A MONTEROSSO CALABRO TIRA UN FORTE VENTO – Angelo Nocent

A MONTEROSSO CALABRO TIRA UN FORTE VENTO

Vengo da Monterosso Calabro dove in questi giorni è successo di tutto. Apparentemente, nulla di sconvolgente perché altrimenti ne avrebbero parlato i telegiornai. Ma vento e fuoco in abbondanza. Segno che la Calabria è nei pensieri di Dio che non abbandona nessuno al suo destino.

Ho avuto modo di incontrare due ragazze del posto, ANNAMARIA e DEBORATH, inseparabili amiche. Ed ora che sul cucuzzolo del monte è calata la scritta END, mi son fatto raccontare gli avvenimenti degli ultimi giorni.

ANNAMARIA (tuttoattaccatoaltrimentisiarrabbia!)

“E così è finita la settimana delle missioni popolari.
Commenti? Emozioni? Sensazioni? non lo so… non le saprei descrivere.
E’ stata una bella esperienza, questo è certo! Anche per me che l’ho vissuta sì da vicino, ma non troppo intensamente!
La cosa che più mi ha colpito è il fatto di vedere così tanti ragazzi pregare insieme!

C’è qualcosa di grande e incomprensibile dietro tutto questo, dietro la loro decisione così coraggiosa, dietro il loro atteggiamento costantemente sereno, gentile e disponibile… si percepisce sensibilmente, si vede!!!!

Sì, ho visto dei cristiani!!!! Ed è davvero una bella esperienza!!! :D

Riflettevo sul fatto che anche oggi le Messe saranno una alle 8 e una alle 18… ma oggi è completamente diverso!!! :)

“La mano di Dio si è posata su questo monte”? Sì, e ce ne siamo accorti da un bel po’! ;)

DEBORATH. Già da una foto a lei cara  s’intuisce che tira vento. Poi lei mi spiega:

Il soffio di Dio: sì, è proprio questa l’espressione migliore per esprimere quello che questa settimana ha rappresentato per me…

Da lunedì, infatti, è partita la Missione Popolare e sono arrivati nella nostra comunità 14 seminaristi ed è stata davvero un’esperienza unica e profonda!!!

E’ emozionante anche solo vederli questi ragazzi: hanno una gioia negli occhi, un’allegria, un modo di vivere che davvero ti lascia capire che la vita è bella e che la felicità è possibile anche in questo mondo se solo riesci a trovare la tua vera strada!!!!

Sono sempre sorridenti, gentili, cordiali, affettuosi con tutti…
Portano ogni mattina la Comunione agli ammalati, visitano le famiglie, si intrattengono con i ragazzi, animano le liturgie: tutto, in questi giorni, ha un aspetto diverso, tutto ha un suono diverso e l’armonia, come per incanto, diventa concreta e tangibile…

E’ bello vedere la loro unità, il modo che hanno di stare insieme tra di loro e con la gente: splendidi i rapporti che riescono a creare anche in poco tempo…

Non hanno pregiudizi, ma vanno incontro a tutti con semplicità e novità. Testimoniano con la loro vita la gioia di Cristo Risorto e se penso ad un’immagine che potrebbe rappresentare il loro arrivo qui tra noi è proprio questa del soffione…

Loro sono una cosa sola, perché uniti dalla comunione in Cristo, ma poi si disperdono in mezzo a noi, al Suo soffio: si disperdono, si confondono e, come semi portati dal vento, le loro testimonianze germoglieranno e porteranno frutti di bene, ne sono certa!!!! Non potrebbe essere diversamente, non avrebbe senso nulla altrimenti….

Quello di cui c’è più bisogno è la testimonianza e loro sono testimoni viventi, fanno capire anche ai nostri ragazzi che è bello seguire Cristo, che Gesù non ti toglie nulla, ma dà senso vero alla tua vita… E’ importante che i nostri ragazzi capiscano questo, è fondamentale che passi il messaggio che il cristianesimo, la religione, il Signore, non sono cose da vecchi e per vecchi, ma sono le uniche cose che davvero possono dare senso alla nostra vita!!!!

