COME SOMIGLIARE A DIO – Loredana Brancato

 

 

COME SOMIGLIARE A DIO


Di Loredana Brancato

Spesso trascuriamo il fatto che la miglior campagna di evangelizzazione può essere la nostra vita. Infatti, se ci lasciassimo totalmente guidare dallo Spirito Santo che è in noi, la nostra vita produrrebbe un frutto, formato da tanti “spicchi”, che finirebbe per interessare ed attirare le persone a Cristo. Se davvero vivessimo il frutto dello Spirito e la sua potenza, potremmo trasformare il mondo intorno a noi.

Com’è possibile per noi esseri umani, finiti e limitati, poter assomigliare al Dio Onnipotente? Semplicemente accogliendo il Suo Spirito in noi e lasciando che Esso ci trasformi come disse Paolo:" non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" Galati 2:20. 

Ritorniamo alla sfida: devo somigliare a Dio. Le sue caratteristiche devono essere visibili nella mia vita e invogliare gli altri a diventare come me, un figlio di Dio. Tutti gli spicchi del frutto dello Spirito Santo sono presenti nella mia esistenza giornaliera e trasformano il mondo intorno a me. Vero?

  • Come si manifestano le varie componenti dello Spirito di Dio nel mio modo di vivere?

Il primo spicchio: l’AMORE

 

Dio è amore. Non lo dice soltanto, lo dimostra continuamente, nel passato, nel presente e lo farà anche in futuro. Tutta la Bibbia è incentrato sull’amore di Dio verso la sua creatura, l’uomo. La Parola di Dio è una lettera d’amore verso gli esseri umani.
Noi non possiamo amare veramente se non apparteniamo a Dio. Solo con

il suo amore dentro di noi saremo capaci ad amare gli altri. Dio ci ama non perché siamo amabili, simpatici, carini, teneri e coccoloni! Non siamo nulla

Io posso amare nonostante e malgrado tutto. L’amore che io ho ricevuto e che posso donare, non dipende dalla bravura della persona che mi sta di fronte. La posso amare anche se non è amabile, anche se non si dimostra degna del mio amore. Questo amore spezza la legge umana del “Io ti amo se…”. Questo amore è divino, non ha nulla a che fare con la nostra capacità terrena di voler essere carini con tutti a tutti i costi…
La mia vita è caratterizzata da questo amore? Attiro gli altri verso l’amore perfetto di Dio? Gioisco in questo amore perché la mia fonte non si esaurisce mai?

Il secondo spicchio: la GIOIA

 

La gioia della quale si parla è permanente. Non dipende da un fattore esterno o da una situazione particolare. Tutti sentiamo gioia per un evento particolarmente bello, quando si sono avverati certi nostri sogni e quando tutto fila liscio come l’olio. La gioia divina però non si fissa a degli eventi terreni, è ancorata invece saldamente in Dio stesso. Questa gioia non cambia. Rimane uguale in tutte le circostanze della vita e ci fa dire anche nel pianto di essere gioiosi in Dio!

IL terzo spicchio: la PACE

Il mondo dice di volere la pace ma non è capace neanche di vivere in pace in famiglia! Si fanno le marce per la pace e per strada si litiga e ci si aggredisce per delle sciocchezze. È questa la pace di cui ci parla la parola di Dio? Assolutamente no!!

In primo luogo non possiamo vivere in pace con gli altri se non viviamo in pace con noi stessi. E non possiamo vivere in pace con noi stessi se non siamo in pace con il nostro Creatore, Dio. La pace è un dono divino, non uno sforzo umano! Nulla di cui essere orgogliosi!

Dio ci ha proposto la pace nell’opera di Gesù Cristo alla croce. Io posso fare pace con Dio attraverso la fede in Cristo e allora ho questa pace dentro di me e la posso rendere operante e efficiente.

La pace divina esclude risentimenti, pensieri di vendetta, disprezzo, critica vuota, litigi, maldicenze ed altre cose spiacevoli che così spesso fanno parte delle nostre giornate terrene.

Vivo la pace con Dio, con me stesso, con i miei familiari, con i miei vicini, con i miei fratelli in fede, con i miei colleghi di lavoro…?

Faccio vedere attraverso il mio modo di vivere che ho una pace che il mondo non conosce ma che Dio vuole offrire a tutti?

Il quarto spicchio: la PAZIENZA

“La pazienza non è il mio forte”: parole sante!

