GRIDARE ALL’ETERNO? Dovremmo, ma non osiamo – Angelo Nocent

 Per il Giappone una preghiera indiana – I bambini delle scuole indiane pregano per i morti del Giappone (Reuters)

GRIDARE ALL’ETERNO?

Dovremmo, ma non osiamo.

Talvolta mi chiedo – e mi trovo sempre in difetto -:

  • riesco a ricordarmi di Dio e della Sua benignità che ha usato finora verso di me anche quando sono afflitto e oppresso  da varie prove?
  • Riesco a rivolgermi a Lui, sperando nelle Sue promesse e nella sua liberazione al tempo opportuno?

Ho nelle pupille le immagini della tragedia che sta vivendo il Giappone e così il coraggio vien meno e la voce si strozza in gola. Ma bisogna reagire.

Nel passo di Esodo 2:23-25 si legge: “Trascorsero molti anni e il re d’Egitto morì. Gli Israeliti intanto soffrivano per la loro schiavitù e alzavano forti lamenti. Dal profondo della sofferenza il loro grido salì fino a Dio. Dio ascoltò il loro lamento e volle mostrarsi fedele alla promessa fatta ad Abramo, Isacco e Giacobbe” (Esodo 2:23).

 Dunque, Dio non girò la testa dall’altra parte,  guardò verso gli Israeliti che si trovavano nell’angustia, nel bisogno pressante e prese a cuore la loro condizione: gridarono, e il loro grido a motivo della schiavitù salì fino a DIO“. Ciò significa che cominciarono a pensare a Dio nel momento dell’afflizione. Poi seguirà il ritorno a Lui, lasciando gli idoli che avevano servito finora.

Allora Dio si ricordò del suo patto con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe. Epperò, come  viene spiegato in Numeri, prima di liberare gli israeliti, Egli ha messo nei loro cuori il bisogno di gridare a Lui: “6Abbiamo invocato l’aiuto del Signore. Egli ha dato ascolto alle nostre grida e ha inviato il suo angelo per farci uscire dall’Egitto” (Numeri 20:16).

Questa disposizione a gridare a Dio può provenire dalla carne? No, non credo, non è possibile. E’ piuttosto l’azione dello Spirito, un segno tangibile che Dio sta per darci la Sua liberazione.

E Dio udì il loro gemito (Esodo 2:24), ovvero s’accorse dei loro lamenti.

Non ci rendiamo conto e ci manca l’immaginazione. Ma proviamo a pensare: quanti sono gli oppressi della terra? Ebbene, i gemiti degli oppressi risuonano con intensità indicibile  alle orecchie di Dio e nessuno, ma proprio nessuno,  sfugge al Suo udito. Epperò solo a Lui appartiene la vendetta, non solo per l’Israele di ieri, ma in particolare per l’Israele spirituale, cioè la Chiesa.

Dio conosceva i pesi sotto i quali soffriva e gemeva Israele, come conosce oggi i pesi dei credenti ma anche dei tribolati di ogni latitudine e le benedizioni che desiderano ardentemente. Attraverso questi gemiti, lo Spirito Santo intercedeva per il popolo eletto a quel tempo e lo fa ancora per noi ai nostri giorni, proprio com’è scritto nella sua Parola: Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili. E colui che investiga i cuori conosce quale sia la mente dello Spirito, poiché egli intercede per i santi, secondo Dio (Romani 8:26-27).

Così Dio si ricordò del patto, che apparentemente sembrava aver dimenticato, sebbene sappiamo con certezza che Dio non dimentica: ”  44Tuttavia, anche durante il loro esilio nei territori dei loro nemici, non li respingerò completamente, non mi allontanerò da loro, non li sterminerò, non romperò la mia alleanza, perché Io sono il Signore loro Dio. 45Mi ricorderò, per il loro bene, dell’alleanza conclusa con i loro antenati che ho fatto uscire dall’Egitto, sotto gli occhi delle altre nazioni, per diventare il loro Dio. Io sono il Signore (Levitico 26:44-46).