Domani sarà l’ultimo giorno che passeranno con noi: mi dispiace molto non vederli più in giro, non sentirli più cantare in quel modo celestiale, non poter più confrontarmi con loro, scherzarci insieme… Lasceranno un grande vuoto…

Ma voglio essere fiduciosa, almeno per una volta!!!!
Li rivedremo presto e torneranno ancora, con i loro sorrisi, a stare insieme a noi e a farci assaporare ancora un angolo di paradiso…”

Il 9 Ottobre rivedo ANNAMARIA e la trovo di un altro umore:

“Un’altra cosa che mi ha colpito è la differenza tra l’arrivo e la partenza!
All’arrivo stavano tutti vicini vicini e noi (almeno io) li guardavamo incuriositi da lontano.
Ieri sera erano tutti sparpagliati in Chiesa e in piazza ognuno di loro circondato da un sacco di persone che volevano scambiare un’ultima battuta con ciascuno di loro!
In una settimana sono riusciti ad integrarsi pienamente e farsi amare!!!! bello, bello, bello, davvero bello!!! “.

Lo stesso giorno rivedo anche DEBORATH. La la trovo straripante di gioia e mi mostra la croce a forma di Tau che porta al collo. Non si tratta di un portafortuna ma di un dono ricevuto da mani di ragazzi ai catechisti del posto, in cambio di un affetto ricevuto nei giorni pregressi, espressione di un legame che vorrebbero mantenere con Monterosso Calabro.

DEBORAT mi dice: “La relatività del tempo è una cosa che sempre mi stupisce: ci sono ore che non passano mai e settimane che volano via senza che tu te ne renda neppure conto…
E così si è conclusa la Missione Popolare, i seminaristi sono andati via dal nostro paese e ci hanno lasciato, oltre ad un grande vuoto, una pesante eredità: la croce!!!!

Sì, la Croce!
Alla fine della Messa conclusiva c’è stato un segno bellissimo, ma allo stesso tempo molto molto forte: i seminaristi-missionari hanno donato a noi catechisti la croce che portavano al collo, segno del fatto che questa missione non si è conclusa, ma sta per iniziare, e, questa volta, i missionari siamo noi!!!!

Da missionari a missionari: a noi il compito di continuare il cammino da loro avviato…
La croce è pesante e carica di responsabilità, ma è giusto che sia così!!!!
La comunità è nostra e sta a noi ora lavorare, seriamente ed instancabilmente, come hanno fatto loro, in questa settimana, affinché si possa realizzare qualcosa di bello, affinché possano sbocciare fiori di bene, di pace, di amore, di unità!!!!
Loro pregheranno per noi ed io lo farò per loro, perché il Signore li guidi e li accompagni in ogni loro passo…
Il rettore del seminario, nell’omelia, ha detto che Dio ha posato la sua mano su questo monte, su Monterosso, in segno di protezione, come noi facciamo con i bimbi piccoli se pensiamo che possano sbattere da qualche parte, in modo che non si facciano male…
Io spero che quella mano si posi anche sul capo di tutti questi ragazzi, affinché possano giungere alla perfezione…”

Le inseparabili amiche di sempre: da sin. Annamaria e Deborath

Ad un certo momento ANNAMARIA se ne esce con questa battuta:

” E’ una grande responsabilità quella che ci hanno lasciato!!!
Ma a chi è venuta quest’idea geniale???? :(
Io cerco di fare finta che non abbia importanza, ma non riesco a convincermene! :P
Speriamo bene!”

E DEBORATH prende la palla al  balzo: “Vero, Anna, una responsabilità grande grande, ma che dobbiamo accogliere con gioia, perchè ora sappiamo che Dio non ci ha dimenticati, che conta ancora su di noi, che ha deciso di affidarci qualcosa e noi non possiamo deluderLo….

Anna, ti prego, non fare finta di niente: decidi anche tu di lavorare intensamente e seriamente per edificare l’opera iniziata!!!!
Io ci sono e tu????”

ANNAMARIA non ha dato subito una risposta perché è fatta così: ogni cosa deve lievitare in lei.  Poi, sempre di poche parole, ma dallo sguardo acuto, mi ha detto:

” Un’altra cosa che mi ha colpito è la differenza tra l’arrivo e la partenza!
All’arrivo stavano tutti vicini vicini e noi (almeno io) li guardavamo incuriositi da lontano.
Ieri sera erano tutti sparpagliati in Chiesa e in piazza ognuno di loro circondato da un sacco di persone che volevano scambiare un’ultima battuta con ciascuno di loro!
In una settimana sono riusciti ad integrarsi pienamente e farsi amare!!!! bello, bello, bello, davvero bello!!!”.