La pazienza sembra una cosa estinta da tempo come i dinosauri! Per noi esseri umani questa parola potrebbe esistere solo come esclamazione di esasperazione o di rassegnazione…

Infatti la pazienza è divina. Dio mostra una pazienza immensa verso l’uomo. Dio mostra una pazienza enorme verso me, ogni giorno!!! E Dio mette proprio questa caratteristica nell’intimo di ogni suo figlio e gli dice: “Usala”. E già, la pazienza non serve a niente se non si usa! E usarla è pesante! Non ci piace neanche aspettare il fila davanti alle casse del supermercato…
Ma Dio chiede a noi di essere pazienti come lo è lui. Pazienti nelle circostanze, pazienti verso gli altri, pazienti nelle prove, pazienti verso noi stessi…

La pazienza non è un optional per noi credenti. Senza questa caratteristica il frutto dello Spirito Santo non è completo, è sgonfio, gli manca qualcosa.

Il quinto spicchio: la BENEVOLENZA

La benevolenza o la gentilezza non è certamente un segno dei nostri tempi! Significa avere una buona disposizione verso una persona, essere indulgente verso i difetti degli altri e non sbandierarli ai quattro venti. La benevolenza è l’amore di amicizia che Dio ha per primo offerto all’uomo e che ora si aspetta che anche noi offriamo alle persone intorno a noi.

Questa gentilezza divina si esprime in ogni nostro rapporto sociale, in famiglia, al lavoro, al volante (!), in chiesa, nel condominio, a scuola… La nostra cortesia non finta deve essere la nostra fama, il nostro marchio di appartenenza. Un credente litigioso, aggressivo e irritabile dimostra al mondo un’immagine distorta del Suo Padre celeste!

Il sesto spicchio: la BONTÀ

Gesù, sentendosi chiamare “Maestro buono”, replicò e chiese: “Perché mi chiami buono? Uno solo è buono, Dio Padre”. Questo per sottolineare che la bontà non fa parte delle caratteristiche innate dell’uomo. Dio è il buon Padre, il buon Pastore. Dio è buono per eccellenza. In lui non esiste il male.

Noi invece, dopo l’entrata del peccato nella nostra natura, non siamo buoni, neanche un po’! Chi ci vuol far credere che sotto sotto siamo tutti buoni, si sbaglia di brutto. Per essere buoni dobbiamo attingere da Dio. L’unico modo di esercitare la bontà è diventare un figlio di Dio e condividere con lui la Sua natura, l’eredità genetica! Se siamo figli di Dio non lo siamo solo di nome ma anche di fatto! E la bontà è uno dei segni della nostra appartenenza al nostro Padre.

Il settimo spicchio: la FEDELTÀ

Mano sul cuore: se sentiamo nominare la fedeltà, ci vengono in mente i cani! Questo perché l’essere fedeli apparteneva semmai ad epoche remote in cui il libro “Cuore” era ancora il codice da seguire. Ora non si parla più di fedeltà.

E infatti i risultati si vedono. Nessun rapporto sociale è più considerato permanente; c’è sempre la possibilità di poter recedere, cambiare, svincolarsi da responsabilità o legami diventati troppo stretti e limitanti.

Dio non ragiona così: lui è fedele! Il rapporto che egli ha deciso di avere con gli esseri umani, è basato sulla sua fedeltà divina. Lui non annulla il “contratto di amore” con noi, anche se noi siamo per la maggior parte del tempo inadempienti! La fedeltà di Dio è la nostra salvezza. Meno male che Dio non ragiona come noi!

Noi però possiamo ragionare come Dio. Lui ci ha dato il Suo Spirito, ci dona la fedeltà e noi, come figli suoi, non abbiamo scuse se rimaniamo infedeli. I nostri rapporti devono essere caratterizzati dalla fedeltà, le nostre parole devono poter essere prese sul serio e il nostro modo di agire deve avere come modello Dio, nostro Padre fedele.

Non facciamoci superare dai… cani!

L’ottavo spicchio: la MANSUETUDINE

Essere mansueti è noioso. È da smidollati. Solo chi non ha spina dorsale è mansueto. Oggigiorno bisogna essere ben determinati a dimostrare quanto valiamo;la nostra opinione va imposta e non c’è spazio per le smancerie. Neanche la parola “mansueto” è più di moda. Fra un po’ sparisce dai nostri dizionari o risulterà solo con il segno “antico” a lato.

