Discussione su – CHIARA “LUCE” BADANO

 

CHIARA “Luce” BADANO

Altre volte ho avuto modo di proporre all’attenzione dei GLOBULI ROSSI questa luminosa giovinezza A DISPOSIZIONE DI DIO” che merita di essere conosciuta, amata e imitata. Alla citazione da Lucetta, faccio precedere alcuni dati biografici per chi ancora non la conoscesse.

Chiara Luce Badano

Chiara Luce Badano, italiana, bella e sportiva, appartenente al Movimento dei Focolari

ROMA –  La Chiesa proclamerà presto beata una giovane scomparsa nel 1990 all’età di 18 anni: si tratta di Chiara Luce Badano. Benedetto XVI ha infatti approvato il 19 dicembre scorso la pubblicazione del decreto che riconosce un miracolo attribuito all’intercessione di questa ragazza italiana.

È la prima appartenente al Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich, a raggiungere questo traguardo. Nel commentare la notizia Maria Voce, Presidente dei Focolari, ha detto che questo decreto “ci incoraggia a credere nella logica del Vangelo, del chicco di grano caduto in terra che muore e che produce molto frutto”.

Il suo esempio luminoso ci aiuterà a far conoscere la luce del carisma e ad annunciare al mondo che Dio è Amore”, ha aggiunto il successore di Chiara Lubich.

Attesa per 11 anni dai suoi genitori, Chiara nasce a Sassello il 29 ottobre 1971 e cresce in una famiglia semplice che la educata alla fede. A nove anni incontra il Movimento dei Focolari nel partecipare con papà e mamma a Roma al Family Fest – una manifestazione mondiale del Movimento dei Focolari: è l’inizio, per tutti e tre, di una nuova vita.

Aderisce come Gen (Generazione Nuova), dove scopre Dio come Amore e ideale della vita, e si impegna a compiere in ogni istante, per amore, la sua volontà.

Ha 17 anni quando un forte dolore alla spalla accusato durante una partita a tennis insospettisce i medici. Cominciano esami clinici di tutti i tipi per definire l’origine del male.

Ben presto si rivela l’origine del grave male che l’ha colpita: tumore osseo. Si susseguono controlli medici ed esami e a fine febbraio ’89 Chiara affronta il primo intervento: le speranze sono poche.

Nell’ospedale si alternano le ragazze che condividono lo stesso ideale e altri amici del Movimento per sostenere lei e la sua famiglia con l’unità e gli aiuti concreti. I ricoveri nell’ospedale di Torino diventano sempre più frequenti e con essi le cure molto dolorose che Chiara affronta con grande coraggio.

Ad ogni nuova, dolorosa “sorpresa” la sua offerta è decisa: “Per te Gesù, se lo vuoi tu, lo voglio anch’io!”.

Presto arriva un’altra grande prova: Chiara perde l’uso delle gambe. Un nuovo doloroso intervento si rivela inutile. E’ per lei una sofferenza immensa: si ritrova come in un tunnel oscuro. “Se dovessi scegliere fra camminare e andare in Paradiso – confida a qualcuno – sceglierei senza esitare: andare in Paradiso. Ormai mi interessa solo quello”.

Il suo rapporto con Chiara Lubich è strettissimo. Lei la chiamava “Chiara Luce”. All’inizio dell’estate del ‘90 i medici decidono di interrompere le terapie: il male è ormai inarrestabile. Il 19 luglio la giovane informa Chiara Lubich della sua situazione:

La medicina ha deposto le sue armi. Interrompendo le cure, i dolori alla schiena sono aumentati e non riesco quasi più a girarmi sui fianchi. Mi sento così piccola e la strada da compiere è così ardua…, spesso mi sento soffocata dal dolore. Ma è lo Sposo che viene a trovarmi, vero? Sì, anch’io ripeto con te ‘Se lo vuoi tu, lo voglio anch’io’… Sono con te certa che insieme a Lui vinceremo il mondo!”.