DEBORATH, che non le manda a dire, le fa notare: “Scusami se te lo dico, ma… la prima risposta sembrava un pò troppo distaccata, mentre, invece,  questa sì che esprime la gioia che avevi dentro!!!”

E ANNAMARIA: “Effettivamente nel mio cervello… [matematico] cercavo di fare proprio un’analisi della settimana, senza troppo entusiasmo… poi è comparso l’entusiasmo. Chissà da dove e chissà come mai!”.

Tornato a casa, riflettendo e rimuginando su quel “Chissà da dove e chissà come mai“,  più che dire la mia, ho preferito far loro pervenire una risposta autorevole contenuta nell’omelia di un vescovo che non mi era noto ma che sa parlare al cuore della gente. Così ho scritto:

“…chissà da dove e chissà come mai!” HO TROVATO LA RISPOSTA. Ma, come sempre, non è in pillole. Del resto, come potrei?”

ECCOLA:

Arturo Aiello vescovo

“Cari fratelli e sorelle,

come vi dicevo all’inizio della celebrazione, poniamo un sigillo anche alla Pasqua 2008 attraverso la solennità e nella luce e nel fuoco e nel soffio della Pentecoste, una grazia che ha cominciato a soffiare 2000 anni fa e per lo più resta ancora tutta da scoprire e da utilizzare.

Questa grazia vi è data alla visita che la prima Chiesa riceve dallo Spirito Santo e come Gesù ha promesso di rimanere, come abbiamo ascoltato nel Vangelo dell’Ascensione, Domenica scorsa, sino alla fine dei tempi, così lo Spirito è sceso per rimanere nella Chiesa fino alla fine dei tempi, perché la Chiesa non abbia a perdersi, a perdere il suo Signore, a perdere la vitalità della Parola, a perdere la salvezza, quindi non stiamo qui a ricordare una grazia, ma a farla rivivere dentro di noi, nel senso che questa effusione dello Spirito Santo che è come una ventata di giovinezza, attraversa la vita della Chiesa e tutto quanto di bene avviene nella Chiesa e nel mondo è opera dello Spirito Santo.

Quello che dirò riguarda tutti ma, in modo speciale, riguarda i 27 cresimandi che ricevono oggi, personalmente, in una maniera indelebile, la grazia dello Spirito nel Sacramento Confermazione.

Guardiamo i segni che accompagnano la descrizione della prima Pentecoste.

Innanzitutto, i discepoli sono
RIUNITI,
TIMOROSI,
PAUROSI,
SENZA CORAGGIO,
PAVIDI,
come siamo noi.

Abbiamo paura del giudizio degli altri, abbiamo timore di affermare la nostra fede, particolarmente oggi sembra che tutte le fedi siano uguali e quindi ciascuno può scegliere la sua come in un supermercato religioso.

Anche noi siamo presi, attanagliati dalla paura di uscire dalle Chiese gridando, di uscire dal chiuso delle nostre celebrazioni per invadere il mondo. Bene, quei discepoli, timorosi come noi, intimoriti dalle potenze del mondo dell’epoca (l’Impero Romano, la cultura greca) quei discepoli timorosi sono diventati testimoni e anche noi, oggi, in particolare voi cresimandi, ricevete questa grazia di passare da un timore al coraggio, dalla paura alla forza, forza di parola, forza di testimonianza, forza di sguardo, forza di gioia, forza di, come diremo nelle promesse battesimali, di gloriarci di far parte della Chiesa.

Diremo nella professione di fede “E NOI CI GLORIAMO DI PROFESSARLA”.
Ci gloriamo delle cose belle e si gloriano coloro che sono coraggiosi che invadono il mondo sapendo che riusciranno ad abbatterne le potenze.

