SOSS – PRONTO INTERVENTO

Ho trovato uno spazio qui, il cui tema sembra essere la preghiera. Questa notte chiedo ai SOSS una preghiera forte e insistente. La vita ha vari momenti e presenta sempre nuove prove.

Chiedo ai Globuli della Compagnia di fare uno sforzo ancora.

  • Bussare, con insistenza, perchè il cielo si apra e…faccia qualcosa.

  • Un figlio in pericolo costante. Un uomo. 46 anni.

  • Noi, i genitori, vecchi, stanchi, provati.

Offriamo preghiere insistenti: mettiamo nella preghiera tutti i poveri che Lui, il Signore sa!.  

Chiediamo con fede fiduciosa l’intercessione di Maria. Ieri, mio marito ed io abbiamo silenziosamente e nascostamente, pregato “la supplica” alla Madonna del Rosario. …………………………………………………….. Grazie. Silvia

Preghiera della Compagnia

Signore, insegnaci a non amare noi stessi, a non amare soltanto i nostri, a non amare soltanto quelli che amiamo già.

Tu che sei buono, facci la grazia di capire che l’ansia di pensare agli altri è un dono che ci fa simili a Te; Che amare prioritariamente coloro che nessuno ama  ci apre alla missione:  i ciechi vedono,   i sordi odono,  ai poveri è annunciato il  Vangelo della consolazione. RENDICI degni della sofferenza degli altri,

ALLARGA i nostri orizzonti, le dimensioni del cuore, la profondità dell’amore,

CORREGGI la nostra miopia per individuare le lacrime da asciugare,

FORZACI l’udito per accogliere i gemiti  della disperazione,

PERSUADICI che sono troppi i tuoi figli che ogni giorno muoiono di fame senza meritare un simile castigo, muoiono di freddo senza meritare una tale punizione, muoiono di malattie senza alcun soccorso.   

Padre, che hai pietà di tutti i poveri del mondo, rendici  misericordiosi strumenti della tua compassione. Tu che nel Figlio ti sei caricato di tutte le sofferenze umane, usa le nostre schiene per i salvataggi d’emergenza e per i Tuoi progetti di salvezza.

Cristo Gesù, che ci hai spezzato il Pane della Vita e ci hai ritenuti degni di accostarci al Calice del Tuo sangue, offerto in sacrificio per noi, annotaci nel libro dei “donatori” della Tua carità.

Spirito, che sei il solo Consolatore, inviaci sul fronte dei destini umani più segnati dal dolore e dalle malattie, a trasfondere l’amore che hai per le Tue creature che popolano il pianeta. 

Santa Madre di Dio, tu che sei più vasta dei cieli, poiché hai racchiuso in Te Colui che i cieli non sanno contenere, volgi il tuo sguardo materno a questa Compagnia dove uomini e donne cercano, nel silenzio dell’ascolto e nella comunione dei cuori, sostegni di fede e di opere per chi è nella prova.

Aiutaci nello sforzo di scoprire che cosa vogliono afferrare le mani tese degli uomini e delle donne di oggi.

Donaci la pace dei pellegrini e la gioia di camminare insieme,perché ogni popolo e nazione accolga sempre più nel suo grembo, come tu hai fatto, il Verbo di vita, unica  speranza del mondo. AMEN”

Maria di Nazareth

  • Mater  Hospitalitatis,
  • Onnipotentia supplex,
  • Signora di tutti i Popoli,
  • Santa Maria de los Remedios,
  • Santa Maria dell’equilibrio,
  • Sorella dai saggi consigli,
  • Donna del perpetuo soccorso,
  • Consolatrice degli afflitti,
  • Vigore degli infemi,
  • Genitrice che hai tanti figli fuori di casa e tanti senza casa,
  • mamma del più Povero e la più povera delle mamme,
  • dacci la grazia di avere cuore da vendere e tanta testa. 
  • Aiutaci nella nostra carità:
  • fa’ quello che non sappiamo fare,
  • non  quello che non vogliamo o non osiamo fare. AMEN.

A GESÙ CROCIFISSO

O Gesù, mi fermo pensoso ai piedi della Croce: anch’io l’ho costruita con i miei peccati ! La tua bontà, che non si difende e si lascia crocifiggere, è un mistero che mi supera e mi commuove profondamente.

Signore, tu sei venuto nel mondo per me, per cercarmi, per portarmi l’abbraccio del Padre.

Tu sei il Volto della bontà e della misericordia: per questo vuoi salvarmi ! Dentro di me ci sono le tenebre : vieni con la tua limpida luce.

Dentro di me c’è tanto egoismo : vieni con la tua sconfinata carità.

Dentro di me c’è rancore e malignità: vieni con la tua mitezza e la tua umiltà.

Signore, il peccatore da salvare sono io: il figlio prodigo che deve ritornare, sono io !

Signore, concedimi il dono delle lacrime per ritrovare la libertà e la vita, la pace con Te e la gioia in Te. Amen.

