DOLORI INNOCENTI – TESTIMONIANZE – Di Silvia

Myanmar - birmania - di sonia de simone 1

Foto > Myanmar > birmania

 

Silvia ha scritto:

 
Per me, ora il tempo si fa breve."Devo andare di corsa".
Ho questo spazio, questo tempo, per pregare.
Scrivo per me, e per chi è interessato e può attingere, pensare, tradurre…
 
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Dal sito di Valentino Salvoldi. Inserzione provvisoria, poi rimossa.
 
Nan Thai Tho

 Myanmar - Bambino con aquilone

Foto > Myanmar > Bambino birmano con aquilone "fai da te"


Nan Thai Tho, otto anni, birmano. Non sa chi sia suo padre, ma dai tratti del viso, dal colore della pelle e dal suo modo di comportarsi non può che essere figlio di un Indiano del Kerala.

Magrissimo, febbricitante, affetto da scabbia. E’ un bambino di strada che mi guida nella periferia di Yangon ( Myanmar) alla mensa dei poveri: mangiamo in quattro spendendo due dollari, bibite incluse. Lui finge di non avere fame.Si fa dare un sacchetto di plastica e raccoglie i resti dai piatti per farne dono a sua madre. Tripudia di gioia per l’ultima mancia della giornata. Ha raggiunto il dollaro, che gelosamente nasconde nelle mutandine. Da buon buddhista gode pensando alla gioia di sua madre, che l’ha istruito al risparmio: “Metti via i soldini prima della stagione fredda, quando non ci saranno più  i turisti”.

Nan Thai Tho ora ci porta al mercato,  aperto giorno e notte. Là si vive, si nasce e si muore, ci si da’ il cambio per dormire sui cartoni.  Una  mamma riposa con due bambini accanto. Uno dorme con la mammella in bocca… E non descrivo il resto dell’ambiente: ci vorrebbe un Dante per cantare degnamente quelle bolge infernali, trasformate in pittoreschi quadri di vivida umanità.

Nan Thai Tho e’ orgoglioso di passare tra i commercianti. Tutti conoscono quello “scricciolo”, figlio di nessuno e di tutti, cacciato più volte dalla polizia e abituato a dormire aggrappato al corpo di altri bambini, in un angolo del mercato. Lì la polizia non osa interferire: anche gli uomini dell’ordine hanno un cuore.

Myanmar - Tempio di Myanmar - di albino
Foto > Myanmar > Tempio di Myanmar

Passiamo davanti ad un tempietto eretto in onore di Buddha. Nan Thai Tho congiunge le manine e fa un inchino. Dice di non avere tempo per pregare più a lungo: deve cercare da mangiare. Poi ci porta nel compartimento dei fiori. Profumi inebrianti aboliscono per un momento l’insopportabile puzza, mentre una bianca nube proveniente da tanti bastoncini d’incenso circonda il Buddha e noi di arcano mistero.

Mentre Nan Thai Tho s’intrufola tra i corpi dei suoi amichetti, ritorno all’angolo dei fiori e mi siedo sotto i rami del gelsomino. Chiudo gli occhi e penso al gelsomino che ho piantato nel mio giardino:è durato tre anni. Non è fiorito alla quarta primavera. Ma il suo profumo ancora vive in me così come in me vivono la amicizie seminate in tanti angoli della terra. Molte sono svanite. Molte, apparentemente, perse. Ma il loro profumo ancora nutre la mia fede nell’Amore che fa vivere altri amici.

E’ lo stesso amore che anima il piccolo birmano Nan Thai Tho che vince la  febbre e sopporta, sereno, la scabbia al pensiero di far contenta sua madre con gli scarti della carne di cui si è privato, con quel dollaro che servirà quando non ci saranno i turisti, con quella manina nella mia manona  più volte accarezzata, mentre mi sussurra: ‘Sono felice, sono felice, sono molto felice’.

Con la mistica felicità del credente, con il sorriso, le mani giunte e l’inchino di Nan Thai Tho, rispondo a quanti continuano a chiedermi come sia possibile  sperare in un eventuale “Dio buono” quando si vedono soffrire bambini innocenti nell’ospedale di Niguarda, in un Milano che compera tutto, ma non la vita morente del proprio figlio (così, ieri, mi ha sfidato un papà disperato, impotente di fronte alla sua creatura che ha i giorni contati).

Myanmar - Equlibrista - di berg17

Foto > Myanmar > Equlibrista birmana

 

E tra le tante lettere ecco un brano: “Osservando molti cristiani, scorgo con fatica in loro la luce della speranza nella morte e resurrezione in Cristo, vissute nel proprio battesimo di cui vai parlando. Anche io mi sento vacillare di fronte ai grandi mali del mondo. La grazia del nostro battesimo ha forse perso la sua efficacia originaria?”.