Questo è il primo frutto della Pentecoste, in quella, come in quella di oggi, in quella del passato, come di questa. Quindi se tu hai paura,
– paura di crescere,
– paura di amare,
– paura di testimoniare,
– paura di uscire allo scoperto
riceverai oggi, nella misura in cui ovviamente sarai ricettivo, riceverai forza per diventare coraggioso.

I DISCEPOLI ERANO RIUNITI CON MARIA.

Maria diventa il punto di riferimento nella vita della Chiesa, prima della discesa dello Spirito Santo, in Lei lo Spirito ha già agito all’atto in cui l’ha fecondata per renderla madre del Redentore, anche noi siamo riuniti intorno a Lei perché Maria è la madre, perché la madre è la Chiesa, perché quest’anno, straordinariamente per la Pasqua prematura che abbiamo vissuta, la Pentecoste coincide anche con il mese di maggio dedicato a Maria e quindi rivolgiamoci a Lei dicendo: Madre, prepara il nostro cuore,

  •  fa’ che crediamo alle parole dell’angelo,
  • fa’ che non ci tiriamo indietro quando ci viene proposta una strada, un’ immagine di noi superiore alle nostre forze,
  • aiutaci ad affrontare la vita, costi quello che costi, perché la fede è una avventura degna di attraversare e di trasformare e di rendere opera d’arte la nostra esistenza.

Terzo elemento (quindi, primo elemento DALLA PAURA AL CORAGGIO, secondo elemento RACCOLTI INTORNO ALLA MADRE come figli che hanno paura del mondo perché debbono essere educati ad andare e a diventare grandi).

Terzo elemento: IL VENTO.

Dice l’autore degli Atti, come abbiamo ascoltato dalla prima lettura che un vento gagliardo si abbatté su quella casa, su quella stanza alta, era la stanza del cenacolo (ancora oggi è visitabile a Gerusalemme) dove i discepoli avevano fatto esperienza di comunione con il loro maestro prima del fallimento, della condanna e della crocifissione.

Si riuniscono là perché quello è il luogo del ricordo, ma hanno le porte chiuse e questo vento viene a scardinare le porte. È un vento segno di Dio perché il vento ha sempre avuto questo alone di mistero. Ancora oggi, nonostante tutti i progressi della scienza, il vento, i venti rimangono ancora tutto da scoprire.

Come nasce un vento? Come muore un vento?

E che il vento sia forte a volte, drammaticamente ne facciamo esperienza, in questo sradicamento anche degli alberi più forti in assoluto che forse sono i baobab in Africa e che stravolge una geografia.

Il vento è misterioso, Gesù lo aveva detto anche a Nicodemo, non sai da dove viene e dove va, così è di chi è nato dallo Spirito.

Il vento in natura è anche un elemento fecondante perché il vento, oltre a portarvi le allergie, per quelli che fra voi ne soffrono, è anche portatore di pollini e quindi gli innesti, gli incroci in natura avvengono sulle ali del vento.

Allora questo vento naturale viene desunto come simbolo dello Spirito che stravolge una geografia, una vita, che spinge, che scardina, ma anche che feconda, che porta pollini da lontano. A volte, a distanza di chilometri e chilometri, centinaia e centinaia di chilometri, arriva da noi la sabbia del Sahara a sporcare i parabrezza delle nostre auto.

Quanti chilometri ha percorso quella sabbia? Da dove viene? Chi l’ha portata? Il vento. Insieme con la sabbia, arrivano anche questi profumi, questi odori, questi pollini, per cui uno si può trovare incinto o incinta a primavera senza sapere come.

Come è successo? Opera del vento. Tutta questa simbologia, capite, a cui erano, credo, ancora più sensibili di noi gli antichi, viene desunta come simbolo teologico. È lo Spirito.

Quindi, lo Spirito viene a rendere feconda la tua vita, a te sembra di aver sbagliato, d’esser un fallito, una fallita e invece questo vento ti porta nuovi profumi, ti porta primavera, ti porta frutti. La festa della Pentecoste per gli Ebrei era la festa della mietitura. Voi dite: ma da noi il grano non è ancora maturo. Sì, dobbiamo spostarci un po’ più a sud dove fa più caldo e quindi il grano matura prima. Quindi la Pentecoste era il giorno, il periodo delle messi e quindi del ringraziamento a Dio che ha fatto spigare il grano e su questa festa entra la festa cristiana, a dire che il vento dello Spirito ti fa spigare, cioè ti fa portare frutto.

