LIBIA: GUERRA E PACE. Sarà vero? – Angelo Nocent

Da Monterosso Calabro, ci spostiamo in Libia. Tutto sommato, una distanza abbastanza ravvicinata.

Anche qui da tempo tira un forte vento. Non è pentecostale nè desertico ma  un vento di guerra che ha raggiunto ieri il suo epilogo con l’uccisione di Mu’ammar Gheddafi.

Non avevo intgenzione di scrivere nulla. Solo che mi è pervenuta una e-mail dell’amica Silvia  che mi ha fratto riflettere e così mi sono deciso di pubblicarla. Il resto è venuto di conseguenza.

File:Muammar al-Gaddafi at the AU summit.jpg

ECCO LA SUA LETTERA:

Volevo scriverlo da qualche parte. Dirlo a qualcuno.  Lo scrivo a te.  Malgrado la “mia” croce infinita, non riesco a rimanere estranea a ciò che succede vicino, anche se lontano. 

La morte di Gheddafi mi turba profondamente. Quanto male, quanto grande peccato in questa vicenda. Un peccato che ci vede, mi vede, coinvolta in prima persona.

Pietà Signore. Misericordia. Non solo parole, ma conversione. Maria, prega per noi peccatori… adesso e nell’ora della nostra morte. Adesso, devo convertirmi…

                                                 Silvia.

 File:Leptis Magna Arch of Septimus Severus.jpg

Arco di Settimio Severo a Leptis  Magna, un’antica e influente città della Libia

Cara Silvia,

                        che dire fra tutto il gran parlare che si fa e le immagini agghiaccianti che spopolano sugli schermi televisivi di tutto il mondo? 

Forse possiamo solo affidare lui e noi al Misericordioso perché abbia pietà.

A guardar bene, la gente della Libia, dal tempo degli Egizi fino ai nostri giorni, è sempre stata dominata da qualcuno:

  • – Dominio egizio
  • – Dominio greco-fenicio
  • – Dominio romano, vandalo e bizantino
  • – Dominio arabo e ottomano
  • – Colonizzazione italiana
  • – Indipendenza e regno di Libia
  • – Regime di Gheddafi
  • – Guerra civile…

Oggi si chiude un capitolo doloroso della sua storia. Ma se ne aprirà un altro, non meno preoccupante ed incerto, perché, quando ci sono di mezzo il petrolio e i soldi, tutto il resto  conta poco e nulla.

Speriamo almeno che il sangue versato non chiami altro sangue vendicativo.

File:Leptis Magna Theatre.jpg

L’antivco teatro di Leptis Magna

File:La Cattedrale di Bengasi.jpg

L’ex Cattedrale di Bengasi

Un po’ di storia del cristianesimo Libico

Il cristianesimo nell’attuale Libia fonda le sue radici agli inizi stessi dell’era cristiana.

Il vangelo ricorda un certo Simone di Cirene che aiutò Gesù a portare la croce al Golgota. Gli Atti degli Apostoli affermano che il giorno della Pentecoste, vi erano a Gerusalemme fedeli provenienti da Cirene (At 2,10).

Secondo la tradizione della  Chiesa copta, san Marco sarebbe originario di Cirene e convertì molti suoi concittadini prima di fondare la chiesa di Alessandria in Egitto.

Ritornato a Cirene, Marco avrebbe consacrato il primo vescovo della città, san Lucio,  che subì il martirio ad Alessandria, dopo una sommossa popolare il 25 aprile 68.

Dopo Lucio di Cirene, non vi è traccia di vescovi in quella regione prima della prima metà del IV secolo.

Nel Martirologio romano troviamo il nome di Teodoro, vescovo di Cirene, che fu martirizzato nel 302, un altro Teodoro assieme al diacono Ireneo e ai lettori Serapione e Ammonio subirono il martirio il 26 marzo 319. Uno dei martiri più famosi della persecuzione di Diocleziano, era santa Cirilla, una nobile ragazza di Cirene.

La Cirenaica però non offrì solo santi al cristianesimo: infatti era originario di Tolemaide il sacerdote Ario, le cui dottrine religiose furono condannate come eretiche nel primo Concilio di Nicea.

