“Cariño!” – TANTI, SEMPLICI E NORMALI – Madrid JMJ 2011

Ciao Angelo, non so dove metterla nel tuo blog, quindi fallo tu …E’ talmente bella!

Fabiana

GRAZIE, FABIANA, IL POSTO GIUSTO E’ QUI:

Non ho mai visto accogliere una persona con questo cariño, con questo affetto. È molto più facile radunare  la gente, convocarla, per una protesta, perché è arrabbiata. È più difficile convocare per una festa per ringraziare qualcuno…».

Parola del capo della polizia di Madrid, commento sfuggitogli mentre, il giorno dell’arrivo di papa Benedetto, osservava attonito e divertito (lui, abituato alla rabbia e agli scontri) la folla di ragazzi che accoglievano il vecchio professore bavarese che imperterrito parla di Cristo al mondo disincantato e cinico.

Eccoli, i giovani delle nostre parrocchie, sentinelle del mattino che ricevono  da noi adulti un mondo spremuto e rissoso e che cercano di seguire il Nazareno.

Eccoli, tanti, semplici, normali. Ricordo, all’indomani della JMJ di Roma il commento di un caro amico, che aveva fornito l’impianto sonoro e luci per l’evento speciale, lui, abituato ai concerti di Vasco e del Liga.

Sai Paolo, dopo la veglia del sabato, stanchissimo, erano le due del mattino, ho raggiunto la mia auto dietro il palco per andare a dormire un paio d’ore in albergo. Sorpresa! Era pieno di giovani che dormivano nei sacchi a pelo! Non sapevo come fare, allora ho svegliato il primo spiegandogli la situazione, un po’ intimorito, pensando che mi mandasse a vaffa… Nessun problema! fa lui, alzandosi e urlando a tutti di svegliarsi. Si sono spostati tutti per farmi passare, centinaia e centinaia di ragazzi hanno fatto un corridoio salutandomi e augurandomi la buona notte. Giuro, mai visto niente del genere!”

In un mondo mediatico fatto di draghi e di mostri, fa bene la normalità.

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6 risposte a “Cariño!” – TANTI, SEMPLICI E NORMALI – Madrid JMJ 2011

  1. Deborath ha detto:

    Che bello questo post, ti dà tanta speranza, tanta fiducia nel futuro…
    Splendida anche l’immagine finale…
    Ti abbraccio forte, mio dolcissimo Angelo e ti dico che mi manchi infinitamente: mi manca la tua presenza, il tuo affetto, la tua vicinanza…
    Ti voglio bene… tantissimo… ♥

  2. fabiana ha detto:

    Bene Angelo!
    Post giusto al posto giusto!🙂
    Grazie.
    Un abbraccio.

  3. *Annamaria* ha detto:

    Mi sono commossa leggendo il racconto dei ragazzi che si sono alzati per far passare la macchina!!!! Che cosa meravigliosa!!!!😀
    Ho appena letto un articolo sui ragazzi della GMG che non hanno accolto le provocazioni di chi li contestava… è tutto così bello!!!
    E’ bello pensare che da qualche parte nel mondo ci siano persone capaci di rispondere col sorriso!!!!
    Sì, è stata una bella esperienza questa GMG, anche se l’ho vissuta dall’esterno!!! Sapere che c’è stata mi ha trasmesso speranza!!!!😀

  4. angelonocent ha detto:

    MARCELLO VENEZIANI AI GIOVANI

    Ragazzi, vi tocca fare la rivoluzione.
    Appello laico per la giornata mon­diale della gioventù, esteso ai non credenti ma inquieti.

    Voi che ve­nite dall’infanzia e vi aprite alla gio­ventù,
    voi che sapete poco o nulla del Passato, quello grande, ma anche del passato, quello minore.
    Voi che non sapete di quella storia tragica e solen­ne al cui tramonto noi nascemmo.
    Voi che avete l’obbligo biologico e anagrafico di sperare e di aver fiducia in ciò che fate, e di ritenere possibile per magica inesperienza della vita modificare il mondo.
    Voi che potete, non avendo mai avuto un contatto col potere della realtà e con la realtà del potere, mettere a frutto il vostro candore.

