ROSA BIANCA: IL CORAGGIO DI ESSERCI – Fabiana Guerra

 Ciao Fabiana,
                      ho appena letto e – come vedi – anche già pubblicato il tuo ultimo articolo per il settimanale diocesano di Reggio Emilia.

La figura di Don Milani è tra quelle che hanno segnato profondamente la mia giovinezza e la sua proposta evangelica continua a conservare freschezza e attualità. Così, quando si può parlare di lui, lo faccio molto volentieri.
 
Ti auguro di assimilare sempre più il suo spirito e di riuscire a tradurlo in proposte pedagogiche per il nostro tempo.
 
Lui dal Cielo ti benedica. Io dalla Terra prego per te e per i tuoi ragazzi.

Affettuosamente.

Angelo Nocent

 

Due settimane prima l’incontro in diocesi nella chiesa di San Paolo con uno degli allievi di don Lorenzo Milani: Edoardo Martinelli, domenica 6 marzo, la 4^ giornata di studio annuale della Rosa Bianca, sulla stessa figura, esattamente: l’Italia al tempo di don Lorenzo Milani.

Sarà un caso? O forse questo sacerdote ha sempre qualcosa da dire?

Poco rumore in entrambi i casi, ma: persone coinvolte, lavoro, studio, preparazione, domande e ricerche, riflessioni, interrogativi aperti. Partecipare anche a questo momento di studio, rappresentando l’Ufficio Scuola della diocesi, mi ha fatto pensare alle parole ascoltate pochi giorni prima dall’alunno sopracitato:

– Le giornate, per noi, non erano mai le stesse.

Ad indicare che con il maestro che avevano a Barbiana, gli argomenti erano ‘improvvisati e sviscerati’ coi ragazzi ogni giorno a partire dalle occasioni che si creavano. Ecco, anche questa giornata di studio è diversa dalle altre: i temi sono sempre vari e sembrano slegati tra loro, se non fossero inseriti nel contesto di un lavoro continuo, sistematico e collaborativo tra questo gruppo di studenti e l’équipe di educatori che li segue: due sacerdoti e 5 laici e che insieme a loro cercano di affrontare i temi che più possono aiutarli ad essere testimoni sinceri del Vangelo lì nelle loro scuole, perché questo è lo scopo principale di questi giovani studenti che hanno scelto come nome quello dello storico gruppo nato ai tempi della seconda guerra mondiale: giovani anch’essi, antinazisti, ma soprattutto desiderosi di proclamare la loro scelta di libertà di pensiero e di parola.

Cosa sarebbe stata la scuola di Barbiana senza don Milani?, ci ricordava sempre il suo allievo, ma anche che cosa sarebbe stato don Lorenzo senza i suoi ragazzi?

Questo, trovo, lo si possa dire tranquillamente in ogni ambito educativo e quindi anche della Rosa Bianca della nostra diocesi. Vedere gli educatori interagire coi ragazzi è molto interessante: l’impegno, il tempo speso per loro, la trepidazione, il senso di responsabilità, la relazione unicae personale con ciascuno dei membri presenti, è motivo di rassicurazione: si vuol bene, ma lo è altrettanto vedere il rispetto dei ragazzi per gli educatori, alcuni di poco più grandi, e la fiducia, il non sentirsi giudicati perché ‘più piccoli e meno colti’, pronti ad imparare cose nuove e un modo buono di stare insieme che faccia crescere la propria capacità indipendente di giudizio e di acquisizione di nuovi strumentiper affrontare il mondo di oggi.

La figura di don Milani ha molto da dare e da dire su questo argomento. La giornata, svoltasi nel nostro seminario, si è aperta al mattino: facce sorridenti, zaini in spalla e voglia di ‘fare’.

Don Daniele Moretto, l’altro don che è don Carlo Pagliari, era a Roma dove sta terminando la sua tesi, ci ha spalancato le porte del seminario improvvisamente più allegro, e ci ha accompagnato nei locali della biblioteca, anche negli spazi non aperti al pubblico: libri di ogni dimensione ed età ci hanno incuriosito e affascinato, immediatamente, poi abbiamo ascoltato bene l’introduzione al periodo storico tenuta sempre da don Daniele e la suddivisione dei gruppi di lavoroche l’équipe di tutti gli educatori aveva già previsto: tre gruppi di ricerca si potevano muovere liberamente nelle sale indicate, per cercare i testi proposti per svolgere al meglio questi argomenti:

1 gruppo: Le elezioni del 18 aprile 1948,

2 gruppo: Chiesa e società nel dopo-guerra

3 gruppo: Le reazioni ad Esperienze pastorali (il libro di don Milani più osteggiato)

Dovendo relazionare poi, nel pomeriggio, sul tema assegnato, a tutti gli altri, ogni gruppo si è mosso celere e motivato e dopo pochi minuti ciascuno aveva i testi consigliati e stava già lavorando in silenzio o parlando a bassa voce sotto lo sguardo e la dichiarata disponibilità a ‘dare una mano’ in caso di necessità da parte degli educatori.