E invece la mansuetudine è una caratteristica preziosa che Gesù stesso ci ha dimostrato. Lui era mansueto durante il suo percorso terrestre. La Sua natura è mansueta: “ Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore, e voi troverete riposo alle anime vostre” (Mt 11:29).

Il vero riposo alle nostre anime lo troviamo solo se impariamo da Gesù! Lui conosce il cuore umano e sa di cosa abbiamo bisogno per essere felici! Lui dice che i mansueti sono beati perché erediteranno la terra. Quindi non chi si sa imporre con maggiore forza è felice ma chi impara da Gesù: chi accetta il frutto dello Spirito divino ed è mansueto può dire davvero di esserlo.

La mia mansuetudine controcorrente fa una differenza nella vita delle persone intorno a me?

Noi umani siamo davvero buffi ( per non usare altri termini meno simpatici…). Sappiamo controllare macchinari complicatissimi e non siamo in grado di controllare noi stessi!

Si rimane sconcertati dal basso livello di autocontrollo dimostrato da personaggi famosi e di vista. Il mondo politico e dello spettacolo è caratterizzato dalla completa mancanza di autocontrollo. Non si riesce a controllare le proprie reazioni, le proprie parole e azioni. Non ci sono freni che tengano. Ormai parolacce, reazioni violente e smisurate, scenate e altro sono considerati normali, anzi addirittura divertenti! La gente ride di fronte a tutto ciò! Perché se i famosi si comportano così, vuol dire che anche il pinco pallino qualunque può continuare tranquillamente a fare altrettanto!

Eh no! Questa regola non vale per i figli di Dio. Per noi l’autocontrollo è fondamentale. Dio ce lo dà e si aspetta da noi che lo usiamo. Non qualche volta, in determinate occasioni, ma sempre. Ciò significa sapersi controllare nei pensieri, nelle parole, a tavola, nelle azioni (viste e non viste dagli altri). Riuscire a controllare noi stessi è una vittoria immensa, una vittoria che Dio mette a disposizione ai suoi figli. Dio sa molto bene che non ne siamo capaci, che combiniamo guai a non finire. Lui ha deciso che abbiamo bisogno dell’autocontrollo divino.

Basta con la scusa: “È più forte di me!” Dimostriamo al mondo di avere una marcia in più! Questa marcia si chiama: potenza dello Spirito Santo!

I credenti hanno ricevuto in dotazione un armamentario eccezionale. Peccato che lo usiamo così poco! Se usassimo tutto il frutto dello Spirito Santo con diligenza e costanza ogni momento della nostra vita, potremmo cambiare il mondo intorno a noi!
Pensate a cosa succederebbe se esercitassimo SEMPRE amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine e autocontrollo!

Questa è la sfida di ogni vero figlio e figlia di Dio. Buon lavoro!!!

 

 INTERVENTI:

SILVIA:

Ciao Loredana.

 

Ho letto TUTTO il tuo scritto. Ho tentato di leggere anche ciò che Angelo ha scritto nel suo blog. In effetti, non capisco bene perchè ci sono due posti in cui scrivere o leggere, per comunicare tra noi.

Comunque, volevo dire che tutto ciò che dici, e anche ciò che scrive Angelo, mi va bene, con una breve nota personale:

 

 la mia esperienza, la mia risposta a come somigliare a Dio, si esaurisce nel continuare a vivere il quotidiano, con piccoli silenziosi sacrifici continui, sperando che Lui li renda Amore.

 

Ti chiedo e vi chiedo di restare in unità di preghiera e di vita.

 

Viviamo così come Lui vuole e permette, anche la Pentecoste: aspetto con desiderio infinito sempre,il dono dello Spirito.

 

Spirito di Filiazione…per Lui, siamo figli nel Figlio!

 

LORY

 

Cara Silvia….è proprio nel quotidiano che dobbiamo dimostrare di somigliare a Dio… In Gal 5,22 S. Paolo ci dice proprio questo…noi testimoniamo la Presenza dello Spirito Santo in noi se abbiamo questi doni.. Amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine e autocontrollo.

