GERUSALEMME – MONTE DEGLI ULIVI

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E NON ESSERE IMPAZIENTE

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Coloro che voglion0 fare un tragitto di navigazione con la COMPAGNIA DEI GLOBULI ROSSI per vivere insieme “IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO” (1Corinzi 15,1-8), liberi di lasciare la barca quando lo decidono, possono segnalarlo qui : nocent.angelo@gmail.com

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36 risposte a GERUSALEMME – MONTE DEGLI ULIVI

  1. lucetta ha detto:

    Un pps bellissimo accompagnato dalla magnifica voce della Tebaldi. Vedere parte dei luoghi, della terra che Gesù ha calpestato….è emozionante. Grazie per questo dono.

  2. Deborath ha detto:

    Mamma mia!!!!!!
    Sai, Angelo, vedere qelle piante, quegli ulivi secolari, mi fa una tale impressione: pensare che lì, proprio lì, tra di loro, Gesù ha vissuto la sua agonia, magari si è anche appoggiato lì per potersi sostenere, lì ha sudato sangue, lì ha camminato, lì si è fermato, lì ha pregato…
    Dio mio!!!!!
    Mi fa sempre un certo effetto vedere questi posti: ricordo che un giorno ho visto un filmato sulla Terra Santa e non sono riuscita a trattenere le lacrime…
    Mi succede sempre, sempre così!!!!
    Ti abbraccio forte forte… ♥

  3. angelonocent ha detto:

    Sì, Deborath, sono proprio i luoghi del “«sia fatta la tua volontà così in cielo come in terra». Nè ho parlato anche in questi giorni sul benvenuto a Rita.

    Mi cito: “Se tengo presenti i versetti drammatici di Matteo 26, mi rendo conto di come Gesù, che pure ha desiderato tanto la venuta del Regno perché la volontà del Padre si compia, fa fatica ad accettarla: «E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!“» (v. 39).

    E finalmente: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà» (v. 42). Quindi l’invocazione del Padre Nostro è espressa da Gesù nel momento più oscuro della sua vita”.

    Queste foto che qualcuno che non conosco mi ha fatto pervenire, sono un buon pretesto per ricordarcelo.

    • Deborath ha detto:

      Già, è nel momento più oscuro che dovremmo dire: “sia fatta la tua volontà!” Ma quanto ci è difficile affermarlo certe volte…😦
      Forse non siamo proprio dei bravi cristiani, anzi, forse è meglio che parli solo per me… Non SONO una brava cristiana!!!!!!
      Però, forse, è la mia condizione umana, la mia fragilità, che mi porta a faticare nell’affermarlo e nel desiderarlo, perchè, a volte, la volontà di Dio è dura e difficile e così cado, spesso, troppo spesso…
      Che Dio abbia pietà di me e mi accetti per ciò che sono, nella speranza di diventare sempre più come Lui mi vuole…

    • Rita ha detto:

      Questa sera avevo proprio bisogno di fare una passeggiata in Terra Santa. Bellissime le immagini che hai proposto, Angelo. Forse non avrei ammirato così questi luoghi se ci fossi andata realmente. Camminando per i luoghi percorsi da Gesù, sarebbe stata così forte l’emozione che sicuramente non avrei alzato gli occhi al cielo per ammirare quegli splendidi mosaici, E passeggiando nell’orto degli ulivi, sicuramente non mi sarei soffermata a vedere quegli ulivi annosi dai tronchi nodosi …. potevo osservarli pensando che in quel luogo Gesù aveva accettato la volontà del Padre dopo aver sudato sangue?
      Dalla finestra virtuale è tutto diverso, ma mi sono emozionata lo stesso e non è stato possibile non associare quelle immagini alla vita di nostro Signore Gesù Cristo.

  4. Donatella ha detto:

    Non ci sono parole per poter descrivere la bellezza di questi posti, ancora più belli perchè risplendono di santità…solo guardandoli ti comunicano la presenza ancora fortissima di Gesù e Maria e ti infondono una grande pace…
    A Debby: comprendo ciò che provi perchè è ciò che sto provando anch’io…d’altra parte mi consola la certezza che Dio ci ama per come siamo e che la sua infinita bontà ci perdona sempre…il nostro non è un cammino facile, siamo esseri umani ma proprio Lui che legge nei nostri cuori conosce i nostri sforzi, li apprezza ed è sempre disposto ad aiutarci.
    Un abbraccio a tutti, vi voglio bene.

