LA PREGHIERA – Il cristiano vale quanto prega

 

LA PREGHIERA

 IL CRISTIANO VALE QUANTO PREGA

 

Ripetiamo insieme:

“Padre, nel nome di Gesù,

  • donaci l’amore dello Spirito Santo,
  • donaci la gioia dello Spirito Santo,
  • donaci la pace dello Spirito Santo,
  • donaci la pazienza dello Spirito Santo,
  • donaci l’umiltà dello Spirito Santo,
  • donaci la mitezza dello Spirito Santo,
  • donaci la tenerezza dello Spirito Santo,
  • donaci la fedeltà dello Spirito Santo,
  • donaci il dominio di noi stessi”.

Dice papa Giovanni Paolo II: “bisogna tendere con tutte le forze alla santità ma non esiste la santità senza la preghiera…il cristiano vale quanto prega…le nostre comunità devono diventare sempre più luoghi di preghiera, luoghi di contemplazione e di lode dove il cuore dell’uomo si riempie dell’amore di Dio…”.

Nella NOVO MILLENNIO INEUNTE, papa Giovanni Paolo II, al N°32 dice: E’ necessario imparare a pregare”, perchè si prega poco e male e tanti non pregano.
Dice un santo parroco. "Io vedo che la mia gente dice preghiere ma che non sono un comunicare con il Signore". Diciamo spesso preghiere ma poco spesso preghiamo.

  • Occorre che l’educazione alla preghiera sia un punto qualificante di ogni programma pastorale. I
  • l primo passo nella preghiera è “voler veramente pregare, capire l’essenza della preghiera, prendere abitudini nuove, costanti e profonde e puntare alla preghiera autentica”.
  • La primissima cosa è sradicare le abitudini sbagliate della preghiera; ad esempio l’abitudine alla preghiera parolaia e distratta; pregare i salmi e il rosario in modo superficiale.

Dice Sant’Agostino:Dio preferisce l’abbaiare dei cani al salmodiare distratto (la preghiera dei pappagalli)”. Non abbiamo allenamento sufficiente alla concentrazione, e siamo invasi e dominati da tutti i pensieri senza essere capaci di dominarli. Il silenzio, crea il clima di profondità nella preghiera, aiuta a prendere contatto con sè stessi, crea il clima di ascolto. Il silenzio è per ascoltare non per tacere.

Per Boeneffer: Amare il silenzio per amore alla Parola”. Il silenzio crea, ordina, chiarezza, trasparenza.

  • Senza arrivare alla preghiera di silenzio non si arriverà mai alla preghiera vera, perchè non si scenderai nella propria coscienza.
  • Oggi non abbiamo l’allenamento alla concentrazione; ai bambini non si insegna l’arte del pensare e il primo passo è l’allenamento alla concentrazione.

La Montessori allenava i bambini alla concentrazione (es. sentire il rumore di una goccia che cade, il cinguettio di un uccellino,…).

Qualche volta anche nel RnS l’invasione della lode può uccidere il silenzio e noi possiamo “cantare e cantare senza pensare a convertirci”. ”La preghiera distratta è il cancro della preghiera e si debella con l’intervento chirurgico.

Romano Guardini dice sul bisogni di concentrazione: “l’uomo è una creatura piena di astuzia e l’astuzia del suo cuore appare nella vita religiosa. Quando cominciamo a pregare subito qualche altro pensiero pretende di essere ascoltato. Io devo ritrovare il contatto interiore e ristabilire continuamente questo contatto interiore con Dio.

La preghiera continuamente minaccia di scivolare nel puro monologo, deve diventare colloquio, dialogo. Dal raccoglimento dipende tutto. Nessuna fatica è sprecata a questo scopo e anche se tutto il tempo di preghiera trascorresse nel solo cercare il raccoglimento sarebbe già ricca preghiera perchè raccogliersi vuol dire essere già svegli.

E’ l’uomo nella preghiera deve essere sveglio e presente ma appena incomincia a pregare si sente sospinto altrove, allora deve raccogliere tutte le facoltà per essere presente”.

