IL CARICA-BATTERIE AMBULANTE – Angelo Nocent

 

IL CARICA-BATTERIE AMBULANTE 

Ieri, prima ancora di ricevere la lettera di Don Luciano, scrivevo a Immacolata: “Per dirla con una battuta, si capisce che sei ”una schiena a disposizione di Dio”, un piccolo ”distributore” di gioia e di carità. Se i distributori si moltiplicassero in ogni rione, si rinnoverebbe il volto della terra”. 

Adesso Silvia mi scrive: “L’ultima catechesi di don Luciano, ”IL CARICA-BATTERIE AMBULANTE”, sembra giungere a proposito, proprio in questo momento.

Quando diventi uno che incoraggia ti trasformi, in essenza, in un carica-batterie – uno che rimette la forza dentro le persone, dentro la tua famiglia, la tua scuola, il tuo posto di lavoro, la tua parrocchia. E in questo ”sono troppo occupato” mondo, in queste giornate sempre sotto pressione, siamo circondati da persone che girano spente, con le batterie scariche. Persone a cui si va esaurendo la forza emotiva, l’energia spirituale. Hanno bisogno di un regalo che tu gli puoi fare anche se non hai un soldo: incoraggiamento”.

 

Essere “distributori” di ossigeno, dei “carica-batterie ambulanti”, delle “ambulanze” di pronto soccorso, degli “elicotteri” in perlustrazione del teritorio, “trasfusori” del plasma divino, “schiene a disposizione di Dio”…non sono solo tanti modi di dire per esprimere il filo conduttore del nostro stare insieme ma anche il modo di essere presenti nelle realtà in cui ognuno si trova a vivere la sua giornata.

 

Siamo quelli di prima, facciamo le medesime cose, ma “IN COMPAGNIA”, con uno spirito interiore diverso, da donne e uomini “cresimati”, cioè “unti” dallo Spirito per essere in circolazione portatori della Sua consolazione. Ed è proprio Lui il nostro “carica-batterie”che ci alimenta l’ esistenza e cura la nostra anemica vita spirituale.

Don Luciano scrive anche:

E’ così facile cadere nello scoraggiamento, dubitare delle promesse di Dio, perdere la fede, cadere nel peccato o ritrovarsi indurito il cuore che una volta era misericordioso.

Così Dio ti propone la cura. «Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno» (Ebrei 3,12-13).

Tutti quanti sono pronti a dirci dove sbagliamo, a mostrarci i nostri fallimenti. Non c’è quindi bisogno che anche tu ti unisca a quel coro di voci scoraggianti. Perché invece non guardi alle cose positive che stanno facendo coloro che vivono con te – e glielo dici spesso?
E quando devi far loro notare qualcosa di negativo, comincia rimarcando sempre tutto il positivo che fanno.
Sii uno che loda, uno pronto a fare i complimenti, uno che ringrazia, uno che vede il lato bello delle azioni altrui”.

Conclusione: se i”carica-batterie” si moltiplicassero in ogni rione, si rinnoverebbe il volto della terra. Noi ci stiamo provando.

Don Luciano: “Il miglior modo per ricaricarsi le batterie è ricaricare quelle degli altri”.

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 317 – Il carica-batterie ambulante
(Ebrei 3,12-13)

 La lettera che Don Luciano invia periodicamente agli amici. Appartiene alla Congregazione dei Poveri Servi della Divina Providenza fondata da San Giovanni Calabria. Attualmente vive in Kenya. 

A volte mi capita di viaggiare e stare fuori per due o tre giorni, quindi ho sempre pronta una piccola borsa da viaggio. Dentro ci sono delle cose che non tolgo mai dalla borsa, per essere sicuro che siano sempre lì: una copia del Vangelo, un paio di ciabatte, un rotolo di carta igienica (non sono un angelo), un repellente anti-zanzare e il carica-batterie del cellulare.  

L’esperienza mi ha insegnato che, almeno qui in Kenya, queste cose è sempre meglio averle con sé. Ovvio, il carica-batterie del cellulare mi è indispensabile perché mi permette di continuare a comunicare con coloro che amo.

E’ importante avere un carica-batterie sempre pronto se vuoi andare avanti. Ma è altrettanto importante essere un carica-batterie.

Anche Dio te lo dice in Ebrei 3,12-13: «Guardate perciò, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura quest’oggi, perché nessuno di voi si indurisca sedotto dal peccato». E’ così facile cadere nello scoraggiamento, dubitare delle promesse di Dio, perdere la fede, cadere nel peccato o ritrovarsi indurito il cuore che una volta era misericordioso.

Così Dio ti propone la cura. «Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno». Pensa a quella parola «esortatevi». Deriva da una parola latina che vuol dire: “far sorgere dal di dentro”. Far sorgere coraggio, speranza, voglia di andare avanti. Puoi ridare coraggio a qualcuno che ne ha bisogno, caricargli la batteria in modo che trovi dentro di sé la forza di andare avanti. Quando diventi uno che incoraggia ti trasformi, in essenza, in un carica-batterie – uno che rimette la forza dentro le persone, dentro la tua famiglia, la tua scuola, il tuo posto di lavoro, la tua parrocchia. E in questo “sono troppo occupato” mondo, in queste giornate sempre sotto pressione, siamo circondati da persone che girano spente, con le batterie scariche. Persone a cui si va esaurendo la forza emotiva, l’energia spirituale. Hanno bisogno di un regalo che tu gli puoi fare anche se non hai un soldo – incoraggiamento.

