VOGLISA DI PARADISO ? NESSUNA – Angelo Nocent

 

 

VOGLIA DI PARADISO ?

 

NESSUNA

 

Di Angelo Nocent


 

PREMESSA


Lucetta si è meravigliata per il mio silenzio sul blog che dura solo da qualche giorno. Effettivamente questo strumento mi ha mandato in crisi suscitandomi domande alle quali non so rispondere:


  • fino a che punto è utile questo strumento che appare indubbiamente meravoiglioso?

  • Non è uno strumento dispersivo che fa perdere molte ore preziose riservabili ad altro?

  • Perché certe confidenze spirituali ad alcuni giovano e ad altri nuocciono, quando non fanno male ad entrambi divenendo oggetto di divisione e rimarcando in negativo le differenze culturali, spirituali, temperamentali…delle persone?

  • Constatazione: dove si parla di “nulla” c’è grande partecipazione, stupore per cose banali, tensione per eventi e circostanze di nessun conto…

  • C’è invece disattenzione e rifiuto da parte delle medesime persone, se l’argomento si fa serioso e induce a pensare…

 

Bene. Passerà anche questa…


Lucetta, nel giorno dell’Ascensione mi aveva suggerito di riflettere proprio sull’Ascensione. Così ci ho provato, finendo in alto mare e perdendo la rotta.


Negli appunti che seguono e che coltiverò fino a quando non mi sdraierò esausto, può succedere che salti di palo in frasca. Ma che importanza può avere?


Se l’esperienza cui mi riferivo inizialmente è capace di provocare una “notte oscura dei sensi”, non è detto che sia un male. Anzi: se fosse davvero una purificazione più radicale dell’immagine di Dio, ben venga ! Non è mai troppo tardi per il credente vivere la fede pura e nuda, senza falsi sotegni.


L’immagine che mi sono fatto di Dio nel tempo, talvolta è stata rivestita di paludamenti funzionali:


  • i miei timori e incertezze,

  • i miei interessi e sistemi

  • le mie ambizioni, impotenze, ignoranze e limitazioni;

  • talvolta Dio è stato per me la SOLUZIONE MAGICA dell’impossibile,

  • la spiegazione di tutto ciò che ignoro,

  • il rifugio per le mie sconfitte e la mia impotenza.


Se la mia religiosità e la mia fede si appoggiano su tutte queste grucce, ben venga la DEMITIZZAZIONE a demolire le sovrastrutture affinché la fede, spogliata da questi orpelli, cominci a lasciar apparire il vero volto del Dio della Bibbia:

 

  • Un Dio che pretende, disturba, sfida.

  • Non risponde ma interpella.

  • Non risolve ma contrasta.

  • Non facilita ma ostacola.

  • Non spiega ma provoca.

  • Non genera bambini ma adulti.


Man mano che vado avanti negl’anni mi accorgo che il Dio della Bibbia è davvero un Dio LIBERATORE:


  • Egli mi strappa dall’insicurezza, dall’ignoranza, dall’ingiustizia, non evitandomele

  • bensì costringendomi ad affrontarle e a superarle.

 

Dio talvolta (tante volte) è stato per me il SENO MATERNO che libera (alienando) gli uomini dai pericoli e dalle difficoltà della vita. Il web è stracolmo di questi messaggeri alienanti a buon mercato”.


Penso ai progenitori:


  • non appena li creò nel paradiso, Dio tagliò rapidamente il cordone ombelicale,

  • li lasciò soli nella lotta aperta per la libertà e l’indipendenza e disse loro: “Siate fecondi, diventate numerosi, popolate la terra…Governatela e dominate...” (Genesi 1,28). Un invito a darsi da fare.

Se il vero Dio non è uno che aliena, ossia che mi fa perdere la mia identità ma Colui che mi fa adulto, maturo e libero, sia il Benedetto per la “notte oscura dei sensi” e per l’”avventura” irta di pericoli cui mi chiama anche in età avanzata.


Ma perché io sia “un avventuriero illuminato

  • dovrò tagliare ponti, ignorare le regole del senso comune (il buon senso!) e tutti i calcoli delle probabilità, come il vecchio Abramo;
  • dovrò trascurare i ragionamenti, le spiegazioni, le dimostrazioni,
  • lasciare gli appigli della ragione,
  • legarmi mani e piedi e spiccare il gran salto nel vuoto della notte oscura,
  • abbandonandomi nel TOTALMENTE ALTRO.

Solo Dio, nella fede pura e oscura.

