IL RISORTO CAMMINA PER LAMPEDUSA – Angelo Nocent

lampedusa_vera

LA TESTIMONIANZA DEI LAMPEDUSANI

Non è legittimo fare del qualunquismo e negare che la politica (destra-centro-sinistra) incontri  grosse difficoltà a risolvere problemi mai sorti così drammaticamente come ora ed a gestire il ripetersi di emergenze. Epperò, mentre abbiamo l’obbligo di invocare la Luce dello Spirito sopra i governanti, ci resta anche quello di testimoniare e ribadire i precetti della Carità che devono essere posti alla base di ogni soluzione politica, nel rispetto dei diritti umani e della solidarietà universale.

Il “piccolo resto” di Lampedusiani è la testimonianza vivente che questo Dio verso cui si orientano i cristiani è il Verbo fatto uomo, Gesù Cristo che è Risorto e che non muore più e la morte non ha più potere su di lui (Rm 6, 9). 

Fin qui va bene, si può dire. Ma bisogna osare di più: dire molto esplicitamente che  IL RISORTO non se ne sta pacificamente beato nell’Alto dei Cieli ma CAMMINA PER LE VIE DI LAMPEDUSA, E’ PRESENTE AL PORTO, NEI LUOGHI (CAMPI?!) DI CONCENTRAMENTO. E IN CHIESA CI STA QUEL TANTO CHE E’ NECESSARIO!

Quel “pazzo” di San Giovanni di Dio, di modesta cultura ma uomo geniale e rivoluzionario, un giorno ha sfidato la teologia con un guizzo improvviso. In una lettera a un certo Luigi Battista ha osato scrive senza esitazione:  «Abbiate sempre carità, perché dove non c’è carità non  c’è Dio, anche se Dio è in ogni luogo».

Sono affermazioni che può fare soltanto uno che dentro di sè è risorto: ” Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù (Colossesi 3,1). L’Apostolo non esorta la Chiesa di Colossi a trascurare i doveri terreni, a ritirarsi dal mondo. Al contrario, egli richiama spesso i cristiani ad essere sale e luce secondo la parola del Maestro. Chi si immedesima nel Risorto riscopre il senso della sua esistenza e qualifica al meglio la sua vita, al punto che perfino le opere assumono una connotazione del tutto nuova. Il discepolo del Signore si sente galvanizzato e spronato in un crescendo di intraprendenza nella propria vita da uomo impegnato nel mondo e capace di essere propositivo anche nelle realtà   politiche.

Forse è il caso di ricordare che la politica, secondo un’antica definizione scolastica, è l’Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis “πόλις”, città), si applica tanto all’attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo e di opposizione. 

CHARITAS SINE MODO

Un motto che riassume benissimo la testimonianza-impegno-denuncia dei Lampedusani nei giorni caldi dell’invasione dell’isola da parte degli immigrati.   
In queste settimane ci siamo sforzati di raccontarvi non solo “l’isola che non c’è” (quella dei disservizi, della “gestione fallimentare dell’emergenza”… che tanto spazio ha avuto sui media locali, nazionale e internazionali) ma, soprattutto, “l’isola che c’è”, quell’impegno fattivo di tanti che, nel segreto e lontani dagli obiettivi delle telecamere e dalle prime pagine, hanno praticato nei fatti la “charitas sine modo”.   

Ad un mondo, che cerca e racconta solo i segni del potere, questa gente ha mostrato il potere dei segni, la cui unica forza sta nella persuasione che ogni uomo è una persona provvista di dignità, ma anche nella necessità di esprimere nel proprio agire una duplice fedeltà a Dio e all’uomo.

A Lampedusa questa gente ho incontrato.    Alla domanda “perché lo fate?” la risposta di Dario, che sarà ordinato diacono a maggio e che è stato mandato dal vescovo a prestare il suo servizio a Lampedusa, è netta: «“Avevo fame e mi avete dato da mangiare, nudo e mi avete vestito… straniero e mi avete accolto… Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Questo brano del vangelo ci interpella in continuazione, ci obbliga a formulare, accanto all’atto di fede in Dio, l’atto di fede nell’uomo. Non puoi dire “credo in Dio” se non sei disposto a dire “credo nell’uomo”». 

Ed alla domanda rivolta a padre Vincent, vice parroco di Lampedusa, con in mano un materasso, “che fai?” la risposta è stata: «Lo sto portando al Centro… perché c’è un ragazzo con la febbre a 42 e non ha un posto dove sdraiarsi». Vengo a sapere più tardi che quello era il suo materasso. «Caritas sine modo», amici!    

Amore senza misura  [charitas sine modo] traspare, dalle testimonianze degli “Angeli di Lampedusa”,  Loredana, Damiano, Pilla, Raimondo, Enzo, Franco sono solo alcune delle persone che sono state accanto ai migranti con gesti che si fondano nella Parola: “l’avete fatto a me”, perchè come mi dice, Giuseppe, “in fondo, parrì, è ciò che conta… non saremo giudicati su questo?”   