Tutti quanti sono pronti a dirci dove sbagliamo, a mostrarci i nostri fallimenti. Non c’è quindi bisogno che anche tu ti unisca a quel coro di voci scoraggianti. Perché invece non guardi alle cose positive che stanno facendo coloro che vivono con te – e glielo dici spesso? E quando devi far loro notare qualcosa di negativo, comincia rimarcando sempre tutto il positivo che fanno. Sii uno che loda,

  • uno pronto a fare i complimenti,
  • uno che ringrazia,
  • uno che vede il lato bello delle azioni altrui.
  • Se potessi parlare con chi ti circonda come ti descriverebbero?
  • Dopo che qualcuno ti ha incontrato si sente più importante o più sminuito?
  • L’averti intorno genera coraggio e confidenza – o lo si perde?
  • Si sentono creduti o sfiduciati? Li fai sentire interiormente più leggeri o più pesanti? 

Incoraggiare gli altri è un vero e proprio ministero – ossia un servizio che costruisce la comunità cristiana – ed è alla portata di tutti noi. Ed è un ministero di cui c’è disperatamente bisogno. Ma non è un servizio che nasce dentro di noi spontaneamente, per questo Dio ci esorta a farlo. Richiede che ci sia un aggiustamento nel tuo sguardo – ossia che tu scelga di guardarti attorno vedendo tutto ciò che può incoraggiare.  

Quanto spesso va esercitato questo ministero dell’incoraggiamento?  

Dio ti dice: «Ogni giorno». L’incoraggiamento di ieri è come una specie di manna, che dura per un giorno solo. Chi ti vive vicino a ogni nuovo giorno ha bisogno del tuo incoraggiamento – di poter ricaricare le sue batterie per la maratona di oggi. 

Magari pensi: “Ma anch’io ho bisogno di incoraggiamento”. Il miglior modo per ricaricarsi le batterie è ricaricare quelle degli altri. Oggi, nella tua famiglia, nel tuo ambiente di lavoro, nelle tue relazioni – ci sono persone che stanno aspettando il tuo incoraggiamento. Si stanno spegnendo, esaurendo la loro energia umana e spirituale. Ma con l’aiuto di un carica-batterie ambulante, con un pò più di incoraggiamento da parte tua, essi possono andare avanti – e andare e andare e andare.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

 

Riprendo da DIARIO DI  FAMIGLIA:http://www.incontriconlaparola.com/diario/groups/globuli-rossi-company-schiene-a-disposizione-di-dio-530429919/

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Una risposta a IL CARICA-BATTERIE AMBULANTE – Angelo Nocent

  1. angelonocent ha detto:

    A PROPOSITO DEL CARICA-BATTERIE

    L’amico Ercole ha fatto delle considerazioni che meritano di essere condivise:

    Il carica batterie di Dio
    Costruisce relazioni umane valide

    Egli non sa solo pregare bene, ma sa costruire relazioni umane valide che promuovono la persona.
    Costruire relazioni umane valide vuol dire che il carica batterie di Dio non si attende che subito tutti gli siano fratelli, gli vogliano bene di colpo, non chiede questo, non s’attende questo, ma chiede di diventare lui paziente, amabile, perseverante, capace di costruire nel tempo, con fatica, con fedeltà.

    Egli non è impaziente, non si scoraggia, ma sa cogliere il bene anche in ri¬sultati parziali e imperfetti.Cerca di capire il bene, quello che funziona innanzitutto, e non ciò che non funziona: questo è veramente bello, questo è da promuovere, questa è una cosa che aiuta… Dio agisce così, non guarda ai nostri peccati, ma cerca di guardare a quel briciolo di apertura e di disponibilità che abbiamo, questo è lo stile di Dio.

    Una persona così, diventa fonte di comunione per gli altri, anche solo con la sua presenza. Guardate che tra di noi ci sono persone squisite che magari non emergono, ma la cui presenza è importantissima perché sono persone di comunione, perché hanno il senso della presenza di Dio. Di queste persone abbiamo bisogno tanto.

    Il carica batterie di Dio
    È una persona grata

    Fratello, le cose che hai, le risorse che hai, la persona che sei, non è tutta tua e solo per te, è anche per gli altri, ricordatelo, dalle cose che hai, alla persona che sei, al tuo tempo. Se tra fratelli ci aiutassimo a riconoscere che tutto quello che abbiamo è dono è grazia, arriva a cambiare anche lo stile di vita familiare.
    L’altro o l’altra, non ti deve più il suo amore, ma gli dici grazie perché te lo dà. La mamma non ti deve più l’attenzione, ma gli dici grazie per quella che ti ha dato. Senza gratitudine non c’è salvezza, ricordate quei dieci lebbrosi che furono guariti, ma uno solo fu salvato, quello che tornò a rendere grazie a Dio.

    La sapienza del mondo è la sapienza dell’ego a cui tutto torna e a cui tutto deve tornare e da cui nulla esce.
    Dio invece è dono e dona tutto al Figlio e il Figlio tutto ciò che riceve dal Padre lo dona allo Spirito e lo Spirito e il Figlio lo donano a noi: «tutto ciò che ho ricevuto dal Padre l’ho dato a voi» Se questo è lo stile di Dio noi ci dobbiamo abituare a questo stile di generosità e educare a questo o anche i nostri giovani.

    Il carica batterie di Dio
    È una persona umile e fiduciosa.

    Noi non siamo onnipotenti, siamo fragili, passeggeri, sbagliamo, siamo peccatori. Ci sono situazioni che sembrano umiliarci, ci pesano addosso, ma che il Signore permette, perché cresca in noi il perdono, visto che siamo stati perdonati e perché Cristo diventi in noi la lode ad oltranza, visto che saremo glorificati. Amen

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