ogni luogo è ideale. Penso a Paolo: mai stato compagno di vita e ascoltatore dell’insegnamento di Gesù. Ma pure lui Apostolo, in senso stretto, tanto che, al tempo delle origini cristiane, nessuno percorse tanti chilometri quanti lui, per terra e per mare, con il solo scopo di annunciare il Vangelo.E sarà proprio lui a definire gli apostoli come "COLLABORATORI DI DIO" (1 Cor 3,9; 2 Cor 6,1), la cui grazia agisce con loro. Pensate: NOI microscopici e insignificanti GLOBULI ROSSI, collaboratori di Dio! A tanto ci è concesso di giungere. Ma per fare cosa? Ogni tanto qualcuno me lo chiede.Risponde Paolo:- "per salvare ad ogni costo qualcuno" (1 Cor 9,22);- "non per farla da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia" (2 Cor 1,24)Noi non siamo Paolo ma abbiamo a disposizione il medesimo Spirito che opera tutto in tutti (1 Cor 12, 4-6).Per lui quell’incontro imprevisto e violento sulla via di Damasco segna l’inizio della sua missione: egli non può continuare a vivere come prima; adesso si sente investito dal Signore all’incarico di annunciare il suo Vangelo in qualità di apostolo, ossia di "mandato". Raggiunto dal Risorto, con Lui nel cuore, si butta nel turbine del mondo. E ci dice che la storia può ripetersi. Perché Dio non smette di fare le sue imboscate e sorprendere.Conclusione: parlare d’amore non significa amare. MI VUOI BENE?» «SEGUIMI».

  2. Deborath ha detto:

    Sono d’accordo con Angelo, le riflessione è bellissima, ma ancor più bello è l’essere tirati in mezzo al turbine d’amore di Dio che tutto abbraccia, tutto travolge, tutto sconvolge: se ti capita di trovarti in mezzo a questa "tromba d’aria" non puoi rimanerne indifferente… Non ce la fai a resistere e devi andare dove ti porta, anche se arriverai sballottato, dolorante, sconvolto, ma solo se non ti opponi ad essa e ti lasci trascinare, abbandonandoti, sarai sicuro di essere arrivato lì dove era stato pensato da sempre il tuo posto….Buona settimana a tutti, miei cari SOS….P. S. Annamaria proponeva di cambiare la sigla in SOSS, dove l’ultima S sta per "sorridenti", così da poter comunicare anche la gioia per ciò che siamo…Ancora un abbraccio…:0)

  3. donatella ha detto:

    Cara Lucetta, è proprio vero…se seguiamo Gesù in ogni circostanza siamo veramente al sicuro…a volte non è facile, è come dici tu una prova molto dura ma finchè Lui è al nostro fianco niente e nessuno può farci del male e la nostra vita è sempre nella luce!

  4. angela ha detto:

    L’uomo è sempre alla ricerca di prove continue e se pensiamo che anche S. Tommaso che aveva vissuto con Gesù condividendo prodigi e esperienze ha voluto toccare le mani e il costato prima di accettare l’idea che Lui era risorto con il corpo e lo spirito allora ci rendiamo conto che l’incredulità è una caretteristica innata dell’umanità! Bisogna credere e accettare per fede, la fede ci aiuta ad affrontare tutti i nostri dubbi e paure… ci aiuta a sconfiggere la paura della morte, quella stessa morte che Gesù ha vissuto e sconfitto per lasciarci una testimonianza di vita eterna.

  5. angelo ha detto:

    Grazie di cuore, Annamaria, per la folgorante illuminazione e grazie anche alla fedele interprete e ambasciatrice Deborath: da oggi desideriamo essere dei SOSS: Silenziosi Oranti Solidali Sorridenti, "così da poter comunicare anche la gioia per ciò che siamo…". E’ un tocco di classe, un rafforzativo che farà bene prima a noi e poi anche agli altri. Accidenti: ci voleva proprio la prof di Mathe… per migliorare i nostri connotati espressivi.E accade in un giorno particolare: ho cominciato la mattina presto ad attaccare di qua e di là sui blog, cosa insolita, e ad essere – giustamente – ricambiato allo stesso modo. Ma l’ho fatto col sorriso, se non sulle labbra, certamente nel cuore. Anche se non è sempre è dato di vedere. Comunque, si è trattato solo di una "tromba d’aria", niente di più.

