BENVENUTA FABIANA !

  

Le vergini sagge e le vergini stolte

  

CARA FABIANA 

 
Ormai alcuni di noi già ti conoscono ma è nostra abitudine dare il benvenuto a chi decide di aggregarsi in questa Compagnia…   

Non sappiamo cosa ci riserverà il Signore che ti ha mandata tra noi che cerchiamo di vivere al meglio il Battesimo che ci ha incorporati nella morte e risurrezione del  Signore e la Cresima, con il  mandato del Vescovo di esprimere nel mondo  il Vangelo della consolazione con parole ed opere, nel segno dello Spirito.

Sei qui a parteciparci il tuo carisma di consacrata nell’Ordo Virginum, avendo tu scelto di vivere il carisma evangelico della verginità in una vita vissuta secondo il Vangelo, non in convento, ma nelle condizioni di tutti i cristiani, con una chiara appartenenza alla Chiesa locale.

In genere si sa molto poco di voi. I più, forse, non sanno nemmeno che esistete. Questo discorso del Santo Padre Benedetto XVI in occasione di un vostro convegno, ci aiuta a conoscervi: 

 

 

 

“Carissime sorelle!

  

1.     Accolgo e saluto con gioia ciascuna di voi, consacrate con solenne rito nuziale a Cristo’” (Rituale della Consacrazione delle Vergini, 30), in occasione del Congresso-Pellegrinaggio Internazionale dell’Ordo Virginum, che in questi giorni vi vede riunite a Roma. In particolare saluto il Cardinale Franc Rodé per il cordiale indirizzo di omaggio e l’impegno profuso nel sostenere questa iniziativa, mentre un grazie di cuore rivolgo al Comitato organizzatore.

      Scegliendo il tema guida di questi giorni vi siete ispirate ad una mia affermazione che sintetizza quanto ho avuto già modo di dire sulla vostra realtà di donne che vivono la verginità consacrata nel mondo: Un dono nella Chiesa e per la Chiesa. In questa luce desidero confermarvi nella vostra vocazione ed invitarvi a crescere di giorno in giorno nella comprensione di un carisma tanto luminoso e fecondo agli occhi della fede, quanto oscuro e inutile a quelli del mondo.

 

2.    “Siate di nome e di fatto ancelle del Signore a imitazione della Madre di Dio” (RCV,  29).
L’Ordine delle Vergini costituisce una particolare espressione di vita consacrata, rifiorita nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II (cfr Esort. Ap. Vita consecrata, 7). Le sue radici, però, sono antiche; affondano negli inizi della vita evangelica quando, come novità inaudita, il cuore di alcune donne cominciò ad aprirsi al desiderio della verginità consacrata: a quel desiderio cioè di donare a Dio tutto il proprio essere che aveva avuto nella Vergine di Nazaret e nel suo “” la prima straordinaria realizzazione. Il pensiero dei Padri vede in Maria il prototipo delle vergini cristiane ed evidenzia la novità del nuovo stato di vita a cui si accede per una libera scelta d’amore.

 

3.    In te, Signore, possiedano tutto, perché hanno scelto Te solo, al di sopra di tutto” (RCV, 38).
Il vostro carisma deve riflettere l’intensità, ma anche la freschezza delle origini. È fondato sul semplice invito evangelico “chi può capire capisca(Mt 19, 12) e sul consiglio paolino circa
la verginità per il Regno (1Cor 7, 25-35). Eppure risuona in esso tutto il mistero cristiano.
Quando è nato, il vostro carisma non si configurava con particolari modalità di vita, ma si è  poi man mano istituzionalizzato, fino ad una vera e propria consacrazione pubblica e solenne, conferita dal Vescovo mediante un sugge­stivo rito liturgico che faceva della donna consacrata la sponsa Christi, immagine della Chiesa sposa.

 

4.    Carissime, la vostra vocazione è profondamente radicata nella Chiesa particolare a cui appartenete: è compito dei vostri Vescovi riconosce­ re in voi il carisma della verginità, consacrarvi e possibilmente rimanervi vicino nel cammino, per insegnarvi il timore del Signore, come si impegnano a fare durante la solenne liturgia di consacrazione. Dal respiro della Diocesi, con le sue tradizioni, i suoi santi, i suoi valori, i limiti e le difficoltà, vi allargate al respiro della Chiesa universale, soprattutto condividendone la preghiera liturgica, che vi è consegnata affinchè “risuoni senza interruzione nel vostro cuore e sulle vostre labbra” (RCV, 42). In tal modo il vostro “io” orante si dilaterà progressivamente fino a che nella preghiera non ci sia più che un grande “noi”. È questa la preghiera ecclesiale e la vera liturgia. Nel dialogo con Dio apritevi al dialogo con tutte le creature, nei cui confronti vi ritrovate madri, madri dei figli di Dio (cfr RCV, 29).

