IL VENIRE E L’ANDARE DI DIO? FATTI SUOI

 

 

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IL VENIRE E L’ANDARE DI DIO?

FATTI SUOI

Io sono ancora lì imbambolato a ripetermi dentro quelle parole riudite nella liturgia della quinta domenica di Pasqua:

  • …Figlioli, ancora per poco sono con voi.
  • Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.
  • Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
  • Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
  • Amatevi, come io vi ho amato.

Ma l’orologio cammina, la storia va avanti e la Chiesa oggi mi ricorda che Gesù se n’è andato. Del resto, eravamo già stati avvertiti. Solo che vederlo partire…E’ un’altra cosa.


Ci ha detto dove sarebbe andato. Ma siamo ugualmente disorientati:

  • prima la "discesa agli inferi",

  • adesso la "salita al cielo".

Luoghi che nelle mappe degli astronauti non sono riscontrabili.


Per noi  – e per la Bibbia che parla a noi –

  • il Cielo è in alto e sarebbe il luogo ove abita Dio,

  • la Terra è il luogo dove abitano gli uomini,

  • gli Inferi sono in basso, luogo dove abitano i morti e i demoni.

 

Logico, dal momento che Dio per visitare gli uomini è "disceso" dal cielo; e se torna a casa Sua è ovvio che debba "risale".


Ciò che fa traballare il senso comune di noi dell’era spaziale è che, per questi sali-scendi utilizzi nientemeno che una "nube", come nei cartoni animati.


Siamo in presenza di una fiction, ossia di una storiella? E’ fantasia, finzione?

Sono in molti a pensarlo.


Gli esperti della comunicazione esegetica ci invitano a non essere schiavi di queste immagini giacché le nozioni di alto e basso sono relative alla posizione dell’osservatore, ma non hanno alcun valore in se stesse. Milano è a nord per chi sta a Roma e a sud per chi vive in Svizzera. Lo stesso dicasi del cielo; quello sotto cui viviamo è in alto, quello degli antipodi è in basso rispetto a noi.


Di conseguenza Dio non è né in alto né in basso: è ovunque e al di là di tutto.


Soddisfatti quelli che ridevano sotto i baffi? Penso di no. Come non riesco a vedere il cento per cento dei cristiani esultanti pur sapendo che Gesù è andato a prepararci un “posto”.


Perché? Se fosse andato a riservarci un posto in parlamento o allo stadio o alla Scala uno, ancora ancora, riuscirebbe ad immaginarlo, ma quel posto lì…in Paradiso…Lui seduto alla detra del Padre…Haime!?


Coraggio: dire e credere che il Cristo glorioso è ascesosiede…più che di un “luogo”, s’intende affermare uno “stato”: è entrato per sempre nel mondo spirituale nuovo, definitivo; inaccessibile ai nostri sensi e alla nostra immaginazione, ma reale, molto più reale del nostro mondo attuale.


Ci avete fatto caso?

  • San Paolo definisce il cristiano colui che crede nella resurrezione della carne.

  • E San Giovanni, colui che confessa che Gesù Cristo si è fatto uomo.

 

Per gli amanti della “reincarnazione” la risurrezione di Cristo è la Sua reincarnazione, ma non in qualcosa d’altro; Egli ha ripreso carne, la Sua carne ora spiritualizzata, invisibile, ma che può diventare visibile se vuole. E pwer quaranta giorni dopo la risurrezione s’è fatto vedere di qua e di là. E ha mangiato pane e pesce.

Ora gli altri sono la Sua manifestazione privilegiata, carne che incorpora a sé e nutre. A Saulo dirà:  “Io sono Gesù che tu perseguiti” (nei cristiani).


Ma agli inferi, che non corrispondono all’inferno, cosa ci è andato a fare?

 

In questo luogo abbastanza indeterminato dove i giusti dell’Antico Testamento – secondo i teologi e la fede della Chiesa – aspettavano la venuta di Cristo, la Sua discesa significa che i giusti stessi devono la loro salvezza, come noi, alla incorporazione a Lui. Gesù è andato a liberarli, a tirarli fuori: una sostituzione del battesimo.


Non so voi, ma molti cristiani di oggi intervistati non vivono della fede nella resurrezione della carne. Molti credono all’immortalità dell’anima più che alla risurrezione dei corpi. Questo è preoccupante. E succede perché la predicazione è avara e titubante a parlarne. Mentre è solo col parlarne ripetutamente che si trovano immagini espressive nuove e capaci di far desiderare il Cielo senza legarsi eccessivamente alla Terra dove si vorrebbe fare l’impossibile pur di rimandare la partenza "terrorizzante".