Due appunti di saggi pensatori cristiani:


  • Il cristiano di domani sarà un mistico, cioè uno che ha sperimentato qualche cosa, oppure non sarà nulla” (K. Raner).
  • Oggi il mondo ha più che mai bisogno di un ritorno alla contemplazione…Il vero profeta della Chiesa futura sarà colui che verrà dal DESERTO come Mosè, Elia, il Battista, Paolo e soprattutto Gesù, carichi di quel misticismo e di quello splendore che hanno solo gli uomini abituati a parlare a tu per tu con Dio” (A. Hortelano).

Uomo avvisato, mezzo salvato.

 

 

 

 

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9 risposte a VOGLISA DI PARADISO ? NESSUNA – Angelo Nocent

  1. donatella ha detto:

    IL tuo utile richiamo alla Bibbia e al vero significato dell’Ascensione mi fanno pensare che oggi la fede di molti è fuorviata dal sensazionalismo dei media che confonde continuamente anche le menti di chi crede.Giusto quando dici che molti credono più all’immortalità dell’anima che alla resurrezione dei corpi, ed è giusto anche il fatto che spesso c’è la tentazione di considerare Dio Liberatore come Colui che strappa l’essere umano alle tristezze e alle angosce del mondo, mentre troppo poco ci si ferma a riflettere che Gesù trionfa sulla morte passando attraverso il dramma della passione e della morte:affrontandolo,quindi, superandolo, non evitandolo…ma credo sia nella natura dell’essere umano e nella sua continua ricerca della felicità tentare di evitare la sofferenza, anche infilando consapevolmente la testa sotto la sabbia.Ho molto apprezzato questo post, caro Angelo,e mi fa piacere sapere che il discorso non si esaurisce qui…c’è tantissimo ancora da dire…

  2. lucetta ha detto:

    Non so da dove cominciare. Vediamo un poco se riesco a dire due parole. Il titolo mi ha colpita: VOGLIA DI PARADISO? NESSUNAPenso che tu voglia dire che sia nei blog che nella vita reale, insomma in giro, effettivamente non c’è molta voglia di Paradiso. Avere voglia di Paradiso significa essere già arrivati ad un distacco tale da tutto e da tutti ed essere immersi totalmente nel pensiero dell’eternità. Non so tu e gli altri globuli a che punto siete, io posso parlare solo di me e dire semplicemente che mi trovo sempre più spesso a pensare alla vita che verrà…. perchè questa terrena che vivo ,fin dall’infanzia, non mi è mai piaciuta molto. Ho maturato presto l’idea che siamo di passaggio, in cammino verso CASA, non per merito mio ma solo per grazia e dono del Signore. Devo tutto a Lui per cui la festa dell’Ascensione celebrata ieri è stata una bella iniezione di fiducia: mi ha ricordato ancora una volta che c’è un posto per me in cielo. La cosa che mi stupisce e mi riempie di gioia è l’accorgermi, ogni anno che passa, che nel mio cuore e nella mia mente si fanno strada pensieri nuovi che prima neppure mi sfioravano e quindi vedo l’opera dello Spirito. Chissà domenica quante altre cose consolanti mi farà capire. Torniamo a noi , anzi al tuo discorso iniziale sui blog. Ho percepito, ma potrei anche sbagliare, una certa amarezza nel constatare che dove si parla di “nulla” c’è grande partecipazione, stupore per cose banali, tensione per eventi e circostanze di nessun conto…c’è invece disattenzione e rifiuto da parte delle medesime persone, se l’argomento si fa serioso e induce a pensare…Condivido pienamente il tuo pensiero ma per la maggioranza il blog è un diario personale, un modo di comunicare, uno sfogo e tante altre cose che non sto ad elencare……Per altri invece è un approfondire un cammino spirituale, conoscere persone che fanno un cammino di fede, ed in qualche modo aiutarsiad andare avanti. Per me è così. Contemporaneamente mi sono resa conto che è difficile poter coltivare l’amicizia e seguire tante persone nei loro pensieri e nei loro percorsi……per cui sono stata costretta a fare una scelta e a seguire solo alcune amicizie, quelle che sentivo più rispondenti al mio modo di essere. Mi fermo qui. Un’altra volta prenderò in esame qualche altro spunto. Secondo me, però, i post dovrebbero essere più brevi, altrimenti non vengono letti…..Scusa se mi sono permessa ma ho faticato ad arrivare alla fine e più di una volta ho perso il filo tornando indietro." Troppa carne al fuoco" Ciao. Un caro saluto.