  6. Vito ha detto:

    Ciao Lucetta, questa è una riflessione molto profonda e bella.Ti auguro un buon inizio di settimana, con amicizia Vito

  7. Deborath ha detto:

    Angelooooo!!!! Annamaria sarà felicissima del fatto che tu abbia accettato la sua proposta… Le avevo detto di chiedertelo lei direttamente, ma sai come mi ha risposto?…. "Io nooooo!!!! Non glielo chiedo!!!! Il nome ormai è quello e basta, mica si può cambiare a piaciento?"Ahahahah….E’ sempre la solita lei, la solita fifona… Non segue l’indicazione del Vangelo "Chiedete e vi sarà dato!"….Ihihihih… Io ho fatto una domanda, poi tu potevi accettare o meno, per il resto cosa sarebbe potuto accadere????Ahahah…Ma la mia Annette è così, che ci possiamo fare????? E’ un pò "fifona", ma è speciale così com’è ed io le voglio un mondo di bene….Ne voglio tanto anche a te… Un bacio papi e a presto…:0)

  8. Annamaria ha detto:

    ma che vergogna!!!! Annamaria io? no, no… va benissimo sos!!! è sottinteso che gli oranti sono sorridenti!!!! Non voglio che il nome si cambi per un pensiero detto così, senza rifletterci troppo, da una persona (io) che ancora non sa nemmeno se ne farà mai davvero parte… perchè non so cosa si fa, come si fa e non so farlo!😦

  9. angelo ha detto:

    Cara Annamaria, democratiamente, ossia per imposizione, la tua proposa è passata e tale resterà per i secoli dei secoli.In quanto ai sì…ma…però…forse…i SOSS faranno piovere sul tuo capo talmente tanta Celeste Rugiada che non vorrai andartene nemmeno se cacciata."Cosa si facome si fae non so farlo?!"Deborath tiene dei corsi accelerati pomeridiani e serali: non hai che da iscriverti. (Naturalmente previo versamento della quota di partecipazione su ccp n. 253742az – intestato a GLOBULI AL VERDE). In caso di mancata frequenza la somma non verrà rimborsata.Così è deciso. La seduta è tolta.

  10. Deborath ha detto:

    Ahahah… Bellissima questa risposta di Angelo…. Troppo forte!!!!Sottolineando, però, che sta scherzando, ovviamente, lui non lo sa ma viene fin troppo frainteso e preso sul serio: il suo humor inglese non viene capito e poi viene accusato di creare le sette, in più, dopo il suo ultimo commento, la setta diverrebbe pure a scopo di lucro…. Oddioooooooo!!!!!!!Eh, papi, se non ci fossi io a toglierti dai guai, povero te!!!!!Ihihih….Ti voglio bene….P. S.: Visto il commento di Annamaria?????? Che ti dicevo io?Ahahahah… è tremenda!!!!!Un abbraccio e buona giornata!!!!

  11. Annamaria ha detto:

    sì, sta di fatto che io mi sento in colpa per aver rovinato il nome del ruppo senza averne diritto! :(cmq siete stati carinissimi nelle risposte entrambi! :)Allora , Debby, magari potremo iniziare il corso già domani in macchina! ;)chissà se davvero arriverò al punto tale da non volermene andare neanche se cacciata!🙂

  12. Deborath ha detto:

    Ma tu non hai rovinato nessun nome!!!!!E poi, io il sorriso ce l’ho sempre stampato sul viso e tu lo sai!!!!Ok, allora domani iniziamo il corso nel corso….Ahahah…

  13. angelo ha detto:

    Ho già capito che devo guardarmi in giro per recuperare una nuova AMBULANZA da affiadare alla "Annamaria & Deborath Company" per le scorribande sul territorio Calabro, trasportatrici di ossigeno ed emoglobina nelle più disparate situazioni di emergenza. Fa un po’ sorridere, ma pensa che bello se in ogni luogo si aggregassero davvero DUE o TRE amici nel Suo Nome, per distrubuire pace e cosolazione, pane e misericordia, ascolto e condivisione…!Una setta la nostra? MA MI FACCIA IL PIACERE! Abbiamo tanto di mandato ufficiale dalla Chiesa, conferitoci non solo con il Battesimo ma rinnovatoci in piena consapevolezza con il Sacramento della Cresima o Confermazione. Il fatto di chiamarci GLOBULI ROSSI è solo un tocco di colore per contraddistinguerci dalle tante ambulanze in circolazione, tutte necessarie. Nessuno di noi è mandato a convertire e a fare proseliti. Il mandato del Signore Risorto non si presta ad equivoci: “Andate in tutto il mondo e portate il messaggio del Vangelo.” (Marco 16, 9-20). Lui ha promesso di agire insieme a noi e di confermare le nostre povere parole con la ricchezza di “segni e prodigi”.L’esperienza dell’essere discepoli è un’esperienza speciale. Non si ha più timore di commettere colpe, perché ci sono attorno fratelli che si interessano di noi e con amore e pazienza ci si aiuta vicendevolmente a vedere e a comprendere quale sentiero di santità percorrere. Perché questo è il vero obiettivo del vivere. Anche se a crederci sono troppo pochi.NON ESSERE SOLI… Quella solitudine esistenziale che per molti è motivo di angoscia, sparisce quando si condivide lo stesso PANE INTERIORE. Ma perché questo avvenga è necessario aprire in sé porte di accoglienza. La chiave dell’ASCOLTO è quella che consente di crescere come comunità. Che esiste anche a essere solo in due, due o tre, in quattro o cinque, in assemblea… Il web è un’esperienza nuova che ha la sua validità se non ci si limita a resatare in rete ma si prova a decolla anche sul territorio con la fantasia della carità e mantenendo i collegamenti.Non tutti abbiamo la stessa sensiblità: “pagani e pubblicani”, ossia bisognosi di essere evangelizzati, lo siamo anche noi. Ma la Parola, ascoltata ed annunciata, a poco a poco ci cambia il cuore e ci trasforma in comunità. Per chi ha incontrato Cristo Gesù, l’ interessarsi dell’altro non è facoltativo, è una esigenza insopprimibile, perché l’altro mi appartiene. Quando chiamo Dio con il nome di Padre e ho negli occhi il Suo volto, non posso non riconoscere nei tratti degli uomini i figli della Sua misericordia, i miei fratelli. L’altro per me non deve costituire una minaccia o restare sempre e comunque un estraneo, o al massimo il mio TU per ammazzare il tempo sul web. Se non sento il bisogno di unirmi per condividere con altri la mia vita, forse prego un Dio tutto mio, frutto di pura estrazione mentale, non il Padre del Signore nostro Gesù Cristo. QUESTO E’ UN RISCHIO SERIO!Gesù promette e mantiene: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro…” (Matteo 18, 15-20) Come siamo strani talvolta: ci lamentiamo perché abbiamo la sensazione che Dio non sia fra noi. Che ci sia una spiegazone?- Forse perché non siamo riuniti nel suo nome.- Oppure lì dove siamo non riusciamo a trovare un altro che conosca e ami Cristo come noi. – Guardandoci attorno, vorremmo ma non osiamo accostarci a qualcuno nel Suo nome.- Oppure abbiamo timore di presentarci con il Suo nome e preferiamo usare il nostro che riteniamo di maggior garazia.Ci farebbe bene ogni tanto chiederci se abbiamo un cuore di discepoli, capaci di imparare o non piuttosto se ci sentiamo un cuore da maestri, persone che la sanno lunga su tutto e su tutti…Dio sa quanto lo dica a me stesso prima ancora che agli altri. Chi non ha cuore di discepolo quelle parole del Maestro non le può capire. Deve prima cambiare il cuore.- Donaci, Signore, la consapevolezza che nessuno di noi è solo a invocare il Tuo nome. – Non è difficile pregare Te, ma è faticoso sentire di essere in due o tre a chiedere la stessa cosa. – Ognuno di noi quando prega è tentato di pensare al suo. E Tu invece ci chiedi di accordarci sul cosa volere. – Quante delusioni nelle nostre invocazioni solitarie… il segreto è qui.- Tu ci insegni che al centro delle attenzioni del Padre non ci sono le nostre esigenze, ma l’accordo tra noi. – Aiutaci a capire che è in questa UNITA’ che Lui si fa presente.- Signore, nel giorno della tua ASCENSIONE, concedici di essere un cuore ed un’anima sola…

  14. Deborath ha detto:

    Complimenti Angelo, questa tua riflessione mi ha lasciato a bocca aperta, la condivido totalmente e la sottoscrivo in pieno…Bravo Papi, stavolta in modo proprio conciso hai espresso delle grandi verità…Ti voglio bene….Corro a prepararmi per la partenza…Dici una preghiera per me, perchè non mi venga nessuna crisi d’ansia durante il viaggio…Un bacio

  15. lucetta ha detto:

    Faccio mia ogni parola del tuo scritto e rifletto in modo particolare su queste: "Per chi ha incontrato Cristo Gesù, l’ interessarsi dell’altro non è facoltativo, è una esigenza insopprimibile, perché l’altro mi appartiene. Quando chiamo Dio con il nome di Padre e ho negli occhi il Suo volto, non posso non riconoscere nei tratti degli uomini i figli della Sua misericordia, i miei fratelli. "Ecco io sono mancante in questo perchè faccio fatica ad amare chi non LO AMA…..Cerco di stare lontano da chi non mi solleva lo Spirito ma me lo abbatte……..non sono ancora pronta per dire: Ti amo fratello o sorella perchè, nonostante tu sia pesante, antipatico, indisponente,…….sei figlio o figlia di Dio e Lui ti ama e mi invita ad amarti. Ci sto provando a farlo……ma quante scivolate!!!!!!