  • La preghiera non è una delle tante occupazioni della giornata ma è l’anima di tutta la giornata, di tutte le azioni, perchè il rapporto con Dio è l’anima di tutta la giornata.
  • La preghiera è un bisogno non un dovere.
  • La preghiera è una necessità, una gioia, un riposo, se io non arrivo lì non sono arrivato alla preghiera, non l’ho capita.
  • Gesù ha spiegato che pregare è entrare in un rapporto affettuoso, figliale con Dio, è diventare figli in quel momento: “quando pregate dite: Padre”.
  • Se non c’è un rapporto affettuoso con Dio non c’è la preghiera, è diventare figli in quel momento che pregate.
  • Pregare non è dire delle preghiere ma incontrare Dio con un cuore caldo. Se non c’è incontro affettuoso con Dio non c’è la preghiera.

Le tre tappe della preghiera:

  1. incontrare Dio;
  2. ascoltare Dio;
  3. rispondere a Dio.

Percorrendo le tre tappe siamo alla preghiera profonda e può succedere che non siamo neanche alla prima tappa.

  • Non basta incontrare Dio nel cuore ma occorre incontrarlo con cuore di figli.
  • Nella preghiera non è importante quello che abbiamo da dire a Dio ma quello che Dio ha da dire a noi.

Nella Bibbia il verbo ascoltaè detto:

  1. nell’Antico Testamento 1100 volte;
  2. nel Nuovo Testamento 445 volte;
  3. è il verbo chiave della Bibbia
  4. il cuore della preghiera.
  5. Se la preghiera non porta all’ascolto siamo alla periferia della preghiera.
  6. E’ la ricerca umile e fiduciosa della luce di Dio.
  7. L’ascolto ci scomoda sempre ama ci matura;
  8. l’ascolto è il segno dell’amore e quando due persone si amano, si ascoltano.
  9. Quando noi amiamo Dio, ascoltiamo e quando ascoltiamo, amiamo.

1) La prima via dell’ascolto è la PAROLA di Dio.

La lettura della PdD, dice papa Ratzinger (Lettera sulla preghiera cristiana), è la sorgente della preghiera;

  • d’altra parte la preghiera ci fa scoprire il senso profondo della Scrittura.
  • Il primo libro di preghiera è la Bibbia.

I Padri insistono sulla preziosità della PdD;

  • San Giovanni Crisostomo dice: “Come si può affrontare la vita senza respirare la PdD giorno e notte”;
  • Origene: “Scrutare la PdD con la sollecitudine di un cuore innamorato”.

  • Il Cardinale Martini: “Ci può essere che un cristiano non abbia tempo a leggere un libro, a leggere un giornale, a vedere la TV, ma non è concepibile che un cristiano non abbia tempo a leggere la PdD. Ritengo che ciascuno di noi religioso, sacerdote, Vescovo non ha possibilità di sopravvivere alla tentazione dell’oggi e di non passare a forme di paganesimo pratico se non conosce, non medita, non gusta interiormente la Sacra Scrittura”.

  • Il Salmo 118: “la Tua parola mi fa vivere”.

2) La seconda via dell’ascolto è la nostra coscienza (retta).

Nella preghiera c’è sempre una parte di noi che resiste alla preghiera; devo farmi alcune domande che inchiodano la mia responsabilità:

  • Signore sei contento della mia carità?
  • Sei contento come faccio in casa/lavoro/amici/persone pesanti?

  • Signore cosa non approvi in me?

  • Signore quali sono i tuoi desideri su di me? “Parla Signore che il tuo servo ti ascolta”. Un giovane mi ha detto: “Io mi sono accorto che Dio fa il muto se io faccio il sordo”.

3) La terza via dell’ascolto sono gli avvenimenti (lieti o tristi, causati da noi o permessi da noi, piacevoli o non piacevoli).

Davanti ad una difficoltà o un successo devo interrogarmi:

  • Signore cosa vuoi dirmi?”, allora scopro un messaggio, però lo devo provocare per la mia crescita.
  • Ma l’ascolto esige il clima del silenzio! Chi non si allena al silenzio non arriva all’ascolto. L’ascolto ci educa. Nella storia dei gesuiti c’è un episodio interessante (Sant’Ignazio: “senza l’ascolto il gesuita non si forma”).

