PERCHE’ HO RICEVUTO IL BATTESIMO – Giambattista Hanamaki Yoshihiko

PERCHE’ HO RICEVUTO IL BATTESIMO

Il Signore ci attira a sé attraverso mille strade. Ecco come il sig. Giambattista Hanamaki Yoshihiko, giapponese, é arrivato a ricevere il Battesimo.*

*

“Ho ricevuto il battesimo il Sabato Santo del 2010, nel 60° anniversario della fondazione della nostra chiesa di Mukonosó (Osaka).

Il mio approccio al Cristianesimo iniziò con il matrimonio celebrato  in chiesa, poiché mia moglie era già cristiana.

In seguito ricevettero il battesimo i  nostri figli, quando erano ancora alla scuola materna. In quegli anni iniziai a chiedermi che cosa potesse essere il Cristianesimo.

Cominciai a frequentare il catecumenato, ma non riuscivo a decidermi a chiedere il battesimo avendo visto più volte nella Chiesa mancanze di  carità.

Nel 2008 in famiglia successe un fatto terribile: nostro figlio Atsuhiko di sei anni ebbe un incidente.

Tutti gli amici ci furono vicini; tante persone della  scuola Materna cattolica e della comunità cristiana pregavano per la sua guarigione. Sperimentai intensamente tre realtà:

  • la forza della preghiera di tutti,
  • la forza proveniente dall’amicizia con Cristo
  • e la forza dell’Eucaristia.

Il medico aveva detto che nostro figlio non si sarebbe salvato e che, se avesse perso conoscenza, sarebbe stata la fine. Quam singulari”.Con questo decreto Pio X, il grande e santo Papa della pietà e della partecipazione eucaristica, con il desiderio di rinnovamento ecclesiale che ispirò il suo pontificato, insegnò a tutta la Chiesa il senso, il momento, il valore e la centralità della santa Comunione per la vita di tutti i battezzati, compresi i bambini. Nello stesso tempo sottolineava e ricordava a tutti l’amore e la predilezione di Gesù per i bambini poiché egli, oltre a farsi bambino, manifestò il suo amore verso di loro con gesti e paroole, al punto di dire:S non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli“; Lasciate  che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro  infatti appartiene il regno di Dio”. Essi sono sempre amici molto speciali del Signore.

Quanto egli desiderasse la Comunione, come ultimo tentativo e come padre, chiesi al p. Severino Mastrotto di dargliela, fintanto che aveva ancora  conoscenza.

Il Padre capì la situazione; venne all’ospedale e gli diede la Comunione.

Pensai che sarebbe stata un viatico per accompagnarlo in Paradiso, invece, abbiamo avuto la grande gioia del miracolo. Mia moglie mi riferì che il mattino seguente, svegliatosi, nostro figlio disse: “Gesù, mi alzo per giocare a calcio con te”.

Poi aprì gli occhi. Atsuhiko usciva così dallo stato gravissimo in cui versava e cominciava la convalescenza.

Il medico curante ci disse che la sua straordinaria ripresa non ha spiegazione medica.

Anche Atsuhiko é profondamente convinto che Gesù lo ha salvato. Mentre ringrazio Dio, penso che la fede di nostro figlio nell’Eucaristia abbia ottenuto il miracolo.

 Dopo questo fatto visto con i  miei occhi, ho pensato che Gesù, figlio di Dio, può fare ogni cosa. Ho deciso così di continuare il catecumenato e ho capito che dovevo cambiare, per iniziare una vita nuova come discepolo di Gesù Cristo e che, insieme a mia moglie e ai nostri figli, dovevamo praticare la vita cristiana.  

Penso quindi di essermi convertito.Insieme al Battesimo, ho ricevuto anche la Cresima e la prima Comunione e credo nella forza della fede, dell’Eucaristia e della preghiera.

Sono ancora giovane come cristiano, ma sono convinto di quanto siano importanti le parole di Gesù: “Amatevi come io vi ho amato” e di come siamo chiamati a vivere la vita per gli altri.

Quando mio figlio era gravemente ammalato, le preghiere di molti cristiani hanno ottenuto la sua guarigione. Allo stesso modo, anch’io non posso occuparmi solo della mia famiglia, ma devo farmi carico delle sofferenze degli altri.  