Pranzo al sacco veloce e vivace, piccola pausa, e al lavoro di nuovo. Ascoltiamo le relazioni dei 3 gruppi, liberi nella modalità di espressioni, tutti, o uno per tutti o come volevano. Che cosa colpisce, senza poter riportare tutto:

la capacità critica dei ragazzi: hanno fatto un buon lavoro, nel ricercare non solo ciò che era storico, ma elaborandolo e facendo le loro personali osservazioni su articoli letti che erano del 1958ogiù di lì, a volte sorpresi di leggere sulla riviste di allora o sui settimanali certe espressioni o certe preoccupazioni che adesso sono ben diverse!

Come? Scopre uno: c’erano 285 seminaristi qui? E dicevano che erano preoccupati per le poche vocazioni?

Però colgono la unicità di don Lorenzo, il suo desiderio autentico ed evangelico che ognuno fosse messo in grado di scegliere con la sua testa cosa fare di sé, il suo insistere sulla ‘parola’ , sul ‘sapere il significato di ogni parola‘ perché sarebbe stata una vittoria in futuro, una perdita in meno nel loro domani, il suo essere uomo e sacerdote che non taceva, coraggioso nelle scelte ed educatore profondo e geniale, questo ripetere: mi interessa tutto, i’care … il suo amore alla coltivazione della sete conoscenza:

chiude uno dei ragazzi citando una frase di don Milani, letta poco prima:

Se uno non ha sete di conoscenza , è difficile che cerchi Dio.

Ha ragione Edoardo Martinelli: Noi non siamo mai stati poveri a Barbiana, perché il buon maestro cambia la situazione, diceva nella sua testimonianza, quasi offeso che si pensasse diversamente,(veramente l’ha proprio detto) noi avevamo tuttodai laboratori allo studio fotografico, alle enciclopedie migliori, i primi calcolatori.

E’ vero, avevo pensato mentre lo ascoltavo e lo penso anche mentre guardo e ascolto questo studenti: il maestro se è un buon maestro cerca di dare tutti gli strumenti ai suoi allievi, sia quelli materiali che quelli intellettuali che quelli spirituali, perché sia una persona completa che vive nel mondo.

Dopo le domande e le osservazioni di alcuni ragazzi, don Daniele fa notare a tutti quanto lavoro sta dietro ad ogni preparazione di una relazione, quanta ricerca per un’oretta di esposizione.

Segue la Santa Messa, gioiosa e partecipata: sembra ed è così,che questa riunisca proprio tutti tra un pensiero e una analisi anche critica della Chiesa di allora: il Signore è lo stesso, ieri,oggi e sempre.

 

Fabiana Guerra  o.v.
per l’Ufficio diocesano della pastorale scolastica

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11 risposte a ROSA BIANCA: IL CORAGGIO DI ESSERCI – Fabiana Guerra

  1. fabiana ha detto:

    Grazie Angelo!
    Sì, don Milani è proprio affascinante.
    I care.
    Un abbraccio lungo fino lì.

  2. Deborath ha detto:

    E’ sempre molto bello quando si crea questo clima tra “docenti” e studenti… C’è un interscambio molto ricco che riesce a dare tanto a tutti…
    Un abbraccio, Fabiana e complimenti per quello che fai…🙂

  3. Donatella ha detto:

    Cara Fabiana, complimenti e auguri di cuore per la tua che è una vera e propria missione. I giovani d’oggi hanno più che mai bisogno di valide guide nel percorso che li porterà a realizzarsi nella vita, e a tale scopo un metodo di apprendimento fondato sul contributo e la partecipazione di tutti non può che risultare costruttivo e proficuo.Un affettuoso abbraccio!