Chiara Lubich a giro di posta le risponde: “Non temere Chiara di dirGli il tuo sì momento per momento. Egli te ne darà la forza, siine certa! Anch’io prego per questo e sono sempre lì con te. Dio ti ama immensamente e vuole penetrare nell’intimo della tua anima e farti sperimentare gocce di cielo.Chiara Luce’ è il nome che ho pensato per te; ti piace? È la luce dell’Ideale che vince il mondo. Te lo mando con tutto il mio affetto…”.

Chiara Luce muore il 7 ottobre 1990. Aveva pensato a tutto: ai canti per il suo funerale, ai fiori, alla pettinatura, al vestito, che aveva desiderato bianco, da sposa…

Le sue ultime parole rivolte alla mamma: “Sii felice, io lo sono!”. Il papà le aveva chiesto se era disponibile a donare le cornee: aveva risposto con un sorriso luminosissimo. Subito dopo la partenza di Chiara Luce per il Cielo arriva un telegramma di Chiara Lubich per i genitori: “Ringraziamo Dio per questo suo luminoso capolavoro”.

La causa della sua beatificazione è stata aperta nel 1999 da monsignor Livio Maritano, vescovo di Acqui. Il miracolo di guarigione riconosciuto è avvenuto a Trieste.

                

 CITAZIONE DA LUCETTA:

VIVERE LA GIOIA DA CRISTIANI

  • Non si vedono sempre visi tranquilli e distesi nella societa’ odierna! Non e’ il caso di generalizzare, ma l’impressione è fondata.Eppure la gioia è sorgente di vita.
  • C’è’ però gioia e gioia: vi è un riso sfrenato e irresistibile, un sorriso profondo e delicato; c’è l’allegria superficiale, grossolana e scomposta e l’atteggiamento lieto; c’è l’euforia senza controllo e il senso di una gioiosità pienamente consapevole che accompagna una vita dominata dall’impegno.
  • Anche la risata piena, rumorosa ed esplosiva è rivelazione di semplicità e di sanità per cui bisogna indulgere a essa senza troppe precauzioni.
  • Molti dicono che la vita è una realtà seria; è vero. Ma una società che si ripiega su se stessa non è accettabile perchè elimina o rende pericolanti i ponti che avvicinano gli altri, raffredda il senso di umanità che lega le persone.
  • Un rapporto privo di calore non lascia trasparire idee, sentimenti, vibrazioni particolari. Anche il sorriso è espressione di tenerezza, di partecipazione, di vicinanza. Se il volto è luminoso e rilassato, anche il ritmo delle parole è diverso; il tono lieto è testimonianza sicura di apertura al bene.
  • Si può diffidare del viso chiuso e duro; ci si accosta con fiducia a chi ci viene incontro amabilmente, sorridendo con sincerità. Un poco di senso dell’umorismo è prezioso. E’ espressione di bontè, di amore, di effettiva comunicazione…Il sorriso è bontà e vittoria sul dolore, sull’ambiente tetro e cupo.ù
  •  La parola scherzosa aiuta a rimettere in ordine una situazione che sta deteriorandosi, riconcilia le persone, offre una mano.
  •  Le parole ruvide, ironiche e deprimenti aggravano le difficoltà e creano agitazione, antipatia e distanza.Un ambiente in cui prosperano lamentele, recriminazioni, sfoghi di tristezza e di malinconia diventa un luogo di conflitti, di separazione, di non condivisione.
  • L’ottimismo e la speranza potrebbero diventare un atteggiamento spirituale permanente, tanto da rendere fecondo, creativo e generatore di atti vitali ogni ambiente in cui la persona vive.
  • La fonte dell’ottimismo e della gioia di vivere è Dio, il quale cerca soltanto che ogni suo figlio sia felice. Gli ha fatto dono del creato, della vita; gli ha detto di dominare le cose, di essere fecondo, di amare; gli dona la grazia e la vocazione ad essere suo figlio.Tutto ciò non è compatibile con la tristezza, il pessimismo, l’angoscia.
  • Il dolore bisogna combatterlo; ma quando e’ inevitabile, puo’ essere utilizzato come momento di partecipazione al dolore redentore e liberatorio di Cristo, che ha dimostrato di amarci proprio soffrendo.
  • Il dolore può diventare una componente importante di fraternità universale, quando si pensa che il male degli uomini ricade anche sulle proprie spalle e occorre espiarlo con l’amore.
  • Per espiare il male che corrode il mondo non si può sfuggire il contatto con i mali che abbondano nella storia di tutti i giorni.

