Discussione su NON CONTA…

  Citazione: da MIKI’

Non conta…

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“Nella vita non conta farsi  notare, ma farsi ricordare con semplicita’!”

Di rimando in rimando, Cara Mikì, scrivo all’alba della festa del Corpus Domini. Il risveglio mi viene dal cinguettio degli uccelli sugli alberi d’intorno che fanno sinfonia.

Non so cosa ti è passato per la mente quando hai postato questa frase, con una foto significativa, che è sconcertante: tutto passa, tutto vola via in un soffio… e il vento lo disperde.

Già 20 immediati CONSENSI! Unanimità per una frase di cui a me sfugge totalmente il senso. Sembrerebbe una Massima Eterna ed è invece di una caducità paurosa: CONTA FARSI RICORDARE!

Ma conta davvero?

E chi l’ha detto? Se qualcuno lo sa, lo dica, tiri fuori il nome.

CON SEMPLICITA’” cosa significa?

Qualcuno mi deve spiegare come si fa ad essere ricordati senza essere notati.

Che non sia una grande panzana, una mal celata paura di morire? Di finire nel nulla?

 Conta farsi ricordare con semplicita!

Vado sul dizionario e trovo i contrari di semplicità: difficoltà, complessità, affettazione, furbizia.

 Farmi ricordare per le cose esaltanti? Già. Quasi il resto non mi appartenesse. I peccati non sono cosa mia? Posso barare semplicemente con la maschera e il trucco?

Non lo so… Mi perdo.

 Mi sovviene un vecchio ma felicissimo libro di Carlo Carretto: CIO’ CHE CONTA E’ AMARE.

Gesù per farsi ricordare lascia un segno: “Prendete e mangiatene tutti…Bevetene…FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME”.

Gesù compie un gesto non per farsi ricordare ma perché ne facciamo MEMORIA. Che è altra cosa: “Signore Gesù Cristo che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della Tua pasqua…(Messale). Non si tratta di un ricordo soggettivo. Facendo questo memoriale, noi si prende parte alla donazione sacrificale di Cristo, siamo inseriti in essa, anzi in Cristo, con Cristo e per Cristo offriamo il sacrificio di Lui al Padre, adesso come nostro sacrificio. Nel memoriale è presente l’unico sacrificio della croce ed è dato a noi QUI ED ORA a nostra salvezza e a gloria di Dio Padre.

GESU’ APRE ORIZZONTI DI ETERNITA’ che in questa massima non vedo. Anzi, la sento molto distante. Se tutto è affidato alle mie mani, se devo fare qualcosa per farmi ricordare, sono certo che sparirò dalla scena, dai ricordi, nell’arco di pochissimo. Perfino da quelli di casa mia sarò obliato…

Se il chicco di grano non cade in terra e non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto”. (Gv 12,20-33 ).

Il CORPUS DOMINI è memoria di un travaglio dolorosissimo e misterioso.

L’immagine del chicco di grano serve a Gesù per trasmetterci un sublime insegnamento che getta luce, prima di tutto, sulla sua vicenda personale e poi anche su quella dei suoi discepoli.


Il chicco di grano è, infatti, anzitutto Gesù stesso. Come un chicco di frumento, egli è caduto in terra nella sua passione e morte (che delusione generale!), è rispuntato e ha portato frutto con la sua risurrezione. Il “molto frutto” che egli ha portato è la Chiesa che è nata dalla sua morte, ossia dal suo annientamento, ed ora Suo corpo mistico.


Potenzialmente, il “frutto” è tutta l’umanità, non solo noi battezzati, perché egli è morto per tutti, tutti sono stati da lui redenti, anche chi ancora non lo sa. Il brano evangelico si conclude con queste significative parole di Gesù: “Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me”.


Ma la storia del piccolo chicco di grano aiuta anche, per un altro verso, a capire noi stessi e il senso della nostra esistenza. Dopo aver parlato del chicco di grano, Gesù aggiunge: “Chi ama la sua vita la perde e chi odia (un altro evangelista dice perde) la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna” (cfr. Mt 16, 25).

