PER LA GUARIGIONE DELLA MEMORIA

 
PREGARE PER LA GUARIGIONE DELLA MEMORIA

Di Padre Augusto Drago
Poiché i figli hanno in comune la carne ed il sangue, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo e liberare così quelli che per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita” (Lettera agli Ebrei  2,14-15).

In questo passo l’Autore della Lettera agli Ebrei ci dice che Gesù assume su di sé la debolezza dell’uomo, la sua fragilità che culmina nella morte, la quale rappresenta il potere del nemico che, come scrive san Giovanni, è omicida fin dall’inizio (Giovanni 8,44).
 
La morte che minaccia l’uomo è di duplice aspetto. C’è la morte causata dalla malattia e c’è quella causata da certe situazioni interiori che attraversano il cuore e la mente dell’uomo fino ad impedirgli di vivere in maniera sana, autentica e libera.
 
Desidero soffermarmi su quest’ultima.

La guarigione interiore suppone che esistano delle malattie interiori.
 
  • Ma cosa si intende per malattia interiore?
  • Ed in particolare come si fa a distinguere una malattia interiore da una psichica?
Tra le malattie psichiche, molti sottolineano, ad  esempio, quelle caratterizzate principalmente dall’odio di sé, dall’incapacità di fidarsi, dal complesso di colpa, dall’ansietà, dalla paura del futuro, dai risentimenti soffocati. Queste sono malattie  che inducono, come un terreno propizio, a comportamenti peccaminosi, come ad esempio, l’aggressività, le discussioni accese, la violenza criminale, la lussuria, la cupidigia, la frode, il furto e la menzogna eretta a sistema.
 
La malattia interiore si distingue da quella psichica, perché pone l’uomo in uno stato di disagio, di paralisi che impedisce il pieno sviluppo della Vita che il Signore ci è venuto a portare e disturba il rapporto con Dio e con gli altri. In altri termini possiamo dire che la malattia interiore  è una patologia dello “spirito” dell’uomo, mentre la malattia psichica è una distorsione della mente.
 
Certo, per ogni tipo di malattia possiamo chiedere al Signore, con la preghiera personale e comunitaria, la guarigione. Tuttavia c’è da sottolineare che la guarigione delle malattie interiori chiama in causa il concetto di liberazione: si tratta infatti di essere liberati, non di rado, da forze o potenze occulte che disturbano il rapporto di Amore tra Dio e l’uomo e tra l’uomo e l’uomo. In questo caso la preghiera per la guarigione interiore permette a Dio di liberare, nel nome di Gesù, il nostro spirito, vale a dire il nostro “io” più profondo, da tutte quelle situazioni che impediscono l’armonia del vivere spiritualmente.
Altri, invece, pensano che il concetto di guarigione interiore appartenga alla psicologia. Altri ancora, come Daniel Ange, pensano invece che ci sia una soglia al di là della quale la psicoterapia non può spingersi, un campo dove essa non avrà mai accesso.

La psicoterapia potrà curare le mie nevrosi, ma non raggiungerà mai l’essere nella sua totalità e non toccherà se non una parte di ciò che la preghiera per la guarigione interiore può raggiungere. Questa infatti va alla radice di ogni male, alla sua origine, che si può riassumere nel mancato rapporto con Dio. Essa ancora risana la malattia interiore che è causa di tutti gli altri comportamenti negativi. Infatti, risanata e guarita la relazione con Dio, vengono nel contempo risanate tutte le altre relazioni in maniera armoniosa a partire dalla relazione con se stessi.

A questo punto desidero mettere in evidenza una delle patologie spirituali più diffuse nella vita di tante persone ed anche in quella di non pochi cristiani i quali avvertono un disagio profondo nel rapportarsi con se stessi e quindi anche con Dio e con gli altri. Un disagio camuffato in mille maniere.

Parlo degli eventi negativi della nostra vita passata che ci hanno ferito in modo cruento e devastante. Il ricordo di queste ferite ci accompagna per tutto il resto del cammino dentro la nostra storia quotidiana rendendola difficile, condizionando i nostri sentimenti e orientandoli alla continua ricerca di compensazioni affettive, di prestigio, di primazialità. Non è, infatti, rimuovendo il “ricordo” di un evento spiacevole, che la memoria viene guarita: tutt’altro! Il ricordo viene semplicemente “sepolto” nel profondo delle macerie del nostro cuore. Di tanto in tanto emerge con il suo grido di ferita ancora sanguinante, per sfuggire al quale cerchiamo le strade delle compensazioni.
 
  • C’è una guarigione per questo?
  • Sì, certo: è la guarigione della memoria.

Il risanamento dei nostri ricordi si basa sulla realtà-verità dell’Amore eterno di Gesù per ogni uomo e quindi per ciascuno di noi. In ogni periodo ed in ogni occasione della nostra vita, Gesù si è sempre ricordato di noi, ci ha amati. Ha camminato al nostro fianco, offrendoci sempre, ad ogni mutare degli eventi, tutto quello che ci era necessario per vivere in maniera veramente libera.