Sei morto? Il chicco di grado se non muore… (parola di Gesù), ma da quella morte è nata una vita, è nata una spiga. Da un chicco 50 chicchi, da un chicco 100 chicchi, da un chicco 25 chicchi: opera dello Spirito. Quindi elemento bello.

O l’ elemento fuoco, perché dice sempre il racconto degli Atti che si posarono sulla testa di ciascuno degli undici ma anche su quella di Maria delle lingue come fuoco. Ovviamente sono simboli, perché anche il fuoco come il vento questa potenza distruttrice, trasformatrice, illuminatrice, di riscaldamento e sono tutti elementi legati allo Spirito Santo.

Allora dalla Pentecoste si esce infiammati. Se il vento ti feconda, quindi dalla Pentecoste esci incinta, incinto, gravido, dal fuoco esci riscaldato, illuminato, illuminante. Quindi immaginate se questi 27, tutti noi, usciamo alla fine di questa celebrazione infiammati, che effetto potremmo fare sugli altri!

La Chiesa è fredda. La sequenza che abbiamo letto allo Spirito Santo, che dovreste imparare a memoria una buona volta, è una delle preghiere antiche dello Spirito che vale la pena dire più volte prima delle scelte importanti, prima di uscire di casa, prima di un esame, ecc., utilizza a questo proposito la parola “frigido”.

Scalda ciò che è gelido, ma in latino, la traduzione un po’ più letterale è “Scalda ciò che è frigido”. Voi siete preoccupati dalla frigidità legata alla sessualità e non vi preoccupate della frigidità spirituale, cioè non ti riscalda niente , non ti entusiasma niente, niente ti fa vibrare.

Ecco, è preoccupante questa frigidità dello Spirito, cioè un gelo, come se i ghiacciai anziché diminuire in natura, arretrare, stessero avanzando nella vita del mondo e, Dio non voglia, anche nella vita della Chiesa, rendendo insensibili i cuori. Allora le fiamme che si posano sul capo sono espressioni di questo fuoco.

Voi conoscete credenti infiammati? Credenti infiammabili? Credenti che trasmettono questa voglia, questa frenesia del Vangelo?

Non credo che ne conosciate molti, purtroppo per noi e per voi, eppure il credente deve essere così.

Ultimo elemento: il frutto concreto, visibile, oltre questi simboli della Pentecoste è il fatto che vinta la paura, i discepoli escono sulla piazza, sono le dieci del mattino, dice il testo degli Atti e cominciano a predicare e ohibò! A Gerusalemme ci sono, come avete ascoltato, abitanti della Mesopotamia, del Ponto, della Frigia, della Panfilia, ecc. ad indicare tutte le religioni del mondo conosciuto e tutti percepiscono l’annuncio del Vangelo nella propria lingua nativa.

Cosa significa questo effetto della Pentecoste? Significa che lo Spirito ti fa parlare una lingua comprensibile a tutti. Non vi aspettate, come vi ho detto altre volte, di uscire laureati in Lingue Straniere da questa celebrazione, ma aspettatevi di uscire laureati, potenziati dalla possibilità di parlare la lingua che gli altri possano comprendere. Quindi tra voi, coloro che sono genitori, sentono il disagio di parlare coi propri figli “Parlo ma mio figlio non ascolta”, ecco, oppure “Parlo con mio marito ma è come se non esistessi”, o il figlio parla con i genitori ma mi sente lontano, o gli insegnanti parlano agli alunni, ma non riescono a stabilire un feeling.

Massimiliano che è animatore e presidente di AC, parla, forse, con gli acerrini, i giovanissimi ma non riesce a farsi capire. Com’è? Com’è questo fatto?

Lo Spirito ti dà la possibilità di gettare ponti. Quindi se tu avverti questa incomunicabilità con tuo figlio, con tuo marito, con il ragazzo del tuo gruppo, con il tuo fidanzato, chiedi la forza dallo Spirito che ti dà il dono, si dice in termini tecnici, della glossolalìa, dimenticatelo il termine ma l’avete già dimenticato, che significa questa possibilità di parlare in lingue diverse.