  • La gioia non è un’evasione: nasce dalla certezza che Dio è Amore e che l’amore più puro nasce dalla sofferenza.
  • Questa convinzione spiega la serenità che si trova nel volto di persone sfortunate, handicappate, inchiodate nel letto del dolore piu’ acuto e sofferto; qui è la sorgente della gioia che si vede in molti che, pur soffrendo molto essi stessi, incoraggiano gli altri.
  • La consapevolezza dell’Amore di Dio è la fonte da cui zampilla la pace vissuta in mezzo a difficoltà e problemi di ogni genere.
  • Ma per questa meraviglia non bastano le nostre sole forze umane: occorre custodire con amore la Presenza di Gesù nel nostro cuore e permettere che sia Lui, con il suo Santo Spirito, a ispirare, guidare, sostenere e incoraggiare la nostra vita di ogni giorno.
  • Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me !“(Ap 3, 20)

http://www.cantalleluia.net/

IO CREDO: RISORGERO’,
QUESTO MIO CORPO VEDRA’ IL SALVATORE !

Prima che io nascessi, mio Dio, Tu mi conosci:
ricordati, Signore, che l’uomo è come l’erba,
come il fiore del campo.
Rit.
Ora è nelle tue mani quest’anima che mi hai data:

accoglila, Signore, da sempre Tu l’hai amata,
è preziosa ai tuoi occhi.
Rit.
Padre, che mi hai formato a immagine del tuo volto:

conserva in me, Signore, il segno della tua gloria,
che risplenda in eterno.
Rit.
Cristo, mio Redentore, risorto nella luce:

io spero in te, Signore: hai vinto, mi hai liberato,
dalle tenebre eterne.
Rit.

Spirito della vita, che abiti nel mio cuore:
rimani in me, Signore, rimani oltre la morte,
per i secoli eterni.
Rit.


COMMENTO

Di Angelo Nocent

Alla base di questa testimonianza tragica ed affascinante vedo il realizzarsi della sesta Beatitudine: “BEATI I PURI DI CUORE, PERCHE’ VEDRANNO DIO”. (Matteo 5,8).

Quello di “Vedere Dio” è un desiderio primario del cuore. Nella Beatitudine Gesù dice che è possibile ma a una condizione: essere “puri di cuore”.

Gesù dice agli apostoli: “Nessuno ha mai visto il Padre, tranne colui che viene da Dio”. Filippo replicherà: “ Signore, mostraci il Padre e ci basta!” (Gv 14,8).

La Tradizione non cessa di ripetere quanto il discepolo prediletto afferma: “Nessuno ha mai visto Dio” (Gv 6,46).

Il Padre è invisibile per natura: “Nessuno fra gli uomini l’ha mai visto né può vederlo”, conferma san Paolo (1 Tim 6,16), tanto lo splendore della divina trascendenza va al di là delle capacità umane. Viene anticipata, per straordinario privilegio, la sesta beatitudine.

Mentre lo stesso sommo sacerdote che penetrava una sola volta all’anno nel Santo dei Santi non vedeva Dio e poteva soltanto pronunciare il Suo Nome, Gesù assicura fin dall’inizio della sua predicazione che i “puri di cuore”, i “veri” discepoli del Messia “vedranno l’Invisibile”.