Grazie amici e fratelli di Lampedusa, per la lezione di vita, per l’esempio di accoglienza, di umanità, di attenzione verso questa povera gente.    

Voi tra la chiusura e l’apertura, il rifiuto e l’accoglienza, avete scelto, malgrado i ritardi e le inefficienze statali.    
E, malgrado l’arrivo dei migranti era annunciato e si sono inutilmente prolungati i tempi di permanenza sull’isola, avete scelto e civilmente protestato per la dignità umana, vostra e degli immigrati, calpestata da chi aveva ed ha il dovere di affrontare il problema e risolverlo.   

Voi, ad una politica miope e divisa su tutto, avete dato dimostrazione che il mondo di domani non si costruisce erigendo barriere. Ma costruendo ponti, relazioni, legami.
Di fronte al povero ed al sofferente, avete detto, non è lecito per nessuno girare la testa altrove o lasciarlo morire in nome di principi astratti. Grazie.

Carmelo Petrone.

LE DONNE DEL VANGELO DI PASQUA HANNO QUESTO SGUARDO

testimonianza_donn_lampedusana_migranti_rai»»»ascolta la testimonianza

Settemila giovani, ottomila giovani su Lampedusa, ma lei pensa siamo su un fazzoletto di terra… gente che siamo, come si dice ”semplice, viviamo… nella pace… e nella sofferenza. Nella sofferenza e nella pace.” E vedere tutto questo, ma cosa ci sta succedendo.    
Ho vissuto la guerra sei anni e la povertà è una cosa brutta.   

Una carezza, una parola, non è che per forza uno deve dare, se uno non ce l’ha, ma magari un sorriso.     
È questo quello che chiedo a tutti, a tutti… a tutti e così eravamo tutti i lampedusani, tutti, tutti, tutti! Perché non era una cosa bella.    
Io guardo ai vostri visi, penso alle vostre mamme che in questo momento non sanno se siete salvi, se siete vivi, se… siete morti.

Dott. Vespa, lei doveva vedere questi ragazzi si sono tutti chinati la testa; due: uno mi ha abbracciato e ha voluto fotografarsi con me, e uno è venuto a baciarmi in testa e mi ha detto “grazie mamma! Noi non siamo terroristi, mamma noi vogliamo una vita più bella, più bella”.

L’ultimo giorno che se ne sono andati, sono passati di qua: “mamma ce ne andiamo”. “Hai il numero?” chiedo io a questi bambini, perché erano ragazzini.

“Sì mamma, guarda”.

Gli faccio io: “Buona fortuna”.

 “Si, mamma, grazie!”

Testimonianza di una donna di Lampedusa a Porta a porta, speciale venerdì santo, 22 aprile 2011

Preso da:  http://labellanotizia.wordpress.com/

Questa voce è stata pubblicata in GLOBULI ROSSI COMPANY. Contrassegna il permalink.

3 risposte a IL RISORTO CAMMINA PER LAMPEDUSA – Angelo Nocent

  1. silvia ha detto:

    Vorrei che quella “mamma” potesse sapere la …nostra? almeno la “mia” gratitudine .
    Lei, è ciò che noi cristiani vorremmo e dobbiamo essere. Cristo.
    Lui, Cristo, per ogni immigrato, è il cristiano che incontra.
    Grazie, mamma. Il tuo sorriso mi insegna che anche qui posso dare il poco che posso, sempre con un sorriso e con uno sguardo di accoglienza di amore.
    Senza la paura che lo straniero sia un terrorista.
    Ci penserà Lui, Gesù …Mi fido di Lui, perchè voglio essere Lui per ogni fratello che Lui mi fa incontrare.

  2. Deborath ha detto:

    Mi ha colpito moltissimo la testimonianza di questa persona anziana: si percepisce in lei tutto l’amore che è in grado di far muovere il mondo e vivifica la terra…
    E’ un amore che interpella profondamente ciascuno di noi, perchè, spesso, è un amore che non sappiamo dare…
    TI abbraccio, Angelo e grazie infinite per questo bellissimo post che deve essere di monito e di ispirazione ad ognuno di noi…

    • angelonocent ha detto:

      Ho riascoltato la voce di quella mamma anzia. Mi ha fatto pensare a Maria che Giovanni ha preso con sè in casa sua dopo la crocifissione di Gesù.
      Lei ha accompagnato la Chiesa nascente con lo stesso tono di voce così persuasivo, materno, convincente, irresistibile… di quella donna lampedusiana.
      Quanti arrivi e quante partenze in quella casa!
      Hai il mio numero?”
      “Sì mamma, eccolo!”
      Buona fortuna! Fai tutto quello che ti dirà la “Voce” nel cuore.
      Per strada o per mare, invoca il nome di GESU’.
      E, se puoi, mandami a dire di te”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...