A CAUSA DEL MIO NOME

I cristiani staranno freschi se penseranno di potersi sistemare indisturbati in questo mondo.

Bisogna fare una premessa importante, per comprendere il brano evangelico di questa domenica. Gesù è arrivato da qualche giorno a Gerusalemme. Ha già compiuto il suo ingresso messianico, acclamato dalle folle, quello che noi ricordiamo nella liturgia delle domenica delle Palme.
Il suo tradimento e la sua uccisione, sono questione di giorni, poche ore ancora.

Gesù ne è profondamente consapevole. I suoi discepoli sono rapiti dalla bellezza e dalla imponenza del Tempio di Gerusalemme, la Casa di Dio in mezzo al suo popolo. Per gli Ebrei, il Tempio era una certezza. Israele avrebbe potuto subire ogni sventura a causa dei suoi tradimenti e della sua infedeltà, ma nel Tempio di Gerusalemme sapeva di poter sempre trovare il perdono e la benedizione di Dio.

Possiamo immaginare lo sconcerto di chi ascoltava Gesù, che, in modo profetico e incredibilmente realistico, annunciava l’imminente e definitiva distruzione di questo edificio, l’unico luogo che per la fede di Israele poteva esser definito sacro, di lì a pochi anni. Cosa che avvenne nell’assedio delle truppe romane del 70 dopo Cristo.

“La fine del Tempio è la fine del mondo”… ne erano convinti gli ebrei, perché senza Tempio, senza luogo dell’incontro con l’Altissimo e inaccessibile Dio, il mondo non aveva più senso di esistere.
Ecco perché le domande angosciate che vengono rivolte a Gesù riguardano in realtà la fine del mondo.

La risposta di Gesù rifugge da qualsiasi indicazione cronologica: in un istante senza tempo, Gesù vede passare davanti a sé la storia del mondo, soprattutto la storia dei suoi discepoli, della sua Chiesa.

  • Vi saranno (…) terremoti, carestie e pestilenze.
  •  Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno (…) a causa del mio nome.
  • (…) e uccideranno alcuni di voi;
  • sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

Ripeto: sono poche parole nelle quali Gesù non fa riferimento a qualche episodio in particolare, ma in queste parole c’è tutta la storia dell’umanità e della Chiesa.

I cristiani staranno freschi se penseranno di potersi sistemare indisturbati in questo mondo. C’è una incompatibilità tra il regno di Dio e la logica di questo mondo, che segnerà una prova continua e a tratti anche molto dolorosa per i credenti.

Ma il mondo, no: non resterà senza un Tempio. Sarà Gesù Cristo, il suo corpo distrutto e riedificato il terzo giorno, il nuovo e definitivo Tempio, casa dell’incontro con Dio, luogo della misericordia e del perdono, possibilità di accesso al quel Regno, che Gesù ha detto chiaramente, “non è di questo mondo”. (mons. Andrea Caniato)

Questa voce è stata pubblicata in GLOBULI ROSSI COMPANY. Contrassegna il permalink.

3 risposte a A CAUSA DEL MIO NOME

  1. lucetta ha detto:

    Infatti all’inizio del mio cammino spirituale pensavo che seguire Gesù mi avrebbe preservato da guai di ogni genere…non avevo capito NIENTE!!!!

    Ci ha pensato LUI a farmi capire pian piano che NON E’ COSI’ e poi basta guardare alla vita degli apostoli e dei santi per capire che la realtà è diversa.

    Accettare la Sua volontà, sottomettersi al progetto che ha su di noi, costa fatica perchè spesso non lo comprendiamo pienamente. Che il Signore ci aiuti e ci stia vicino.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...