Uno dei vescovi più famosi della Cirenaica nel V secolo fu Sinesio di Tolemaide. Vescovi della Pentapoli nella regione di Cirene erano presenti ai concili di Efeso (431), Calcedonia (451) e Costantinopoli (553).

Mentre la chiesa della Cirenaica era legata a quella egiziana di Alessandria, il cristianesimo della Tripolitania  si legò alla chiesa di Cartagine nell’attuale Tunisia.  Secondo la tradizione il primo papa africano, Vittore I, sarebbe originario della Tripolitania. Tra le principali sedi episcopali di questa regione si ricordano Leptis Magna, Oea (Tripoli) e Sabrata.

Con l’avvento dell’islam il cristianesimo scomparse dalle coste meridionali del Mediterraneo. Bisognerà attendere il Medioevo per rivedere una presenta cristiana in  Libia.

All’inizio del XIII secolo i cristiani non sono più indigeni,  ma al contrario sono stranieri principalmente mercanti e arinai provenienti da Pisa, Genova e Malta. Come altrove in Nordafrica i cristinai erano perseguitati in queste regioni, e, a causa della loro fede, fatti schiavi: e fu proprio per sostenere ed aiutare gli schiavi cristiani che,dalla prima metà del XVII  secolo, ricompaiono in Libia i missionari europei. Con il permesso del sultano di Costantinopoli nel 1645 nella medina di Tripoli  è costruita la basilica di Nostra Signora degli Angeli; alcuni anni prima, nel 1630, la Santa Sede eresse la prefettura apostolica di Tripoli, divenuto, alla fine dell’Ottocento, vicariato apostolico della Libia.

Con la conquista italiana della Libia e la politica di emigrazione attuata dal governo fascista, aumentò considerevolmente il numero di cattolici nel paese.

La  Santa Sede passò quindi ad istituire altre circoscrizioni ecclesiastiche: Bengasi nel 1927, Derna e Misurata nel 1939.

La perdita delle colonie italiane dopo la seconda guerra mondiale, la rivoluzione del 1969  e l’espulsione degli italiani nel 1970, hanno modificato l’identità della Chiesa libica, che oggi si presenta con un volto più afro-asiatico che europeo.” (da Wikipedia)

Io credo che i cristiani possano solo auspicare un governo democratico, rispettoso della libertà religiosa. E praticare la carità evangelica  in tutti i modi possibili. Perché il dolore nascosto è tanto, come le lacrime da asciugare e le bocche da sfamare, nonostante  l’oro nero che le pompe petrolifere portano in superficie ogni giorno  in quantità ingentissime.

Ci vorrebbe un miracolo come a Cana:

che i barili di petrolio si trasformassero da egoistica merce di scambio e di sfruttamento,  in benedizione e benessere per tutti.

E’ per questo che chiediamo l’intervento della nostra potente ma clemente solella Maria, la piena di grazia.

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4 risposte a LIBIA: GUERRA E PACE. Sarà vero? – Angelo Nocent

  1. fabiana ha detto:

    Grazie di aver lasciato un po’ di spazio per la nostra indignazione di fronte
    alla caccia all’uomo, chiunque egli sia.
    Nessuno tocchi Caino!
    Vergognose le immagini in tutti sensi, sia la non dignità mostrata di un uomo ucciso sia il ragazzino trionfante con la pistola in mano.
    Davvero pietà per tutti!

  2. Donatella ha detto:

    Mi associo a Fabiana, non era giusto mostrare quelle immagini, vera esaltazione della più efferata violenza.

  3. Deborath ha detto:

    Caro Angelo, ancora rimango allibita per quello che succede in giro, le immagini che sono state trasmesse mi hanno sconvolto e choccato e tuttora non riesco a capire come si possa gioire per la morte di un essere umano, anche se ha fatto tanto tanto male…
    Non ho parole…😦
    Un abbraccio silenzioso…

  4. lucetta ha detto:

    Che posso dire? Insistiamo a chiedere a Dio un miracolo che trasformi i cuori di tutti. Mi sforzo di capire cosa vuole dirci il Signore attraverso questi fatti e che cosa si aspetta da noi.

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