AVVOCATO DI STRADA – “Percepire e Orientare” il disagio sociale

“Percepire & Orientare” il disagio sociale 

Amare qualcuno significa vederlo

 come era nelle intenzioni di Dio

( F. Dostoevskij

 

 QUESTI SONO DEI MERAVIGLIOSI RAGAZZI DI FOGGIA

 CHI SIAMO ? – Siamo i Fratelli della Stazione, un gruppo di giovani volontari che, da circa 7 anni, cercano di incontrare Cristo nei più poveri della città di Foggia, senza fissa dimora, immigrati, disagiati, ad imitazione di Gesù Buon Samaritano, sulla scorta dell’esempio di Madre Teresa di Calcutta.

Il nostro è un gesto semplice, di fratellanza e di amicizia. Ogni sera, dal martedì al sabato, portiamo a chi dorme nei vagoni abbandonati della stazione o sulle panchine del centro, un bicchiere di latte caldo e dei biscotti. Persone che, più che di cibo, hanno bisogno di calore umano, colpite come sono dall’indifferenza della gente e dall’incuria delle istituzioni. 

Per questo cerchiamo di diventare loro amici, ed il nostro servizio diventa un appuntamento serale per chi vuole chiacchierare un po’, raccontare la propria storia, incontrare degli amici.

Portiamo informazioni e consigli per orientarsi al meglio nella nostra città, per sapere dove mangiare, lavarsi, vestirsi, etc. e, per quello che ci è possibile, un aiuto per affrontare le complesse procedure burocratiche connesse all’immigrazione.

La stazione è il luogo fisico dove incontriamo i nostri amici senza fissa dimora, ma figurativamente è la condizione in cui si trovano persone disagiate per i più vari motivi come disabili ed anziani soli. Abbiamo così allargato la nostra attività a tutte le povertà “invisibili”, di persone economicamente benestanti ma sole ed abbandonate.

Il Vangelo ci chiede di amare il prossimo come se stessi. Noi cerchiamo umilmente, nella nostra piccolezza, di seguire quest’invito. Per aiutare al meglio i nostri amici più bisognosi c’è bisogno anche del tuo aiuto, delle tue braccia, del tuo cuore. 

IL BINARIO DA DOVE PARTE LA LOCOMOTIVA

YouTube – Adoro te – RnS
 

 L’INVITO: “Vienici a trovare presso la cappella sita sul primo binario della stazione ferroviaria, il lunedì dalle 20.30 alle 22.00”.

Fatti venire un’idea da condividere nel tuo territorio. GLOBULI ROSSI VUOL DIRE tante piccole madri Teresa di Calcutta, tanti piccoli Riccardo Pampuri,  distribuiti nei posti più impensati.

GUARDA IL VIDEO:  YouTube – 16.04.09 Avvocato di strada a 

 

 

Comincia dalla sua esperienza di lavoro in fabbrica, un’azienda tessile, all’età di quattordici anni, per dodici ore al giorno. La classe operaia era formata da “scarti” della società. Fatica, povertà, umiliazione, trattati come forza lavoro da pagare anche poco.

Ma la ricostruzione di questo Paese, oltre che passare per gli Agnelli e per i Falck, è passata per le lacrime e per il sudore di migliaia di operai nelle fabbriche. Usati dai padroni, anche in maniera paternalistica, ma privati della dignità.

Così nasce l’impegno di Pezzotta nel sindacato. Con la prima manifestazione operaia.

Nella fragilità di quegli operai – racconta Pezzotta – nacque una forza straordinaria. Ci si sentiva fragili e per questo si condivideva ogni cosa. Ci si riconosceva in una medesima condizione umana. Riconoscere la propria debolezza, la fragilità, le paure ci faceva crescere e stare insieme”.

In Italia è stato importante il ruolo giocato dal sindacato. Poi è arrivata la tentazione del vitello d’oro. Quando il sindacato è arrivato al massimo della sua forza, si è innamorato del potere e ha perso la sua carica. Ha perso la sua fragilità e gli operai non hanno più camminato insieme. E hanno perso la loro forza. La fraternità nasce nel momento in cui riconosco le mie debolezze e comincio a camminare insieme agli altri”.

Comincia così l’intervento di Andreoli: “Don Antonio un giorno mi chiama al telefono e mi dice: “Vittorino, ti telefoneranno per chiederti informazioni su Exodus. Tu dì che sei d’accordo”. Ma io non ne sapevo ancora niente!

Comincia così il racconto di Vittorino Andreoli, veronese come don Antonio, quando ricorda i primi passi di Exodus, venticinque anni fa. All’epoca Andreoli era molto impegnato sul fronte delle tossicodipendenze e, pur senza sapere niente di Exodus, diede conferma della validità scientifica del progetto di Exodus. “Un’idea da matto” come Andreoli definisce don Mazzi, e aggiunge: “Non è possibile dire che un matto è normale. Ma è possibile dire che è Santo!”

