IO SONO DI GESU’: ROLANDO RIVI – MEMORIA DI UN’APPARTENENZA – Fabiana Guerra

 

Le 4 classi quinte della Scuola Primaria di Cadelbosco Sopra finaliste in regione con il loro elaborato, al Concorso Nazionale “Eucarestia e Vita: meraviglia del quotidiano”, concorso per gli studenti di ogni ordine e grado, promosso dall’ente organizzatore del Congresso eucaristico di Ancona (settembre 2011) e patrocinato dal Ministero della P.I. ora in fase finale a Roma, in CEI

 L’idea di partecipare al Concorso con le nostre classi, mie e della mia collega Mirca, è venuta spontanea.

Stavamo affrontando nelle ore di religione figure di testimoni e quando ho letto sul Bando che se ne poteva presentare uno al Concorso, ho pensato subito al giovanissimo Servo di Dio: Rolando Rivi, nato a Reggio, a San Valentino, più  precisamente, e lì sepolto, nella sua chiesa parrocchiale che lo aveva accolto come figlio di Dio col battesimo, l’8 gennaio 1931, il giorno dopo la sua nascita e che lo aveva visto piccolissimo chierichetto all’altare anche se ‘non arrivava nemmeno a mettervi sopra il messale‘ e tante volte pregare, ‘fermo come una statua‘, cantare, suonare e aiutare i bambini più piccoli di lui ad instaurare un rapporto personale con il suo amico Gesù, il più intimo, lo chiamava lui stesso.

Rolando sta per essere dichiarato beato, la sua causa di beatificazione procede a Roma, perché la fase diocesana è terminata. Si attende la dichiarazione di martirio, e di conseguenza il suo essere venerato come Beato, nella Chiesa Cattolica.

Spiegare ai bambini la sua vita, la storia, i fatti per quanto terribili, il suo messaggio, lasciare a loro le domande, la ricerca di risposte, l’espressione libera dei loro sentimenti, delle loro soluzioni o considerazioni, era compito nostro.

Compito arduo trattandosi di un ragazzino, seminarista da 3 anni a Marola, ucciso a soli 14 anni, (praticamente loro coetaneo) alla fine della seconda guerra mondiale, periodo da loro poco conosciuto, e non sfociare mai nel suscitare desiderio di inutili rivalse o vendette, pur condannando ciò che era avvenuto.

Devo dire che è andata molto bene.

I nostri bambini, come i nostri ragazzi, hanno più bisogno di questo che di altro. I testimoni, ci sono per essere guardati, interrogati ed imitati nella loro originalità, nel loro rapporto col Signore Gesù, questo serve ai nostri ragazzini proprio per farsi una loro personalità più armonica, completa, unica. La dimensione dello spirito è da curare molto di più. Io non esiterei a togliere altro per questo, come educatori e formatori. E’ una mia riflessione personale, ma di una che in mezzo ai bambini e ai ragazzini ci sta da una vita.

Mentre scrivo rivedo le faccine dei miei bambini che ascoltano l’inizio della spiegazione del Concorso e l’argomento scelto, poi la lettura della biografia di Rolando, le prime reazioni, siamo passati dal silenzio raccolto e denso,alla sorpresa, alla paura, all’indignazione più profonda fino allo sfociare nella fatidica domanda: perché? Perché, l’hanno chiesto fino allo sfinimento.

I dialoghi sono stati profondi, intensi, riportati quasi per intero sul dvd che abbiamo realizzato da inviare al Concorso, ma già in possesso di ogni famiglia degli alunni e di qualche amico che ha partecipato a questo lavoro donando tempo ed energie per il montaggio tecnico, perché si è prestato ad un’intervista, ( sempre riportata sul dvd) come lo scrittore Emilio Bonicelli, autore di 2 libri su Rolando, di un sacerdote, di chi ci ha prestato alcuni brani musicali, qui in diocesi, per fare da sottofondo alle immagini e ai testi… e altri continuano a chiederlo… per quanto non sia nato con questo scopo diffusivo, è piaciuto a chiunque l’abbia visto al di là delle nostre aspettative.

Nella seconda fase, ci siamo divisi i compiti: e ogni classe ha avuto un aspetto di Rolando da trattare.