  5. lucetta ha detto:

    Mi piace, pupette belle, questo dialogare tra voi e m’inserisco. Dobbiamo sostenerci ed incoraggiarci a vicenda sempre!!!!!!! Sarebbe troppo semplice e facile se non dovessimo subire gli effetti della nostra fragilità umana. Le condizioni meteo, la salute fisica, i contrasti con chi ci vive accanto, le brutte notizie, le sofferenze che vediamo intorno a noi….e tanto tanto altro ci spingono al pessimismo, alla stanchezza, a buttare all’aria tutte le buone intenzioni…e noi che facciamo? LOTTIAMO per non soccombere a tutto questo e deprimerci. Per me questo è il martirio a cui siamo chiamati…non ci viene chiesto chissà cosa ma solo un dire “sì” continuo e perseverante a ciò che ci accade..specialmente se l’evento negativo non siamo stati noi a procurarcelo. Ricordate? CHI CI SEPARERA’ DALL’AMORE DI CRISTO? Niente e nessuno può farlo, tranne noi se pecchiamo…..ma abbiamo sempre la consolazione che a LUI non sfugge nulla, neppure il più piccolo sforzo da parte nostra. Vedo che ne siete convinte ed allora questa certezza ci dia forza e vigore. Un abbraccio.

    • Deborath ha detto:

      Ciao Lucetta mia bella, il problema, purtroppo, è proprio questo che, almeno io, parlo per me, sempre e comunque, io pecco pure…😦
      Questo, spesso, fa sì che io mi scoraggi, che mi senta una perdente, una fallita… Penso sempre che non merito la fiducia che Dio mi ha dato, ma poi, con grande faccia tosta, torno da Lui e provo nuovamente a riprendere il cammino…😦
      Sai come? Come quella bimba con la faccia e le mani sporche di nutella che guardano la mamma dal basso in alto come per dire: “No, non sono stata io a mangiarla…”
      Capisci cosa voglio dire?????
      Sono proprio una bambina cattiva…😦

      • Rita ha detto:

        Ciao Deborath, mi piace quando dici “io pecco pure”,,, Ma chi è che non pecca?… Sai, pecchiamo anche quando siamo così critici con noi stessi, come fai tu e come faccio pure io, che sono sempre pronta a mettermi in discussione… Una volta, da ragazza, confidai ad un sacerdote che, se mi accorgevo di essermi distratta durante la celebrazione eucaristica, non mi avvicinavo all’altare al momento della comunione. Mi sgridò e disse che non potevo sostituirmi a Dio, giudicandomi, e mi ricordò che Dio è buono e misericordioso. “Bambina cattiva” fossero tutte come te le bambine!!!!🙂 Ti abbraccio.

      • lucetta ha detto:

        Lo scoraggiamento dopo una caduta, il senso di sconforto sono dovuti all’orgoglio, all’alta concezione che abbiamo di noi stessi. Ci scoccia vederci sempre immersi nelle mancanze. Dobbiamo sopportarci. Capisco fin troppo bene quello che dici. Ricordo gli anni della gioventù e le lotte, le difficoltà, gli entusiasmi, le cadute e la mortificazione con relativo scoramento. Ho sorriso quando hai detto “Io pecco”….ma sei in buona compagnia!!!! Tutti, chi più gravemente chi meno, peccano…MA TU SAI CHE CIO’ CHE CONTA é RIALZARSI e NON TI STANCARE in questa ginnastica . Gesù ama le persone che hanno la faccia tosta di ripresentarsi a Lui per chiederGli perdono. Sa bene che non lo facciamo per prenderlo in giro, ci legge dentro. Ciao e buona notte.