(Angelo Comastri Arcivescovo – 8 Dicembre 2005) 8 Dicembre 2005

O Maria,

oggi la Compagnia che Tu hai in mente, ti proclama Regina:”Sub tuum praesidium…”

Oggi rinnoviamo la nostra consacrazione a te, Mater Hospitalitatis, perché dove ci condurrai, nascano luoghi di stupore.

Guarisci le infermità del nostro spirito.  Facci comprendere che l’Eucaristia è il Sacramentum Hospitalitatis, la piscina probatica dove ri-nascono il corpo, la mente, lo spirito.

Ottienici dal Signore Gesù , noi, gli ospitati per primi, soccorsi e teneramente amati, di essere, a nostra volta, ospitali, soccorritori,  teneramente amanti: “Amatevi come vi ho amato”.

Mandati nel mondo a guarire ogni sorta di infermità, Tu, la numero uno della Compagnia, ìndicaci i sentieri da percorrere per raggiungere, senza esitazione e smarrimenti, i confini della terra.

Aiutaci a riconoscere in ogni volto che incontriamo il Viso dolcissimo del nostro fratello Gesù, il cui Nome è salvezza per tutti gli uomini.

Insegnaci a pregare perché Lui cresca ed il nostro io diminuisca fino a scomparire in Dio per ritrovarci insieme nel  giorno benedetto, quell’ottavo , che non avrà fine.

Riscalda il cuore dei giovani perché trovino il coraggio della donazione eroica e senza calcolo. E a noi, incamminati ormai verso il tramonto, restituisci la nostalgia vitale degli ardori giovanili, per superare la diffidenza, la stanchezza, le delusioni dei giorni che ci restano.

Per tua ispirazione, i tradimenti e le debolezze del vissuto, non soffochino l’anelito del cuore: amarti e farti amare. Del resto, ci è toccato, nonostante tutto, di vivere i giorni migliore della Storia, che è sacra per il VERBO che in Te, sorella e madre, vergine immacolata, ha preso carne e condiviso la nostra sorte. AMEN

Signore, con l’intercessore San Riccardo Pampuri, fiduciosi ti affidiamo la richiesta dei due genitori: “Un figlio in pericolo costante. Un uomo. 46 anni.”

La targa del suo ambulatorio a Morimondo, adiacente l’abbazia: Dott. ERMINIO PAMPURI Medico Chirurgo.

GESU’ GUARISCE ANCORA – San Riccardo Pampuri intercessore

Suor Lucia di Fatima prega con noi

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31 risposte a SOSS – PRONTO INTERVENTO

  1. lucetta ha detto:

    Eccomi pronta. Fra poco reciterò anche il rosario e sarà per questa intenzione.
    Angelo un abbraccio a te, a Silvia, a tutti i globuli. Incollo qui anche questa preghiera che oggi mi è passata per le mani. Lucetta

    PREGHIERA A SANTA MARIA DELL’EQUILIBRIO

    Vergine Madre di Dio e degli uomini Maria,
    noi ti chiediamo il dono dell’equilibrio cristiano,
    tanto necessario alla Chiesa e al mondo di oggi.

    Liberaci dal male e dalle nostre meschinità;
    salvaci dai compromessi e dai conformismi;
    tienici lontano dai miti e dalle illusioni,
    dallo scoraggiamento e dall’orgoglio,
    dalla timidezza e dalla sufficienza,
    dall’ignoranza e dalla presunzione,
    dall’errore, dalla durezza del cuore.

    Donaci la tenacia nello sforzo,
    la calma nella sconfitta,
    il coraggio per ricominciare,
    l’umiltà nel successo.

    Apri i nostri cuori alla santità!
    Donaci una perfetta semplicità,
    un cuore puro,
    l’amore alla verità e all’essenziale,
    la forza d’impegnarci senza calcolo alcuno,
    la lealtà di conoscere i nostri limiti e di rispettarli.

    Accordaci la grazia di sapere accogliere e vivere la Parola di Dio.
    Accordaci il dono della preghiera.
    Apri i nostri cuori a Dio!
    Noi ti chiediamo l’amore alla Chiesa, cosí come tuo Figlio l’ha voluta, per partecipare in essa e con essa, in fraterna comunione con tutti i membri dei Popolo di Dio – gerarchia e fedeli – alla salvezza degli uomini nostri fratelli.

    Infondici per gli uomini comprensione e rispetto, misericordia e amore.
    Apri il nostro cuore agli altri!
    Mantienici nell’impegno di vivere e di accrescere questo equilibrio, che è fede e speranza, sapienza e rettitudine, spirito di iniziativa e prudenza, apertura e interiorità, dono totale, amore.
    Santa Maria, noi ci affidiamo alla tua tenerezza.

    AMEN.

  2. fabiana ha detto:

    … eccomi qui!
    Senz’altro, chiederò al Signore.
    Un abbraccio
    Fabiana

  3. Donatella ha detto:

    Ci sono anch’io e mi unisco alla preghiera.

  4. silvia ha detto:

    Vi ringrazio.
    Della preghiera e della presenza.
    Faccio fatica a pregare: insieme, c’è più forza.
    Grazie a Lucetta per la preghiera “incollata”.
    Grazie a Angelo….!