 

Il quotidiano ci mette tutti i giorni alla prova…e non è facile testimoniare sempre la Presenza di Dio in noi. Quante volte ci arrabbiamo?…e quante volte perdiamo la pazienza?…se parlassi di me ti dovrei confessare che…. troppo spesso perdo l’autocontrollo… vengono volte in cui la gioia è difficile esprimerla…perchè il cuore è più pesante che mai…

 

No…sorella cara non è facile la vita in Cristo…abbiamo un cammino da fare…il Signore ci ha dato la facoltà di possedere la Forza sua…per mezzo del Suo Santo Spirito…siamo figli di Dio e …in quanto tali dobbiamo patire…soffrire…e allo stesso tempo rafforzarci ogni volta per affrontare nuove battaglie…e nuove avversità….

 

  • Tu sei una persona meravigliosa…vivi quotidianamente le tue prove nel silenzio della preghiera e….
  •  per la tua famiglia diventi tu stessa sacrificio d’amore…. 
  • lo Spirito Santo ti ha già coperta con la sua ombra…sei sotto le sue ali…dove troverai rifugio ogni qualvolta senti il desiderio del suo abbraccio d’amore per te!

Ti voglio bene Silvia….sei sempre presente nelle mie preghiere…per te sta pregando anche il mio gruppo "Gesù Pastore"

 

Quando vuoi e…per qualsiasi cosa scrivimi… in me troverai sempre una sorella che ascolta e… ti ama!

Immagine di silvia s.

silvia s.

Grazie, a te ed al Gruppo, per la partecipazione e la preghiera.

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14 risposte a COME SOMIGLIARE A DIO – Loredana Brancato

  1. Deborath ha detto:

    O Dio mio, pure io ho letto tutto attentamente e più leggevo e più andavo avanti più mi scoprivo così terribilmente lontana da Dio da arrivare ad aver paura….Io cado sempre su tutte le cose che tu hai elencato e, pur avendo ricevuto questi doni, non li metto a frutto….Che tristezza!!!!!E’ tutto così difficile….Ed io sono così lontana!!!!!

  2. lucetta ha detto:

    "Grazie Loredana e grazie Angelo per aver riportato qui questo post di Loredana.Una vera perla! Allora ho deciso di passare in rassegna ogni spicchio , meditarci sopra e fare un piccolo esame di coscienza. Per ora sono ferma all’AMORE. Voglio condividere i pensieri scaturiti dalla riflessione. Non lasciatemi sola.!!!!!!Dunque si parlava dell’AMORE. Amare come Dio ci ama …non perchè l’altro lo merita o perchè ci ricambia ma solo perchè DIO CI AMA COSI. A parole è facile amare tutti, specie i lontani, non faccio fatica ad amarli, non mi costa nulla………invece mi costa lacrime, sudore e rinunce, amare:-le persone vicine specie quelle antipatiche, arroganti, prepotenti….il cui comportamento scatena quasi sempre il mio giudizio silenzioso e la mia voglia di scappare lontano da loro, siano esse familiari, vicini di casa, amicizie varie…… Ebbene il Signore mi chiede invece di non considerare i loro difetti, di non aspettarmi nulla da loro, ma di amarli come amo me stessa. Che lo Spirito mi regali abbondantemente questo "spicchio -dono" perchè oltre alle mie labbra che tengo spesso chiuse, faccia tacere anche la mente che non riesco a tenere a freno nel giudicare. Sarebbe un passo in avanti nella strada dell’Amore."

  3. angelo ha detto:

    Deborath, coraggio, pedala!Cos’hai capito? Non stiamo facendo la gara a chi arriva ultimo.Se metti lo Spirito di Gesù nel motore, chi ti piglia più!Lory ci ha programmato otto tappe, quasi tutte in salita. Per non avvilirci le ha chiamate "spicchi". E io ho vi ho aggiunto il profumo d’arancio, come stimolante..Comunque… attenzione a Lucetta: ho sentore che stia allenandosi alla grande!E poi c’è Silvia, frequentatrice abituale delle Dolomiti… altro elemento dinamico e spericolato: "piccoli silenziosi sacrifici continui, sperando che Lui li renda Amore".Hai capito, cosa fa, zitta zitta, la dolomitica pediatra?

  4. lucetta ha detto:

    "Questa gioia che non cambia e che rimane uguale in tutte le circostanze della vita e ci fa dire anche nel pianto di essere gioiosi in Dio" la rincorro da molto tempo ma non riesco a raggiungerla…..a volte mi sembra di possederla e subito dopo mi accorgo di essermi illusa. Chissà che lo Spirito non mi aiuti a riconoscerla e a possederla in modo stabile. E voi siete in questo tipo di gioia?