      • Deborath ha detto:

        No, Lucetta, non mi stancherò in questa “ginnastica”…
        Spero che Dio, però, non si arrabbi troppo con me…😦
        Un bacio e buona giornata…🙂

      • Deborath ha detto:

        Rita, Rita… Siamo proprio tremende!!!!
        Sempre lì a puntarci il dito contro…
        E che possiamo farci? Siamo fatte così tu ed io…🙂
        Il Signore avrà misericordia di noi anche per questo e per il fatto che tante, troppe cose non riusciremo mai a capirle….
        Ti abbraccio e ti auguro una felice giornata…🙂

  6. Donatella ha detto:

    Grazie Lucetta, le tue parole sono veramente di grandissimo conforto e mi confermano ancor di più di essere sulla strada giusta. Un bacione

  7. angelonocent ha detto:

    ALLA FACCIA DELLE FACCE TOSTE

    In questi giorni sono rimasto in silenzio ma attento agli interventi che ho seguito con attenzione ed ammirazione. Dei fotogrammi, per quanto suggestivi, sono state capaci di AGGREGARE.

    Il motivo è che queste foto sono anche delle ICONE, ossia delle immagini che rimandano, in ultima analisi, al senso del nostro stare insieme da persone pensanti. Perché non basta essere credenti.

    L’effeto immediato del pensare, è il bisogno di COMUNICARE. Si tratta della stessa radice della parola “comunità” e non a caso i due termini ricorrono spesso assieme. “Comunicare” significa quindi anche “condividere“.

    Ciò che sta accadendo a noi è proprio questo:

    – comunicare la fede,
    – comunicare nella fede
    – condividere.

    Osservate bene: ciò che succede alla grande, nella Chiesa, può accadere anche nella nostra infima realta: lo Spirito è suscitatore di una straordinaria capacità comunicativa, di riaprire i canali di comunicazione interrotti a Babele e restituire la possibilità di un rapporto facile e autentico tra noi nel nome di Gesù Cristo crocifisso é risorto.

    Se migliora la nostra capacità comunicativa, senza magari rendercene conto, noi sviluppiamo nella Compagnia la Teologia della Comunicazione.

    Che cos’è? E’ fare un discorso su Dio a partire dall’esperienza e dalla pratica della comunicazione umana, quella che il Concilio Vaticano II chiama la teologia delle “realtà terrene”.

    In questo modo, pian piano, progressivamente, diventiamo capaci di estendere la comunicazione sia nel nostro ambito territoriale che nel web.

    Con questa breve citazione vorrei riuscire a trasmettere il brivido provato tanti anni fa, alla lettura della GAUDIUM ET SPES dei Padri Conciliari (7 dicembre 1965):

    «Il popolo di Dio, mosso dalla fede, per cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore, che riempie l’universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme agli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio.

    La fede infatti, tutto rischiara di una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell’uomo, e perciò guida l’ intelligenza verso soluzioni pienamente umane.

    In questa luce, il Concilio si propone innanzitutto di esprimere un giudizio su quei valori che oggi sono in grandissima stima e di ricondurli alla loro divina sorgente» (GS 11).

    http://centridiateneo.unicatt.it/cadoc_2077.html

    Il Dio della fede cristiana si è rivelato come un Dio trinitario, nel quale coincidono l’unità e la pluralità, un solo Dio e tre Persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

    Quanto sta avvenendo tra noi non è opera d’uomo ma azione dello Spirito che ci introduce nel seno della Trinità e ci fa dialoganti. Infatti, il Dio cristiano non è un Dio solitario e isolato: è uno, ma non è solo.
    È un Dio trinitario, comunitario, nel quale esistono simultaneamente tre persone implicate in modo essenziale. Più correttamente l’unità delle tre Persone risiede nella comunione o comunicazione che si crea tra queste.

    La comunione è un rapporto caratteristico delle persone: solo gli esseri personali si possono unire, aprirsi gli uni agli altri ed essere uno per tutti; in ciò consiste la comunicazione. L’unione tra le tre Persone divine non sopprime la differenza e l’individualità di ognuna di esse; anzi, l’unione presuppone la differenza. Per la comunicazione reciproca le tre Persone costituiscono l’unico Dio-amore.