  • Solo due vangeli, Marco e Luca, ricordano il fatto visibile dell’ascensione di Gesù: "Il Signore, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio" (Mc 16,19);
  • "Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo" (Lc 24,51).

  • S. Pietro, il mattino di Pentecoste, aveva espresso in sintesi la fede pasquale: "Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso come voi stessi potete vedere e udire" (At 2,32-33).

  • Pietro e gli apostoli davanti al sinedrio affermano: "Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo alla croce. Dio lo ha innalzato con la sua destra facendolo capo e salvatore per dare a Israele la grazia della conversione e il perdono dei peccati" (At 5,30-31).

  • Paolo scrive agli Efesini: "Il Dio della gloria… risuscitò (Cristo) dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità…" (Ef 1,17-23).

 

Gesù di Nazaret abbandona la nostra condizione umana, terrena e mortale, per assumere, in qualità di uomo, la condizione divina e diventare simile a Dio. L’"elevazione" di Cristo consiste innanzitutto in questo:

  • un uomo è assiso alla destra del Padre
  • che equivale a dire in piena uguaglianza con Lui
  • ed è Signore come lui.
  • Ed è anche anticipazione del nostro destino: “Venite benedetti dal Padre mio...”:
  • dunque, figli nel Figlio, quindi coeredi.

Per Gesù risorto non esistono più limiti di tempo, di spazio, ecc.:

  • un uomo della nostra razza,
  • sottoposto a tutte le condizioni della nostra umanità,
  • con il suo trionfo sulla morte
  • acquista le incalcolabili dimensioni dell’universo,
  • la pienezza inesauribile e senza limiti di Dio.
  • Ripieno di Dio riempie tutte le cose.

Gesù non rifiuta il suo corpo, ma lo trasfigura e lo divinizza in pienezza. In tal modo diventa infinitamente libero ed è presente ovunque.


La risurrezione-ascensione lo rende realmente presente a tutti gli uomini suoi fratelli. Il Signore quindi fu liberato non dalla materia, ma dai suoi limiti terreni, portandosi dietro il corpo reale ancora con i segni dei chiodi e della lancia al costato, assumendo cibo, ma capace di novità: comparire, sparire, muoversi, passare attraverso le pareti…come mai prima.  Così avverrà per il nostro corpo, senza quei limiti che ci hanno tanto infastidito (il grasso, il magro, la sordità o cecità, l’handicap…)


Ciò che è accaduto a Cristo, accadrà a tutta l’umanità. La sua risurrezione-ascensione è annuncio e anticipazione della nostra.
"Dio ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere in Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli in Cristo Gesù" (Ef 2,4-9).

Ma attenzione:

  • l’ascensione non è evasione dai drammi vissuti dai nostri fratelli;
  • non è contemplazione dei bei panorami teologici fine a se stessi.

Questo

"Cristo universale" è in me e chiede il mio cuore e le mie braccia per servire e salvare.

I cristiani devono essere i testimoni di una promessa che fa nascere cose nuove nella storia.

Testimoni significa operatori: non nascerà niente di nuovo se non attraverso l’impegno temporale e politico degli uomini in favore della giustizia e della pace.

L’ascensione ci rinvia quasi brutalmente alla Terra e ai suoi urgenti bisogni: "Perché state a guardare il cielo?" (At 1,11).


Ma tutto questo non cozza con le note in premessa? Non credo. Sarebbe un falso misticismo. Il Dio LIBERATORE “mi strappa dall’insicurezza, dall’ignoranza, dall’ingiustizia, non evitandomele bensì costringendomi ad affrontarle e a superarle”.