  5. angelo ha detto:

    Il proemio della GAUDIUM ET SPES:"Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore".(Concilio Vaticano II).Il Corriere della Sera a trent’anni dalla morte del Servo di Dio Paolo VI, così titolava: oltre i luoghi comuni della tristezza e della sofferenza, UN PAPA TENTATO DALLA GIOIA.La storia di questa vocazione può venire interpretata tutta con un appunto di pochi giorni successivo l’ elezione a pontefice: «Forse la nostra vita non ha altra più chiara nota che la disciplina dell’ amore al nostro tempo, al nostro mondo, a quante anime abbiamo potuto avvicinare e avvicineremo: ma nella lealtà e nella convinzione che Cristo è necessario e vero». E per questo avvicinamento agli uomini del suo tempo, Montini sceglie una modalità di evangelizzazione tratta dalla Gaudete in Domino, l’ unico documento ufficiale di un pontefice sulla gioia cristiana. http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/apost_exhortations/documents/hf_p-vi_exh_19750509_gaudete-in-domino_it.htmlCosì inizia l’Esortazione Apostolica: “Rallegratevi nel Signore, perché egli è vicino a quanti lo invocano con cuore sincero”. Sono parole che si rifanno alla lettera ai Filippesi 4, 4-5 e al Salmo 144, 18.Per Paolo VI la gioia è qualcosa di contagioso, che ha in sé un’ energia di espansione: per questo la gioia diventa per il cristiano un impegno apostolico e missionario nei riguardi degli altri. Già intorno al 1930 don Montini, riflettendo sulla lettera dell’Apostolo, scrive: «Il motivo della gioia ritorna frequente, e non per semplice esortazione di formula di convenzionale cortesia, ma piuttosto come indice di un sentimento abituale che tesse anche nelle ore dolorose la psicologia dell’ Apostolo». E trent’ anni più tardi l’ arcivescovo Montini osserva: «Dove Cristo è, c’ è gioia interiore. E la gioia, anche se ci sono mille difficoltà e nemici e pericoli e, se volete, anche sofferenza di fuori, la gioia non viene meno mai». Dalla cattedra di Pietro, durante l’ udienza del 19 maggio 1965, il Papa si rivolge ai fedeli:«Vorremmo che ciascuno di voi, qui e dopo, si sentisse felice. ( ) Un cristiano può mancare di tutto; ma se è il cristiano unito a Dio nella fede e nella carità, non può mancare di gioia». È dunque una gioia dinamica, questa di Montini, che scaturisce dalla scoperta che Dio si piega sui bisogni più veri dell’ uomo. Ma, per elevarla a gaudio, a profonda gioia spirituale, i cristiani devono poi percorrere un percorso inverso: portare gli uomini a Dio. L’ umanità, creata e amata da Dio – spiega Paolo VI – è al centro dell’ interesse della Chiesa, che non è autoreferenziale, interessata solo alla costruzione di se stessa, ma è tutta protesa verso l’ uomo e la sua salvezza: come la natura divina e quella umana di Cristo non si danno l’ una senza l’ altra, così la Chiesa e l’ umanità sono in necessaria correlazione.GLOBULI ROSSI è anche questo: distributori del “gaudium”, lo Spirito di Gesù che sa allietare perfino le “giovinezze canute”. Ricordate l’antica liturgia? :“Introibo ad altare Dei – Ad Deum qui laetificat iuventutem meam”. Mi sovviene la figura di un sacerdote novantenne, sordastro, cui servivo la Messa da bambino. Dunque: il più possibile GIOIOSI E CONTAGIOSI!

  6. Deborath ha detto:

    Io mi associo a tutto quello che sta scrivendo Lucetta… Sono esattamente come lei…Lo so che sono tappe in salita, ma io credo di essere davvero trooooppo indietro e forse, pure le ruote sono sgonfie…Per quanto mi sforzi, non mi riesce di mettere in pratica tuttto questo… Forse vi sto deludendo, ma non sto facendo altro che dire la verità, purtroppo, e non immaginate neanche quanto mi pesi dirlo, quanto mi spaventa dirlo…Ciao amici e buon cammino…

  7. lucetta ha detto:

    Deborath? Non preoccuparti MAI di deludere noi, non siamo nessuno, ma soltanto in cammino come te. Devi pensare solo a Gesù !!!!!!Non siamo qui per farci i complimenti ma per aiutarci caspiterina!!!!! Fai bene a dire la verità…se non possiedi ancora delle capacità non fermarti a dire che non sei capace e che non ce la farai mai…….cerca di acquisirle pian piano. Poniti degli obiettivi da raggiungere e lavora su quelli. Una cosa alla volta. Lavora su un difetto e cerca di vincerlo. E’ un lavoro duro che richiede pazienza, umiltà, costanza e preghiera intesa come colloqui anche "burrascosi" con il Signore a tu per tu. Non sono cose che avvengono miracolosamente. La cosa ESSENZIALE è lavorare su se stessi ed io sono sicura che ci vorrà tutta la vita per ottenere risultati. Tieni presente che siamo amati, credici, e anche se in una giornata invece di cadere in un difetto 10 volte sarai caduta 8 volte…sarà già qualcosa agli occhi di Dio. Perdona questa direzione spirituale spicciola…ma io sono una semplice, fatta per le piccole cose, ci ho messo una vita per migliorare il mio carattere e tanto ancora devo lavorare. L’importante è non smettere.Ah dimenticavo, a proposito della gioia di cui si parlava…..forse qualcosa di simile ho percepito in alcuni momenti…e mi auguro di provarla ancora e che diventi stabile nel mio cuore. Ti abbraccio!

  8. Deborath ha detto:

    Sì, Lucetta, tu hai ragione e, credimi, è da un bel pò che cerco di lavorare su me stessa e sui miei difetti, ma poi, certe volte, prendo degli scivoloni che mi fanno tornare punto e a capo…Comunque, con questo non voglio dire che ho intenzione di arrendermi, anzi!!!!Continuerò sempre nel mio cammino, cercando di arrivare da qualche parte…Grazie per le tue parole, sei molto cara con me…Ti voglio bene…Un abbraccio e buona serata…

  9. silvia ha detto:

    Vi chiedo scusa se entro in un dialogo tra voi.Mentre ringrazio Angelo che trova il tempo, le parole e la competenza per farci partecipi della sua esperienza e di ciò che è cambiato nella sua vita con il Battesimo nello Spirito, avverto l’esigenza di dire poche parole sulla mia esperienza . Di vita.Nello Spirito.Non ho ricevuto il Battesimo di cui parla Angelo. Ma c’è stato un momento in cui anche la mia fede, forse scontata come lui dice, è divenuta tutt’altro.Vita di Gesù in me o di me in Lui, non so bene come dire l’esperienza.La Vita è Unità , non c’è differenza tra vita interiore e esteriore.Forse, con il tempo riuscirò a dire altro.Ora, devo confessare in piena umiltà – verità – che io non ho fatto quasi nulla. Non posso dire di avere lavorato con fatica su me stessa.Ho solo finalmente accettato, accolto di lasciarmi fare da Lui: ho detto a Lui, il Signore, il SI radicale. Un SI che certamente devo ripetere e rinnovare continuamente…ma è Lui che mi conduce, io non so neppure dove mettere il piede per il prossimo passo…Avverto ancora, spesso, fatica, pena, dolore.ribellione…Desiderio .Spero e prego che Lui non mi tolga mai il desiderio.Nel desiderio, intuisco il Regno.So che ho ancora il desiderio della santità e …Lui, il Signore, sa, vede, anche nel silenzio della preghiera.Gioia intima, molto intima, gioia dolorosa e lancinante. Stranamente coincide con il dolore-amore.Colgo l’occasione, per dirvi che per alcuni giorni – da domani mattina- non potrò usare il pc per la tinteggiatura dell’appartamento e conseguente spostamento di tutto. Fatica e stress, mio marito ed io siamo anziani e un po’ acciaccati. Spero tra alcuni giorni, che qualcosa torni a posto: vi chiedo una preghiera anche per questa cosa tanto poco soprannaturale…!

  10. angelo ha detto:

    Silvia, a scanso di equivoci, devo precisare che stiamo parlando della stessa cosa usando termini diversi: il tuo "SI’ RADICALE" trova perfetta corrispondenza nel "BATTESIMO NELLO SPIRITO", senza Liturgia e cerimonie collaterali, perché non è un nuovo sacramento aggiuntivo ma una presa di coscienza del pimo e unico Battesimo che introduce indelebilmente nella familia dei credenti, la Chiesa. Esso perciò non viene annotato nei registri della Parrocchia nè puoi chiederne certificazione. E’ quel giorno particolare del RISVEGLIO, provocato da una circostanza o più coincidenze, che dà inizio a una ripensata esistenza "SOTTO IL SEGNO DELLO SPIRITO".Concordo: La VITA è VITA, dunque INSCINDIBILE: l’interiore, lo spirituale e l’umano, sono semplici categorie che si riassumono nella PERSONA.IL DESIDERIO: è la strategia pedagogica del Maestro. Egli sa usare le parole adatte a ciascuno per inculcare un desiderio irresistibile di Lui (vedi Samaritana al pozzo), perché è un "seduttore" nato.Buona settimana in comunione. E che l’imbiancatura riesca a regola d’arte e con poche gocce sul pavimento!