Cadere in terra e morire, non è dunque solo la via per portare frutto, ma anche per “salvare la propria vita”, cioè per continuare a vivere! Che succede al chicco di grano che rifiuta di cadere in terra? O viene qualche uccello e lo becca, o inaridisce e ammuffisce in un angolo umido, oppure viene ridotto in farina, mangiato e tutto finisce lì. In ogni caso, il chicco, come tale, non ha seguito. Se invece viene seminato, rispunterà e conoscerà una nuova vita, come in questa stagione vediamo che è avvenuto dei chicchi di grano seminati in autunno.

Sul piano umano e spirituale ciò significa che se l’uomo non passa attraverso la trasformazione che viene dalla fede e dal battesimo, se non accetta la croce, ma rimane attaccato al suo naturale modo di essere e al suo egoismo, tutto finirà con lui, la sua vita va ad esaurimento. Giovinezza, vecchiaia, morte. Se invece crede e accetta la croce in unione con Cristo, allora gli si apre davanti l’orizzonte dell’eternità.

Ci sono situazioni, già in questa vita, sulle quali la parabola del chicco di grano getta una luce rasserenante. Hai un progetto che ti sta sommamente a cuore; per esso hai lavorato, era diventato lo scopo principale nella vita, ed ecco che in breve lo vedi come caduto in terra e morto. Fallito, oppure tolto a te e affidato a un altro che ne raccoglie i frutti. Ricordati del chicco di grano e spera.

I nostri migliori progetti e affetti (a volte lo stesso matrimonio degli sposi) devono passare per questa fase di apparente buio e di gelido inverno, per rinascere purificati e ricchi di frutti. Se resistono alla prova, sono come l’acciaio dopo che è stato immerso in acqua gelida e ne è uscito “temprato”. Come sempre, costatiamo che il Vangelo non è lontano, ma vicinissimo alla nostra vita. Anche quando ci parla con la storia di un piccolo chicco di grano.

Alla fine, questi chicchi di grano che cadono in terra e muoiono, saremo noi stessi, i nostri corpi affidati alla terra. Ma la parola di Gesù ci assicura che anche per noi ci sarà una nuova primavera. Risorgeremo da morte e questa volta per non morire più.” (R. Cantalamessa)

…CONTA FARSI RICORDARE CON SEMPLICITA!”, ci ricorda il post.

Una delle cose che pesano enormemente sulla nostra vita sono i ricordi e le esperienze negative del passato. Nessuno le conosce, nessuno le vede. Penso a coloro che, per ipotesi, conservassero buoni ricordi, nutrissero stima per me…Se venissero a conoscere il mio passato, a vederlo scorrere  in un video… quale delusione! Pur increduli ai loro occhi,  – “…scriveva così bene, era così affabile, arguto/a, solare, sorridente, simpatico/a…” –  sarebbe la fine dei “bei ricordi”.

Mi riferisco a quell’ombra che il male e il peccato personale gettano sulla nostra vita, che é una dimensione morale e pertanto radicata nel profondo del nostro spirito. Indubbiamente questo male che «nasce dal cuore», come dice Gesù, contamina tutto l’uomo, e provoca della conseguenza di tipo psicologico e sociale.

La guarigione che solo il perdono di Dio può operare in noi, ha la capacità non solo di cancellare, distruggere il male, ma anche di eliminare le conseguenze negative del suo ricordo.

All’uomo schiacciato dal ricordo del suo male, tormentato dall’ombra del suo peccato, viene rivelata una misericordia che gli ridà la pace del cuore.

 Può capitare che il ricordo del peccato divenga per l’uomo una autopunizione che trascina appresso come una catena, e divenga fonte di disperazione. E’ una situazione tristissima perché chiude la porta alla fiducia e alla speranza. Che l’uomo, in tale stato, capisca che l’amore di Dio é più grande del suo peccato, che la misericordia di Dio può eliminare quel peso tremendo, dimenticandolo addirittura: questa é la liberazione e la pace.