  3. angelo ha detto:

    Ecomi! Ho tagliato l’arrosto in due prima che sia troppo tardi.

  4. Deborath ha detto:

    Ihihih, sempre il solito, Papi, eh????Tutti ti "rimproverano" la tua lunghezza!!!!Ihihih….Io ho letto il post ieri tutto d’un fiato, sarà che ti seguivo perchè molte cose le ho sempre pensate anch’io, ma Lucetta ha ragione!!!!!! C’è troppa carne al fuoco!!!!!! e meno male che hai pensato di dividere l’arrosto, così sarà meno faticoso per tutti…Perdona il mio commento superficiale, ma ti ho lasciato le mie riflessioni nella seconda parte del post….Qui voglio solo aggiungere che sono contenta che tu abbia deciso di cambiare la foto, così ora sei davvero tu….:0)Mi piace molto questa foto…Ti abbraccio forte forte e ne approfitto anche per salutare le carissime Donatella e Lucetta…. Un bacio grande a tutte e due…

  5. Deborath ha detto:

    Scusate, sono sempre io….Vedo che oltre ad Angelo anche la cara Lucetta ha cambiato la sua foto….Come sono contenta di vedere il tuo viso, Lucetta, sai che sei proprio bella????Ti mando un abbraccio grande grande…:0)

  6. angelo ha detto:

    E sì, Deborath!Lucetta ha lasciato l’immagine fiorita per regalarci il suo ritratto autentico di discepola del Signore.E quel viso di giovanotto spavaldo – il mio – un tempo desideroso di avventurarsi nelle galassie celesticon gli ardori dell’esploratore, adesso lascia il posto all’uomo disincantato che sorride ancora alla vita ma che sa di andare con passo sempre più accelerato incontro al suo Signore, pur se tradito da una deambulazione progressivamente più faticosa e incerta.MOTUS IN FINE VELOCIOR dicevano i nostri padri latini: IL MOTO SI FA PIU’ VELOCE VERSO LA FINE.Riferito alla vita umana, questa, verso la fine, sembra proprio precipitare. Ma la decadenza fIsica è inversamente proporzionale alla dinamicità spirituale:- la prima, va ad esaurirsi come l’olio nella lampada;- la seconda, si auto-alimenta per il mistero dell’INCORPORAZIONE IN CRISTOche fa nuove tutte le cose e rinnova la faccia dell’uomo di terra.Penso al POVERO DI NAZARET, chicco di grano morto e sepolto a 33 anni. Finito in estrema solitudine il suo giorno, abbandonato dai suoi più intimi, ora è una spiga dorata, è il SIGNORE GESU’ !Nessuno dimentichi che la RISURREZIONE non è un dogma nato in seno alla Chiesa,ma è la Chiesa stessa che nasce intorno a questa fede nel Risorto.Noi apparteniamo a quella carovana che, senza questa CERTEZZA nel cuore, mai si sarebbe posta al seguito di Gesù.I nostri padri, come illuminati e in maniera quasi ossessiva, non si sono mai stancati- di ripetere che Gesù, morto e sepolto, VIVE;- che l’hanno visto in luoghi diversi, senza che gli incontri fossero preparati;- e non si trattava di una relazione permanente con Lui, ma di visite sporadiche,di cui Gesù solo aveva l’iniziativa.- Erano assolutamente sicuri di essersi incontrati con Gesù risorto;- e questo era un punto su cui non c’era da discutere,- una certezza immediata, esistenziale, propria di chi ha avuto un’esprienzache lo ha segnato per sempre,- che non ha bisogno di spiegazioni o di giustificazione alcuna;- sicuri di essere entrati in un rapporto personale con Lui,- un rapporto che toccava livelli profondi di fede, di adesione e di impegno,- sicuri di aver ricevuto, attraverso tale rapporto, un entusiasmo, una vitalità, un fuoco che facevano loro vedere con tutta chiarezza il prodigio:Gesù aveva trionfato per sempre sull’odio, sull’ingiustizia, sulla morte.GESU’ RISORTO E VIVENTE è la ragione ultima della comunità dei discepoli, la Chiesa, nel suo espandersi universale verso la storia.E’ anche il senso dello stare insieme come COMPAGNIA…a girovagare con l’ambulanza della misericordia,l’ossigeno della speranza, i globuli rossi dell’amore di Dioda trasfondere agli anemici. QUESTA E’ LA NOSTRA FEDE.