  11. Loredana ha detto:

    Che lo Spirito mi regali abbondantemente questo "spicchio -dono" perchè oltre alle mie labbra che tengo spesso chiuse, faccia tacere anche la mente che non riesco a tenere a freno nel giudicare. Sarebbe un passo in avanti nella strada dell’Amore."Cara Lucetta….spero anche io che il tuo cuore s’innamori dell’Amore!L’amore di Dio non ha confini…non guarda l’esteriorità…non ascolta le offese e non giudica…E’ l’amore che Ama … Noi suoi discepoli dobbiamo desiderare ardentemente di avere il suo cuore….Perchè è nel cuore che inizia il discepolato ed è tanto più degno del suo maestro chi più mostra di avere il Suo cuore…Ce lo raccomanda S. Paolo nel presentarci il Maestro Gesù, quando ci chiede di avere lo stesso suo cuore, "Gli stessi sentimenti di Gesù" (Fil 2,5)Nel nostro cuore, dalla Pentecoste vive un altro Maestro interiore, il solo accreditato da Gesù…il solo che è abilitato a succedere alla missione terrena di Gesù: è lo Spirito Santo! E’ lo Spirito che…continua il magistero di Gesù nella storia, e dentro i nostri cuori.Mediante lo Spirito ogni uomo esperimenta "cosa" può l’Amore di Dio, e "quanto" può in noi!Ecco cara Lucetta….lo Spirito Santo possa far risuonare il tuo "Si" come una meravigliosa armonia che tocca tutte le corde del tuo cuore….trasformandoti in un canto nuovo di lode!Gesù è il Signore Alleluia!

  12. lucetta ha detto:

    ."…….che lo Spirito Santo possa far risuonare il tuo "Si" come una meravigliosa armonia che tocca tutte le corde del tuo cuore….trasformandoti in un canto nuovo di lode!" Grazie Lory per il tuo augurio che estendo a tutti i "globuli rossi"….sono consapevole di essere agli inizi ma sono determinata a far sì che la mia vita si trasformi in un canto di lode. Preghiamo vicendevolmente. Ho molta fiducia nella preghiera.

  13. angelo ha detto:

    Sant’Agostino, commentando il salmo 102, scrive che LA LODE, non serve al Signore, non gli aggiunge niente; ma la lode è di aiuto a noi, ci serve, ci aiuta a crescere.E nel commento al salmo 134 scrive: “Non che Dio cresca per le nostre lodi, ma noi sì”.Lucetta, la tua determinazione e l’invito ai GLOBULI ROSSI a far sì che le nostre vite si trasformino IN UN CANTO DI LODE mi trova gioioso aderente e con la piena consapevolezza che: – Lodando il Signore, gli apro il mio cuore;- Aprendomi a Dio nella lode, apro le porte del mio cuore alla sua grazia di guarigione e a tutti i suoi doni;- divengo particolarmente ricettivo del suo Santo Spirito che loda Gesù e il Padre in me e per mee per Lui io offro la mia lode a Dio.Se la lode per APRIRCI, ha bisogno di essere espressa anche verbalmente – i salmi sono un ottimo strumento che abbiamo tutti a disposizione – tuttavia la mente ha bisogno anche di conoscenza.GESU’ chiede ai suoi discepoli di CERCARE, DESIDERARE, INVOCARE il dono dello Spirito Santo come ricorda il Vangelo di Luca :< io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto> ( Lc 11,9).Immediatamente dopo, Gesù, specifica quale dev’essere l’oggetto della ricerca, della richiesta, del bussare:< Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono> ( Lc 11,13).Queste parole di Gesù sono inserite dall’evangelista Luca all’interno del capitolo undicesimo dedicato al tema della preghiera. Leggendo con attenzione si può notare la ricorrenza del termine “PANE”:- “ dacci oggi il nostro pane quotidiano” ( Lc 11,3); – “ Amico prestami tre pani” ( Lc 11,5), che l’evangelista richiama per mettere in evidenzia che il giusto atteggiamento dell’orante è quello di chi si presenta a Dio BISOGNOSO, AFFAMATO.Inoltre, il “pane”, all’interno della pericope, diventa simbolo dello SPIRITO SANTO, poiché alla richiesta dell’amico che a mezzanotte chiede tre pani, corrisponde la richiesta di quanti desiderano lo Spirito Santo. Come l’amico chiede il pane con “sfacciataggine” ed insistenza (cfr Lc 11,8) allo stesso modo il credente invoca il dono dello Spirito Santo. NESSUNO SI SPAVENTI !L’apostolo Paolo afferma, nella lettera ai Romani, che lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza, alla nostra incapacità a pregare: < Allo stesso modo lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma è lo Spirito stessso che intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perchè egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio> ( Rm 8,26-27). INEBRIACI CON LA BEVANDA DELLA TUA GRAZIASpirito che distribuisci a ciascuno i carismi,Spirito di sapienza e di scienza, amante degli uomini,tu che riempi i profeti, invii gli apostoli,fortifichi i martiri, ispiri l’insegnamento dei maestri:è a te, Dio Paraclito,che rivolgiamo la nostra supplica,assieme a questo incenso profumato.Ti chiediamo di rinnovarci con i tuoi santi doni,di posarti su di noi come sugli apostoli nel cenacolo.Effondi su di noi i tuoi carismi,riempici della sapienza del tuo insegnamento,fa di noi i templi della tua gloria,inebriaci con la bevanda della tua grazia.Donaci di vivere per te, di consentire a tee di adorare te che sei puro e santo,Dio Spirito Paraclito.(Liturgia siriaca ( IV-VIII secolo) Sedro di Pentecoste).

  14. angelo ha detto:

    PAROLAI INGUARIBILIAd integrazione dei precedenti appunti, vorrei evidenziare alcuni aspetti che si possono ricavare dai passi citati del vangelo di Luca e dalle parole dell’Apostolo Paolo. Possiamo affermare che SENZA LO SPIRITO SANTO NON C’E’ PREGHIERA. Egli infatti è:1. da una parte, “oggetto” della preghiera cristiana2. e, dall’altra parte, “soggetto” della preghiera. 3. La Terza Persona della S.S. Trinità muove i battezzati alla preghiera educandoli a dire “ Abbà, Padre” ( cfr Rm 8,15); 4. precede ogni nostra preghiera in quanto prega in noi prima ancora di essere pregato da noi,5. intercede per noi, 6. ispira le nostre invocazioni,7. il nostro canto di lode.8. Pertanto non possiamo dire “ Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il nome…..” senza aver prima invocato, accolto, desiderato, lo Spirito Santo.9. Solo chi è colmo dello Spirito può rivolgersi al Padre per mezzo del Figlio unigenito.10. La preghiera non è azione umana, non scaturisce da sentimenti umani, da volontà umana, ma è opera di Dio in noi. 11. E’ lo Spirito che ci consente di preghiera nonostante la nostra incapacità, la nostra debolezza, il nostro peccato. 12. Egli prega in noi sempre, permanentemente, anche se noi non ne siamo consapevoli e siamo incapaci di discernere la Sua presenza. 13. Lo Spirito prega in noi qualunque cosa facciamo e, allo stesso tempo, immette in noi il desiderio della preghiera sollecitando la nostra volontà, intelligenza, libertà a riconoscere la Presenza misericordioso di Dio nella nostra vita. 14. Lo Spirito Santo ci invita a fermarci, a raccoglierci in un angolo della nostra casa, in un luogo appartato, nel segreto, nel silenzio, per ascoltare i desideri dello Spirito, per invocarlo e lasciarci rigenerare dal soffio di vita che alita su di noi e trasforma il nostro caos in ordine e ci permette di passare dalla paura alla fiducia, dalla tristezza alla gioia, dall’apatia al fervore spirituale, dalla trascuratezza all’attenzione, dalla depressione alla speranza, dall’egoismo alla carità, dal dubbio alla fede. La conclusione è semplice: se LO SPIRITO PREGA IN NOI, il grane difetto da evitare è proprio quello di essere dei PAROLAI che interferiscono e combinano la Sua azione.Clemente Rebora: "E LA PAROLA ZITTI’ CHIACCHERE MIE".

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