  • L’anemia spirituale (= essere fermi alla preghiera vocale e alla preghiera vocale distratta) che San’Ignazio voleva evitare: no recitazione corale dei salmi ma silenzio e ufficio della Vergine. Nove anni dopo la morte di Ignazio ci fu un rilassamento spirituale dei gesuiti poichè non c’era più l’ora di silenzio e di preghiera. Un Vescovo che ha celebrato 50 anni di S. Messa mi ha molto colpito poichè ha detto ai suoi sacerdoti: “in 50 anni non ho mai tralasciato la mia ora di silenzio davanti alla eucarestia”.

Dall’ascolto nasce il rispondere, ubbidire, agire (3° passo); c’è una fatica costitutiva della preghiera e la preghiera dovrebbe sempre sfociare in una decisione precisa. Ai giovani do sempre un consiglio quando sono principianti:

  1. cominciare sempre dalle cose che scottano, dal problema che brucia (es. sensualità, pigrizia, egoismo, ignoranza religiosa…è lì la tua preghiera). Se tu comincia dal problema che scotta sei difeso nella concentrazione.

  2. Poi termina sempre la preghiera con una decisione scritta così ha i in mano il documento che hai amato/risposto al Signore. La decisione è la prova che in noi è scattato l’amore, l’adesione alla sua volontà, un “sì a Dio”.

La preghiera è come la grande autostrada verso Dio.

  • C’è la corsia di ingresso e per i mezzi lenti (= preghiera vocale attenta), parti di lì,

  • poi c’è la corsia del grande traffico stradale, la corsia della velocità (= preghiera di ascolto, la preghiera che si fa ascolto di Dio),

  • e poi c’è la preghiera la corsia di sorpasso, la corsia dell’alta velocità (= preghiera del cuore, interiore, di silenzio).

Si parte dalla preghiera vocale attenta, il primo passo, però bisogna arrivare all’ascolto di Dio, è lì che scorre il traffico. Gran parte dei cristiani non arriva a questa, corsia di centro, preghiera e così spiegata la vita cristiana fiacca che non arriva alle decisioni.

Poi bisogna imparare l’arte della preghiera del cuore. Qui si forma il cristiano profondo. Ci vuole buona volontà e una macchina buona. Chi tende alla preghiera del cuore tende alla preghiera della santità, vuole fare della sua vita un capolavoro di Dio, la scelta della santità, che la nostra vita diventi adesione perfetta e costante alla volontà di Dio.

Qual è la più bella forma della preghiera del cuore?

La “preghiera sanguinante del Getsemani: Padre non la mia, ma la tua volontà sia fatta”.

  • Ma si può fare meglio: “Padre in questo momento voglio essere la tua gioia, in questo preciso momento aiutami ad essere la Tua gioia”.
  • Nei momenti più banali di oggi, “Padre, voglio essere la tua gioia”. Questa preghiera è un po’ più facile ed è la stessa.
  • Quando la tua vita combacia perfettamente e costantemente con la volontà di Dio siamo alla preghiera perfetta del cuore, alla preghiera della santità. Allora la preghiera è amare.

Gesù con il Padre Nostro ci insegna che la preghiera è amare. Il Padre Nostro è fatta da 7 atti d’amore. C’è una invocazione che non sembra un atto d’amore “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, ma essendo al plurale è un atto d’amore e poi i Padri parlavano del “pane soprasostanziale”, la “grazia”, “dacci la forza per l’oggi”.

Amare cosa è ?

  • Amare è cambiare, cioè crescere, correggere, modificare, guarire.
  • L’amore sta nei fatti, le decisioni pratiche.
  • Un prete deluso dal suo gruppo del R.n.S. pieno di divisioni, ad un certo punto gli da il segreto della preghiera perfetta: “ti aspetto fuori”. Poi il prete, crollò per un infarto. Quando il Vescovo va a trovarlo gli dice: “Dio mi ha messo alla prova, ho insegnato la formula perfetta della preghiera e Lui ha aspettato fuori anche a me”.