 

CONTINUA…

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6 risposte a IL VENIRE E L’ANDARE DI DIO? FATTI SUOI

  1. Deborath ha detto:

    Buongiorno Angelo…Avevo letto ieri sera questo tuo post, rimanendo affascinata dalle tue riflessioni, ho ritrovato molte cose sulle quali ho riflettuto spesso anch’io, non riuscendo, però, a darmi delle risposte, perchè credo che determinate cose che riguardano Dio, che riguardano Cristo possano avere fondamento solo nella fede… Molte cose non riusciamo a spiegarle con la ragione, la nostra mente umana è limitata e non può arrivare neanche solo a concepire determinate verità di fede, per cui credo che sia importante sviluppare questo senso profondo della fede e guardare al mistero con gli occhi della fede…Se penso all’Ascensione di Cristo, alla resurrezione della carne mi viene in mente un parallelismo… Ossia, questa cosa, questa trasformazione del corpo mortale in corpo immortale mi sembra il processo inverso dell’incarnazione… Non solo di Cristo, ma anche della nostra… Chi di noi può affermare di sapere come ha fatto a passare dalla mente di Dio alla condizione di uomo o donna? Sì, certo, si potrebbe obbiettare che questo passaggio è scientificamente provato, l’unione di ovulo e spermatozoo, però, chi effettivamente può ricordare questo passaggio della sua nascita???? Allo stesso modo, un giorno, passeremo dalla condizione di corpi mortali a quella di corpi immortali, cioè concretamente diventeremo la realizzazione del sogno di Dio… Gesù è il primo dei risorti, ma ci ha aperto un varco e ieri, don Oreste ci spiegava nell’omelia che Gesù si è comportato come il gragario della squadra del ciclismo: i gregari hanno il compito di andare avanti e fare la fatica maggiore per rompere il vento e far sì che il capitano possa sfruttare la scia e sprecare meno fatica nella marcia; la stessa cosa ha fatto Gesù con noi, ha fatto da gragario, ha rotto il vento perchè noi tutti possiamo seguire la sua scia e arrivare a destinazione…. Ci ha preparato un posto e dove Lui è saremo anche noi…Un abbraccio e scusate la lunghezza, ma ci tenevo a condividere con voi anche le mie riflessioni a riguardo…:0)

  2. angelo ha detto:

    SIATE LUNGHI, RAGAZZI, VI PREGO!QUESTA NON E’ UNA FARMACIA CHE VENDE PILLOLE!CERCATE, DOCUMENTATEVI E METTETE A DISPOSIZIONE I VOSTRI RISULTATI.Gregario: corridore a disposizione del capitano.Bella l’immagine di Don Oreste: il corridore CRISTO, apri pista, è a compiere il desiderio del capitano IL PADRE che intende estendere il Regno.Come GESU’, anche noi Suoi gregari in avanscoperta per rompere le resistenze, a forzare le finestre sigillate dal tempo perché entri il VENTO DELLO SPIRITO a ossigenare i locali ammuffiti e maleodoranti.Come sempre, SCHIENE A DISPOSIZIONE DI DIO…

  3. silvia ha detto:

    Voglia di Paradiso:si, sempre, infinita, inesauribile, continua, malgrado tutto.La risposta, in attesa costante della Pentecoste, rimanda alla domanda dell’Ascensione: "Perché state a guardare il cielo?" (At 1,11).: continuare inesorabilmente a vivere – sperando che Lui ne faccia Amore- su questa Terra, rispondendo nella misura possibile, ai suoi urgenti bisogni. Consapevole che la misura dovuta non sono i miei limiti, ma quelli dgli urgenti bisogni.Una misura a me non possibile, se non in Lui.

  4. angelo ha detto:

    Silvia, si vede che vieni dalla scuola di spiritualità del padre Leone Haberstroh.Credo di farti piacere ricordare quanto scriveva per la Pentecoste del 1981:"Ed ora siamo nella gioiosa attesa di una nuova effusione dello Spirito Santo,nella prosima Pentecoste.Le nosre anime sarebbero aride, deserte, senza vita, se fossimo privi dell’azionesantificatrice dello pirito Santo, poiché nessun bene è possibile alle nosre poverenature umane.Egli è il Fecondatore onnipotente che prepara e custodisce schiere di santri".Buona novena.

  5. lucetta ha detto:

    Ho appena letto questa riflessione e penso possa essere indicato come commento a questo post.ASSENZA E PRESENZASono i due movimenti dello Spirito del Cristo nella storia.Un poco è presente, un poco è assente nella nostra esperienza.Ma questi due movimenti sono l’anima del percorso spirituale in noi.Lo Spirito gestisce e elabora questo percorso nella storia del tempo pasquale.L’assenza di Gesù viene rivisitata attraverso lo Spirito e rivissuta quale ricerca e anelito del cuore, dell’anima e della mente.La presenza è fatta di amicizia ma anche di senso di rispetto per le nostre esistenze e esperienze nella storia.Ecco che il tempo pasquale ci addita con la luce dello Spirito i due atteggiamenti che fanno da guida ai nostri passi incerti.Vedere e non vedere, esserci e non esserci, andare e venire, assenza e presenza fanno del cammino del cristiano una solida guida alla ricerca e alla fede.