  5. marymaya ha detto:

    grazie Angelo!!! mi servirebbe proprio una bella spinta…..tanti impegni,tanti sofrzi per gli altri e alla fine si crolla….e nessuno si rende conto. si da per scontato che devi ancora stringere i denti e tirare avanti come un mulo……ma arriva il momento in cui le forze ti abbandonano…..fisicamente e mentalmente….mi occorre una vacanza per il corpo e per la mente! i tuoi post sono sempre di conforto! grazie

  6. Deborath ha detto:

    Davvero bello qesto post e soprattutto la vicinanza di tutti a chi ha bisogno…
    Silvia, ti auguro di cuore che i tuoi problemi con tuo figlio si risolvano presto, anch’io prego per voi…
    Un abbraccio forte…

  7. silvia ha detto:

    Grazie ancora. Continuiamo a pregare, a offrire la vita per tutti i figli …Per tutti: Gesù, Maria, e tutto il cielo pregano con noi.
    marymaya, dici bene che arriva il momento in cui le forze ti abbandonano…..
    Restiamo unite e il cielo prega per noi e con noi. Confidiamo in Lui, nostra luce e forza…

  8. angelonocent ha detto:

    Tu sei la mia vita, altro io non ho
    Tu sei la mia strada, la mia verità
    Nella Tua parola io camminerò
    Finchè avrò respiro, fino a quando Tu vorrai
    Non avrò paura, sai, se Tu sei con me
    Io Ti prego, resta con me.

    Credo in Te, Signore, nato da Maria
    Figli eterno e santo, uomo come noi
    Morto per amore, vivo in mezzo a noi
    Una cosa sola con il Padre e con i Tuoi
    Fino a quando, io lo so, Tu ritornerai
    Per aprirci il Regno di Dio.

    Tu sei la mia forza, altro io non ho
    Tu sei la mia pace, la mia libertà
    Niente nella vita ci separerà
    So che la Tua mano forte non mi lascerà
    So che da ogni male mi libererai
    E nel Tuo perdono vivrò.

    Padre della vita, noi crediamo in Te
    Figlio Salvatore, noi speriamo in Te
    Spirito d’Amore vieni in mezzo a noi
    Tu da mille strade ci raduni in unità
    E per mille strade poi, dove Tu vorrai
    Noi saremo il seme di Dio.

  9. silvia ha detto:

    Grazie…

  10. msilvia2 ha detto:

    Preghiamo…
    Ancora. Sempre.

    • angelonocent ha detto:

      PAPA BENEDETTO XVI
      Chi crede in Gesù, certamente non vede sempre soltanto il sole nella vita, quasi che gli possano essere risparmiate sofferenze e difficoltà, ma c’è sempre una luce chiara che gli indica una via, la via che conduce alla vita in abbondanza (cfr Gv 10,10). Gli occhi di chi crede in Cristo scorgono anche nella notte più buia una luce e vedono già il chiarore di un nuovo giorno.

      PAPA FRANCESCO
      “Maria, Madre Nostra, sostienici nei momenti di buio, di difficoltà, di apparente sconfitta!” E’ il tweet pubblicato ieri da Papa Francesco sul suo account .

      SALMO 26

      IL SIGNORE E’ MIA LUCE E MIA SALVEZZA

      vv.1-6

      Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore?

      Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò terrore?
      Quando mi assalgono i malvagi per straziarmi la carne,
      sono essi, avversari e nemici,
      a inciampare e cadere.

      Se contro di me si accampa un esercito il mio cuore non teme;
      se contro di me divampa la battaglia anche allora ho fiducia.
      Una cosa ho chiesto al Signore questa sola io cerco:
      abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita,
      per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario.

      Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura.
      Mi nasconde nel segreto della sua dimora,
      mi solleva dalla rupe.

      E ora alzo la testa sui nemici che mi circondano;
      immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza,
      inni di gioia canterò al signore.

      NON NASCONDERMI IL TUO VOLTO

      vv.7-14

      Ascolta, Signore, la mia voce.
      Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
      Di te ha detto il mio cuore: “Cercate il suo volto”;
      il tuo volto, Signore io cerco.

      Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo.
      Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
      Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
      ma il Signore mi ha raccolto.

      Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino,
      a causa dei miei nemici.
      Non espormi alla brama dei miei avversari;
      contro di me sono insorti falsi testimoni che spirano violenza.

      Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
      Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

    • angelonocent ha detto:

      Al tuo AMEN si uniscono anche le nostre umili voci.

      Mi è capitato sottomano il DISCORSO 77/B di Sant’Agostino sulla donna Cananea del Vangelo che propongo alla riflessione perché, nel nostro DOMANDARE spesso ce ne torniamo delusi.
      La riflessione è lunga e va assimilata un po’ alla volta. A quelle di Agostino si possono aggiungere altre sottolineature. Mi riservo di riprendere l’argomento in altra parte.

      DISCORSO 77/B

      SULLA DONNA CANANEA

      La fede e la preghiera assidua della cananea strappò a Cristo il miracolo.