    Così non va, provate voi a cambiare. Puntate sulla rivoluzione, ne avete tutta la facoltà, incluse le vel­leità che all’età vostra si chiamano speranze.

    Fate la rivoluzione,
    – non contro qualcuno né a danno di terzi,
    – ma per rigenerare il mondo, che è stanco, vecchio, spompato
    .

    Non tut­to è fatto, è detto, è visto, è pensato, c’è ancora da fare, dire, vedere, pensa­re. Pensate pericolosamente e ri­schiate in proprio ma per una buona causa, non solo per un’emozione o peggio per un impulso o una voglia.

    Per noi è scaduto il tempo, scaduta la passione; ne abbiamo viste troppe, le cose morte superano le vive, cono­sciamo il potere e le sue leggi, cono­sciamo la routine e le sue leggi, noi guardiamo in faccia la realtà, fino alla morte.

    A voi disperare non è conces­so, perché si può disperare a posterio­ri, mai a priori. Con disperata fiducia nel vostro ingenuo futuro; il nostro già passò.

    SCUOTETE IL VOSTRO TEMPO.

  5. lucetta ha detto:

    Leggendo il post di Fabiana ed anche il commento di Marcello Veneziani riportato da Angelo mi è venuto spontaneo condividere con voi questo scritto di un giovane amico che da Londra scrive:

    Stamattina su un giornale “indipendente e laico” ho visto le foto della manifestazione di protesta ieri sera a Madrid. I due sentimenti, la rabbia e la gioia, erano l’una di fronte all’altra. Già rabbia e gioia, quanta differenza fanno nella vita e quali frutti diversi portano. Bellissimo vedere da una parte quelli che ieri urlavano contro i papaboys, dicendo “voi non siete ben venuti”, “tornate a casa”, (manco se i pellegrini che poi usano i trasporti spagnoli, vanno nei ristoranti e foraggiano l’economia, fossero scarafaggi colpevoli di chissà quale pestilenza) e dall’altra gli stessi pellegrini che invece di essere tentati di rispondere con violenza, si inginocchiavano e pregavano. E mentre in un primo momento ho provato sgomento nel vedere queste immagini forti, lo Spirito mi e’ stato vicino ed ho pensato a Gesù che colpevole di nulla, veniva portato a morire come un malfattore, tra gli sputi e gli insulti.

    Oggi sembra che la controtendenza sia dire che si è moderni, che si è lontani da queste posizioni da baciapile della chiesa, che si è laici e si pensa con la propria testa, ma io di questa chiesa sono orgoglioso di farne parte. Si questa chiesa che e’ capace di far trasparire la fede, di mostrare il volto di Gesù, sempre, ovunque, in ogni circostanza.

    Gli indignati domani tornano a casa, con il fegato livido di rabbia, fieri di aver dimostrato contro il papa e contro i costi del “festival cattolico” a carico dello stato (senza sapere che i costi della GMG sono tutti a carico della chiesa e dei pellegrini, lo stato paga per assicurare la sicurezza, come in tutte le manifestazioni, compresa quella degli indignatos).

    Avranno avuto il loro momento di gloria, urlando contro le suore e domani continueranno a cercare la gioia altrove, ma alcuni giovani della GMG torneranno cambiati dentro, incontreranno Gesù’, decideranno di dare una strada alla loro vita.

    La rabbia passa, la gioia resta e contagia.

    Preghiamo per tutti loro (pellegrini ed indignatos) e accompagniamo questi giovani nel loro cammino “radicati in Cristo, saldi nella fede”.

    Un abbraccio di cuore. Eddy”

    • angelonocent ha detto:

      ECCO LA SINTESI: “La rabbia passa, la gioia resta e contagia.”

      Il contagio è la trasmissione da un individuo ad un altro di una malattia infettiva. Può avvenire in diversi modi a seconda della malattia associata.”

      La nostra malattia infettiva si chiama GESU’.
      Attenzione: malattia inguaribile!

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