La vita, le tradizioni di allora, la sua casa, il suo paese, la famiglia, dalla data di nascita (7 gennaio) una classe ha ricavato una poesia stupenda facendo riferimento al tricolore, poi i suoi rapporti, con il Signore, i suoi amici, gli insegnanti, il suo parroco, la sua scelta di diventare sacerdote e missionario, l’ingresso in seminario, il suo abito talare: ‘è il segno che io sono di Gesù’, ripeteva a tutti, la sua vita spirituale, la passione per il suo ‘amico più intimo’… la cattura, la morte, il Paradiso , l’incontro con Gesù, il suo essere missionario anche ora, così… tappe della vita di Rolando tutte disegnate con intuizioni geniali… calligrammi dolcissimi e acrostici, rime… e ciascuno liberamente ha dovuto, (non avrebbero resistito, scoppiavano tutti dalla voglia di esprimersi ) scrivere o una lettera o dei pensieri, rivolgendosi a lui come ad un amico.

Il perché indignato dell’inizio si è disteso quando qualcuno di loro ha detto: ‘E come se avessero voluto uccidere Dio, ma Dio mica si uccide, così!?’ E un altro sottovoce:- No, ma così hanno ucciso un pezzettino di Dio…’

Il richiamo è stato molto forte e tenero, ma ha dato inizio ad una fase positiva di desiderio di costruzione, di cercare il modo di far ‘star vivo Rolando’ in mezzo a noi, come Gesù ha detto una bimba, e a me vien da dire, sorridendo: Rolando ci è riuscito perfettamente.

La partecipazione emotiva è stata altissima, la rabbia si è contenuta con la possibilità di ‘dire la loro’, di fare paragoni, ad esempio tra la piccola Yara e Rolando, o di potere intervenire quasi a sanare una ferita incurabile, come in una sfida. Commozione vivissima e tangibile, ci siamo dovuti fermare 2 o 3 volte, per il martirio, accettazione della storia, da parte dei bambini, seppur a malincuore e con rimostranze molto accese, ma vivo desiderio di non vedere succedere mai più cose del genere.

Piccoli abbastanza per non averne viste tante come noi, ma grandi abbastanza per riflettere sul come e che cosa fare nel loro mondo ancor ristretto, perché non accadano più cose del genere.

La violenza è dentro di noi, ha detto una bimba, e lo vediamo bene, ma si potrà ragionare, no? E un altro: Le persone si rispettano, perché devi uccidere uno se porta un abito talare e se vuole fare il prete? Ma lui aveva diritto alla vita: è il primo diritto!!!

La stima per questo ragazzino morto in modo così terribile è, a dir poco, commovente.

Rolando sapeva a chi apparteneva: Io sono di Gesù, era la sua frase, ora incisa sulla targhetta sulla sua piccola cassa di legno, con i suoi poveri resti.

Appartenere a qualcuno dà la sicurezza di sapere chi sei. Di questo hanno bisogno i nostri,a volte solo spaventati, ragazzi e giovani. Ecco perché un bambino di 14 anni si è abbandonato alla morte, comprendendo bene che non aveva più scampo, pregando sulla fossa già scavata per lui, per i suoi genitori, sapeva di chi era, a chi si era donato.

Lo sapeva davvero, non a parole. Fino all’ultimo ha sperato in un atto di pietà che non c’è stato, poi ha pensato non a sé, ma ai suoi e si è affidato al suo Amico.

Ha scritto un bambino, in uno dei tanti testi: “Grazie, Rolando, di essere morto senza combattere, ma pregando”.

Alla fine, nella presentazione del lavoro svolto, ci sono le fonti. Spicca, da sola, la prima: Vangelo. E il Vangelo dice che… se il chicco muore, porta molto frutto.

Ringrazio di cuore i bambini e le loro famiglie, i colleghi, in particolare ringrazio Paolo, chi ci ha permesso l’utilizzo di foto, immagini, musiche e documenti come l’editto di apertura del processo di beatificazione, e il testamento del papà di Rolando, e… vediamo come va a finire, per ora il dvd va a Roma!

Ma Rolando non si ferma, da bravo… Servo di Dio!

Fabiana Guerra

ordo virginum, insegnante Scuola Primaria Cadelbosco Sopra


IMMAGINI –
VIDEO – CONFERENZE

Video  intervista effettuata dal prof. Pirina al Rev. Don Alberto  Camellini, parroco della Chiesa di San Valentino durante il periodo in cui Rolando venne assassinato.

Don Camellini  riuscì a sapere dagli uccisori di Rolando dove si trovasse il  corpo. Nottetempo,  sfidando le minacce partigiane, egli si recò a disseppellirlo.  Solo così fu possibile rendere esequie cristiane alle povere spoglie mortali
di Rivi.

