IL PAPA CI EDUCA ALLA PASQUA CON SENSO CRITICO

La Settimana Santa con Benedetto XVI

Gesù di Nazaret – L’Ultima Cena di Gesù di Nazareth

http://www.youtube.com/watch?v=BIdMBRjfk4I

CAPITOLO V – L’ultima cena
1. La datazione dell’ultima cena
2. L’istituzione dell’eucaristia
3. La teologia delle parole dell’istituzione
4. Dall’ultima cena all’eucaristia dell’alba della domenica

L’Ultima Cena

Per il Papa, in questo libro – [“Gesù di Nazaret.  Dall’ingresso  in Gerusalemme fino alla risurrezione”.] – è sempre importante una rivendicazione  «della reale storicità degli avvenimenti essenziali. Il messaggio neotestamentario non è soltanto un’idea; per esso è determinante proprio l’essere accaduto nella storia reale di questo mondo: la fede biblica non racconta storie come simboli di verità meta-storiche, ma si fonda sulla storia che è accaduta sulla superficie di questa terra» (p. 119). «Se Gesù non ha dato ai discepoli pane e vino come suo corpo e suo sangue, allora la Celebrazione eucaristica è vuota – una devota finzione, non una realtà che fonda la comunione con Dio e degli uomini tra loro» (pp. 119-120).

Questo non significa che non rimangano problemi ermeneutici aperti.  Il primo e il più discusso dagli esegeti riguarda la data: fu davvero una cena pasquale o no? I tre Vangeli sinottici collocano l’Ultima Cena al giovedì, vigilia della Pasqua che quell’anno cadeva di venerdì. Per san Giovanni l’Ultima Cena accade invece prima della vigilia di Pasqua. Nel giorno della vigilia si celebra il processo, così che Gesù per san Giovanni muore nel momento in cui gli agnelli pasquali sono immolati.

E tuttavia l’Ultima Cena sembra proprio una cena pasquale. Come conciliare le due prospettive? Il Papa ricorda i lavori della storica francese Annie Jaubert (1912-1980), secondo cui erano qui all’opera due diversi calendari.

Ma perché allora l’Ultima Cena ha un carattere pasquale? «La risposta di Meier è sorprendentemente semplice e sotto molti aspetti convincente. Gesù era consapevole della sua morte imminente. Egli sapeva che non avrebbe più potuto mangiare la pasqua. In questa chiara consapevolezza invitò i suoi ad un’ultima cena di carattere molto particolare, una cena che non apparteneva a nessun determinato rito giudaico, ma era il suo congedo,   in cui Egli dava qualcosa di nuovo, donava se stesso come il vero Agnello, istituendo così la sua Pasqua» (p. 130).

L’Ultima Cena ha un’importanza decisiva nella nostra vita di cristiani perché è il momento dell’istituzione dell’Eucarestia. Di questa abbiamo vari resoconti, di cui il più antico cronologicamente è quello di san Paolo, in quanto «la Prima Lettera ai Corinzi fu scritta nell’anno 56 circa» (p. 132) ed è più antica dei Vangeli. Le differenze testuali fra le versioni sono interessanti, ma non cruciali. La questione più grave è l’obiezione di molti teologi moderni secondo  cui «ci sarebbe una contraddizione irrisolvibile tra il messaggio di Gesù circa il regno di Dio e l’idea della sua morte espiatoria in funzione vicaria» (p. 135).

http://www.cesnur.org/2011/papa-sec.html

[La copertina in italiano del nuovo libro
“Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla
risurrezione”, secondo volume della trilogia di Joseph Ratzinger
dedicata alla figura di Cristo]”>

Anticipazione libro del Papa su Gesù: non fu deicidio degli ebrei, ma della “massa” antiromana

http://www.tempi.it/anticipazione-libro-del-papa-su-ges%C3%B9-non-fu-deicidio-degli-ebrei-ma-della-massa-antiromana-0

Benedetto XVI. E’ uscita la seconda parte del suo libro su Gesù:

“Gesù di Nazaret.  Dall’ingresso  in Gerusalemme fino alla risurrezione”.