 

5.        Il vostro ideale, in se stesso veramente alto, non esige tuttavia alcun particolare cambiamento esteriore. Normalmente ciascuna consacrata rimane nel proprio contesto di vita. È una via che sembra priva delle caratteristiche specifiche della vita religiosa, soprattutto dell’obbedienza. Ma per voi l’amore si fa sequela: il vostro carisma comporta una donazione totale a Cristo, una assimilazione allo Sposo che richiede implicitamente l’osservanza dei consigli evangelici, per custodire integra la fedeltà a Lui (cfr RCV, 47). L’essere con Cristo esige interiorità, ma in pari tempo apre a comunicare con i fratelli: qui si innesta la vostra missione.
Un’essenziale    “regola    di    vita”    definisce l’impegno che ciascuna di voi assume col consenso del Vescovo, sia a livello spirituale sia esistenziale. Si tratta di cammini personali. Tra voi ci sono stili e modalità diverse di vivere il dono della verginità consacrata e questo si fa tanto più evidente nel corso di un incontro internazionale, come quello che vi vede riunite in questi giorni. Vi esorto ad andare oltre il modo di apparire, cogliendo il mistero della tenerezza di Dio che ciascuna porta in sé e riconoscendovi sorelle, pur nella vostra diversità.

 

6.        “La vostra vita sia una particolare testimonianza di carità e segno visibile del Regno futuro (RCV, 30). Fate in modo che la vostra persona  irradi  sempre  la dignità  dell’essere sposa di Cristo, esprima la novità dell’esistenza cristiana e l’attesa serena della vita futura. Così, con la vostra vita retta, voi potrete essere stelle che orientano il cammino del mondo. La scelta della vita verginale, infatti, è un richiamo alla transitorietà delle realtà terrestri e anticipazione dei beni futuri. Siate testimoni dell’attesa vigilante e operosa, della gioia, della pace che è propria di chi si abbandona all’amore di Dio. Siate presenti nel mondo e tuttavia pellegrine verso il Regno. La vergine consacrata, infatti, si identifica con quella sposa che, insieme allo Spirito, invoca la venuta del Signore: “Lo Spirito e la sposa dicono ‘ Vieni “‘ (Ap 22,17).

 

7.     Nel lasciarvi vi affido a Maria. E faccio mie le parole di S. Ambrogio, il cantore della verginità cristiana, rivolgendole a voi: “Sia in ciascuna l’anima di Maria per magnificare il Signore; sia in ciascuna lo spirito di Maria per esultare in Dio. Se c’è una sola madre di Cristo secondo la carne, secondo la fede, invece, Cristo è il frutto di tutti, poiché ogni anima riceve il Verbo di Dio, purché, immacolata e immune da vizi, custodisca la castità con intemerato pudore(Commento su san Luca 2,26: PL 15, 1642).

 

Con questo augurio di cuore vi benedico”.

  

  

Nel ringraziarti per averci onorati di voler condividere i nostri giorni feriali fatti di tanti alti e bassi, gradisci il nostro simbolico omaggio floreale:

Nel giorno delle tue Nozze con lo Sposo Divino il Vescovo ti ha consegnato, pro memoria, un anello. Anche noi, in questa circostanza, abbiamo una consegna da farti, forse un po’ ingombrante ma utile:

 I Globuli Rossi devono possedere occhi di gufo, tondi, spalancati, capaci di vedere nella notte, mobili, vivaci, attenti… Devono guardarsi intorno, accorgersi che per molti Dio oggi e diventato irrilevante, inutile.
Noi sappiamo che senza di Lui tutto diventa incomprensibile e assurdo.

Le nostre ambulanze non devono restare parcheggiate. I nostri elicotteri devono ergersi in volo e sorvegliare il territorio per portare soccorso a chi sta soffocando nel clima sempre più inquinato dell’attuale cultura.

E queste sono le nostre mani che si congiungono alle tue, nel segno della Croce, per essere sui sentieri del quotidiano Cirenei della gioia, SCHIENE A DISPOSIZIONE DI DIO, in soccorso di chi ha croci pesanti, vive notti insonni o ha smarrito la strada.