VEDERE non è la stessa cosa che notare, osservare, assistere…Significa RICONOSCERE un altro per ciò che è. Vedere qualcuno in verità significa OFFRIRE il proprio sguardo a colui che offre il suo sguardo; quando questo sguardo raggiunge il fondo dell’essere, noi assistiamo allo spettacolo degli innamorati.

VEDERE DIO presuppone porsi sotto lo sguardo di Dio ed entrare in comunicazione con Lui. Gesù dice che questa grazia straordinaria verrà accordata ai “puri di cuore”. Noi abbiamo spesso ridotto la “purezza di cuore” al rifiuto dei pensieri “impuri”, cioè al rifiuto delle tentazioni e delle complicità in campo sessuale.

Nella Bibbia la purezza designa uno stato acquisito in forza di una purificazione rituale. I capitolo 10-16 del Levitico sono un codice minuzioso di purificazione. Ma Isaia (1,11-18) e Geremia (4,14ss) hanno sottolineato che tali riti erano privi di senso e non si accompagnavano a una purificazione interiore, spirituale. Gesù fa un richiamo forte: “Guai a voi, ipocriti, maestri della Legge e farisei! Vi preoccupate di pulire la parte esterna dei vostri piatti e dei vostri bicchieri, ma intanti li riempite dei vostri furti e dei vostri vizi. Fariseo cieco! Purifica prima quel che c’è dentro il bichiere, e poi anche l’esterno sarà puro (Mt 23, 25-26).

Gesù, Sacerdote della “nuova ed eterna alleanza”è l’unico “puro di cuore” e “vede Dio” (Gv 1,18). Ma Egli promette tale felicità a tutti i discepli che accolgono di diventare “membra del Suo Corpo” (cfr. Ef 5,30).

Paolo, di fronte alla comunità divisa di Corinto, afferma:
1Quando sono venuto tra voi, fratelli, per farvi conoscere il messaggio di Dio, l’ho fatto con semplicità, senza sfoggio di parole piene di sapienza umana. 2Avevo infatti deciso di non insegnarvi altro che Cristo, e Cristo crocifisso”.

Tale premessa permette di cogliere l’atteggiamento di fondo della giovane Chiara: vede Dio perché è pura di cuore. E perciò prende “gioiosamente” parte alla Passione del suo Signore, felice di essere apostola nella Chiesa “senza abili discorsi di sapienza umana. Ma con la forza dello Spirito”. Certo, “non si tratta di una sapienza di questo mondo né di quella dei potenti che lo governano… 7ma della misteriosa sapienza di Dio, del suo progetto di farci partecipare alla sua gloria.”


Per questo oggi la Chiesa non esita ad additarla come esampio: “E’ stata crocifissa con Cristo” (Gal 2,19).

* * * * *

Chiara nasce dopo che i suoi genitori l’hanno attesa per ben 11 anni. Il suo arrivo viene ritenuto una grazia della Madonna delle Rocche, alla quale il papà è ricorso in preghiera umile e fiduciosa. Penso a mia moglie: anche la mia suocera per dieci anni ha pregato e si è recata al tempio shintoista per chiedere un figlio che finalmente è arrivato: lei.

I figli sono dono di Dio. Qualche volta ne chiede il sacrifico, come ad Abramo. Altre volte se li prende senza chiedere, turbando i cuori dei genitori che faticano ad entrare nella Sua logica.

Chiara di nome e di fatto, con occhi limpidi e grandi, dal sorriso dolce e comunicativo, intelligente e volitiva, vivace, allegra e sportiva, partecipa alla vita della parrocchia ed ha tanti amici. 

E’ sana, ama la natura ed il gioco, ma si distingue fin da piccola per il suo amore a Gesù e alla Madonna; ha una particolare attrattiva per gli “ultimi” che copre di attenzioni e di servizi, rinunciando spesso a momenti di svago. Sogna di partire per l’Africa e fin dall’ asilo versa i suoi risparmi in una piccola scatola per i “suoi” negretti.