Pilato, Barabba, la “folla”, la verità…Un capitolo illuminante.

Benedetto XVI:
“Wojtyla? E’ un esempio.
Ha riscattato tutte le vergogne della Chiesa”

Città del Vaticano – Una grande figura, un pontefice straordinario. Un esempio per la chiesa. Benedetto XVI, a pochi giorni dalla beatificazione di Karol Wojtyla, si sofferma sul suo predecessore.
Quando il prossimo primo maggio verrà beatificato papa Giovanni Paolo II, – ha detto Ratzinger della messa del crisma celebrata in San Pietro – penseremo pieni di gratitudine a lui quale grande testimone di Dio e di Gesù Cristo nel nostro tempo, quale uomo colmato di spirito santo. Insieme con lui – ha aggiunto – pensiamo al grande numero di coloro che egli ha beatificato e canonizzato e che ci danno la certezza che la promessa di Dio e il suo incarico anche oggi non cadono nel vuoto“.

Vergogna per i nostri erroriNonostante tutta la vergogna per i nostri errori, non dobbiamo, però, dimenticare che anche oggi esistono esempi luminosi di fede; che anche oggi vi sono persone che, mediante la  loro fede e il loro amore, danno speranza al mondo“, ha detto Benedetto XVI per introdurre la riflessione  su papa Wojtyla. La sua osservazione è giunta dopo la denuncia del fatto che l’Occidente ha perso la fede e si è  distaccato dal cristianesimo e così dalla sua storia e cultura”.

Occidente annoiato Non è forse vero che l’Occidente, i  paesi centrali del cristianesimo sono stanchi della loro fede e, annoiati della propria storia e cultura, non vogliono più conoscere la fede in Gesù Cristo?”. Se lo è chiesto il Papa celebrando in San Pietro la messa del crisma, in cui si benedicono gli olii santi che serviranno durante tutto l’annoliturgico. “Abbiamo motivo di gridare in quest’ora a Dio – ha aggiunto Benedetto XVI – non permettere che diventiamo un non-popolo. Fa che ti riconosciamo di nuovo“.

Da IL GIORNALE 21 Aprile 2011

GIOVEDI SANTO: SANTA MESSA NELLA CENA DEL SIGNORE-OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

http://www.youtube.com/watch?v=dgYoyBRJZbs

 

Basilica di San Giovanni in Laterano
Giovedì Santo, 21 aprile 2011

Cari fratelli e sorelle!

Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi,  prima della mia passione” (Lc 22,15): con queste parole Gesù  ha inaugurato la celebrazione del suo ultimo convito e dell’istituzione della santa Eucaristia. Gesù è andato incontro a quell’ora desiderandola. Nel suo intimo ha atteso quel momento in cui avrebbe donato se stesso ai suoi sotto le specie del pane e del vino. Ha atteso quel momento che avrebbe dovuto essere in qualche modo le vere nozze messianiche: la trasformazione dei doni di questa terra e il diventare una cosa sola con i suoi, per trasformarli ed inaugurare così la trasformazione del mondo.

Nel desiderio di Gesù possiamo riconoscere il desiderio di Dio stesso,  il suo amore per gli uomini, per la sua creazione, un amore in attesa.
L’amore che attende il momento dell’unione, l’amore che vuole attirare gli uomini a sé, per dare compimento con ciò anche al desiderio della stessa creazione: essa, infatti, è protesa verso la manifestazione dei figli di Dio (cfr Rm 8,19).

Gesù ha desiderio di noi, ci attende. E noi, abbiamo veramente desiderio di Lui? C’è dentro di noi la spinta ad incontrarLo?
Bramiamo la sua vicinanza, il diventare una cosa sola con Lui, di cui Egli ci fa dono nella santa Eucaristia? Oppure siamo indifferenti, distratti, pieni di altro?