  7. lucetta ha detto:

    Deborath e Angelo……..visto che voi avevate messo il vostro" visetto" anch’io per farmi conoscere da voi ho messo il mio. Fra qualche giorno però lo tolgo perchè l’immagine fiorita mi piace di più. Angelo è verissimaaaaa la tua frase : "………Ma la decadenza fIsica è inversamente proporzionale alla dinamicità spirituale:- la prima, va ad esaurirsi come l’olio nella lampada;- la seconda, si auto-alimenta per il mistero dell’INCORPORAZIONE IN CRISTO che fa nuove tutte le cose e rinnova la faccia dell’uomo di terra."Adesso capisco perchè Deborath mi ha detto che sono bella!!!!!!Debby grazie per i complimenti, spero solo di essere "bella dentro l’anima" e per questo lavoro e lotto per migliorarmi. Angelo non dimentico che la Resurrezione è il pilastro su cui si fonda la nostra gioia e la nostra fede di salvati per sempre.

  8. Deborath ha detto:

    Noooooo, Lucetta, non togliere questa bella foto per preferirne una assolutamente impersonale, è una gioia anche per gli occhi vedere il tuo bel viso….Un bacio a tutti e due con tanto tanto tantissimo affetto….:0)

  9. angelo ha detto:

    VOGLIA DI PARADSO?Tornandoci sopra, mi son fatto l’idea che l’Ascensione di Gesù al Cielo non ci dice più di tanto perché non conosciamo l’ascensione PROGRESSIVA di Gesù in terra.In realtà, l’ultima ascensione, quella definitiva, conclusiva, spiega la prima che inizia cronologicamente (si fa per dire) quando Gesù compie i 12 anni, età in cui la Legge considerava il giovane israelita come maggiorenne. Da quel momento infatti un adolescente era ritenuto come BAR MITZVA’, condizione sociale che gli permetteva di leggere la Torà in pubblico, chiedere spiegazioni ed esprimere le proprie opinioni.Da quanto è successo nel Tempio, quando fu trovato a disputare con i Dottori della Legge, è possibile congetturare che l’adolescente Gesù avesse già elevate esperienze spirituali, sproporzionate per la sua età.Fra le poche informazioni degne di nota lasciate agli apostoli da Maria sull’adolescenza del bambino, spicca questo fatto che ha impressionato molto i genitori e stupito i Dottori della Legge: "…lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava.E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».Ed egli rispose loro:«Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro." (Luca 2, 41-50)Dalla reazione che hanno avuto, dopo tre giorni di ansiosa rierca, è evidente che essi non erano in grado di cogliere in quella testolina il suo itinerario spirituale così profondo.Sensibile com’era, quando Gesù seppe che i genitori avevano deciso di invitarlo a partecipare per la prima volta al pellegrinaggio al Tempio, spiegandogli il senso del viaggo, le sue corde intime avranno incominciato a vibrare in mdo insolito. Gesù visse sicuramente i giorni che precedettero la partenza in una grande tensione emotiva.Per noi viene facile pensare ora che , se è nel cuore dell’uomo che il Padre abita, è lì che dev’essere adorato. Ma per la tradizione israelita l’Unico risiede nel Tempio, come anticamente sull’Arca dell’Alleanza. Ed è quindi necessario salire al Tempio di Gerusalemme per adorarLo.Lui un giorno salirà al Cielo per tornare nel seno del Padre a prepararci un posto. Ma intanto, in tutto il Vangelo sembra averci voluto dire che anche la nostra ascensione comincia nel tempio di "PIETRE VIVE" che è la Chiesa.Il posto che è andato a prepararci è per DOPO il pellegrinaggio terreno, nella Gerusalemmem Celeste.Le strofe del salmo 122 ci dicono cosa provavano i pellegrini alla splendida vista di Gerusalemme, raccolta nelle braccia delle sue mura:"Quale gioia, quando mi dissero: "Andremo alla casa del Signore…"Nè gioia nè trepidante attesa sembrano caratterizzare il nostro cristianesimo di facciata.Nel nostro gergo abituale ci sono espressioni rivelatrici di una mentalità:- "Il paradiso? Può aspettare!",- "Meglio un uovo oggi che la gallina domani…"Nell’opinion pubblica corrente, è talmente bello ciò che ci attende dopo la morte che ognuno tenta in tutti i modi di frenare e ritardare questo momente. E, se potesse, cederebbe volentieri il posto ad altri.VOGLIA DI CIELO?Coi progetti fantastici che abbiamo in mente di portare a termine in terra, la domanda – dobbiamo ammetterlo – risuona alquanto retorica.

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