RINGRAZIARE E SOFFRIRE INSIEME PER IL VANGELO – Angelo Nocent

Riporto l’intervento che ho appena pubblicato sul nuovo sito al quale invito gli amici a partecipare per condividere e comunicare nella fede con coloro che ci ospitano come gruppo “GLOBULI ROSSI COMPANY” tra gli altri gruppi già presenti. Esperienze e sensibilità diverse, che condividono la stessa fede ed amano lo stesso Signore Gesù. Per portare i pesi gl’uni degl’altri, per mettere in comune i carismi che lo Spirito elargisce.

Siamo ospitati qui:

Avatar Gruppohttp://www.incontriconlaparola.com/diario/groups/

Uno che arrivasse sul sito in questo momento, per prima cosa si domanderebbe: ma che razza di gruppo è questa “compagnia di GLOBULI ROSSI” formata da tre gatti? (quando scrivevo eravamo letteralmente in tre su questo sito).

Viviamo in una società segnata dalle contraddizioni e insanguinata dall’odio. Ma non mancano nel suo seno parole profetiche che vengono da una Chiesa partecipe della ansie e delle sofferenze del nostro tempo, pur se, dopo il Concilio, è ancora oggi alla ricerca di un’identità espressiva.

Sono convinto che, se questi tre gatti fossero ripieni di Spirito Santo e avessero parole di profezia, prima di lamentarsi per l’inconsistenza numerica, avrebbero tanto tanto da ringraziare Dio, come faceva l’apostolo Paolo. E come intendo fare, a nome di tutti.

Capita spesso nelle parrocchie od in altre realtà ecclesiali come gli ordini religiosi, in crisi vocazionali, di sentire frasi simili:

Purtroppo siamo pochi,
siamo sempre gli stessi,
non riusciamo a fare quello che ci proponiamo,
ci mancano i giovani,
ecc.”»

Paolo molto spesso si è trovato in tali frangenti ma anche in situazioni impossibili. Epperò dalla sua bocca più che lamentele sono uscite espressioni di ringraziamento. Commoventi sono le parole che scrive dal carcere a Timoteo, nella seconda lettera. Vale la pena leggerla col dito puntato sul testo e soffermarsi sui verbi e sugli aggettivi:

1
Io, Paolo apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, mandato ad annunziare la vita a noi promessa mediante Cristo Gesù
2
saluto Timòteo, mio carissimo figlio. Dio Padre e il Signore nostro Gesù Cristo ti diano grazia, misericordia e pace.
3
Ringrazio Dio: io lo servo con coscienza pura, come hanno fatto i miei antenati, e lo ringrazio ogni volta che mi ricordo di te nelle mie preghiere.
4
Notte e giorno ricordo le tue lacrime e ho un grande desiderio di rivederti per essere pieno di gioia.
5
Ricordo la tua fede sincera, quella fede che hanno avuto anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce. Sono certo che anche tu la possiedi.
6
Per questo ti raccomando di tener vivo in te quel dono di Dio che hai ricevuto, quando io ho posto le mie mani sul tuo capo.
7
Perché Dio non ci ha dato uno spirito che ci rende paurosi; ma uno spirito che ci dà forza, amore e saggezza.
8
Dunque non aver vergogna quando parli del nostro Signore e dichiari di credere in lui, e non vergognarti di me che sono in prigione per lui. Piuttosto anche tu, aiutato dalla forza di Dio, soffri insieme con me per il Vangelo.
9
Perché Dio ci ha salvati e ci ha chiamati a essere il suo popolo; non a causa delle opere che noi abbiamo compiuto, ma per sua decisione e per sua grazia. Da sempre, Dio è generoso verso di noi, per mezzo di Gesù Cristo;
10
ma la sua grazia si è chiaramente manifestata ora che è venuto Gesù Cristo, il nostro Salvatore. Egli ha distrutto il potere della morte e, per mezzo del Vangelo, ci ha fatto conoscere la vita immortale.
11Dio mi ha incaricato di annunziare questo messaggio, di essere apostolo e maestro.
12
Per questo io soffro tanti mali, ma non me ne vergogno. Infatti io so a chi ho dato la mia fiducia e sono convinto che egli è capace di custodire fino all’ultimo giorno ciò che mi è stato affidato.
13
Le sane parole che hai ascoltato da me, siano per te come un modello e continua nella fede e nell’amore che ci vengono da Cristo Gesù.
14
Con l’aiuto dello Spirito Santo che abita in noi, custodisci il buon deposito che ti è stato affidato.
15
Come tu sai, tutti quelli dell’Asia Minore mi hanno abbandonato. Tra gli altri, anche Figelo ed Ermògene.
16
Il Signore benedica la famiglia di Onesiforo, perché molte volte egli è venuto a darmi conforto. Non ha avuto vergogna di me che sono in prigione.
17
Anzi, quando è venuto a Roma mi ha cercato con premura, finché non mi ha trovato.
18
Il Signore gli faccia trovare la misericordia di Dio nel giorno del giudizio. E tu sai meglio di me quanto egli mi sia stato utile mentre ero ad Efeso….”.