E’ una ragazza normale, con un qualcosa in più: ama appassionatamente Gesù e nel suo amore coinvolge i genitori e chi l’avvicina. Unica differenza dagli altri ragazzi: è docile alla grazia e al disegno di Dio su di lei, che le si svelerà a poco a poco. Dai suoi quaderni traspare la gioia e lo stupore nello scoprire la vita: è felice.

A 9 anni entra nel Movimento GEN e da allora, in modo particolare, la sua vita è tutta in ascesa, una ricerca di “mettere Dio al primo posto”.


Prosegue gli studi fino al Liceo classico, quando a 17 anni, all’improvviso, un lancinante spasimo alla spalla sinistra svela tra dolorosi esami ed inutili interventi un osteosarcoma, dando inizio ad un calvario che durerà circa tre anni.

Chiara non piange, non si ribella: subito rimane assorta in silenzio, ma dopo soli 25 minuti dalle sue labbra esce il sì alla volontà di Dio, nell’amore al suo “Gesù abbandonato”.

Non perderà mai il suo luminoso sorriso e, mano nella mano con i genitori affronta cure dolorosissime e trascina nello stesso Amore chi l’avvicina.

Rifiutata la morfina perché le toglie lucidità, dona tutto per la Chiesa, la Diocesi, i giovani, i lontani, il Movimento, le missioni…, rimanendo serena e forte, convinta che “il dolore abbracciato rende liberi”. Ripete: “Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”.

La sua cameretta, in ospedale a Torino (Regina Margherita) e a casa, è luogo di incontro, di apostolato, di unità: è la sua Chiesa. Anche i medici, talvolta non praticanti, rimangono sconvolti dalla pace che aleggia intorno a lei, ed alcuni si riavvicinano a Dio. Ancor oggi la ricordano, ne parlano e la invocano.

  • Diceva agli amici: “… Voi non potete immaginare qual è ora il mio rapporto con Gesù… Avverto che Dio mi chiede qualcosa di più, di più grande. Forse potrei restare su questo letto per anni, non lo so. A me interessa solo la volontà dì Dio, fare bene quella nell’attimo presente: stare al gioco di Dio”.
  • E ancora: “Ero troppo assorbita da tante ambizioni, progetti e chissà cosa. Ora mi sembrano cose insignificanti, futili e passeggere… Ora mi sento avvolta in uno splendido disegno che a poco a poco mi si svela. Se ora mi chiedessero se voglio camminare (l’intervento la rese paralizzata con dolorosissime e continue contrazioni alle gambe), direi di no, perché così sono più vicina a Gesù”.
  • Alla mamma preoccupata continua a ripetere: “Fidati di Dio, poi hai fatto tutto”; e “Quando io non ci sarò più, segui Dio e troverai la forza di andare avanti”.

Chi la va a trovare esprime i suoi ideali, mettendo gli altri sempre al primo posto. Al “suo” vescovo, Mons. Livio Maritano, mostra un affetto particolarissimo; nei loro ultimi, brevi ma intensi incontri, un’atmosfera soprannaturale li avvolge: nell’Amore diventano una cosa sola; sono Chiesa!

Ma il male avanza e i dolori aumentano. Non un lamento; sulle sue labbra: “Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io”.

Chiara si prepara all’incontro: “E’ lo Sposo che viene a trovarmi” e sceglie il suo abito da sposa, i canti e le preghiere per la sua Messa; il rito dovrà essere una festa.

Ricevendo per l’ultima volta Gesù Eucaristia appare immersa in Lui e supplica che le venga recitata “quella preghiera: Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal Cielo un raggio della tua luce”.