“ Basta  una lacrima di un bambino innocente per dimostrare che il tuo Dio non esiste..”.

 
Con questa affermazione sono stato più volte provocato da molti giovani incapaci di affrontare il mistero della sofferenza umana. Questa profondamente mi tocca, perché “Tutto ciò che è umano mi appartiene”.
Però le tragiche situazioni di morte  che ho vissuto in diversi angoli della terra non si trasformano in rassegnazione e in pessimismo, anzi la sofferenza alimenta la mia voglia di lottare: più soffro, più lotto! E, guardando a Nam Thai Tho, mi rendo conto dell’urgenza di imparare dai poveri a farsi carico dei mali degli altri e trovare pace nel tentativo di
aiutarli.

Nella parola di Dio trovo quotidianamente la forza per non cedere alla disperazione, per portare pace nel mio cuore e vigore al mio agire.  Prima di pensare al fare, occorre preoccuparsi dell’essere. Così inizio e termino ogni giornata  spendendo lungo tempo nella contemplazione della Parola, che rendo mia preghiera. E faccio ciò non perché sono migliore degli altri, ma perché so che, se non pregassi tanto, sarei peggiore degli altri…

Molti cristiani sono schiacciati dal pessimismo non perché il battesimo abbia perso la sua forza, ma perché non si immergono nella Luce, non si concedono il privilegio di ristorarsi alla fonte della vita e riandare ai momenti belli, in cui il credere e sperare era una festa. La nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità sono come orme sulla sabbia: il mare dei nostri affanni le cancella, se non vengono continuamente rinnovate dalla preghiera.

La speranza è un’arte e una virtù che si apprende con la preghiera, con la ruminazione costante della Parola, con la perseveranza nella ricerca dei segni positivi e belli che la vita ci offre. Carichi di un nuovo spirito e di un rinnovato entusiasmo, potremo lottare per creare il Regno sulla terra. E la nostra lotta alimenterà in noi il fuoco della speranza con la coscienza che, dopo la creazione dell’uomo e ancor più dopo la resurrezione di Cristo, il mondo è nelle nostre mani. Nello sforzo di liberare l’umanità dal male, liberiamo noi stessi. Nel tentativo di rendere più umana una persona, divinizziamo noi stessi. E siamo grati a Dio che ci fa incontrare il Risorto nelle manine giunte e nell’inchino riverente del piccolo buddista birmano Nam Thai Tho.

                                                                                                                                               Valentino Salvoldi

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Perugia - Piazza IV Novembre 

Perugia – Piazza IV Novembre

E’ una testimonianza che pur mettendomi in imbarazzo e illuminando tragicamente la mia povertà e pochezza, mi ha lasciato un grande desiderio di conversione. Quel bimbo indiano, l’ esperienza con lui, pur analoga ad altre che  conosco attraverso un missionario a Nakuru in Kenya, mi fa sentire indegna  di credermi cristiana. Ho il mio dolore, le mie sofferenze, le mie povertà…ma so che Cristo è  altro

Per me il tempo è poco, "ora devo andare di corsa" : sono le parole che P.Leo Habestroh, il Padre che Dio mi ha dato per il poco tempo che Lui ha voluto, mi disse negli ultimi giorni di vita.
 

  • Aiutami, Signore, a convertirmi ad una sequela vera e non illusoria.
  • A non nascondermi dietro alibi colpevoli.
  • A stare con Te, sempre anche quando le cose da fare sono  tentazione.
  • Donami ancora la  fede, l’amore, la ricerca del più e del meglio, la  tensione alla santità, l’esperienza di vivere la mia vocazione battesimale sacerdotale sempre e per tutti, l’umiltà di confessare anche limiti e dubbi e fatica e dolore…
  • Grazie comunque, perchè ciò che ho letto oggi, è stata per  me una Parola severa ma buona.


 

lerosbassa 33

MARIOLINO: "C I A O !"

Racconto qualcosa che credo non aver mai raccontato, dopo che è  successa. Ma ormai il tempo stringe….

 

Nel 64, 65…vivevo a Perugia. Un bimbo di pochi anni, Mariolino, per vicende varie: madre psicotica barbona, padre insufficiente,insegnanti  carenti…chiedeva aiuto. Lo accoglievo e gli davo una tazza di latte,  stava qualche ora in casa, poi lo rimandavamo a casa sua…Avevo allora solo un figlio di pochi anni, e mio marito rigido e diffidente.