C’è un test per misurare la validità della preghiera?

Sì: occorre chiedersi:

  1. cresce la mia carità?
  2. cresce l’adesione ai miei doveri?
  3. cresce il distacco dal male?

Il Credo della preghiera:

  • Credo che la preghiera non è tutto ma che tutto deve cominciare dalla preghiera perchè l’intelligenza umana è troppo corta e la volontà dell’uomo è troppo debole perchè l’uomo che agisce senza Dio non da mai il meglio di se stesso.
  • Credo che Gesù Cristo dandoci il Padre Nostro ci ha voluto insegnare che la preghiera è amore.
  • Credo che la preghiera non ha bisogno do parole perchè l’amore non ha bisogno di parole.
  • Credo che si può pregare: tacendo, soffrendo, lavorando ma il silenzio è preghiera solo se si ama. La sofferenza è preghiera solo se si ama. Il lavoro è preghiera solo se si ama.
  • Credo che non sapremo mai con esattezza se la nostra è o non è preghiera. Ma il test infallibile della preghiera è se cresciamo nell’amore, nel distacco del male, se cresciamo nella fedeltà alla volontà di Dio.
  • Credo che impara a pregare solo chi impara a tacere davanti a Dio.
  • Credo che impara a pregare solo chi impara resistere al silenzio di Dio.
  • Credo che tutti i giorni dobbiamo credere a Dio il dono della preghiera perchè chi impara a pregare impara a vivere”.

I rischi, le insidie del mondo della preghiera:

1) la preghiera che batte il vento e non va ai problemi (l’eresia più grave della preghiera è la schizofrenia della preghiera, la preghiera separata dalla vita: la vita di qua e la preghiera di là, la preghiera che non si interroga sui problemi che bruciano;

  • quando la preghiera convive con i disordini morali gravi,
  • quando convive con la trascuratezza dei nostri impegni sociali e famigliari, siamo alla eresia della preghiera;
  • quando la gente dice guardati da chi va in Chiesa, hanno ragione perchè chi prega deve cambiare, deve vedere le sue magagne, deve correggersi;
  • la preghiera deve essere dare e agire, per questo sarebbe bene la preghiera continua della adorazione eucaristica…alle 23 di notte del Venerdì chiudiamo il SS perchè scendiamo nelle strade a parlare con le prostitute…è un altro modo di pregare, dire la parola di Dio alla prostituta, soffrirai con la prostituta…la preghiera è azione altrimenti non è preghiera);

2) la mania alla corsa ai luoghi di apparizione (= la persona di autentica preghiera non sente il bisogno di andare a caccia dei luoghi dove avvengono le apparizioni;

  • la persona di preghiera ha tutto: eucarestia, Parola di Dio, Chiesa…; non si trascura la PdD e la eucarestia per l’apparizione!);

3) la mania esorcistica (tanta gente vive agitata dal problema di Satana, ma abbiamo lo Spirito Santo in noi cosa ce ne facciamo di Satana…tanta gente vede satana dappertutto eccetto dove c’è di sicuro: il peccato mortale, lì c’è satana.

  • Chi ha lo Spirito Santo con un soffio sbaraglia Satana. Quando c’è paura di satana, il primo esorcismo è confessarsi e farlo bene);

4) manomissione della Parola di Dio (= no alla superstizione della Bibliomanzia, cioè consultare abitualmente la Bibbia aprendola a caso;

  • non posso obbligare Dio a parlarmi quando apro a caso la Bibbia; prima di prendere in mano la PdD occorre “sbucciare la banana” leggendo i passi paralleli…questa è la serietà verso la PdD);

5) bolire nei gruppi la preghiera spontanea, per evitare l’insidia dei messaggi trasversali (pugnalare un fratello e una sorella);

  • noi nella revisione di vita, davanti al Santissimo accusiamo noi stessi non il fratello!

La preghiera e l’amore ottengono l’impossibile”. Triplica il tuo amore e triplica la tua preghiera, tu mamma, e vedrai cosa otterrai.