IL RACCONTO DEL MITRACOLO CHE HA PERMESSO LA BEATIFICAZIONE DI CHIARA 

1-Chiara Luce Badano beata

Non c’è stato neppure il minimo dubbio da parte dei medici nell’ammettere, sia pure con la prudenza del caso, un intervento “soprannaturale” nella guarigione di un ragazzino di Trieste. Ecco il momento chiave che ha permesso di avviare con decisione il processo di beatificazione di Chiara “Luce” Badano, la ragazza di Sassello che era stata portata via a soli 19 anni da un osteosarcoma, ma che aveva affrontato la malattia con una forza di volontà eccezionale e un’assoluta fede, tanto da stupire anche chi la conosceva bene e da accendere una venerazione che si è estesa oltre i confini della Liguria.

Venerdì il vescovo di Acqui Terme (sotto la cui giurisdizione ricade la parrocchia di Sassello), Pier Giorgio Micchiardi, aveva annunciato ufficialmente che il prossimo 25 settembre Chiara Badano, già dichiarata Serva di Dio e venerabile, sarà beatificata. Ora emergono i particolari, gli elementi fondamentali della vicenda che ha convinto le commissioni, incaricate di valutare il caso di Chiara, a concedere il benestare per far procedere la causa di beatificazione.

Il nodo ruota intorno al “miracolo” attribuito a Chiara nella guarigione di un sedicenne di Trieste, la cui identità è nota solo a chi si è occupato direttamente del caso. A confermare alcuni aspetti è la stessa Postulatrice della causa di canonizzazione, Mariagrazia Magrini: «La storia non era mai stata riportata per rispetto della famiglia – spiega – ma ora che il ragazzo è diventato un uomo, alcuni particolari cominciano ad emergere, pur con certi limiti.

Il ragazzino era stato improvvisamente colpito da una meningite nel 2001 e ricoverato d’urgenza nell’ospedale infantile di Trieste. I disperati tentativi di salvarlo erano falliti, rendendo vano anche il trasferimento in un altro centro. Fu la mamma del ragazzo a non demordere, parlando con il fratello, aderente al movimento dei Focolarini».

Con la scienza alla resa, l’unica via di speranza restava confinata nella fede. «Lo zio del giovane propose di chiedere l’intercessione di Chiara Badano, della quale conosceva la storia, per arrivare ad una grazia divina. Dopo una notte trascorsa in preghiera, il giorno successivo il ragazzo iniziò a migliorare. Va sottolineato un aspetto importante: le cause della guarigione non devono essere ricollegabili alle terapie perché si possa iniziare a parlare di un miracolo».

È il problema che si è verificato poco tempo fa nel caso di papa Giovanni Paolo II, la cui beatificazione ha incontrato degli ostacoli proprio perché non si è sicuri dell’influenza dei farmaci nel miracolo a lui attribuito.

«La causa viene esaminata dalle commissioni formate da medici, teologi e vescovi. Perché il processo vada avanti è necessario prima di tutto che i medici ammettano che la guarigione non è dipendente in alcun modo dall’intervento della scienza. È sempre difficile che nemmeno un medico abbia il minimo dubbio. Nel caso del ragazzo di Trieste, invece, tutti i medici ammisero che le terapie non avevano funzionato, erano unanimemente concordi sull’impossibilità della guarigione: avevano di fronte un caso gravissimo, con cinque organi vitali già compromessi. E quindi l’unica possibilità per giustificare la ripresa era l’intervento soprannaturale. Poi tocca ai teologi esaminare ciò che è accaduto e la fase della preghiera. Infine i vescovi effettuano un’analisi finale di tutta la documentazione».

Il ragazzino non conosceva Chiara. «Neppure la famiglia la conosceva. La proposta partì dallo zio, che faceva parte del movimento e aveva seguito la vicenda di Chiara. Il ragazzo non ricorda nulla dell’accaduto». – Giovanni Vaccaro – ilsecoloxix –

Post n°3283 pubblicato il 18 Marzo 2010 da “Digli la verità”.
Questa voce è stata pubblicata in CATTEDRA DEI SOFFERENTI, GLOBULI ROSSI COMPANY. Contrassegna il permalink.