  16. angelo ha detto:

    Cara Lucetta, non posso cavarmela con una battuta perché mi offri lo spunto per una riflessione importante: LA CORREZIONE FRATERNA.Dici: "io sono mancante…" Secondo me il problema è un altro. E’ che non è in uso la “correzione fraterna” che nessuno gradisce, anche perché sono pochi coloro che la sanno fare. Certe volte si vengono a creare delle situazioni così contorte – sulla rete è facilissimo – per cui o ci si scontra, arrivando perfino ad offendere, o si cambia stada per evitare complicazioni derivanti da malintesi o da pregiudizi. Esemplifico per averlo vissuto in questi giorni: se una persona qualsiasi intende fraternizzare e pretende di farlo dicendoti che vorrebbe far sparire la tua Chiesa, eliminare i suoi membri, i suoi pastori, gli evangelizzatori…per i suoi buoni motivi e pretende anche di parlare in nome di Dio…come uscirne? Stando a Matteo, la cosa da fare, per quanto spiacevole, è questa: “ sia per te come un pagano e un pubblicano”. Non è detto di odiarlo ma di prendere le distanze. In altra parte vien detto di scuotere i calzari e alzare i tacchi.Ma leggiamo il passo evangelico per intero:”Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo;se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano”. (Matteo 18, 15-17)Qui si parla espicitamente di un fatto che accade nella comunità dei credenti; sul web, non conoscendo l’interlocutore, credo che la situazione vada trattata per analogia. E, comunque, bisogna tener presente che vi sono persone la cui reazione sarebbe così negativa davanti a un suggerimento correttivo, che è più dannoso correggerle che lasciarle andare per la loro strada.Tu dici:”Ecco io sono mancante in questo perchè faccio fatica ad amare chi non LO AMA…..Cerco di stare lontano da chi non mi solleva lo Spirito ma me lo abbatte…”. In realtà, ti succede il contrario: vorresti correggerlo, ed è una grande carità, proprio perché lo ami, solo che non sei nella situazione per poterlo fare. Ma possiamo trovarci anche davanti al paradosso: è l’altro che vuole correggere te e, proprio perché ti considera miope e integralista, non va per sottile: spara sentenze! Che fare? Ritirarsi in buon ordine, perché non c’è nessuna possibilità di dialogo. E poi, ci sono persone la cui reazione sarebbe così negativa dinanzi a un suggerimento correttivo, che è più dannoso correggerle che lasciarle andare per la loro strada. I LIBRI SAPIENZIALI CI SONO DI AIUTOLa correzione fraterna esige un grande discernimento e acuta analisi delle persone e dei loro caratteri: "Un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso" (Salmo 64,7). Il libro del Siracide, dal canto suo, ci avverte che non tutti coloro che ci si accostano per darci un consiglio devono essere ascoltati, perché non tutti sono abbastanza illuminati da poter dare una valida correzione: "siano molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille" (Siracide 6,6). Molti possono persino turbarci con le loro parole, pronunciate anche in buona fede per aiutarci. Ma non tutti sono in grado di compiere con esito positivo il difficile compito della correzione fraterna. Certo, un neofita, e chiunque non abbia una sufficiente maturità di cammino, è bene che non si cimenti in un’opera così impegnativa e al tempo stesso delicata: "prima di parlare, impara" (Siracide 18,19). Dall’altro lato, "chi si fida con troppa facilità è di animo leggero" (Siracide 19,4), e perciò viene facilmente turbato dal primo che arriva e parla. Al contrario, "il consiglio del saggio è come una sorgente di vita" (Siracide 21,13). Significa che chi riesce a distinguere la persona degna di ascolto e ne accoglie il consiglio, sta sicuro sulla via della vita: "chi trascura la correzione si smarrisce" (Proverbi 10,17). Se quindi dalla parte di chi viene corretto occorre prima saper distinguere bene uomo da uomo per capire chi, tra tutte le persone che parlano, è abbastanza santo da potermi dare un consiglio giusto, o una correzione illuminata; dalla parte di chi consiglia o corregge si richiede invece un grande controllo e sobrietà della parola: "recingi pure la tua proprietà con siepe spinosa, lega in un sacchetto l’argento e l’oro, ma controlla anche le tue parole pesandole e chiudi la tua bocca con porte e catenaccio" (Siracide 28,24-25).E ancora: "il molto parlare non è mai senza colpa" (Proverbi 10,19).MA ANCHE L’APOSTOLO PAOLO E’ DI GRANDE AIUTONel Nuovo Testamento il tema della correzione fraterna ritorna in diversi altri contesti. Nella lettera ai Romani, la prospettiva della correzione fraterna è subordinata a una formazione completa del cristiano: "Fratelli miei, voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l’un l’altro" (Romani 15,14). Non vi è dunque alcun organismo preposto alla correzione fraterna, piuttosto essa si realizza negli ordinari dinamismi dei rapporti interpersonali, ma sulla base dell’AMORE e della CONOSCENZA, ossia i due elementi chiave del cammino cristiano.Nella lettera ai Galati il tema ritorna in questi termini: "Fratelli qualora uno venga sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con dolcezza" (Galati 6,1). Anche qui la formazione cristiana è il fondamento di ogni correzione fraterna: "voi che avete lo Spirito", ovvero voi che vivete nella grazia dei cristiani maturi, "correggetelo con dolcezza". Non chiunque deve assumersi il compito della correzione, ma i CRISTIANI MATURI, né esso deve essere realizzato con qualunque metodo ma solo con la dolcezza. Una dolcezza che però non deve degenerare in debolezza (cfr. Timoteo 1,13). Se poi il fratello si indurisce e non ascolta nessuno, va seguita l’ìndicazione dell’evangelista Matteo. Talvolta le misure drastiche sono suggerite anche dall’Apostolo Paolo, specialmente a proposito dell’insegnamento apostolico: "Se qualcuno non obbedisce a quanto diciamo per lettera, prendete nota di lui e interrompete i rapporti, non trattatelo però come un nemico ma ammonitelo come un fratello" (2 Tessalonicesi 3,14-15). L’Apostolo fa intendere pure che occorre un tatto pastorale idoneo alle diverse categorie di persone: "Non essere aspro nel riprendere un anziano; i giovani come fratelli…" (1 Timoteo 5,1); oppure, nel caso di gente amante di polemiche, non illudersi di cambiare il loro carattere a forza di parole: "dopo una o due ammonizioni, STA LONTANO DA CHI E’ FAZIOSO" (Tito 3,10).Come vedi, la situazione è complessa e riducibile a due cose: maturità e discernimento. Epperò, talvolta i “NO, GRAZIE” vanno amorevolmente detti, senza provare sensi di colpa.