Quando nella preghiera presentiamo a Gesù un ricordo, chiedendoGli di risanarlo, quello che è più importante è domandarGli, con semplicità e fiducia, di mostrarci “quel” ricordo “completo”. Ciò significa pregare perché Gesù ci aiuti a vedere tutto ciò che è accaduto a proposito di quell’episodio che tormenta la nostra memoria, soprattutto i dettagli, a cui allora non avevamo posto attenzione. Ci vuole la forza dello Spirito per guardare in faccia questi ricordi, questi eventi, che tanto ci hanno ferito, facendoli emergere dalle profondità del nostro spirito. E’ un atto coraggioso di fede chiedere a Gesù che ce li mostri interamente e senza preclusioni.
 
Ma questo ancora non è sufficiente! Occorre subito fare un altro passaggio importantissimo: dobbiamo chiedere a Gesù di rivelarci, come e quanto, Lui fosse stato presente in “quella situazione” o in “quell’evento” che ci ha ferito. E quì la preghiera diventa quasi visiva e contemplativa allo stesso tempo. Infatti, è la sua Presenza che rende liberante e risanante, ciò che mi è apparso di quell’evento.
  1. Senza di Lui c’è solo morte e distruzione. Senza di Lui non saremmo mai capaci, in questa situazione, di gioie vere ed autentiche. In una parola, non sapremmo mai godere della Bellezza della Vita. Con Lui c’è sì, la Croce, ma anche la Vita e la crescita. Con Lui possiamo riprendere con gioia il nostro andare lungo la strada della vita, che, se pur fatta di mille e mille difficoltà, non arresta la sua corsa.

In particolare sono tre i modelli di preghiera per la guarigione della memoria.

  1. Il primo è quello di vedere Gesù dentro gli eventi negativi della nostra vita.
  2. Il secondo è quello di vedere noi stessi dentro gli avvenimenti della Vita di Cristo.
  3. Il terzo infine consiste nel pregare sui propri sentimenti ed emozioni alla luce dei sentimenti e delle emozioni di Gesù.

Il primo modello di preghiera, ci aiuta nel processo di guarigione a vedere la presenza di Gesù “dentro” i vari avvenimenti della nostra vita passata, in modo particolare quelli che la nostra memoria ha conservato dolorosamente nel cuore. Filtriamo i ricordi per vederli dal punto di vista di Gesù. Guidati dallo Spirito vogliamo identificare un ricordo che Gesù vuole sanare ora, adesso.

Il secondo modello di preghiera, ci porta ad identificare un nostro ricordo o una nostra situazione vissuta con un avvenimento vissuto da Gesù e descritto nei Vangeli. Questo tipo di preghiera ci aiuta ad acquisire “gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (Filippesi 2, 5). Si tratta di una guarigione che avviene attraverso la Parola viva. Essa ci porta ad una maggiore unione con Gesù e, attraverso di Lui, con il Padre: “In quel giorno voi saprete che Io sono nel Padre e voi in me ed io in voi” (Giovanni 14,20).

 
Il terzo modello di preghiera ci aiuta, nel processo di guarigione, a saper reagire come reagiva Gesù davanti ai sentimenti e alle emozioni provocate da fattori esterni.

 
Cosa fare e cosa fare per creare un rapporto con i nostri sentimenti, per utilizzarli come “motore”, come carica di energia, ai fini della nostra crescita e risanamento spirituale?
 
La risposta è: Guardare a Gesù!
 
  • Gesù ha avuto paura: guardo attraverso i racconti del Vangelo, i momenti di paura e li accosto ai miei.
  • Gesù è stato vilipeso: guardo i momenti in cui Gesù ha vissuto questa esperienza e chiedo di avere i suoi stessi sentimenti nel momento in cui anch’io ho vissuto la medesima situazione.
  • Gesù è stato tradito: anch’io sono stato tradito. I ricordi dei tradimenti sono sempre i più brucianti e segnano una vita. Accosto i miei sentimenti, derivanti dai tradimenti subiti, a quelli di Gesù. E così via.
  • Nelle sofferenze di Gesù ritroviamo tutto ciò che ci ha fatto soffrire nella vita: la sua umanità è un libro di vita da cui possiamo imparare a vivere nella libertà ritrovata.
C’è poi una modalità per fare bene la preghiera.

 
  • Essa va fatta lentamente, prendendo una posizione comoda e rilassata.
  • Si concentra tutta l’attenzione su Dio e la potenza del suo Amore.
  • Chiudiamo gli occhi o li fissiamo sull’ immagine di Gesù a noi più cara, oppure sulla fiamma di una candela, pensando al grande Amore che Gesù ha avuto per ciascuno di noi.
  • Poi invochiamo lo Spirito di Dio, perché sia Lui a prendere le redini della preghiera e ad indicarci su quale dei tanti sentimenti che brulicano nel nostro cuore inquieto, dobbiamo concentrare la nostra preghiera.