  6. angelo ha detto:

    Mentre Deborath si tormenta per la morte accidentale di un ragazzo suo paesano e la televisione trasmette i funerali di stato dei due miltari “missionari di pace”, passa la voglia di disquisire sull’Ascensione del Signore, dal momento che oggi moriranno di fame e malattie anche 25 MILIONI DI BAMBINI nel mondo, con le sole lacrime delle loro mamme e non di tutti i papà.Poiché gli appunti che trascrivo sono antecedenti ai fatti mi torna più facile, giacché mi basta solo ricopiare.L’Ascensione di Gesù al Cielo, il “Fecondatore onnipotente”, è la chiusura del cerchio.L’Uomo Nuovo, l’Annunciato, il concepito in Maria, tocca il suo compimento nell’Ascensione.Soltanto il Cristo salito al Cielo, penetrato nell’intimità del Padre, è il perfetto Uomo-Dio. Ciò che noi saremo.-Gesù è entrato nell’eternità;-Risuscitare si accorda con ESSERE-PRESSO-IL-PADRE.- La nube che lo rende invisibile mentre sale, significa la presenza di Dio (Lc 9,34-35)- Paolo afferma che Gesù “è salito…. per riempire l’universo” (Efesini 4,10)"Il Dio invisibile si è fatto visibile in Cristo,nato dal Padre prima della creazione del mondo.Tutte le cose create, in cielo e sulla terra,sono state fatte per mezzo di lui,sia le cose visibili sia quelle invisibili:i poteri, le forze, le autorità, le potenzeTutto fu creato per mezzo di lui e per lui.17Cristo è prima di tutte le cosee tiene insieme tutto l’universo.18Egli è anche capo di quel corpo che è la chiesa,è la fonte della nuova vita,è il primo risuscitato dai morti:egli deve sempre avere il primo posto in tutto.19Perché Dio ha voluto essere pienamente presente in lui20e per mezzo di luiha voluto rifare amicizia con tutte le cose,con quelle della terra e con quelle del cielo;per mezzo della sua morte in croceDio ha fatto pace con tutti. (Colossesi 1,15-20)- La sua realtà è puro ed eterno PRESENTE;- Se Dio è l’Amore (1Gv 4,16), Gesù vi è entrato in pieno.- Se n’è andato, ci ha lasciati, proprio per poter ESSERE-PRESSO-DI-NOI: “…è bene che me ne vada…, perché se io non vado, non verrà a voi il Consolatore. Se io vado invece, ve lo manderò” (Giovanni 16,7)SOSTA DI CONTEMPLAZIONE- Noi ottusi: ma perché se ne deve andare? Che senso ha, proprio sul più bello?Lucetta lo spiega così: “Vedere e non vedere, esserci e non esserci, andare e venire, assenza e presenza fanno del cammino del cristiano una solida guida alla ricerca e alla fede”.- Io dico: forse se n’è andato per essere nell’unico modo che conta: ESSERE L’AMORE.- Lui va e torna a Pentecoste.- Pentecoste è LUI TORNATO per essere SPIRITO SANTO IN NOI: “Egli non parlerà da se stesso…Egli prenderà del mio” (Giovanni 16, 13-14)- Adesso gli Apostoli possono gridarlo senza esitazione: CRISTO IN NOI.- Adesso anch’io posso ripetermelo senza timore di smentita: CRISTO IN ME,“per me il vivere è Cristo” ( 1Filippesi, 1,18-26)che integra quella di Gal 2,20: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me».- Ed ai Filippesi Paolo precisa: “nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia”. – Adesso, per il fatto che Egli non vive e non opera più in mezzo a noi come individuo, ma è TUTTO IN TUTTI, adesso TOCCA A NOI glorificare Dio con la nostra vita terrestre.- Adesso Gesù non è invisibile ma VISIBILE IN MODO DIVERSO: “la nostra vita è nascosta con Cristo in Dio” (Colossesi 3,3).SOSTA DI CONTEMPLAZIONEEpperò nel pronunciare o trascrivere queste parole, divento rosso come un peperone, anche se la domanda che mi affiora sulle labbra sembra molto infantile:come mai insisti a RI-NASCERE NELLA STALLA,in questa mia desolazione, dove ora non c’è nemmeno Maria e Giuseppe,e neanche l’asino e il bue !?Una domanda ingenua: PER AMORE, SOLO PER AMORE.E’ evidente che dove c’è Lui, trascina con sé tutto il Cielo:- sono abitato dalla TRINITA’ CELESTE,- ho il PARADISO IN ME!Signore, che io veda! Guarisci la mia cecità.Forse adesso so qualcosa in più del Cielo:- il Cielo è il ricettacolo della santità di Dio,- il Suo modo di essere: solo con Sé.