    Ho solo accennato. Quanto basta per proseguire in quest’ottica di fede pensante, di amore vicendevole, di vasi comunicanti: Lui Vite, noi tralci:

    Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perchè senza di me non potete far nulla. (Gv 15, 4-5)
    .
    Un sarmiento no puede producir fruto por sí mismo si no permanece unido a la vid; tampoco ustedes pueden producir fruto si no permanecen en mí. Yo soy la vid y ustedes los sarmientos. El que permanece en mí y yo en él, ése da mucho fruto, pero sin mí no pueden hacer nada. (Jn, 15, 4-5)
    .
    Deborath, qui l’”io pecco” e “la mia faccia tosta” sono di casa. Perché è proprio in questo rapporto che avviene l’emodialisi, il miracolo dell’anima che si libera dalle scorie degli inquinamenti radioattivi del vivere, è qui che ci si riprende dagli “icus spirituali” di diversa natura.

    LA LITURGIA E’ GRANDE: CI FA SUPERARE LE NOSTRE PAURE E I SENSI DI COLPA:

    “Esulti il coro degli angeli,
    esulti l’assemblea celeste:
    un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.
    Gioisca la terra inondata da così grande splendore;
    la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo.
    Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore…”

    “O immensità del Tuo amore per noi!
    O inestimabile segno di bontà:
    per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!

    Davvero era necessario il peccato di Adamo,
    che è stato distrutto con la morte del Cristo.
    Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore!”
    (Preconio pasquale che si canta nell’ EXULTET della notte di Pasqua”.

    Si badi bene: IL MIRACOLO SI RIPETE PUNTUALMENTE OGNI GIORNO!

    Anch’io sono una faccia tosta. E provo un grande disagio a scrivere queste cose.
    Ma, quando si finisce nel deserto non si può tornare indietro. Allora, quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore per avanzare.
    Io faccio così: canto l’Exultet, che mi dà coraggio. Al resto, compreso il pericolo in cui mi sono cacciato, ci pensa Gesù che mi prende per mano.

  8. lucetta ha detto:

    Ho letto con gioia il tuo commento e poichè siamo tutti “delle facce toste”…..stendi l’altra mano, quella libera dalla presa di Gesù, prendi le nostre e trascinaci……chissà che aggrappati gli uni agli altri non riusciamo a creare una catena forte che mai niente e nessuno possa spezzare. Come ci suggerisce la Parola di oggi: provvediamo a mantenere sempre la lampada accesa con l’olio della fede, della speranza e della carità.

    • angelonocent ha detto:

      TRA DUBBI E INCERTEZZE

      Cara Lucetta,
      mi ritrovo a pensare e ripensare a quella “catena” di cui hai parlato e alla quale più d’uno ha pubblicamente dichiarato “anch’io ci sto“.

      Proprio perché non sarò io a trascinare, come auspichi, ma lo Spirito Santo, mi nascono dubbi e incertezze sul come “rimorchiare” che è altra cosa, molto più modesta.

      Quell’appuntamento periodico di verifica della “vigilanza” e della “manutenzione” delle lampade, nell’attesa che giunga LO SPOSO, per stare nel tema della liturgia domenicale odierna, vorrei titolarlo così: “LA PORTA – “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”.

      Per la verità, ne avrei anche altri per la mente. Ad esempio: LA SVOLTA, ADESSO – Litterae communionis, che ho già usato in passato per la stessa finalità e vi è persino un blog sul quale continuano ad approdare visitarori; LA BUSSOLA…, IL RISVEGLIO…, NUOVA-MENTE…, ecc. ecc. A fare un sondaggio, ne uscirebbero di sicuro tanti nuovi titoli.

      Ma il problema non sta qui. Quello vero, da una parte, è la capacità di aggregare, dall’altra, di lasciarsi aggregare, ossia il coinvolgimento di mente e di cuore degli “incatenati”.