La vita chiama la Vita!  Essa diventa tenebra solo se non c’è slancio!
Slanciamoci, dunque, non subendo le ferite del nostro passato, ma reagendo con coraggio, andando incontro a quel Gesù che è già dentro le nostre ferite, per avere  finalmente il coraggio di guardarle al loro interno!  Gusteremo allora la gioia della libertà.

La sapienza della Croce: unica salvezza!

Sintesi dell’intervento di Padre Augusto Drago ofm
 
È padre Augusto Drago il primo relatore di questa terza giornata di Conferenza. Parla agli animatori del munus profetico, sulla parola di Paolo ai Corinzi: “Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito” (1 Cor 2, 13).
 
Un profeta della Parola questo anziano del Rinnovamento, fondatore della Comunità Adveniat Santa Maria in Arce di Assisi, che sostiene l’importanza di «recuperare il senso del munus profetico perché il male ha fatto potentemente irruzione nel mondo e c’è bisogno di innalzare una barriera per denunciare il male che va contro Dio». Il bene – afferma – vincerà solo se recupereremo la capacità di chiamare il male con il suo nome alla luce della parola di Dio.
 
Clicca per ingrandire...Nel Battesimo, lo Spirito Santo dona al cristiano il triplice munus: regale, sacerdotale e profetico. Questo dono nativo – continua –che ci viene fatto con l’unzione crismatica, «ci assimila a Cristo Gesù il quale nello Spirito Santo annunciò la lieta notizia della salvezza». Il primo nostro compito – sottolinea p. Drago – è portare questa buona notizia, questa Parola, nel nostro cuore. ù
 
Poi, per capire con maggiore profondità a quali cose si riferisca il tema (“Di queste cose noi parliamo…”), egli prende ad esaminare il contesto remoto e il contesto prossimo del brano paolino.
 
Il contesto più remoto ci rivela che «per Paolo non dovette essere tanto facile comprendere la Comunità di Corinto», dalla mentalità tipicamente greca, per cui «il Vangelo più che buona novella di Gesù Cristo, veniva inteso come una filosofia, i suoi predicatori venivano considerati retori, mentre coloro che battezzavano venivano visti alla stregua di mistagoghi che iniziavano gli adepti».
 
Alla loro mentalità filosofica Paolo contrappose il Vangelo, la sapienza di Dio, sapienza della Croce. E padre Drago esorta l’assemblea a non avere paura, anche oggi,Clicca per ingrandire... «di scandalizzare il mondo con la sapienza della Croce, perché questa è l’unica “sapienza” che salva», e mette in guardia dalle molte forme culturali che si fanno avanti per distruggere Cristo e la Chiesa.
 
In un contesto più immediato, il Fondatore della Comunità Adveniat sottolinea ancora che questa sapienza «altro non è che la manifestazione della redenzione da parte di Cristo, più precisamente è la Parola della Croce», rivelata a coloro che hanno ricevuto nel Battesimo «lo Spirito Santo per mezzo del quale hanno anche la conoscenza della sapienza misteriosa di Dio».
 
Concludendo, p. Augusto afferma ancora che «la Croce è salvezza e dunque vera sapienza… Questo è il paradosso che la sapienza di questo mondo non può accettare : proprio il Crocifisso è il Re della gloria», e indica alcune «prospettive e alcuni principi che rimandano al mistero della Croce:
 
  • Restituire allo Spirito il protagonismo assoluto del ministero profetico perché lo collochi sotto il segno della Croce.
  • Lo Spirito ci ricordi ciò che è tanto facile dimenticare e cioè che il movente originario del munus profetico è l’amore di Cristo per la salvezza eterna dell’uomo.
  • Lo Spirito ci aiuti a comprendere sempre più in profondità che prima di evangelizzare il mondo dobbiamo permettere a lui di evangelizzare il nostro cuore.
  • Lo Spirito ci ricordi che il primo impegno profetico-missionario è non tanto la preghiera quanto una vita fatta preghiera». 
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3 risposte a PER LA GUARIGIONE DELLA MEMORIA

  1. lucetta ha detto:

    Post veramente interessante e molto molto illuminante. Lo copio per poterlo rileggere con calma. Grazie Angelo.

  2. lucetta ha detto:

    Soprattutto questa frase piazzata in fondo "Lo Spirito ci ricordi che il primo impegno profetico-missionario è non tanto la preghiera quanto una vita fatta preghiera" mi è sembrata una risposta alla mia lectio sul Vangelo di Mt 6, 7-15 da cui avevo ricavato la riflessione che perchè la preghiera risulti vera deve essere un agire con Dio nell’azione, nel dire,nel pensare….

  3. angelo ha detto:

    Hai detto bene, Lucetta. Epperò la PREGHIERA E’ UN’ARTE e, come tutte le arti, ha le sue regole fondamentali che bisogna acquisire. Poi "l’agire con Dio nell’azione, nel dire, nel pensare…" diviene tutto spontaneo, naturale, come leggere. Ma senza possedere prima l’ALFABETO, è impresa difficile e si rischia di cadere nel DILETTANTISMO PAROLAIO.Vedi file: http://globulirossicompany.spaces.live.com/blog/cns!AF154A77143EA6C6!1887.entry

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