12 risposte a Discussione su – CHIARA “LUCE” BADANO

  1. donatella ha detto:

    Chiara Luce era un meraviglioso angelo, ma anche un esempio per tutti noi. Un dono che il Signore ci ha voluto fare per accendere la speranza nei nostri cuori. Che la Luce del Signore ci accompagni ogni momento, amici, e che possiamo avere sempre la forza di custodirla nel nostro cuore.Un abbraccio

  2. Deborath ha detto:

    Davvero molto toccante!!!mi chiedo che forza ci voglia ad affrontare in questo modo la sofferenza!!!Chiara è davvero un grande esempio per tutti, un grande modello da imitare in tutto e per tutto…Un abbraccio…

  3. angelo ha detto:

    Più che commenti, ora, assurdamente, ci è concesso di fare solo battute. Perciò provo a fare qualche riflessione sotto il post.Se qualcuno ha qualcosa di più esteso da dire, mi mandi una e-mail e provvederò a pubblicarla.

  4. lucetta ha detto:

    Ho apprezzato tanto che tu l’abbia pubblicato e arricchito in un modo completo. Hai saputo prendere le frasi più belle di Chiara Luce che ho conosciuto solo da pochi mesi. Quanta forza, quanto amore, quanto coraggio!!!! Aver capito "tutto cio che c’è da capire"nella vita a soli 19 anni.

  5. angelo ha detto:

    Segnalo ai lettori IL RACCONTO DEL MIRACOLO CHE HA PERMESSO LA BEATIFICAZIONE DI CHIARA LUCE. Si tratta della guarigione di un ragazzo sedicenne di Trieste.

  6. lucetta ha detto:

    Grazie Angelo, ho letto.

  7. matilde ha detto:

    GRANDE ESEMPIO… NON CI SONO PAROLE UNA VERA SANTA.

  8. CLAUDIA ha detto:

    Ho conosciuto Chiara Luce da pochi giorni grazie alla trasmissione televisiva… Non credo ci siano molte cose da dire…parla il nostro cuore…. E per questo mi sento arricchita nell’anima e nel cuore…Vorrei sentirla sempre dentro di me,nei momenti di gioia e nei momenti di dolore perche’ riuscirei a sopportarlo di piu’ pensando a LEI….

    • angelonocent ha detto:

      La tua constatazione è bella come anche il tuo desiderio. Ma non dimenticare, Claudia, che anche tu hai nel cuore lo stesso Amore che aveva lei, lo Spirito Santo di Gesù che l’ha presa per mano nell’attraversamento della valle oscura.
      Tu vorresti pensare a lei, ma, se ti è possibile, ricordati che SEI PENSATA.
      Grazie per la visita.

  9. chiara ha detto:

    ciao.. a me è piaciuto moltissimo il film di chiara luce badano..!! l’ho scoperto da un mesetto..tramite la scuola… !!
    mi ha fatto provare 1 gioia immensa.. !! una ragazza come tutte le altre che vive una tragica aventura.. con coraggio e con forza.. senza mollare mai.. UN ESEMPIO DA SEGUIRE
    un bacio

    • angelonocent ha detto:

      Hai proprio ragione, Chiara. (Il nome è puramente casuale?)
      Sono le sensazoni che ho provato io molto tempo fa quando l’ho casualmente conosciuta.

      Non ti auguro i suoi malanni, per carità, ma la gioia che risplende sul suo volto perché te ne faccia portatrice, questo sì.

      Di ragazzi così è assetato il nostro mondo di insoddisfatti e incontentabili.

      E’ nel VANGELO DELLA GIOIA che noi crediamo, no?

      Chiara, che Dio accenda sul tuo viso anche la Sua Luce. Che meraviglioso binomio:CHIARA-LUCE.

  10. sandra ha detto:

    chiara luce con la sua dolcezza spirituale 2 anni dopo esatti dalla sua beatificazione mi ha mandato un messaggio..è stato bellissimo…grazie CHIARA!

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