Dalle parabole di Gesù sui banchetti sappiamo che Egli conosce la realtà dei posti rimasti vuoti, la risposta negativa, il disinteresse per Lui e per
la sua vicinanza. I posti vuoti al banchetto nuziale del Signore, con
o senza scuse, sono per noi, ormai da tempo, non una parabola, bensì una realtà presente, proprio in quei Paesi ai quali Egli aveva manifestato la sua vicinanza particolare. Gesù sapeva anche di ospiti che sarebbero sì venuti, ma senza essere vestiti in modo nuziale, senza gioia per la sua vicinanza, seguendo solo un’abitudine, e con tutt’altro orientamento della loro vita.

San Gregorio Magno, in una delle sue omelie, si domandava:
“Che genere di persone sono quelle che vengono senza abito nuziale?
In che cosa consiste questo abito e come lo si acquista? La sua risposta è:

  • “Quelli che sono stati chiamati e vengono hanno in qualche modo fede.

  • È la fede che apre loro la porta. Ma manca loro l’abito nuziale dell’amore.

  • Chi vive la fede non come amore non è preparato per le nozze e viene mandato fuori.

  • La comunione eucaristica richiede la fede, ma la fede richiede l’amore, altrimenti è morta anche come fede.
    ——————————————————————————–­——————————-

Pietro, il convertito, è chiamato a confermare i suoi fratelli. Non è un fatto esteriore che questo compito gli venga affidato nel cenacolo. Il servizio dell’unità ha il suo luogo visibile nella celebrazione della santa Eucaristia.
Cari amici, per il Papa è un grande conforto sapere che in ogni Celebrazione eucaristica tutti pregano per lui; che la nostra preghiera si unisce alla preghiera del Signore per Pietro. Solo grazie alla preghiera del Signore e della Chiesa il Papa può corrispondere al suo compito di confermare i fratelli, di pascere il gregge di Gesù e di farsi garante per quell’unità che diventa testimonianza visibile della missione di Gesù da parte del Padre.

Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi“.

Signore, tu hai desiderio di noi, di me. Tu hai desiderio di partecipare te stesso a noi nella santa Eucaristia, di unirti a noi. Signore, suscita anche in noi il desiderio di te. Rafforzaci nell’unità con te e tra di noi. Dona alla tua Chiesa l’unità, perché il mondo creda. Amen.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2011/documents/hf_ben

YouTube – Video da questa email

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3 risposte a IL PAPA CI EDUCA ALLA PASQUA CON SENSO CRITICO

  1. fabiana ha detto:

    E’ vero purtroppo,
    che Gesù Cristo non è più centrale,
    lo sono di più i nostri idoli:
    le persone che amiamo più di Lui, i nostri progetti, ( che ci illudono di avere Dio tra le nostre mani),
    l’uso che facciamo degli altri, ( proprio uso),
    la noncuranza con cui trattiamo i più vicini,
    per poi rivolgere l’attenzione ai ‘poveri’ … meglio se lontani,
    perfino la preghiera diventa un riempitivo e basta se non è un rapporto e se la ‘guidiamo’ noi …
    tutto pur di scivolare via dall’incontro che cambia la vita che è quello con Gesù Cristo, il Salvatore del mondo, Lui solo salva, non noi o le nostre opere che a volte sembrano più sociali che cristiane.
    Il Papa ha ragione e lo sappiamo tutti.

  2. Donatella ha detto:

    Tantissimi auguri di Buona Pasqua, caro Angelo, un abbraccio!

  3. silvia ha detto:

    Grazie Angelo.
    Trovi sempre, malgrado tutto, il modo e il tempo per doni preziosi per la Vita. Per la Fede.
    Grazie.Buona Pasqua con tutto il cuore.

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