Si ringrazia   il prof. Pirina per l’autorizzazione a pubblicare questo   prezioso documento, divenuto già un importante pezzo di
storia che ci aiuta a comprendere meglio quei periodi   drammatici.


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http://www.rolandorivi.com/Multimedia/Multimedia.htm


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14 risposte a IO SONO DI GESU’: ROLANDO RIVI – MEMORIA DI UN’APPARTENENZA – Fabiana Guerra

  1. silvia ha detto:

    “Appartenere a qualcuno dà la sicurezza di sapere chi sei”. Di questo hanno bisogno i giovani ma non solo: anche i vecchi come me, provati, stanchi, nel momento in cui il tempo si fa breve e le forze vengono meno…
    Grazie a te Fabiana, grazie ai ragazzi che hanno risposto alla provocazione di questo testimone, grazie a Rolando, grazie soprattutto al Signore Gesù!

  2. fabiana ha detto:

    Grazie Angelo!
    E grazie Silvia!
    Anche noi educatori abbiamo bisogno di forza …
    Il piccolo Rolando ci sta accanto,
    come il Suo Amico

  3. martina ha detto:

    ciao fabi , sono anna frank , martina p.
    sei stata bravissima come al solito !!!
    sei una maestra bravissima ,
    ciao ciao
    la tua anna frank

  4. Deborath ha detto:

    Davvero molto bella questa testimonianza di Fabiana che avevo già letto nel sito da lei segnalatomi…
    E’ bello vedere bambini ancora così partecipi, così infuocati dalla forza dello spirito…
    E’ bello soprattutto per me che, ultimamente, sono così sconfortata e così in pena per le sorti delle nuove generazioni…
    Grazie Angelo e grazie Fabiana…
    Un forte abbraccio ad entrambi…🙂

  5. angelonocent ha detto:

    MESSAGGIO TELEGRAFICO DI FABIANA:

    “Ciao!
    ABBIAMO VINTO!!!
    Mi hanno chiamato dalla CEI!
    Rolando va al Congresso Nazionale
    Fabiana”

    • fabiana ha detto:

      Ciao!
      Volevo solo dirtelo e dirlo!
      Ero qui, commossa come puoi immaginare,
      appena ho iniziato ad avvisare i bambini, non ti dico la gioia …
      e poi ricevere una telefonata dalla CEI!!!
      Tutti i particolari,
      appena li so.
      Intanto ho ascoltato tanti di quei complimenti
      che non ne sentivo così da anni!
      Sì, il piccolo – grande Rolando Rivi,
      andrà al Congresso Eucaristico con il DVD, realizzato,
      scortato da bambini, come lui.
      Se lo merita!
      Questa è la più grande vittoria!
      Dio è fedele!
      Rolando è missionario,
      come desiderava essere.

  6. lucetta ha detto:

    Complimenti e Dio vi benedica tutti, te e bimbi compresi. Da lassù Rolando vi ha dato una mano.
    Ciao.

    • fabiana ha detto:

      Grazie Lucetta!
      Dio ci benedica tutti, davvero.
      E’ un verbo così bello, benedire!?
      Il nostro Rolando
      starà sorridendo!

  7. Antony Locorotondo ha detto:

    fabi questa vittoria ce la siamo meritati

  8. Antony Locorotondo ha detto:

    w rolando rivi ti stimoooooooo

  9. fabiana ha detto:

    Ciao Anto!
    Hai ragione!
    Leggi anche l’altro articolo. Di sopra.
    O sull’altro sito
    Hai visto le foto?

  10. angelonocent ha detto:

    Ricevo da FABIANA e trasmetto:

    “Con commozione e gioia!
    Dato l’annuncio 5 ore fa!!!
    E’ arrivata da Roma ( proprio sabato) la richiesta della Positio di Rolando! ( Rivi)

    Il 5 giugno 2012, ultima discussione dei teologi!
    Bisogna pregare!
    Eccolo qui: sta per diventare Beato!
    Ve l’avevo detto!?

    Ciao!

  11. silvia ha detto:

    Grazie Angelo.Grazie fabiana. Grazie…Rolando!
    Ancora una volta il Signore ci soccorre in modo imprevisto.
    Ora, “Appartenere a qualcuno dà la sicurezza di sapere chi sei”!
    Grazie!

  12. Pingback: ROLANDO RIVI – In attesa di una grande gioia – Fabiana Guerra | GLOBULI ROSSI COMPANY

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