Allora, quando vedo un bambino, mi chino e parlo la sua lingua; non posso parlare da adulto con un bambino. Parlo con un adolescente? Gli adolescenti hanno i loro linguaggi criptici, però se io sono sotto l’azione dello Spirito e invoco lo Spirito Santo riuscirò a stabilire anche un rapporto con gli adolescenti e così con il marito, e così con la società, anche la Chiesa ha un estremo bisogno di farsi capire e io spero che voi mi stiate intendendo non solo come voce che vi arriva, ma come contenuto.

I Vescovi parlano, ma spesso parlano, e accuso anche la mia categoria, così, come se parlassero a tutti e a nessuno, parlano un linguaggio ecclesialese come i politici parlano il politichese, cioè un’altra lingua!
La gente non li capisce!
Voi non ci capite!
Voi capite quando parla don Tommaso?
Cioè, ci capiamo?

Vedete, è una cosa importante perché se non ci capiamo stiamo perdendo tempo, anche io ne sto perdendo e anche voi, perché ci stiamo, così, sfiorando senza incontrarci veramente.

Vi sto dicendo in altri termini (chiudo) che questa grazia dello Spirito non è un optional cioè chi ha tempo da perdere si può cresimare, chi ha tempo da perdere dica la sequenza allo Spirito Santo, chi non ha niente da fare ….no!

E’un fatto vitale, altrimenti tu ti chiudi nel tuo mondo, tu Chiesa, tu Vescovo, tu parroco, tu genitore, tu animatore di Azione Cattolica, eh? tu insegnante…e gli altri vanno per i fatti loro e non ci incontreremo più perché andiamo verso cammini divaricanti che si allontanano sempre più mentre invece lo Spirito ci fa incrociare.

Mi sono spiegato? Spero di sì perché voi non abbiate solo sentito una cascata di parole, ma abbiate inteso: ma allora questo Spirito Santo forse serve, forse cresimarsi è utile, forse senza Cresima (e non basta la Cresima celebrata se poi non c’è l’adesione nella vita), senza Spirito Santo, diventiamo tutti muti e tutti carcerati nella incomunicabilità.

Allora, mi fermo un attimo e io come Vescovo, don Tommaso come parroco, ciascuno di voi, come insegnante, come genitore, come educatore dica “Vieni, Spirito Santo perché questa è una babele”. Il contrario della Pentecoste è babele, cioè tutti parlano ma nessuno si incontra, tutti parlano ma non ci si capisce e il mondo rischia di andare verso la babele se non viene lo Spirito-Vento, lo Spirito-Fuoco, lo Spirito-Lingua comprensibile a tutti, lo Spirito-Coraggio. Vieni, Spirito Santo.

Allora per darvi il buon esempio, recito io la sequenza allo Spirito Santo, così la imparate anche voi.

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna. Amen.
(dalla Liturgia di Pentecoste)

(SANTA MESSA E AMMINISTRAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE – OMELIA DI S. E. MONS. ARTURO AIELLO Vescovo della Diocesi di Teano-Calvi – Cattedrale di Teano – Domenica di Pentecoste, 11 Maggio 2008 – Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall’autore).

——————————————————————–
“…chissà da dove e chissà come mai!”

IL MIO AUSPICIO

A MONTEROSSO CALABRO E’ TIRATO UN FORTE VENTO E SONO STATI REGISTRATI ANCHE DEGLI INCENDI…

Speriamo che non intervenga il solito “POMPIERE” a spegnere le Fiamme, ad estinguere il F.A.R.E:

Finalmente

Abbiamo

Raggiunto

Entusiasmo

Prima di lasciarci, Deborath, con l’affetto di sempre, mi ha detto:

Ti lascio un abbraccio forte forte e ti dico che ora mi sento pronta ad essere una Globulina vera!!!!
Ho tanti progetti in mente ed inizierò prestissimo a metterli in atto…
Prega per me…
Ti abbraccio forte forte forte… ♥”.

Come potrei dimenticare?