      1. Avete inteso dal Vangelo, fratelli, come la donna cananea col perseverare ottenne a forza ciò che non avrebbe potuto ottenere col chiederlo una sola volta; ma il Signore differendo d’esaudirla metteva alla prova il suo desiderio, non le rifiutava la grazia; poiché sapeva a che punto sarebbe arrivata nel richiederla, dato che a ciò l’ammaestrava egli stesso. Dapprima fu chiamata cagna, ma poi le disse: Grande è la tua fede, o donna! 1.

      Dopo ch’ebbe ricevuta la grazia se ne andò contenta, ma prima era stata cambiata e poi rallegrata. Quanto era stata cambiata? Da cagna era divenuta una donna. E quale donna era questa? Era una donna di grande fede. S’era rivolta al Signore pregandolo con molta insistenza; qual grande grazia ottenne in un sol breve spazio di tempo! Ecco perché differiva a fare la grazia il Signore che disse: Occorre pregare sempre e non stancarsi mai 2.

      Questa è una massima del Signore che ci esorta alla preghiera. Ogni giorno gli uomini pregano, i santi non tralasciano gli spazi di tempo riservati alla preghiera. Poiché anche l’Apostolo dice: Siate sempre contenti: pregate continuamente 3.

      Ecco cosa vuol dire: È necessario pregare sempre e non stancarsi mai. In un altro passo lo stesso Signore dice: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate alla porta e vi sarà aperto 4.

      Così fece la cananea: chiese, cercò, bussò alla porta e ricevette. Essa dunque fece così perché la propria figlia fosse guarita dall’ossessione del demonio e meritò la grazia; da quel momento sua figlia rimase guarita. Avrebbe forse implorato di nuovo quella grazia dopo che la figlia era stata guarita?

      Prima di ricevere continuò a cercare, chiedere, bussare; ricevette, fu rallegrata e se n’andò. Non so che cos’è, anzi è qualcosa d’importante ciò per cui è necessario pregare sempre e non stancarsi. Vale più la vita immortale che la guarigione d’una figlia. Ecco perché bisogna pregare sino alla fine per tutto il tempo che viviamo sulla terra sino a quando vivremo senza fine, quando non ci sarà più la preghiera, ma l’esultanza.

      Non sono da biasimarsi altre diverse preghiere.

      2. Adesso dunque bisogna pregare sempre e non stancarsi. Chi prega per una cosa, chi per un’altra; di diverso genere sono le vostre preghiere, poiché diversi sono i vostri desideri. Tutti gemono quasi ugualmente, ma le volontà le dispone colui che le esaudisce. Uno prega Dio – come la donna cananea – perché guarisca il figlio malato; la moglie lo prega per il marito, il marito per la moglie; tutti lo pregano per gli ammalati; nessuna di queste preghiere è da biasimarsi.

      Altri pregano, sospirano, intercedono, cercano, chiedono, bussano per diventare ricchi, e quanto più grande è la loro brama, tanto più ardente e frequente è una tale preghiera. Alcuni inoltre pensano che anche per questo scopo il Signore disse: Chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate alla porta e vi sarà aperto, poiché chi chiede riceverà, chi cerca troverà e a chi bussa alla porta sarà aperto 5.

      Sente quest’esortazione un avaro e ogni giorno non chiede altro che di diventare ricco. Ma anche a tacere d’un avaro, ascolta questa massima un povero: prega, cerca, bussa per diventar ricco, e talora spende molto tempo e non trova alcun momento in cui riceve, e allora dice tra sé: “Che significa quello che il Signore ha voluto dire: Chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate alla porta e vi sarà aperto; poiché chi chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa alla porta verrà aperto? Che ho fatto dunque, io infelice, per chiedere e non ricevere?”. Che cosa potremo rispondere a quel tale? Il Signore ha forse mentito? Ha mentito forse la Scrittura? Nient’affatto. Non osa dire tra sé una simile cosa neppure la stessa brama di denaro: ciò che dunque non dice la cupidigia, lo dirà lo spirito di fede?.

      Dio dà e nega guardando al nostro bene.

      3. Che cosa dunque diremo a quell’individuo? “Chiedi ancora, insisti ancora, bussa ancora”. Gli diremo che non senza motivo è detto: Chiunque chiede, riceve. Prega quanto puoi, chiedi, bussa, continua “pregare costantemente e sarai ricco”. Uno trascorre il tempo nella preghiera eppure spira nella povertà; non ha ricevuto nulla, non ha trovato nulla da lasciare ai propri figli. È perduta dunque tutta la fatica spesa nel chiedere, cercare, bussare? No.

      A un simile individuo non gli si deve dire altro se non: “Cambia la preghiera”. E perché chiedi, cerchi, bussi per diventare ricco, da povero che sei? O non hai udito l’Apostolo che dice: Quelli che vogliono diventare ricchi cadono nelle tentazioni e in molti desideri stupidi e disastrosi che fanno precipitare gli uomini nella rovina e nella perdizione 6?