  17. lucetta ha detto:

    Grazie, grazie,grazie. Copio ed incollo su doc.word perchè è una lezione magnifica sulla correzione fraterna. Ho bisogno di rileggerlo più e più volte con calma. Sono sicura che sarà utile non solo a me.

  18. Annamaria ha detto:

    wow!!! non ti leggo, spesso, Angelo, perchè mi faccio spaventare dalla lunghezza, ma ora ho capito che il trucco è quello di non guardare prima la lunghezza del commento, ma iniziare a leggere…. e piano piano si arriva alla fine senza problemi, anzi, stavolta mi è pure dispiaciuto che sia finito "così presto"! ;)E’ un argomento che sta a cuore anche a me, perchè anche io non sono abituata a farlo e la ritengo una mancanza… ma d’altra parte sono troppo insicura e non ho la maturità (di fede?) necessaria per capire se il mio pensiero, il mio modo di vedere una situazione è quello giusto… quindi, di solito, piuttosto che fare danni preferisco non fare niente! :p

  19. angelo ha detto:

    Cara Anna, mi lusigherebbe assai il poterti annoverare per il futuro tra la dozzina dei miei lettori e cercherò di accontentare la tua esigenza di brevità. Solo che i difetti congeniti non sono facili da eliminare, anche se dolgono come una vescica sul tallone. Abituata come sei, con i numeri è più facile esprimere in breve e dimostrare concetti che, se spiegati verbalmente, richiederebbero certamente molto più spazio. Perciò, non avvilirti subito! Il "trucco" che hai capito ora, è lo stesso che seguo anch’io da tempo e spesso mi accade, come in questo caso a te, di imbattermi in piacevoli sorprese.In merito alla "correzione fraterna", ti assicuro di non sentirmi un maestro ma poco più di un neòfita e ancora con i denti a latte. Anche in questo caso vale il principio che il camminare, mano nella mano, fa anche crescere reciprocamente.Colgo l’occasione per invitarti a tenerci informati, qui o altrove, sugli esiti delle lezioni di "SCUOLA GUIDA AMBULANZE" che hai iniziato a frequentare con Deborath. Cosa ne dici dell’istruttore?

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