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12 risposte a A MONTEROSSO CALABRO TIRA UN FORTE VENTO – Angelo Nocent

  1. Deborath ha detto:

    WOW!!!!!!!!!!!!!!!
    Angelo!!!!!!
    Ho letto questo post tutto d’un fiato, senza minimamente riuscire a staccarmi, fino alla fine!!!!
    Splendido questo post, meravigliosa la tua idea di unire le nostre impressioni (mie e di Anna)…
    Grazie infinitamente per questo “tributo” che hai dedicato al nostro paese e alla nostra esperienza!!!!
    Prega per noi, per me e per Anna, per la nostra comunità, per i seminaristi che ci hanno regalato questa esperienza e per tutti i missionari spari nel mondo!!!!
    Grazie grazie e ancora grazie…
    Ti voglio bene ♥ e sono felice…🙂

    • lucetta ha detto:

      Che gioia sentirti parlare così.!!!!! Ora ti senti pronta ad essere una globulina vera e non solo…addirittura missionaria. SEI FELICE!!!!! Ho chiesto e chiedo al Signore il lavoro per te e LUI mi ha risposto ed esaudito in modo completamente diverso. Dico: FIAT e ci tengo a ricordarti che “il cattivo pompiere” è sempre in agguato per cercare di spegnere il fuoco divampato nei cuori…. e quindi OCCHIO, stavolta non facciamoci fregare per nessun motivo. Un abbraccio grande. Lucetta

      • Deborath ha detto:

        Grazie infinite, Lucetta mia, per tutto!!!
        Non sai quanto sei preziosa per me e quanto le tue preghiere mi diano forza…
        Sento che ci sono e sono convinta che se ho ritrovato la gioia di vivere è anche merito tuo…
        e’ bello sapere che ogni giorno qualcuno ti accompagna con il suo pensiero e le sue preghiere ed intercede per te presso il Padre…
        Grazie!!!
        E’ meraviglioso avere un’amica come te che è sempre presente, che ti incita, ti incoraggia e ti sostiene quando ne hai più bisogno, quando tutti si allontanano da te perchè sei diventata pesante, scostante, antipatica, perchè non stai bene con te stessa e con gli altri…
        GRAZIE…
        So che è ben poca cosa, ma sappi che viene dal centro del mio cuore…
        Ti voglio bene…🙂

  2. angelonocent ha detto:

    TANTO PER DARE UN’IDEA …

    IL SACRO

    IL PROFANO

    • Deborath ha detto:

      Mi fa un certo effetto questo raffronto tra sacro e profano: soprattutto se ci si sofferma a guardare quanti giovani ci siano in questo paese!!!!
      Peccato, però, che troppo troppo pochi frequentino la parrocchia e scelgano di fare un serio cammino di fede…
      Speriamo che le cose possano cambiare prima o poi, speriamo che un giorno siano tuti radunati intorno a Maria a cantare la litania tutti insieme, prima di andarsi a divertire alla notte lunga…
      Un bacio e grazie, papi, per la tua attenzione al nostro piccolo monte-rosso…🙂

  3. lucetta ha detto:

    Angelo perdona il limite che sempre mi accompagna……MA questo incontro con ANNAMARIA e DEBORATH è avvenuto realmente o solo virtualmente? NON L’HO CAPITO.

    • Deborath ha detto:

      No, Lucetta, l’incontro tra noi tre è solo virtuale, purtroppo, anche se sai che, grazie alla comunione di Spirito, siamo sempre presenti l’uno all’altro… Quando ci vogliamo così bene, come succede tra di noi, l’incontro avviene ogni giorno, perchè ci portiamo l’uno nel cuore dell’altro…
      Vero?
      Un bacio enorme…🙂

  4. Donatella ha detto:

    Caro Angelo, in questo post sei riuscito a trasmettere perfettamente le sensazioni di questi eventi…i sentimenti puri e sinceri di chi si sente parte di un tutto…bellissimo, davvero. Mi sento davvero vicina a Debby e ad Annamaria e le loro parole mi hanno comunicato una gioia che non so esprimere, una scintilla di speranza che illumina il cammino.
    Un abbraccio a voi con tanto affetto

  5. fabiana ha detto:

    Mi associo a Donatella,
    compreso l’abbraccio

  6. Deborath ha detto:

    Ciao Papino mio, passo per lasciarti il mio bacio di buongiorno e per ricordarti che “Ti voglio bene!!!” ♥
    A presto e passa a trovarmi, ogni tanto, pigrone!!!!! ;-D

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