      Ecco ciò che chiedevi; ma il Padre tuo, al quale lo chiedevi, per sua misericordia ti negava ciò che chiedevi, perché tu non cadessi nella rovina e nella perdizione. Cambia dunque preghiera. Poiché nemmeno tu daresti a tuo figlio ciò che ti chiedesse. Che faresti infatti se tuo figlio ti chiedesse un coltello con cui ferirsi, o piangendo si desse dei pugni perché tu lo facessi salire a cavallo; lo faresti? Oseresti forse farlo? Non è meglio che pianga rimanendo sano anziché venga pianto una volta diventato storpio?

      Se tu dunque, pur essendo cattivo 7, sai cos’è bene dare a tuo figlio, quanto più il Padre, ch’è sempre buono, ti concede una grazia senza che tu lo sappia, quando non ti dà quanto gli chiedi? È necessario che tu sia figlio; egli non ti trascura: devi essere figlio senza preoccupazioni.

      L’apostolo Paolo, quando veniva schiaffeggiato dal messaggiero di Satana, perché non montasse in superbia, come dichiara apertamente egli stesso – noi infatti quando mai avremmo osato affermare una simile cosa a proposito dell’Apostolo? – così dice dell’emissario di Satana: Io perciò pregai tre volte il Signore che mi togliesse questa spina ma egli mi rispose: Ti basti la mia grazia, perché la virtù si perfeziona nell’infermità

      8. Perché infatti tu preghi, o Paolo? Non preghi forse perché tu stia bene? Lascia al Creatore fare come tu non sai, affinché tu abbia del bene. Ti danneggia forse l’impiastro quando ti tormenta? Esso invece ti è utile perché ti guarisce! Se dunque Paolo chiese quella grazia e non fu esaudito, perché mai tu invece sei triste quando non vieni esaudito? Perché forse chiedi qualcosa che non ti gioverebbe.

      Perché fu esaudito il diavolo e non Paolo.

      4. È sorprendente, fratelli miei che Paolo pregò e non ricevette la grazia, il diavolo invece pregò e la ricevette; non fu esaudito l’Apostolo mentre fu esaudito il diavolo. O giustizia di Dio! Anzi, grande giustizia! “Ma quando – dirà qualcuno – fu esaudito il diavolo?”. Non avete letto o sentito che i demoni furono esauditi e fu loro permesso di entrare nei porci 9? Oppure non avete letto o sentito che il diavolo chiese al Signore il permesso di tentare il servo di Dio Giobbe, e lo ebbe?

      Cosa sorprendente! Il diavolo chiese e Giobbe fu consegnato nelle sue mani. Viene, sì, consegnato ma per essere messo alla prova; viene, sì, consegnato ma per essere tentato; viene consegnato, sì, ma per essere giudicato ed essere ricordato con lode ai posteri. Il diavolo invece lo prese per rimanere scornato. Vedete che non sempre è bene ricevere ciò che chiedete. Cambiate dunque le preghiere per ricevere sicuri ciò ch’è bene; cambiate le preghiere, correggete i vostri desideri. Lo dico a coloro che desiderano beni temporali per diventare ricchi.

      Bisogna chiedere ciò che chiedeva Iditun, di cui s’erano cantate le parole.

      5. Notate che cosa chiedeva Iditun, del quale abbiamo cantato le parole: Esaudisci – dice – la mia preghiera, porgi l’orecchio alle mie lacrime 10. Chiedeva forse la ricchezza? Aveva forse una ferita nel corpo e supplicava ch’essa fosse risanata? E dove troviamo ciò che chiedeva o a proposito di quali desideri elevava spesso le sue preghiere, o per quali desideri versava le lagrime che desiderava fossero esaudite? E dove troviamo i suoi desideri? dove, se non nelle sue parole?

      La mia sostanza – dice – è come un nulla dinanzi a te. Davvero è vanità ogni uomo vivente 11. Ed ora cos’è ciò che io aspetto? Non sei forse tu, Signore? E la mia sostanza è sempre dinanzi a te 12. Poco prima dice: E la mia sostanza è come un nulla dinanzi a te. La sostanza mortale è come un nulla dinanzi a te; ma poiché dopo la vita presente riceverò l’immortalità, per la quale desidero che tu esaudisca le mie lagrime, dinanzi a te sarà sempre la sostanza immortale.

      Ecco il desiderio, ecco quel che devi chiedere, ecco quel che devi desiderare, ecco quello per cui devi pregare, ecco ciò per cui bisogna pregare sempre, finché non usciamo da questa vita, senza stancarsi mai.

      Prega, piangi, ma spera di avere da Dio tutto quello che promise.

      6. Qualcuno di voi forse domanderà: “Che cosa ha voluto dire Iditun con la frase: Porgi l’orecchio alle mie lagrime? Le lagrime infatti si vedono, ma non si odono; le lagrime scorrono, non risuonano”. Eppure hanno la loro voce, come aveva la sua voce il sangue di Abele 13. Se il sangue di Abele ucciso ebbe la voce che arrivò fino al Signore, l’hanno anche le lagrime di chi prega, l’hanno certamente. Poiché anche le lagrime sono il sangue del cuore.