- dunque, l’inacessibile alla creatura.SOSTA DI CONTEMPLAZIONEPaolo dà questa definizione: LUCE INACESSIBILE…(1Timoteo 6-16)Non posso entrare in questa realtà: l’accesso è precluso.Prendo i Vangeli e trovo che il Gesù, guardato, squadrato, fotografato, descritto…, di Lui in vita, hanno saputo cogliere ciò che mostrava il suo aspetto materiale, psicologico, umano, ossia i lati aperti del suo essere.Quando entrava in Sé, sottraendosi per stare a tu per tu con il Padre,nessuno ha potuto entrare nella cella della sua interiorità…Ma, LUI RISORTO, i loro occhi si sono aperti, hanno cominciato a riconoscerloperché progressivamente INTRODOTTI nell’intimità di Dio…Ma chi è Dio?L’Abisso di ogni perfezione,L’Infinito,La Semplicità in persona,La Verità e la Santità per essenza,L’INDICIBILE.Dio è tutto nitore, perché è la stessa Verità.Tutto Luce, perché in nulla è recondito.Dio è il Signore, il Libero, Colui che veramente E’,cui appartiene il pieno dominio dell’essereeppure – inacessibile in questa luce,- mistero in questa verità,- incompresibile in questo dominio.Paolo scriverà a Timoteo:Egli solo è immortalee abita in una lucealla quale nessuno si può avvicinare.Nessun uomo l’ha mai visto,né potrà mai vederlo.A lui onore e potenza, per sempre!Amen. " (1 Tim 6,16).SOSTA DI CONTEMPLAZIONEAdesso è più chiaro il significato di Cielo: è questa intimità di Dio.In essa è stato assunto il Signore risorto.Non soltanto lo spirito di Dio, ma Lui, il Signore risorto,nella sua realtà vivente.L’obiezione viene spontanea: – com’è possibile, dal momento che Dio, come attesta Giovanni, è spirito: “Dio è spirito. Chi lo adora deve lasciarsi guidare dallo Spirito e dalla verità di Dio” ? (Gv 4,24)- Com’è possibile che in Dio venga assunto qualcosa di corporeo?Il discorso si complica ma va affrontato.Certamente Dio è spirito. Ma il termine va preso per ciò che significa esattamente.Se Dio è spirito, per logica non dovrebbe esserlo la nostra anima.Ma se la mia anima è spirito, allora bisognerebbe trovare per Dioun altro termine.Anche Giovanni è di questo avviso, poiché, mentre dice spirito,pensa – appunto come Paolo – allo SPIRITUALE -SANTO.Tra il Dio vivente e noi,- non corre soltanto quella distanza infinita che sussiste tra Creatore e creatura;- non soltanto la distanza della grazia , come tra la natura e la vita divina;- ma anche la distanza dell’opposizione, come tra il santo e il peccatore,- distanza che può essere superata soltanto dall’amore di Dio.Di fronte a tale contrasto, la differenza che appare fra lo spirito e il corpo terreno perde ogni valore.La NOVITA’ e lo STRAORDINARIO vanno ricercati – nel perdono del peccato da parte di Dio- nell’accoglimento della creatura nella sua vita di santità.Posto e assodato questo, il fatto che Dio non accolga in sé soltanto lo spirito creato,ma anche il corpo, non appare più una grande incomprensione.Ricordate in Luca 5, 27-36: “Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina?” Appare abbastanza evidente che la carità redentrice di Dio, non s’indirizza all’ANIMA,ma a tutto l’UOMO.Così adesso l’uomo nuovo, redento, riposa sulla SACROSANTA UMANITA’ DI GESU’.Come abbiamo detto all’inizio, inaugurata nell’Annunciazione, ha toccato il suo compimento nell’Ascensione.Questo parlare non è usuale. Ma vale la pena di fare qualche faticaper capire un po’ di più cosa ci sta accadendo e dove stiamo andando.

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