Nel condurli fuori dall’Egitto, Dio vide la loro afflizione, il loro duro lavoro e l’oppressione:

7Invocammo l’aiuto del Signore,
Dio dei nostri padri:
ascoltò le nostre grida,

 vide la nostra sofferenza, la fatica
e i maltrattamenti.
8Il Signore ci liberò dall’Egitto,
usò potenza grande e straordinaria, riempì tutti di terrore, compì miracoli strepitosi.  
(Deuteronomio 26:7-8).

  • L’esodo fu una grande opera di salvezza divina che Israele avrebbe dovuto ricordare in ogni tempo;
  • inoltre, nell’assegnare Canaan quale patria perenne, ogni israelita avrebbe dovuto ringraziarLo non solo per la terra ricevuta, ma in generale per il paese che era stato dato a tutto il popolo;
  • non solo per il profitto annuale, ma per il terreno stesso che l’aveva prodotto, che Dio aveva benevolmente promesso ad antenati e posteri.
     

Viene da sè che dovremmo essere grati a Dio per gli agi di cui godiamo e a motivo delle benedizioni attuali dovremmo lodare Dio ogni giorno per ciò che ha compiuto in passato e compirà in futuro nella nostra vita: “.Ci ha condotti in questo posto, ci ha dato questo paese, paese dove scorre latte e miele 10Per questo offro le primizie della terra, che il Signore mi ha dato. “Quell’uomo metterà davanti al santuario le offerte e si inchinerà fino a terra per adorare il Signore, vostro Dio. 11“In quell’occasione farete festa per tutti i beni che il Signore, vostro Dio, ha dato a voi e alle vostre famiglie, e farete partecipare anche i leviti e gli stranieri che abitano tra voi(Deuteronomio 26, 9-11)

Israele avrebbe dovuto offrire le primizie della terra: “Ecco, io ho portato le primizie (quale rendita) dei frutti del suolo che tu, o Eterno, mi hai dato!”

Qui un Nota Bene viene a proposito:

  • qualunque cosa diamo a Dio, questa gli appartiene già; pertanto “noi ti abbiamo semplicemente dato ciò che abbiamo ricevuto dalla tua mano” (1 Cronache 29:14);
  • ma è dovere di ogni credente, dopo aver ricevuto così tanto da Lui, vedere ciò che può renderGli.

Il cesto che l’offerente poneva davanti a Dio e ai ministri conteneva le primizie, cioè una ricompensa per l’usufrutto del terreno: “Il Signore disse ancora ad Aronne:…12Inoltre assegno a te anche i primi frutti della campagna: l’olio fresco, il vino nuovo e i cereali che gli Israeliti mi consacrano. 13Così tutte le primizie dei raccolti portati a me dagli Israeliti apparterranno a te; potranno mangiarle tutti i componenti della tua famiglia, se sono in stato di purità rituale. 14Inoltre ti apparterrà quel che gli Israeliti mi consacrano in modo definitivo “ (Numeri 18:12-14).

Le primizie non sarebbero state accettate senza la dovuta adorazione a Dio: “Ti prostrerai davanti all’Eterno, il tuo DIO” (Deuteronomio 26:10).
Dio cerca nel credente un cuore umile, rispettoso e grato, in mancanza del quale tutto quello che viene offerto a Lui non varrebbe niente: “Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa” (Cantico 8:7), in cambio della lode,  sarebbe disprezzato.

Dio ci ha liberati dal mondo (raffigurato dall’Egitto) e ci ha introdotti nella Canaan celeste, per cui abbiamo il dovere di glorificarLo: “5Per mezzo di Gesù, offriamo continuamente a Dio – come sacrificio – le nostre preghiere di lode, il frutto delle nostre labbra che cantano il suo nome (Ebrei 13:15).
Però non dobbiamo mai andare davanti al Signore a mani vuote: “nessuno di essi si presenterà davanti all’Eterno a mani vuote” (Deuteronomio 16:16 ).