  4. Deborath ha detto:

    Ragazzi, ma avete sentito del sisma del Giappone????
    Il nostro Angelo è lì in questo momento…
    Ho provato a mandargli una mail per sapere come sta, ma non ho avuto risposta e sono molto molto preoccupata….😦
    Qualcuno di voi ha sue notizie?????
    Se qualcuno sa qualcosa mi può far sapere, per favore…
    Un abbraccio forte a tutti…😦

  5. silvia ha detto:

    Sono molto preoccupata per lui.
    Per Angelo.
    Generalmente su skype lo trovo.Ora è “impossibile collegarsi”.
    Preghiamo per lui, per i suoi familiari.E per tutte le persone colpite da terremoto e tsunami.In Giappone e in California.E dovunque.

  6. silvia ha detto:

    Allora, tranquilli: Angelo sta bene. Dove si trova, ora non ci sono problemi.
    Continuiamo peraltro a pregare. Sempre.Per tutti.

  7. angelonocent ha detto:

    Grazie per l’interessamento ma sono tra i fortunati che seguono il terremoto e lo tsunami dal video.
    Silvia mi ha contattato a mezzanotte con Skype. Casualmente passavo vicino al computer – qui ore otto del mattino – ed ho avvertito il segnale acustico. Mi ha fatto tanto piacere: a mezzanotte mi augurava il buon giorno con pensieri di fede e di speranza.

    La parte colpita è sopratutto Okkaido, nel nord ma anche il sud, ossia qui a Kagoshima sono tutti allertati in previsione dell’arrivo dello tsunami, sperando che cambi direzione. Anche a Tokyo vi sono state ore di panico.

    Io abito vicino all’aeroporto che si raggiunge con un lungo percorso in salita e quindi siamo in zona montuosa, al sicuro.

    E’ già il secondo terremoto cui assisto in Giappone.

    Una volta si facevano le le rogazioni (dal latino rogatio=preghiera, supplica) erano processioni di supplica che si snodavano dal paese verso la campagna coltivata, nei giorni precedenti l’ASCENSIONE.
    Si partiva dalla chiesa di buon mattino, si camminava in processione, cantando le litanie e quando si arrivava alla meta prestabilita si benediceva il territorio a coltura, terminando il tutto con una messa in loco.
    Tutto questo per supplicare di preservare il raccolto dal cattivo tempo ed essere preservati dai pericoli della natura.

    I nostri vecchi erano ignoranti su tante cose ma capivano il senso di queste parole latine e ad ogni invocazione gridavano con fede il loro LIBER NOS, DOMINE:

    …A fulgure et tempestate… Libera nos Domine!…
    …A flagello terraemotus… Libera nos Domine!…
    …A peste, fame et bello… Libera nos Domine!…
    …Ut fructus terrae dare et conservare digneris…
    Te rogamus, audi nos!…Ut pacem nobis dones.Te rogamus audi nos!…

    Ho vivo il ricordo nella mente di un certo Don Francesco, sacerdote di grande pietà; quando sentiva avanzare il maltempo, correva in sacrestia, indossava la stola viola, prendeva l’aspersorio e l’acqua benedetta e si portava vicino a una finestra a recitare le Litanie dei Santi e le altre orazioni liturgiche.

    Quando succede, anch’io mi ricordo di fare come lui. E ciascuno di noi può farlo.
    Oh, se i cristianici credessereo davvero alla potenza dell’orazione!
    Fatelo anche voi in questi giorni.Ho scelto le più corte:

    LITANIE DEI SANTI PER LE ROGAZIONI

    Signore pietà Signore pietà
    Cristo pietà Cristo pietà
    Signore pietà Signore pietà
    Padre del Cielo, che sei Dio abbi pietà di noi
    Figlio redentore che sei Dio
    Spirito santo che sei Dio
    Santa Trinità unico Dio
    Santa Maria, Prega per noi
    San Michele
    San Giovanni Battista
    San Giuseppe
    Santi Pietro e Paolo
    Santi Apostoli ed Evangelisti
    Santa Maria Maddalena
    Santi discepoli del Signore
    San Lorenzo
    Sant’Agnese
    Santa Lucia
    Santi Martiri di Dio
    Sant’Agostino
    San Benedetto
    San Domenico
    San Francesco
    Santa Caterina da Siena
    Sant’Antonio abate
    Santi e sante di Dio

    Da ogni male Liberaci Signore
    Da ogni peccato
    Dalla morte improvvisa
    Dalle insidie del diavolo
    Dall’odio e da ogni malvagità umana
    Dalla fornicazione ed ogni impurità
    Dal fulmine e dalla tempesta
    Da calamità e terremoti
    Da epidemie, carestie e guerre
    Dal flagello del terremoto

    Dalla morte eterna
    Per il mistero della tua incarnazione
    Per la tua morte e resurrezione
    Per il Dono dello Spirito Santo