Dunque, meglio affogare tutto il vivere nella morte e risurrezione del Signore per entrare con tutto il Cielo nel MEMORIALE DELLA SUA PASSIONE E RISURREZIONE. Il resto è fumo, vacuità.

 Lo spunto che ci hai offerto, Mikì, meritava di essere analizzato anche in un’altra luce.

CORPUS DOMINI

Immagine di silvia s.

silvia s.

Domani, festa del “Corpus Domini”.
Non so se dico bene, per me è la Festa dell’Eucaristia.
In questo dono, comprendo, intuisco il mistero della SS.ma Trinità.
Sperimento e conosco personalmente lo Spirito Santo.
Spirito di filiazione…
Nell’Eucaristia donata, ricevuta, vissuta, ri-donata, vive in me il Cuore di Gesù.
Oppure, mi pare lo stesso, vivo nel Suo Cuore.

“Questo Cuore pulsa con il sangue umano, che è stato versato sulla croce. Questo Cuore pulsa con tutto l’inesauribile amore che è eternamente in Dio. Con questo amore esso è sempre aperto verso di noi, attraverso la ferita che vi ha aperto la lancia del centurione sulla croce.

Se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri” (1 Gv 4, 11): l’amore fa nascere l’amore, sprigiona l’amore e si realizza mediante l’amore. Ciascuna particella di vero amore nel cuore umano ha in sé qualcosa di ciò di cui il Cuore del Dio-Uomo è colmo senza limiti. (Giovanni Paolo II Angelus Domenica, 1° luglio 1984)”.

Ho davanti – nel cuore – Maria incinta, in preghiera… Questo è il mio Corpo…Questo è il mio Sangue”.

Non posso pensare allo Spirito Santo, alla Trinità, all’Eucaristia, senza vedere Lei, Maria.
Incarnazione, Natale, Passione, Resurrezione, Vita Nuova…Lo vivo come un unico mistero che non si compie senza di Lei.

Sperimento la vita nello Spirito, ma sono, siamo, ancora nel tempo: la Gioia vive nel profondo, nel Silenzio insieme alla Croce.
Nella Fede, convivono Croce ed Eucaristia. Passione e Vita Nuova.
La Pace dello Spirito, gioia e dolore insieme la compongono…

      

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3 risposte a Discussione su NON CONTA…

  1. ♥ ღ ♥ Mikì ♥ ღ ♥ ha detto:

    Angelo: Il senso della frase, per come la interpreto io e’: farsi ricordare "con la semplicita’ di piccoli gesti", gesti che possono sembrar anche insignificanti per chi non li sa notare, ma importanti per chi vive di queste piccole emozioni .Un dolce ricordo, che rallegra il cuore, niente piu’…Dico: " non farsi notare" , perchè a volte pur di arrivare a quello scopo, si esagera , con il troppo protagoismo, si diventa tanto egocentrici, perdendo il senso dell’umilta’, ci si concentra troppo su di sè, usando tutto e tutti per strare in primo piano, desiderando a tutti i costi riflettori su di sè…si nomina l’amore, ma amore non è, per me solo tanta tristezza, nel vedere gente ridotta a tanta superficialita’.Grazie, ti auguro Buona domenica .

  2. angelo ha detto:

    LA DISARMANTE SEMPLICITA’ DEL MAESTRO,DI CUI RIFERISCE L’EVANELISTA MATTEO, MI AUTA A CAPIRE:Il testo: Matteo 6,1-6.16-18"Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà."

  3. msilvia2 ha detto:

    “La Pace dello Spirito, gioia e dolore insieme la compongono…”
    Sempre attuale.
    Gioia e dolore…
    Soffri e offri, in silenzio, e sorridi…
    Preghiamo?

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