  • La Madonna la via privilegiata e sicura per l’incontro con il Signore. E’ Lei che ci dispone ad accogliere la Sua parola e ci rende perseveranti nella preghiera (Giovanni Paolo II).
  • Rallegrati Maria, gioia di Dio…” (= Ave Maria piena di grazia…).

Fiuggi, 7/12/2001   (p. Andrea Gasparino)

SULLA PREGHIERA

Papa Bendetto XVI: "È venuto il momento di riaffermare l’importanza della preghiera di fronte all’attivismo e all’incombente secolarismo di molti cristiani impegnati nel lavoro caritativo" (Papa Benedetto XVI, enciclica Deus caritas est, 2005, n°37).

  • "Occorre guardarsi, dice San Bernardo da Chiaravalle, dai pericoli di una attività eccessiva, qualunque sia la condizione e l’ufficio che si ricopre, perchè le molte occupazioni conducono spesso alla "durezza del cuore", non sono altro che sofferenza dello spirito, smarrimento dell’intelligenza, dispersione della grazia…

  • "Ecco, dice San Bernardo, dove ti possono trascinare queste maledette occupazioni, se continui a perderti in esse… nulla lasciando di te a te stesso"… Quanto utile è anche per noi questo richiamo al primato della preghiera e della contemplazione!" (Papa Benedetto XVI, angelus, Castel Gandolfo, 20 agosto 2006).


Sant’ Agostino: Gesù ci ha insegnato a pregare per conseguire la vita beata; la stessa vera Vita in persona ci ha insegnato a pregare non con molte parole poichè Dio sa già quello che vogliamo chiedergli…

  • a Dio non interessa tanto la manifestazione del nostro desiderio che già conosce,

  • ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi mediante la nostra domanda poichè possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci…

Pregare incessantemente (1Ts5,17) vuol dire desiderare senza stancarci la vita beata, che è eterna, da colui che solo può concederla” (Agostino, “Lettera a Proba”).

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6 risposte a LA PREGHIERA – Il cristiano vale quanto prega

  1. lucetta ha detto:

    Ho letto con piacere…anzi riletto perchè questo scritto di P.Gasparino è già in mio possesso. Mi sono soffermata soprattutto sul test per misurare la validità della mia preghiera e…….il mio cuore "ha esultato" un poco perchè non sono poi così tanto lontana dalla preghiera del cuore.

  2. lucetta ha detto:

    Mi rendo conto che devo lavorare ancora molto, insistere senza cedimenti o depressioni,….sono ottimista al riguardo perchè il lavoro più grosso deve farlo lo Spirito dopo che io l’ho tormentato con le mie richieste. Lungo il corso degli anni vedo fin dove mi ha condotto.

  3. Loredana ha detto:

    Benedici , o anima mia, il Signore; e tutto il mio interno benedica il suo Santo Nome (Sal 102,1)Ma cos’è il mio interno se non la mia stessa anima? La mia voce canta e loda il Signore …poi c’è il silenzio….perchè in me si perpetui la voce della mia anima….che continua a far risuonare la mia lode il cuore ha il suo suono….nel mio intimo c’è sempre qualcuno che ascolta il mio canto che risuona senza sosta!

  4. silvia ha detto:

    Bello- sempre troppo lungo- il testo.Grazie…Caro Angelo, spero sempre trovare spunti alti, nuovi, che mi portino oltre…Preghiera nascosta e silenziosa, è l’unica ORA possibile. Digiuno-anche delle cose spirituali. Va bene tutto: la Sua Volontà, significata e di beneplacito.Silenzio, sempre, nella confusione e nella dissipazione intorno…

  5. silvia ha detto:

    Una domanda non pertinente: perchè non è più possibile scrivere e neppure rispondere in WORD PRESS, cosa che tu puoi fare?

  6. angelo ha detto:

    In fondo al post c’è questa scritta:You must be logged in to post a comment.Lì dovresti mettere il tuo nome e la passwort per avere l’autorizzazione a scrivere o rispondere.

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