 

Ed ora, noi che aspiriamo ad esere identificati come “quelli del Magnificat”, t’invitiamo ad unire la tua alle nostre voci per cantare le  profezie di Maria:

 CLICCA:   

 

Parrocchia di S. Maria Assunta, Villa Sesso 

Nella solennità dell’Ascensione del Signore, la nostra collega Fabiana Guerra è stata consacrata dal Vescovo Adriano nell’Ordo Virginum. E’ la forma di consacrazione più antica nella storia della Chiesa, promossa e seguita dal Vescovo stesso. Nelle sue mani Fabiana ha rimesso il proposito di castità e di servizio al Signore e alla Chiesa. La cerimonia è stata molto sentita, l’emozione intensa, la gioia condivisa. La chiesa era gremita di persone: accanto ai parrocchiani, numerosi i parenti, gli amici, i conoscenti e i colleghi di Fabiana. Il coro ha guidato l’assemblea coinvolgendola magistralmente.

Fabiana: consacrazioneLa consacrazione di Fabiana Guerra

Un momento molto suggestivo è stata la processione offertoriale: pur nella sua semplicità, sono stati portati all’altare alcuni simboli che richiamano i vari ambiti della vita di Fabiana. Nello specifico dell’IRC, anche tutti i colleghi di Fabiana presenti alla cerimonia si sono sentiti rappresentati quando il Direttore dell’Ufficio di Pastorale Scolastica, il prof. Vittorio Cenini, ha simbolicamente fatto dono del pieghevole del Convegno dello scorso anno, “Il coraggio di educare in un mondo che cambia”.

Un dono speciale, preparato dal parroco don Fortunato Monelli in aggiunta alla festa, è stato poi riservato a tutti i presenti alla conclusione della ricca liturgia: in collegamento audio e con un perfetto sincronismo, i fedeli hanno potuto ricevere la benedizione del Papa che proprio alle12:00, in Piazza San Pietro, ha recitato il Regina coeli.

La festa per tutti è continuata nei locali parrocchiali e sul sagrato della maestosa chiesa parrocchiale di Villa Sesso, dedicata all’Assunzione di Maria e recentemente restaurata, con l’agape fraterna preparata dagli stessi parrocchiani in onore della festeggiata.

Per una maggior documentazione della scelta maturata da Fabiana, che è anche tra gli insegnanti di Religione collaboratori del Gruppo di consulenza, diamo visione dell’invito al rito di consacrazione (che alleghiamo) e dell’articolo che Fabiana stessa ha pubblicato nel sito della sua parrocchia per condividere questa sua festa e che si intitola “Dal grazie al sì”.

A Fabiana gli auguri più cari e la nostra preghiera, perché questa scelta sia quel dono che lei stessa desidera. E il Signore la benedica!

Dal grazie al sì

  

Mi chiamo Fabiana e sto per compiere un passo definitivo nell’Ordo Virginum, ma la mia vocazione alla consacrazione è nata prima di approdare a questa esperienza: di fatto è stata sempre questa, di fondo, seppur in modo privato.

Com’è nata? E perché poi è sfociata in questa forma così antica e così attuale? (E con un nome così impegnativo, tra l’altro).

Mentre pensavo a questo contributo da dare o piccola testimonianza di un cammino, la prima parola che mi veniva in mente era la parola ‘gratitudine’. Direi che la mia vocazione alla consacrazione è nata dalla gratitudine.  Come si suol dire, io sono una ‘convertita’, ho proprio una data precisa, un avvenimento che è successo che mi ha cambiato la vita,  ha (solo) dato inizio alla mia conversione, perché è ancora in atto!

Sì, è vero, mi dicevo in questi giorni, è la fede che salva, ma l’amore, l’amore di gratitudine, è la sua conseguenza. La gratitudine verso il Signore: il Volto che ho incontrato, ha fatto scattare il desiderio di una risposta. Di certo inadeguata, ma il ‘non temere’ della Bibbia intera, del Vangelo, quando li ho ripresi in mano, (prima il Vangelo assolutamente!) mi hanno fatto sempre riflettere, perché quando queste 2 parole vengono pronunciate, Dio sta per compiere qualcosa di grande!

Sembrano dire: Non temere le cose grandi! E io ci ho creduto, ho detto di sì: il Signore avrebbe compiuto qualcosa di grande, lo aveva già fatto… avevo solo 16 anni o giù di lì… e sembra di credere ad un sogno, ma si dà corpo e risposta ad un bisogno, invece, che è quello di essere guardati, amati, voluti, scelti, perdonati … saperlo, … e scegliere e amare a propria volta.

Mi ha colpito molto il silenzio che ne è scaturito; per qualche giorno dopo questo episodio ‘speciale’ per me, avevo bisogno di tacere, di silenzio, (non facile per un’adolescente!), era un bisogno di ascolto: qualcosa stava avvenendo e io dovevo ascoltare, fare spazio in me, e poi mi colpisce, ancor adesso, se ci penso, il credere che era possibile: è possibile ciò che Dio promette! ( non è così scontato come può sembrare!) Perché nulla è impossibile a Dio.