      Quando dunque chiedi la vita eterna, quando dici: Venga il tuo regno 14, dove tu possa vivere sicuro, ove tu possa vivere sempre, ove mai tu pianga l’amico, mai tema il nemico, quando chiedi ciò, piangi, versa il sangue del cuore, sacrifica a Dio il tuo cuore; ecco ciò per cui bisogna pregare e non stancarsi; ecco quanto c’insegna la preghiera dettata dal Signore: Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra 15, affinché siamo uguali ai tuoi angeli 16.

      O desiderio! Qual uomo avrebbe osato desiderare ciò, se Dio non si fosse degnato di prometterlo? Prega: tu chiedi una cosa grande, ma più grande è chi l’ha promessa. Che l’uomo diventi angelo è una cosa difficile, nulla è più difficile; ma a Dio tutto è possibile 17.
      Tu credi sia una cosa grande e difficile che l’uomo diventi angelo e non ti pare difficile, anzi molto più difficile e molto più incredibile che l’unico Figlio di Dio sia diventato uomo. Che l’uomo diventerà un angelo, lo dubita l’uomo, per il quale Dio è diventato uomo!. Tu dubiti di ricevere ciò che chiedi, pur avendo un siffatto pegno, colui cioè che si è degnato di farsi gratuitamente tuo debitore? Tu non hai dato a Dio alcun prestito ad interesse, o gli hai prestato del denaro o gli hai concesso qualche favore.

      Tutto quello che hai non l’hai forse da lui e non riceverai forse da lui tutto quello che riceverai? Si è degnato di farsi debitore, e quale debitore! Ha fatto un certificato autografo, ha dato un pegno. Il certificato di debito autografo di Dio è la Sacra Scrittura; il suo pegno è la morte di Cristo, la sua promessa è la morte di Cristo. Chi ha dato agli empi la morte del proprio Figlio, ha forse negato la morte del proprio Figlio ai buoni e ai fedeli?.

      Bisogna pregare non solo con parole, ma anche con i buoni costumi.

      7. State sicuri, fratelli, riceverete [quanto promesso da Dio]: chiedete, cercate, bussate: riceverete, troverete, vi sarà aperto. Ma non dovete chiedere, cercare, bussare solo a parole, ma anche con la vostra condotta; fate le opere buone, senza le quali non deve affatto trascorrersi la vita presente. Cancellate i peccati con le opere buone d’ogni giorno. Ma si deve evitare di tenere in poco conto i peccati leggeri; poiché sebbene non siano gravi, si accumulano e formano un mucchio, si assommano e formano una massa. Non dovete considerarli un’inezia perché sono piccoli, ma dovete temere se sono molti. Che c’è di più piccolo delle gocce di pioggia? Ma di molte gocce s’imbevono i campi e si riempiono i fiumi. Non tenete in poco conto i vostri peccati leggeri e piccoli perché formando un mucchio non vi schiaccino.

      Ecco, l’acqua del mare trasuda attraverso le fessure della nave e tuttavia riempie la sentina; se da questa non venisse vuotata, affonderebbe la nave. Anche un’ondata, per esempio, se sarà gigantesca, arriverà come una montagna e cadrà addosso alla nave tutta in una volta e la manderà in rovina; così sono gli omicidi, cioè i peccati gravi come l’adulterio, la fornicazione, la bestemmia, lo spergiuro; sono peccati che fanno affondare la nave in una sola volta.

      Ora, i peccati veniali, senza i quali non può essere vissuta la vita umana, entrano insensibilmente, a poco a poco, attraverso le crepe della fragilità umana e vanno a raccogliersi nella sentina. Imitate i marinai le cui mani non cessano di lavorare e dalla sentina vien tolta tutta l’acqua; non cessino – voglio dire -, ma dal fare opere buone. Ma di nuovo confluiscono nella sentina poiché rimangono nelle crepe della fragilità umana, e perciò si deve svuotare di nuovo la sentina. Poiché se le tue mani non cesseranno dal vuotarla con le opere buone, il giorno del giudizio ti troverà puro, e sicuro arriverai alla vita desiderata da Iditum quando diceva: Porgi l’orecchio alle mie lagrime.

      [Termina il discorso sulla donna cananea].

  11. msilvia2 ha detto:

    Ho letto una parte, la prima metà e scorso velocemente il resto…
    Prego con poco tempo dedicato, non sempre riesco un rosario, prego peraltro sempre con il desiderio, l’attesa,la speranza,la disperazione,la stanchezza,l’umiliazione,la paura…
    Prego facendo e accettando e offrendo.
    Prego, chiedo pietà,perdono,misericordia per i miei peccati, per i peccati in cui mi trovo immersa, prego per la salvezza e la liberazione e la guarigione.
    A volte invoco l’Angelo custode mio. E il suo.
    Prego per perdonare .
    Accetto la croce infinita continua .
    Sapendo che Lui sa che cosa Gli chiedo. Sa anche che la Sua Volontà è la mia vita.
    E’ una continua contraddizione.
    Morte e vita.
    Amore e dolore.
    Ciao Angelo: ti prego.Prega per me.
    Per tutti.