            A cura di p. Severino Mastrotto  sx –  2011-07-12http://www.xaverianas.com/nel_mondo.php?lingua=it&id_paese=JA

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3 risposte a PERCHE’ HO RICEVUTO IL BATTESIMO – Giambattista Hanamaki Yoshihiko

  1. *Annamaria* ha detto:

    E’ stato bello leggere questa testimonianza, soprattutto in questo periodo… mi capita spesso, negli ultimi giorni di dubitare… ma questo miracolo è un altro punto a Suo favore!😉

    Mentre lo leggevo ho provato anche paura. Ho avuto paura che quella comunità di cattolici potesse confermare i dubbi di quell’uomo. Andando avanti e scoprendo che quella comunità era formata da veri cattolici, mi è venuta voglia di ringraziarli per l’immagine che hanno dato della Chiesa!🙂
    Questo si può ricollegare ad un’altro dei miei “chiodi fissi” degli ultimi giorni: la necessità di passare dalle parole ai fatti! Quante mancanze di carità e contraddizioni notano le persone che ci guardano dall’esterno, nei nostri comportamenti? è davvero una grande responsabilità quella che abbiamo, anche se spesso non ce ne rendiamo conto…

  2. angelonocent ha detto:

    Il mio “chiodo fisso” è il “SOGNO”. Ogni tanto vado a rileggerlo. Ed il tuo intervento mi ha stimolato a farlo.

    Hai ricevuto un messaggio. A tua volta, ti sei fatta veicolo di trasmissione.

    Essere comunità di credenti esemplari è sempre difficile. Ma ci dobbiamo provare e riprovare…
    Anche le prime comunità create dai “dodici” non erano sempre e ovunque esemplari. Perché non è mai esistita la comunità ideale. E quella del Maestro era fatta di ottusi, testardi, limitati…come le nostre. Addiritura sgomitavano per i primi posti… E il Signore Gesù ci ha dato come punto di riferimento Pietro, uno spergiuro, timoroso, fragile…perché non ci scoraggiassimo ma ricominciassimo ogni volta da capo, imitandolo: “Flevit amare – Pianse amaramente“.

    Solo che lui, infine, lo ha testimoniato col sangue, da crocifisso a testa in giù. Perché, non solo gli ha creduto ma lo ha anche tanto amato.

    – HO FATTO UN SOGNO – I HARD A DREAM
    https://grcompany.wordpress.com/2010/02/09/ho-fatto-un-sogno-i-hard-a-dream-angelo-nocent/
    Qui si dice che QUANDO IL SOGNO E’ DI DUE, O TRE… RIUNITI NEL SUO NOME, (Matt 18, 15-20) IL SOGNO DIVENTA REALTA’:

    In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

    ANNAMARIA, VUOI REALIZZARE IL SOGNO DI DIO?

    PREGHIAMO INSIEME: Facci ritornare a te, Signore, e noi ritorneremo; rinnova i nostri giorni come in antico… (Lam 5,21)

    CONTEMPLAZIONE
    Donami, Signore, la consapevolezza che non sono solo/a a invocare il tuo Nome. Non è difficile pregare te, ma è faticoso sentire di essere in due o tre a chiedere la stessa cosa. Ognuno quando prega pensa al suo. E tu invece ci chiedi di accordarci sul cosa volere.

    Quante delusioni nelle nostre invocazioni solitarie…vero? Ma il segreto è qui.
    Al centro delle attenzioni del Padre non ci sono le nostre esigenze, ma l’accordo tra noi.
    Ed in questa unità Lui si fa presente.

    Il giapponese Giambattista Hanamaki Yoshihiko é arrivato a ricevere il Battesimo, vedendo altre persone unite a chiedere la guarigione del suo bambino. Nota bene: erano Cattolici ed Evangelici.

    E’ una grande carità questa, capace di coprire la moltitudine di tanti nostri peccati in pensieri, parole, opere ed omissioni.

    Signore, che possiamo essere un cuore e un’anima sola…
    PERCHE’ IL MONDO CREDA.

  3. lucetta ha detto:

    Sono testimonianze che mi danno un’energia ed una carica infinite e mi confermano nella certezza che Dio ascolta le nostre preghiere, quelle sincere che partono dal cuore e dal desiderio di migliorarsi per sapere amare meglio il mondo intero. Proprio in questi giorni stavo rileggendo la preghiera del cuore di Padre ANDREA GASPARINO. Una perla preziosa. Angelo, Anna maria, Debby, Silvia, Fabiana, Donatella, VI AMO

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