Oggi – come ieri –  vi sono degli estremismi strani quando ci si presenta davanti Dio:

  • chi si presenta con l’offerta (opere) allo scopo di comprare Dio; questo è peccato, perché le opere non precedono il credente ma lo seguono: 13Poi udii una voce che diceva dal cielo: “Scrivi: Beati i morti che d’ora innanzi muoiono uniti al Signore. Sì, beati, dice lo Spirito, perché troveranno riposo dalle loro fatiche, e il bene che hanno fatto li accompagna(Apocalisse 14:13).
  • chi si presenta dicendo: “Siamo salvati per grazia, per cui non c’è bisogno di buone opere”, ovvero non c’è bisogno di offrire! Così è anche per la fede: da sola, se non si manifesta nei fatti, è morta” (Giacomo 2:17).
  • chi, per placare la propria coscienza, offre a Dio gli avanzi o il superfluo:  1Poi Gesù, guardandosi attorno, vide alcune persone ricche che gettavano le loro offerte nelle cassette del Tempio. 2Vide anche una povera vedova, che vi metteva due monetine di rame. 3Allora disse: “Vi assicuro che questa vedova, povera com’è, ha dato un’offerta più grande di quella di tutti gli altri. 4Quelli infatti hanno offerto, come dono, quello che avevano d’avanzo, mentre questa donna, povera com’è, ha dato tutto ciò che le rimaneva per vivere” (Luca 21:1-4).

 

 Miserere, Domine!

I Salmi voce della nostalgia di Dio.  

I Salmi contengono ricchezze inesauribili, come una porta dischiusa sull’abisso del Mistero.

Il poeta inglese Thomas S. Eliot parlava del Salterio come del “giardino dei simboli”! Ai molteplici registri simbolici corrispondono anche molteplici generi letterari:

  • inni,
  • suppliche,
  • salmi di fiducia e di ringraziamento,
  • salmi liturgici,
  • sapienziali e regali,
  • convergenti tutti nell’esprimere una relazione d’amore, quella certa e fedele di Dio verso di noi e quella sempre precaria e bisognosa di aiuto del popolo e dei singoli verso il Signore, come suggeriscono anche i tanti verbi di adesione personale (scegliere, amare, desiderare, dilettarsi, custodire, osservare…).

Se in questa selva lussureggiante non è facile orientarsi, va detto, tuttavia, che tutti i Salmi meritano di essere meditati, assimilati, pregati. Perciò Dietrich Bonhoeffer – che della preghiera salmica si era costantemente nutrito nel suo cammino di fede verso il martirio – non esitava ad affermare: “Una comunità cristiana perde un tesoro incomparabile se non ricorre al salterio, mentre scopre in sé una forza insospettata, quando lo ritrova”.

Lo dico a me stesso: il cristiano, per essere una persona corretta, deve attenersi alla Parola. Se sono credente, una volta salvato, – haime! –  devo ubbidire a essa!

Vieni Spirito Santo e purifica le mie orecchie con il fuoco delle  Tue parole che sono di vita. Amen!

 

 

Tsunami in Giappone: 20 immagini incancellabili:

http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2011/03/15/foto/tsunami_in_giappone_20_immagini_incancellabili-232591/

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7 risposte a GRIDARE ALL’ETERNO? Dovremmo, ma non osiamo – Angelo Nocent

  1. lucetta ha detto:

    Caro Angelo
    non ho potuto leggere senza commuovermi. Percepisco tutto il tuo dolore, il desiderio di sottomettersi e affidarsi a DIO, Padre che ama tutti e vede la nostra angoscia e le nostre sofferenze. Se può consolarti ogni giorno, insieme a quei bimbi indiani, ci sono anch’io a supplicare il Signore per il Giappone. Ti lascio qui un articolo su un giornale “L’ottimista” che mi arriva per email e che mi fa conforta e mi dimostra che Dio è vicino ai suoi figli.
    Grazie delle notizie che mi hai scritto privatamente. Spero che vada tutto a buon fine. Ti abbraccio. Lucia