    • angelonocent ha detto:

      Carato Silvia , mettiamo tutte le amarezze nel CALICE: “Cuore divino di Gesù ti offro…”:

      Non sto a dilungarmi ma semplicemente la butto lì: ci sono buoni motivi per ritenere che che la sventura che vivi, il pregare che fai senza apparenti risultati, possa essere una nuova vocazione alla quale sei chiamata.

      Il cambiamento del ritmo di vita è così forte e personale da richiamare la nascita di una nuova autentica vocazione in te. Più che “sentirti chiamata”, sembra tu sia veramente chiamata.

      Non so se conosci la SETON, Sant’Elisabetta Anna Bayley Seton. Questa donna, proclamata santa nel 1975, nell’anno della donna, è la prima donna americana canonizzata. Nella sua vita ebbe il dono di offrirsi alla volontà di Dio attraverso tutte le vocazioni della donna:
      – fu sposa,
      – madre di 5 figli,
      – vedova,
      – fondatrice di cinque congregazioni religiose.

      Dai un’occhiata, potrebbe aiutarti a capire il perché di una certa apparente sordità di Dio che ha disegni imperscrutabili.

      http://www.madreseton.it/nuovosito/it/santa-e-ann-seton.html

      • msilvia2 ha detto:

        Non conoscevo questa santa.Ho letto ciò che è scritto in quel sito.
        Grazie. Ebbe il dono di offrirsi alla volontà di Dio.
        Mi pare di averti in passato confidato qualcosa in proposito.
        Conoscere esperienze altrui, si, mi aiuta a accettare il mistero della via che Lui, il Signore, mi sta facendo percorrere. Via che peraltro resta per me una cosa indicibile.
        La santa Elisabetta Anna Bayley Seton, ha avuto peraltro il conforto dell’obbedienza. Ha avuto Padri, amici, Direttori di spirito.
        La mia strada è nel buio e nella solitudine.
        P.Leo che tu conosci, mi ha messo in mano poco prima di morire, nell’84, il “Diario spirituale di una madre di famiglia”, Conchita Armida, a cura di M.Michel Philipon.
        Forse tu che sai tante cose, conosci anche questa. Di lei su internet ho trovato solo questo: http://www.preghiereagesuemaria.it/santiebeati/conchita%20de%20armida%20biografia.htm
        Per conoscerla meglio, bisognerebbe leggere i suoi scritti. Oltre il Diario, ho letto vari altri suoi scritti. Mi manda ogni tanto qualcosa una Religiosa della Croce, che sta a Roma.
        Lei, “Conchita”, donna messicana morta nel 1937, “venerabile” nel Dicembre 1999, ha santificato – come la Elisabetta Seton – tutti gli stati di vita di una donna. Bambina, ragazza, sposa, madre di nove figli, vedova. Mai religiosa se non nello spirito, fondatrice delle “opere della Croce”, per laici e congregazioni religiose femminili e maschili.
        Anche questa santa, ha sempre avuto la sicurezza dell’obbedienza. E l’Eucaristia.
        So che altri hanno sofferto la mancanza della direzione spirituale.
        C’è per me, Angelo: angelo e amico!
        Grazie. Anche di avermi fatto conoscere Elisabetta Seton.
        E anche se in ritardo, valgono sempre gli auguri per la festa dell’Annunciazione-Incarnazione.
        La grazia centrale della vita di Conchita, è l’Incarnazione Mistica.

  12. angelonocent ha detto:

    Conosco la Venerabile Conchita Cabrera De Armida è ho più di una pubblicazione che la riguardano perché il Vescovo ha voluto affidare la parrocchia di santa Maria della Croce in Crema, con una cinquecentesca e bellissima chiesa, proprio ai Missionari dello Spirito Santo di cui è fondarice, allo scopo di dare anche al clero della Diocesi un punto di riferimento per la vita spirituale. E ti assicuro che sono religiosi esemplari che ogni tanto frequento.

    Grazie per avermela richiamata. Di lei è stato detto: « mujer misteriosa y cercana », cioè: don­na misteriosa e vicina.
    La sua vicinanza ci porta alla confidenza: Cochita, prendi a cuore le nostre suppliche e intercedi.

  13. lucetta ha detto:

    Arrivo solo oggi ma la presenza ed il ricordo nella preghiera per Silvia, per te Angelo, per i globuli c’è ed è quotidiano. Ho appena finito di leggere uno scritto di don Divo Barsotti sul perché della sofferenza. Riporto uno stralcio: “Noi dobbiamo domandarci che cosa significa il dolore nel mistero cristiano, quale valore abbia il dolore nel cristianesimo, perché la necessità del dolore nella vita degli uomini e perché questa presenza del dolore tanto più si rende necessaria quanto più l’anima si avvicina a Dio ed è amica di Dio. E’ strano che il compenso per la nostra fedeltà a Lui debba essere la prova ed il dolore. Eppure è così!!!!Una risposta facile e semplice è questa: in fondo la vita cristiana è l’imitazione o meglio una partecipazione alla vita di Cristo. Non si imita il Cristo ma viviamo la Sua vita, partecipando al suo mistero. E’ Lui che ci investe, che ci prende e ci fa vivere la sua medesima vita. Se la vita cristiana è una partecipazione al mistero di Cristo è chiaro che noi non possiamo pretendere di vivere e di essere dispensati dalla Croce.