 Non ho avuto il coraggio e la capacità di fare qualcosa di decisivo. Mariolino era un bimbo bello, buono, intelligente, bravo nel disegnare…

  • E’ finito anche lui in strada,
  • ha perso un occhio in una rissa,
  • è stato per anni prima in casa di correzione
  • poi in O.P., reparto  violenti.
  • Se uno gli si avvicinava, sferrava un pugno agli occhi.
  • Non parlava più: muto. Ammutolito, piuttosto.

Io poi sono andata a vivere altrove ma talvolta tornavo a Perugia dove stava mia madre. Essendo un  medico e conoscendo ancora qualche collega, potevo andare in O.P.: Mariolino, l’ultima volta, anni fa, dopo anni di silenzio, mi ha risposto: ciao! Ha fatto un disegno come quando era bimbo. Lo hanno lasciato uscire con me, lo ho portato a fare un giro in macchina. Ci siamo salutati in reparto, con un abbraccio infinito. Sotto gli occhi esterefatti del medico del reparto. So che poi ha ripreso a parlare, un poco.

 Ho il rimorso cocente, mai potuto confidare, mai confessato, di essere almeno in parte colpevole. Ora prego e offro anche per lui come per tutti. Concedimi Signore di pregare.

  • PREGARE.
  • STARE CON TE .
  • RICOMINCIARE OGNI GIORNO, COME IL PRIMO GIORNO.
  • ANZI, OGNI GIORNO COME L’ULTIMO GIORNO.
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6 risposte a DOLORI INNOCENTI – TESTIMONIANZE – Di Silvia

  1. lucetta ha detto:

    Pian piano, mentre leggevo, il dolore del mondo m’invadeva l’anima……..La sofferenza dei piccoli e degli emarginati è stato sempre qualcosa che mi ha fatto dubitare dell’AMORE di Dio . Ora non più. La sofferenza in generale unita a quella di Cristo ci salverà. Non mi faccio più domande, non chiedo più a Dio: PERCHE’? Quando saremo davanti a LUI tutto ci sarà svelato. Mi basta questo. Nel frattempo voglio camminare verso la meta finale proprio come hai detto tu cara Silvia, che ringrazio per questo post :PREGARE. STARE CON TE . RICOMINCIARE OGNI GIORNO, COME IL PRIMO GIORNO. ANZI, OGNI GIORNO COME L’ULTIMO GIORNO.

  2. angelo ha detto:

    Mi coinvolge profondamente l’affermazione che fai: “Per me, ora il tempo si fa breve."Devo andare di corsa". Ho questo spazio, questo tempo, per pregare. Scrivo per me, e per chi è interessato e può attingere, pensare, tradurre…”.Ogni tanto mi chiedo se quel continuar a scrivere da una parte o dall’altra abbia un senso in quell’oceano di parole capaci di stare e allo steso tempo di sparire in uno stupefacente microprocessore, controaltare del macrocosmo, che non ai Patriarchi e Profeti del Primo Testamento ma a noi, proprio a noi del Nuovo, è stato dato di vedere e sperimentare.“Per me ora il tempo si fa breve”. Lo affermi tu e me lo ripeto anch’io ogni giorno. Per noi che non abbiamo grandi eredità da lasciare ai figli, basterà la testimonianza verbale, travolti come sono dal bombardamento di parole sovrapposte e schiacciate dal peso e dalla violenza delle immagini che si sprigionano come saette da ogni angolo?“Devo andare di corsa”. E perciò sentiamo un bisogno impellente di cogliere le poche cose essenziali della vita che restano e resistono al di là delle evasoni e delle illusioni giovanili.Questo nostro incontrarci sul web è un umile e solare tentativo di comunicazione nella fede, reso difficile, se non impossibile perfino nelle nostre Chiese locali. Talvolta ha il sapore dell’esperienza stupita e stupenda dei discepoli di Emmaus: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?» (Lc 24,32). Avvertiamo al tramonto della vita di aver avuto un Compagno di viaggio che non ci ha tolto la fatica del camminare a piedi scalzi ma che ha rifornito continuamente le nostre borracce di acqua fresca, ricca di sali minerali (i doni dello Spirito).La riccheza che vorremmo lasciare in eredità – se non fosse una presunzione – è “la sapienza del cuore”. Una sapienza che non nasce dallo studio e dalla lettura di libri, ma ma dall’esperienza della vita e da una buona dose di sofferenza.Ormai per noi tutto si semplifica, tende all’essenziale. Tutte le cose che ci sembravano importanti e indispensabili, ora diventano secondarie: si può vivere felici anche senza di esse. I soldi per molti sono una vera preoccupazione. Ma noi dovremmo riuscire a lasciar detto – che si può vivere “felici” anche senza l’ossessione del denaro, (depositi bancari, case, terreni, divertimento infinito…”. Una povertà contenta e benedetta” la chiamava Papa Giovanni XXIII.- Che si può vivere “felici” anche senza la salute (che in noi si fa sempre più precaria);- Che si può vivere “felici” senza la stima degli altri, senza il riconoscimento o la gratificazione o il consenso sociale…“Ho questo spazio, questo tempo, per pregare”. Il tempo che ci è donato, infatti, non è solo kronos, è kairos: storia di salvezza, di alleanza, d’amore. «Ecco ti ho disegnato sulle palme delle mie mani» (Is 49,16), dice il Signore a Gerusalemme. Vale per ognuno di noi. Nel tempo e nello spazio siamo unici e irrepetibili. Il Signore non conosce la clonazione: crea. «Non siamo – ha detto Benedetto XVI – il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione. Ciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio. Ciascuno di noi è voluto, è amato, è necessario». PREGARE! Ad un certo momento della sua vita, al poeta Clemente Rebora successe quanto sta avvenendo a noi: «La Parola zittì chiacchiere mie». E’ il rimedio, il farmaco che mi viene dato- per potermi riconciliare con me stesso, con la mia realtà, con la mia storia,- per stabilire una buona relazione con gli altri,- soprattutto una buona relazione con il Signore Gesù.“GLOBULI ROSSI” è un modo per ritrovare il senso della comunione fraterna, utile ai giovani e non giovani, che però va ripetutamente alimentata. “Il Padre delle misericordie e il Dio di ogni consolazione" (1 Cor 1, 3) passa anche attraverso questi umili percorsi relazionali.«Dopo aver santificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, ci dice subito l’apostolo Pietro nella sua prima lettera, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, essendo stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna» (1Pt 1,22-23). Non si finirebbe di raccontare del passaggio di Dio sia nella propria vita che in quella di quanti abbiamo conosciuto. Ognuno ha il suo “Mariolino” che lo ha sconvolto. Ognuno ha i “rimorsi” per le tante omissioni…Ma tutto è grazia, tutto è dono, cara Silvia. Tutto è frutto di una illuminazione o attrazione o seduzione di Dio. Per questo siamo qui a “raccontare” ai “giovani cercatori di Dio”, che ci superano in tutto ma che hanno anche tanto bisogno di essere sostenuti e incoraggiati al rischio che si chiama “Gesù”.

  3. kathe ha detto:

    è molto profondo, e dò ragione a lucetta, trasmette il doore…. solo una cosa volevo dirti Angelo…. Io vorrei passare piu spesso dal tuo blog, ma ho un’adsl penosa.. e per aprie il tuo blog, quasi mi si blocca il computer.. o_o nonso perchèèèèè… saranno le immagini in prima pagnia… ma me lo da lento .. lenttissimo a caricare…

  4. angelo ha detto:

    Mi dispiace, Kathe, ma mi trovi impreparato a risponderti. Spero che qualcuno ci venga in aiuto.

  5. lucetta ha detto:

    Può darsi Kathe che il tuo pc, oltre ad avere una adsl lenta, abbia bisogno di una pulizia per eliminare i file inutili di cui spesso i pc si riempiono proprio navigando da una parte all’altra. A volte capita anche a me, non da Angelo, ma in altri blog. Dovresti scaricare il programma "Easy cleaner" che ti dice come fare per pulire settimanalmente il tuo pc. E’ gratis. Prova ……tentare non nuoce. Ciao

  6. silvia ha detto:

    Grazie Angelo.Hai colto e scritto il senso autentico dell’ ORA che sto – stiamo? – vivendo.Tutto il vivere è l’istante per Lui.Un attimo di eternità.Devo vivere solo il momento presente. Con Amore.Ho, abbiamo, solo il momento presente, per amarLo. Mi risuona dentro e l’accolgo con trepidazione, coraggio e umiltà, la dimensione trinitaria di questo vivere in Lui, avvertendo che così Lui vive in me. «Perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me» (Gv 17, 22-23).Ti ringrazio per questo spazio, questa Compagnia che ci permette il colloquio spirituale. Tu dici realisticamente che comunicare nella fede è difficile, anche impossibile , persino nella comunità locale.Per me, stanti anche le circostanze della mia vita, è veramente così.Allora, grazie ancora, a Dio, a te, alla C.G.R.

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