“Nella storia del fenomeno delle dipendenze – riprende Andreoli – una storia di circa 40 anni, ci sono state due decisioni, due idee che hanno contribuito a rendere difficile il vostro lavoro. La prima è stata l’idea della riduzione del danno. In Italia a un certo punto si è pensato che il consumo di droghe dovesse essere tollerato e che l’intervento necessario a quel punto era diventato limitare il danno che la presenza dei tossicodipendenti portavano alla società.

Come dire… facciano quello che vogliono. Noi interverremo solo quando saranno un danno per la società”.

Andreoli continua il suo ragionamento sulla storia delle dipendenze in Italia ricordando che l’idea della riduzione del danno venne fuori ufficialmente a Palermo, in occasione della Conferenza Nazionale Antidroga. E fu lì che lui decise di non impegnarsi più direttamente in questo campo. Continua presentando il secondo terribile principio asserito da questa società in base al quale ci sarebbe compatibilità tra il consumo di sostanze e certe professioni.

“Un principio non dichiarato, ma strisciante – afferma Andreoli – introdotto con l’ingresso della cocaina sul mercato delle sostanze. Mentre il problema è diventato di grandi dimensioni, la società si è assuefatta. Non gliene importa assolutamente più nulla. E questa assuefazione ha reso inutili e ridicole certe strutture sanitarie che ancora costituiscono l’ossatura del sistema di contrasto alle dipendenze in Italia”.

Andreoli passa poi ad un approfondimento che parte dal tema del Capitolo, La pietra scartata, ed arriva al tema della fragilità della condizione umana.

“Oggi ho davanti a me delle persone che sono esempi di fragilità umana. Sono stanco di vedervi definiti come soggetti con comportamenti antisociali. Siete persone fragili. Siamo persone fragili. Di fronte ai miei malati ho sempre pensato che anche io sarei potuto essere come uno di loro. Ricordatevi: ognuno di noi deve affrontare una fragilità. Che è innnanzitutto figlia della condizione umana”

“La fragilità è la condizione umana che ha bisogno dell’altro. Come il figlio ha bisogno del padre. Come l’amato dell’amata. Non come il Potere che non ha bisogno ma lo usa per dimostrare che può dominare l’altro. Questi ragazzi devono amare la fragilità dell’uomo e odiare il potere. Almeno fino a quando sarà “questo” potere. Vedete… quando siete dipendenti da una sostanza… perdete la vostra fragilità. Quella fragilità umana che è importante per me e per ciascuno di noi. La fragilità è la vostra forza. Non buttatela via”.

“Voi – conclude Andreoli – dovete amare la vostra fragilità e il bisogno dell’altro. Cercate l’amore nell’uomo attraverso le vostre fragilità. Rimanete dei “nessuno” perché gli esempi dei “qualcuno” e dei potenti sono orrendi”. Vi voglio bene!

Hai bisogno di aiuto?

Salve, se hai bisogno di aiuto, per te, per un tuo familiare o per un tuo amico, qui potrai trovare tutte le indicazioni necessarie per cominciare ad affrontare il problema. Per prima cosa ti consigliamo di visitare il nostro Forum (menù a sinistra) e l’area riservata alle sostanze (pericoli, effetti, conseguenze, ecc.). Poi potrà esserti utile una visita all’area “domande e risposte”. Infine ricorda che puoi contattarci in diversi modi: nell’area contatti troverai i recapiti dei nostri centri di ascolto.

Sora (Fr)

Per maggiori in

 

 

Milano: consulenza legale gratuita, in città aperto uno sportello dell’associazione Avvocato di strada

 

E’ aperto in città lo sportello dell’associazione “Avvocato di strada onlus” che fornisce tutela legale, gratuita e professionale ai senzatetto che vivono a Milano.

La nuova sede è stata inaugurata sabato 21 marzo 2007.

Il nuovo sportello è aperto tutti i martedì dalle 14 alle 16 ed è ospitato nella nuova sede del sottopasso “Tonale Pergolesi”, sotto la stazione centrale da “Sos Stazione Centrale”, il progetto della fondazione Exodus che dal ’90 è un punto di riferimento per i senzatetto di Milano.

Avvocato di strada è già presente in altre 19 città italiane, da Taranto a Trieste: ne fanno parte circa 500 avvocati volontari che dal 2001 oggi hanno aperto oltre 3.000 pratiche.

CONSULTA: http://www.avvocatodistrada.it/

e indirizza le persone in difficoltà. 

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Una risposta a AVVOCATO DI STRADA – “Percepire e Orientare” il disagio sociale

  1. ottodicembre ha detto:

    un semplice grazie a queste persone che mettono a disposizione le loro conoscenze e capacità per aiutare quelle persone che veramente non saprebbero a chi rivolgersi…il loro lavoro non è facile ma l’entusiasmo e la benedizione di Dio Padre fa il resto…

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