    Silvia tu stai partecipando alla grande…è dura lo so ma se stai resistendo da anni alla sofferenza significa che DIO è con te e ti accompagna dandoti la forza. Non so se queste parole ti sollevano un poco ma don Divo aggiunge “che non c’è sofferenza paragonabile alla passione di Cristo. Non vi è sul piano fisico, né sul piano psicologico, né sul piano spirituale una sofferenza maggiore di quella che ha vissuto Gesù.”
    TI ABBRACCIO. Lucetta

  14. msilvia2 ha detto:

    Grazie.

    Da una lettera di P.Leone H. (+ 1986)
    del 12 Giugno 1985.

    ….
    Dio ha permesso questa sofferenza, affinché possiate avere qualcosa da offrire a Lui.
    NON C’E’ ALCUNA SOFFERENZA SUPERFLUA NELLA NOSTRA VITA.
    Bisogna che il nostro cuore sia squarciato, perchè la grazia dello Spirito vi penetri. Altrimenti, restiamo un giardino chiuso: con i nostri sentimenti, i nostri pensieri e i nostri orizzonti.
    E’ necessario che il nostro orizzonte sia squarciato per vedere e capire a quali altezze siamo chiamati.
    Non cesso di pregare per voi, affinché lo Spirito Santo vi dia la luce e la forza di corrispondere perfettamente a quel meraviglioso disegno di amore che sta fin dall’eternità sopra la vostra vita.
    … P.Leone.

    • lucetta ha detto:

      Sono parole che fanno tremare….e cerco di aggrapparmi al pensiero che Dio conosce la mia forza di sopportazione e quindi si regolerà in base a quella. Ti abbraccio.

  15. angelonocent ha detto:

    Domenica sera, dopo l’incontro con il vescovo Oscar Cantoni che ha voluto intorno a sé i ragazzi prossimi alla Cresima per un pomeriggio Pentecostale, sono andato a Messa dai Missionari dello Spirito Santo, in Crema, di cui sopra, che coltivano fruttuosamente in parrocchia la Spiritualità della Croce.

    La Venerabile Conchita Cabrera De Armida, Don Divo Barsotti e Padre Leone, tutti sintonizzati sulla medesima onda, intercedano dal Cielo perché si rafforzi la nostra fede nella consapevolezza che tutto quello che Dio permette, perfino il cuore squarciato, rientra sempre nel suo disegno Paterno.

  16. angelonocent ha detto:

    null

    LA FEDE DI PADRE LEONE E’ UN DONO DA INVOCARE

    “Dio ha permesso questa sofferenza, affinché possiate avere qualcosa da offrire a Lui.
    NON C’E’ ALCUNA SOFFERENZA SUPERFLUA NELLA NOSTRA VITA.
    Bisogna che il nostro cuore sia squarciato, perché la grazia dello Spirito vi penetri. Altrimenti, restiamo un giardino chiuso: con i nostri sentimenti, i nostri pensieri e i nostri orizzonti”.

    SANT’AGOSTINO CI DA’ UNA MANO:

    O Signore, abbi pietà di me,
    non nascondo le mie ferite;

    tu sei il medico
    e io l’infermo.

    Tu sei misericordioso,
    e io tanto povero.

    Donami ciò che tu comandi,
    e poi comanda ciò che tu vuoi.

    • msilvia2 ha detto:

      Amen!

      • msilvia2 ha detto:

        Fede e preghiera assidua…
        Fede: quella asciutta della volontà.
        Preghiera assidua. E’ preghiera l’esserci e fare, senza sapere con certezza se è la scelta giusta? Se è ciò che Lui vuole?
        Signore, fai qualcosa…

  17. angelonocent ha detto:

    PROPRIO NELL’IMPOTENZA, SIAMO CHIAMATI A ESSERE PRESENZA.

  18. msilvia2 ha detto:

    14 Settembre.
    E’ il giorno.
    Ripeto sempre quel SI,
    Preghiamo.
    Preghiamo.
    Preghiamo.

  19. angelonocent ha detto:

    Signore dell’amore e della pace, noi desideriamo convertirci a te!
    Non possiamo illuderci
    di giungere a vivere bene, in pace, senza di te.

    Non possiamo pensare
    di superare le inquietudini interiori
    e le nostre guerre personali,
    se non ci rivolgiamo a te,
    Signore della pace, Gesù Cristo crocifisso e risorto
    che hai subito la morte per donarci la pace.

    Noi ti chiediamo quella pace
    che sorpassa ogni nostro progetto e possibilità
    e che può rassicurare i nostri pensieri,
    le nostre volontà, i nostri cuori!.

    + Carlo Maria Martini

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