Non è difficile cogliere applicazioni anche per noi.

In simili circostanze, ad esempio davanti ai discorsi lamentosi del Consiglio Pastorale,

il card. Martini ribaltava subito la situazione che avrebbe prodotto solo sterilità e luoghi comuni, dicendo:

“Ma non avete niente da ringraziare Dio?
Non capite che il solo fatto di vivere la fede in un contesto così pagano è un dono immenso di Dio?”.

Ed aggiungeva:
“Anzitutto ringraziamo Dio per questa Chiesa,
per questo Papa,
per queste realtà,
anche se poi abbiamo certamente qualcosa da criticare.

Poniamo sempre tutto in un quadro di ringraziamento.
Ringraziamo Dio per ciò che siamo,
per ciò che ci ha dato,
per la nostra Chiesa,
per la nostra Comunità,
per la nostra Parrocchia.
Sarebbe bello
se un prete andasse sul pulpito e dicesse:

“Ringrazio Dio perchè ci siete
ringrazio Dio
per la vostra fede,
pazienza,
perseveranza”.»

Questo mi sento di dover far iniziando il nuovo percorso in questo contesto, non previsto né programmato: Grazie, Signore, perché ci hai convocati.

Ed invito gli altri amici a ringraziare con me il Santo e Misericordioso Gesù al quale chiedo che proceda con la potatura dei rami secchi e scavi in ognuo di noi per essere talmente penetrati dal Mistero di Gesù da poterlo raccontare in tutte le forme posibili, senza mai tradire il Suo pensiero.
Lo Spirito di Gesù armonizzi in noi e in coloro che dovesse inviarci, Parola e Amore, Ragione e Carità (Logos e Agàpe) e ci dia ali di libertà per librarci nell’Assoluto di Dio.

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2 risposte a RINGRAZIARE E SOFFRIRE INSIEME PER IL VANGELO – Angelo Nocent

  1. lucetta ha detto:

    Oggi in modo particolare, sento il bisogno di dover ringraziare Dio per tanti motivi….e soprattutto queste parole del card.Martini “Non capite che il solo fatto di vivere la fede in un contesto così pagano è un dono immenso di Dio?” mi hanno colpito e devo dire anche consolato ed incoraggiato. A volte mi sento una nullità, non capisco la PEDAGOGIA del Signore e mi sembra che questo voler stare a tutti i costi VICINO A GESU’ non mi faccia correre spedita verso la strada della pazienza, della comprensione e accettazione del mio prossimo….Ma forse non mi accorgo di quanto il mio modo di vivere sia gradito al Signore anche se non me accorgo. Forse sono stata confusa nell’esprimere i concetti ma so che LUI vede, legge nel mio cuore, SA tutto.
    Caro Angelo approfitto per dirti che , per limiti miei personali che non riesco a superare, continuerò a seguirti qui su questo blog. Per cui per favore quando posti qualcosa di nuovo di là da don Luciano, copialo anche qui, se puoi. Con affetto e gratitudine. Lucia

  2. angelonocent ha detto:

    Non preocuparti, farò la spola da una Chiesa all’altra. I viaggi apostolici dell’apostolo Paolo, quelli sì che erano faticosi! Questo è un diletto.

    Rispetto la tua decisione. Epperò sulla nuova isola ci sono tante persone che hanno bisogno della tua parola illuminante e di consolazione.
    Spero sempre in un tuo ripensamento.

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