    Noi peccatori Ti preghiamo ascoltaci
    Donaci il tuo perdono
    Guidaci ad una vera penitenza
    Conforta ed illumina la tua Santa Chiesa
    Proteggi il Papa i Vescovi i sacerdoti e tutti i ministri del Vangelo
    Dona a tutti i cristiani l’unità della fede
    Conduci tutti gli uomini alla verità del Vangelo
    Donaci i frutti della terra e del lavoro
    Conforta i nostri fratelli infermi e sofferenti
    Dona a tutti gli uomini la pace e la concordia
    Concedi a tutti i defunti la gioia del tuo regno

    Agnello di Dio che togli i peccati del mondo Perdonaci Signore
    Agnello di Dio che togli i peccati del mondo Esaudiscici Signore
    Agnello di Dio che togli i peccati del mondo Abbi pietà di noi

    Preghiamo: O Dio nostro rifugio e nosrta forza, accogli l’umile preghiera della tua Chiesa; tu che infondi in noi la fiducia filiale nel tuo amore di Padre, donaci di ottenere in pienezza ciò che ti chiediamo con fede. Per Cristo nostro Signore
    Fate uso dell’acqua benedetta! Rito magico, scaramantico? Io non lo ricordo così.

    Qui i programmi televisivi sono stati tutti sospesi e proiettano giorno e notte le diverse situazioni. Perché le persone direttamente o indirettamente coinvolte sono davvero tante. Si parla ormai di mille vittime e di quattro treni svaniti nel nulla.

    Mi viene in mente quel rimprovero rivolto al Gesù: “Maestro, non t’importa che noi periamo?”
    Cristiani e non, questo grido di disperazione viene facilmente sulle labbra in tutte le lingue quando si sperimentano certe tragedie. Che dire?

    Continuare a leggere il Vangelo, nonostante tutto:
    “Or in quello stesso giorno, fattosi sera, disse loro: Passiamo all’altra riva. E i discepoli, licenziata la folla, lo presero con loro, così come egli era, nella barca. Con lui c’erano altre barchette.
    Si scatenò una gran bufera di vento e le onde si abbattevano sulla barca, tanto che questa si riempiva. Egli intanto stava dormendo a poppa, su un guanciale.
    Essi lo destarono e gli dissero: Maestro, non t’importa che noi periamo?
    Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci e calmati! E il vento cessò e si fece gran bonaccia.
    Poi disse loro: Perché siete voi così paurosi?
    Come mai non avete fede?
    Ed essi furono presi da gran timore e dicevano tra loro: Chi è dunque costui al quale anche il vento e il mare ubbidiscono?” (Marco 4:35-41).

    “Egli intanto stava dormendo a poppa, su un guanciale”.
    A poppa. Dunque, il Signore si lascia coinvolgere nei nostri drammi. Anche quando assumono la dimensione del mistero: perché? Perché?

    «Chi è dunque costui al quale anche il vento e il mare obbediscono?».
    Grazie per l’affettuoso ricordo. Mi dispiace di non aver potuto seguire i fatti della California.

    A FLAGELLO TERREMOTUS, LIBERA NOS, DOMINE!
    A FLAGELLO TSUNAMI. LIBERA NOS. DOMINE!

    • melena ha detto:

      caro Angelo sono tanto contenta di trovare sue notizie dal suo blog
      nonostante la lontananza e la tragedia terribile, solo la preghiera può unire

  8. lucetta ha detto:

    Che dire? Ero preoccupata per Angelo e la sua famiglia. Ieri sono andata a vedere se Kobe era vicina o lontana da Tokio ed ho pregato….Quando succedono queste catastrofi le domande sono tante. Ormai ho imparato a non farmi domande, a chinare la testa e pregare. Lui sa quello che permette e perchè lo permette. O ci crediamo o non ci crediamo. Tutto può finire da un momento all’altro ed essere chiamati alla SUA PRESENZA. Continuiamo solo a pregare per i vivi e per i morti. Buona Quaresima
    amici carissimi.

  9. Deborath ha detto:

    Grazie a Dio, Angelo…. Sono felice che tu stia bene!!!! Non sai che pensa che avevo, mi sono addormentata pensando a te e mi sono svegliata con il pensero di te…
    Poi, stamattina, grazie a Dio, ti ro ritrovato qui e sei lo stesso di sempre e questo mi ha riempito il cuore di gioia…
    Mi manchi tantissimo e non vedo l’ora che rientri in Italia, così possiamo sentirci!!!!
    Ti voglio un mondo di bene!!!!!!!!!!!!!

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