    In Giappone, miracoli tra le macerie

    ….di Francesco Glorialanza

    Anche nelle tragedie possono accadere i miracoli. Eventi straordinari che neppure la forza distruttrice del cataclisma giapponese è riuscita a sovrastare. Sono le storie dei sopravvissuti. Persone che non hanno mai mollato nonostante il dramma che li ha colpiti.
    La prima storia è quella di una donna di 80 anni e di suo nipote di 16. Nove giorni dopo il terremoto Sumi e Jin Abe sono stati ritrovati vivi nell’area urbana di Ishinomaki, a pochi chilometri da Sendai, città praticamente rasa al suolo dal sisma. Il ragazzo è stato sentito mentre chiedeva aiuto ed è stato estratto dalle macerie. Subito dopo è toccato alla nonna, che, una volta in salvo, ha chiesto subito notizie del nipote. Un miracolo? Forse. Di sicuro i due sono stati molto fortunati. Provvidenziale dopo il crollo è stato rimanere vicini al frigorifero di casa. Per nove giorni, infatti, nonna e nipote si sono nutriti soltanto di yogurt e bibite: è bastato per sopravvivere.
    Una bambina di quattro mesi, invece, è riuscita a salvarsi grazie al coraggio dei soccorritori nella zona più colpita dall’onda anomala, quella di Miyagi. Richiamati dal pianto della piccola, i militari hanno individuato il punto in cui si trovava e l’hanno riportata alla luce. A qualche metro da lei sono stati ritrovati incredibilmente vivi i suoi genitori. Quando un nuovo allarme tsunami è risuonato nella regione, hanno affidato la loro figlia ai soldati. “In questo momento è più sicura con voi”, hanno detto. La foto del soccorritore che tiene la bimba con la tutina rosa tra le braccia ha fatto il giro del mondo.
    C’è anche chi è riuscito a fuggire in tempo, poco prima della tragedia. Shimizu Yasuhiro, abitante di Nobiru, è scappato con il proprio figlioletto di soli dieci giorni in braccio. Appena è scattato l’allarme, l’uomo non ci ha pensato due volte a mettere in salvo se stesso e il bambino. Oggi è uno dei pochi sopravvissuti della sua zona. “Chiamerò mio figlio Lucky (fortunato, ndr) – ha spiegato commosso ad una emittente televisiva – è un vero miracolo che sia ancora vivo”.
    Masaki Kikuchi è tra quelli che sono scappati dalla propria abitazione minacciata dal disastro nucleare. È riuscita a salvare la figlia di 12 anni, ma nella fretta non era riuscita a liberare i suoi cani, Towa e Melody. I due animali sono stati immortalati in un video: mentre il primo era riverso a terra ferito, l’altro gli stava vicino, accarezzandolo con una zampa. Solo quando Melody è stato recuperato dalla protezione civile giapponese, Towa si è mosso per seguirlo. Questo episodio è stato riconosciuto dalla popolazione come emblema di dignità e voglia di vivere della loro terra asiatica. Dignità che si è manifestata sin da subito dopo il terremoto.
    L’esempio di un popolo votato al sacrificio, solidale oltre ogni immaginazione, deve farci riflettere sul vero senso della vita, fin troppo spesso ignorato dal nostro Occidente.

    Tagged with: Giappone • macerie • miracolo • salvataggio • sisma • soccorritori • solidarietà • speranza • Terremoto

  2. silvia ha detto:

    Caro Angelo ho letto anche se velocemente , per i motivi che sai, e ti riaffermo sperando di non sembrare retorica tutta la commossa vicinanza, la partecipazione, la preghiera e l’offerta continua.
    Stasera ho una prova più grande da offrire a Lui, e ne sono contenta perchè anche il motivo è più grande.
    Non so se ti arriva Incontri, di don Luciano. stasera, ho trovato come sempre che ciò che lui invia, è una parola giusta per il momento che attraversiamo:

    “Dio descrive le nostre prove come «fuoco». E continua dicendo che Lui applica quel fuoco solo a qualcosa che ha veramente valore – l’oro. Inoltre quel fuoco non è per sempre – è per «un po’». E fai attenzione a che cosa serve quel fuoco – non è per distruggere l’oro ma per «raffinare» l’oro… toglierli le impurità… e aumentare il suo valore.