Ho passato un anno intero della mia vita solo con questa frase a farmi compagnia, mi bastava e mi rallegrava. Ho vissuto del poco che capivo, piano piano, fino ad oggi, ma in principio …, potrei dire, è stato L’ incontro, La possibilità, l’iniziativa Sua, sempre.

L’ Ordo Virginum (perché?) con le sue caratteristiche sobrie, ma piene di possibilità, risponde alle aspettative di ‘qualificazione’ ( per così dire) di questa relazione molto personale col Signore.

E’ un ordine? Non è un ordine religioso, (costituito sì) non ci sono madri superiore, né maestre di formazione, non ci sono fondatori, è nato proprio dal desiderio di alcune donne, si potrebbe dire già ai tempi di Gesù, (si parla nel Vangelo di alcune donne che Lo seguivano) di seguirLo, di stare con Lui, l’unico ‘responsabile’, nell’O.V. è il Vescovo, ( è una vocazione diocesana) ciascuna ha una Regola di vita, approvata dal Vescovo stesso, ci sono gli incontri di formazione col Vescovo e le altre, con una frequenza stabilita, ma ci si vede anche al di fuori degli incontri da calendario, per condividere, pregare, semplicemente per far festa, per vari motivi… ma ciò che esprime meglio, per me, quello che è l’ordo virginum, è la sponsalità.

Proprio perché non ci sono strutture che lo sostengano, il richiamo alla esclusività e alla essenzialità del rapporto col Signore, per me, è ancora più evidente, la responsabilità della risposta a Lui (per primo) e nei confronti della Sua Chiesa emerge ancora di più. Cosa si fa?

La vocazione, qualsiasi essa sia, non è mai un problema di ‘fare’, ma di essere. Per me è la fedeltà ricercata (continuamente!), ad un Volto che si è fatto incontrare, cercando davvero la fedeltà ‘nel poco’, come ci dice il Vangelo, ma è sempre lo stesso Volto che incontro nella semplicità di una vita da laica, quindi di tutti i giorni,  fatta di lavoro, di casa, di preghiera, di amici, di servizi … … assieme a tutti gli altri, tra gioie e dolori, con le fatiche di tutti e questo mi piace, mi fa sentire una come tutti, primo perché lo sono e poi come un pezzetto di lievito nella pasta, dentro la pasta che è l’umanità tutta, ma senza privilegio alcuno se non quello di stare con Lui, e dove mi chiama.

Questo modo di essere e di stare con Lui, nel tempo, ha fatto scaturire in me una grande tenerezza nei confronti degli altri, la voglia e la passione di camminare al loro fianco cercando sempre il loro ‘lato migliore’, con tutti i limiti miei e loro, questo mi sembra un gran bel frutto, pacificante, perché non in mano nostra.

In questi ultimi giorni, proprio riflettendo su tutto questo, ( è importante ogni tanto soffermarsi sulla propria storia) ho pensato che ho detto solo un sì, piccolo e sicuramente di grazia, ma è lo stesso umile, piccolo sì, libero, di Maria, dei santi più grandi… non cambia la qualità, solo il modo, o il luogo, in ciò che Dio desidera da me, in quel momento, ma il sì è lo stesso. E questo è davvero rassicurante, credo.

Mi pare di dover proprio dire: grazie a tutti, di cuore!

 Fabiana  

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4 risposte a BENVENUTA FABIANA !

  1. lucetta ha detto:

    Ho letto giorni fa questa frase:‘Magnificare’ significa letteralmente fare grande. Ma come può la piccola creatura fare grande l’immenso suo Creatore? Ebbene sì! Tu fai grande Dio nella misura in cui gli dai tempo e cuore, tu fai grande o piccolo Dio nella misura in cui Lui cresce o diminuisce nella tua vita."Auguri Faby e buon cammino

  2. fabiana ha detto:

    Grazie di cuore per il benvenuto così delicato e profondo .Sottoscrivo.Mi hanno sempre detto che il Magnificat è la mia preghiera …se qualcuno vuole saper qualcosa di più dell’Ordo virginum, per come è vissuto qui da me, io ci sono.

  3. silvia ha detto:

    Anche se un po’ tardivo, sono qui per darti anch’io il "benvenuta", in questa strana compagnia in cui sono entrata da tempo, per vie provvidenziali che ancora non ho ben capito ma in cui mi sento"a casa"!Grazie per essere con noi, camminare insieme aiuta a mantenere la direzione…

  4. silvia ha detto:

    Volevo solo precisare che le "vie provvidenziali" sono state una << intercettazione>> di Angelo….

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