    Questo è come Dio vede il fuoco attraverso il quale stai passando in questo periodo. Per Lui sei così prezioso che ti vuole purificare, migliorare, e prepararti per grandi cose. Ma prima c’è il fuoco. Quel fuoco che ti ha portato via così tanto ti darà anche nuova vita, se stai vicino a Dio durante la prova e non ti allontani da Lui.
    ……………………………………………………
    Le fiamme spesso ti portano ad avere un rapporto nuovo con le persone che ami… a volte tolgono croste che gli anni avevano fatto accumulare… e ti possono portare a una intimità col Signore che mai ti saresti persino immaginato di poter avere.

    Sì, il fuoco distrugge. Ma, grazie a Dio, quella non è la fine della storia. Il fuoco anche rinnova!”

    Caro Angelo, le prove di questi giorni, sembra che possano essere un Suo dono per renderci più santi, a Lui più intimi…

    Restiamo uniti in Lui. Con affetto sempre , nella certezza che Lui ha TUTTO sotto controllo.

  3. Donatella ha detto:

    Ti sono vicina con il mio affetto e le mie preghiere.
    Ciao caro amico mio

  4. angelonocent ha detto:

    Grazie, Donatella, per la vicinanza, l’affetto, le preghiere.

    Questa mattina, sotto la doccia, pensavo al terremoto, allo tsunami che ogni volta si portano via migliaia di persone nel giro di un attimo. Così, d’improvviso, come un lampo, m’è venuto un pensiero folgorante, quasi una visione.
    Intendiamoci: non ho visto nulla. Solo m’è parso di vedere il Crocifisso-Risorto, di udire la voce di Cristo quando accoglie questa massa di “catapultati” in Paradiso, dalla morte venuta come un ladro, mentre vivevano il loro quotidiano, più o meno gratificante. E la Voce soavissima diceva: “Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il Regno preparato per voi fino dalla creazione del mondo…” (Mt 25, 34).

    Noi, qui, si piange, ci si dispera, si prova fatica a restare saldi nella fede…Loro sono nella Pace Beata, nel seno del Padre, nella Comunione dei Santi.

    Il mistero è grande. Non so immaginare cosa si possa provare dopo quell’attimo di terrore che ti precede e sembra buttarti senza compassione nelle fauci del dragone, esperienza davvero infernale.

    Un passaggio violento attraverso la morte… per una beatitudine che sarà eterna.

    Loro nella Luce, intercessori per noi rimasti nel lutto, avvolti nell’ombra della morte.

    Oggi mi è stata offerta una bella opportunità: riflettere su quella pagina evangelica così enignmatica, coinvolgente e rersponsabilizzante:

    35″Siate sempre pronti, con la cintura ai fianchi e le lampade accese. 36Siate anche voi come quei servi che aspettano il loro padrone che sta per tornare da una festa di nozze, per essere pronti ad aprire subito appena arriva e bussa. 37Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli. Io vi assicuro che egli si metterà un grembiule, li farà sedere a tavola e comincerà a servirli. 38E se il padrone tornerà a mezzanotte oppure alle tre del mattino e troverà i suoi servi ancora svegli, beati loro!
    39
    “Cercate di capire: se il capofamiglia sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. 40Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà quando voi non ve lo aspettate”.

    41Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola vale solo per noi oppure per tutti?”.
    42Il Signore rispose: “Chi è dunque l’amministratore fedele e saggio che il padrone metterà a capo dei suoi servi, perché al momento giusto dia a ciascuno il suo cibo? 43Se il padrone, quando ritorna, lo troverà occupato a fare così, beato quel servo! 44Io vi assicuro che gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni. 45Se invece quel servo pensa: “…Il mio padrone tarda a venire”, e comincia a maltrattare i servi e le serve, per di più si mette a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46in un momento che lui non sa, quando meno se l’aspetta il padrone arriverà. Lo separerà dagli altri e lo punirà come si fa con i servi infedeli.

    47″Se un servo sa quel che il suo padrone vuole, ma non lo esegue con prontezza, sarà punito severamente. 48Se invece un servo si comporta in modo da meritare un castigo, ma non sa quel che il suo padrone vuole, sarà punito meno severamente. In effetti, chi ha ricevuto molto dovrà rendere conto di molto. Quanto più ciascuno ha ricevuto tanto più gli sarà richiesto” (Luca 12, 35-48).

    Io, che sono stato immerso nella morte-risurrezione del Signore col Battesimo, la Cresima, l’Eucaristia…appartengo a questi ultimi: quanto più ho avuto, tanto più mi sarà chiesto, io che ho ricevuto molto, dovrò rendere conto di molto.

    Signore Gesù, non abbandonarmi a un infelice destino!
    Pie Jesu Domine, miserere!

  5. lucetta ha detto:

    Proprio così.
    “Un passaggio violento attraverso la morte… per una beatitudine che sarà eterna.
    Loro nella Luce, intercessori per noi rimasti nel lutto, avvolti nell’ombra della morte.”

    Infatti ,da qualche anno a questa parte, ho iniziato a considerare la dipartita come…. un ritorno…… A CASA. Certo non è facile e lo dico qui fra amici che capiscono quello che voglio esprimere, tutti gli altri mi prenderebbero per matta. Ciao Angelo, continuo a portarti con me ogni mattina all’Eucarestia.

  6. angelonocent ha detto:

    Cara Lucetta,

    sapessi quanto mi fa bene sentirmi “portato all’Eucaristia” di cui qui non dispongo!
    La condivisione del Pane e del Calice non ha un effetto “placebo”, non è suggestione ma comunione con il Corpo e Sangue di Cristo, il Crocifisso-Risorto.

    DALLA DIDACHE’ – CAPITOLO X

    “Dopo esservi saziati, dite grazie così:

    Ti ringraziamo, Padre Santo, per il tuo sacro nome,
    che hai scolpito nei nostri cuori
    e per la scienza e la fede e l’immortalità che ci hai rivelato per mezzo di Gesù, tuo figlio;
    a te gloria nei secoli.

    Ricordati, o Signore della tua Chiesa;
    liberala da ogni male e rendila perfetta nel tuo amore;
    raccoglila dai quattro venti, quella che tu hai santificato,
    nel tuo regno che le hai preparato;
    poiché tuo è il potere e la gloria nei secoli.

    Venga la grazia e passi questo mondo;
    osanna al Dio di David.
    Se qualcuno è santo si accosti,
    se qualcuno non lo è, faccia penitenza.
    Maranatha. Così sia.

    Ai profeti poi che rendano grazie come vogliono.”

  7. silvia ha detto:

    Caro Angelo, poche parole in fretta.
    Ti ho sempre nel cuore – dove Lui vive- e ti voglio un bene infinito.
    Anelo sempre l’Eucaristia e quando posso, Lui vi trova tutti coloro che amo e che sempre Gli sono presenti.
    Come Lucetta dice, credo che siamo insieme nell’attendere – quando Lui vorrà- il ritorno a casa.
    Il mio Padre, P. Leo, mi disse, il giorno prima del ritorno a casa:” restiamo uniti in Lui. Domani, vado a casa”. Era ricoverato in Ospedale e essendo ormai stazionario, il giorno dopo doveva essere dimesso: la mattina dopo, invece, è “tornato a casa” davvero!
    Un abbraccio speciale a te, a Lucetta, ai globuli tutti!.

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