      Nell’antichissimo canto latino Ubi Caritas et amor si dice: CONGREGAVIT NOS IN UNUM CHRISTI AMOR. Nelle nostre chiese l’inno è stato rimpiazzato con questa ormai nota traduzione: CI HA RIUNITI TUTTI INSIEME CRISTO AMORE / GODIAMO ESULTANTI NEL SIGNORE…

      Ecco: solo questa consapevolezza può fare di noi una Compagnia. Il timore, probabilmente ingiustificato, (e qui viene fuori la mia poca fede) è che l’iniziativa sfoci in un fuoco di paglia, si riduca ad un’AGGREGAZIONE PAROLAIA… dove si sfornano dei post ai quali fanno seguito quattro righe di commento e… arrivederci al prossimo.

      Ma la parola di Gesù, PORTA DELLA COMUNITA’ non lascia incertezze:
      “![7] Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.
      [8] Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
      [9] Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
      [10] Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza
      ”. Gv 10, 7-10)

      Non lo dico per scoraggiare, perché le parole di Gesù sono stimolanti, ma ritengo sia vantaggioso da subito un chiarimento: E’ vero, il Pastore chiama e porta fuori le pecore dall’ovile, e le fa riposare nei pascoli verdi. Ma ma prima le fa camminare e camminare…

      LA SCOSSA DI SUOR MAURIZIA PRADOVERA:

      LA SCOSSA DI ANTONIETTA BENEDETTELLI

  9. angelonocent ha detto:

    TRA DUBBI E INCERTEZZE

    Cara Lucetta,
    mi ritrovo a pensare e ripensare a quella “catena” di cui hai parlato e alla quale più d’uno ha pubblicamente dichiarato “anch’io ci sto“.
    Proprio perché non sarò io a trascinare, come auspichi, ma lo Spirito Santo, mi nascono dubbi e incertezze sul come “rimorchiare” che è altra cosa, molto più modesta.

    Quell’appuntamento periodico di verifica della “vigilanza” e della “manutenzione” delle lampade, nell’attesa che giunga LO SPOSO, per stare nel tema della liturgia domenicale odierna, vorrei titolarlo così: “LA PORTA – “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”. Per la verità, ne avrei anche altri per la mente: LA SVOLTA, ADESSO – Litterae communionis, che ho già usato in passato per la stessa finalità e vi è persino un blog sul quale continuano ad approdare visitarori; LA BUSSOLA…, IL RISVEGLIO…, NUOVA-MENTE…, ecc. ecc. A fare un sondaggio, ne uscirebbero di sicuro tanti nuovi titoli.

    Ma il problema non sta qui. Quello vero, da una parte, è la capacità di aggregare, dall’altra, di lasciarsi aggregare, ossia coinvolgimento di mente e cuore.
    Nell’antichissimo canto latino Ubi Caritas et amor si dice: CONGREGAVIT NOS IN UNUM CHRISTI AMOR. Nelle nostre chiese è stato rimpiazzato con questa ormai nota traduzione: CI HA RIUNITI TUTTI INSIEME CRISTO AMORE / GODIAMO ESULTANTI NEL SIGNORE…

    Il timore (e qui viene fuori la mia poca fede) è che l’iniziativa non sfoci in un fuoco di paglia, in un’AGGREGAZIONE PAROLAIA…dove si sfornano dei post ai quali fanno seguito quattro righe di commento e… arrivederci al prossimo.

    Ma la parola di Gesù, PORTA DELLA COMUNITA’ non lascia incertezze:
    “![7] Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. [8] Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. [9] Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. [10] Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Gv 10, 7-10)

  10. angelonocent ha detto:

    TRA DUBBI E INCERTEZZE

    Cara Lucetta,
    mi ritrovo a pensare e ripensare a quella “catena” di cui hai parlato e alla quale più d’uno ha pubblicamente dichiarato “anch’io ci sto“.
    Proprio perché non sarò io a trascinare, come auspichi, ma lo Spirito Santo, mi nascono dubbi e incertezze sul come “rimorchiare” che è altra cosa, molto più modesta.

    Quell’appuntamento periodico di verifica della “vigilanza” e della “manutenzione” delle lampade, nell’attesa che giunga LO SPOSO, per stare nel tema della liturgia domenicale odierna, vorrei titolarlo così: “LA PORTA – “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”. Per la verità, ne avrei anche altri per la mente: LA SVOLTA, ADESSO – Litterae communionis, che ho già usato in passato per la stessa finalità e vi è persino un blog sul quale continuano ad approdare visitarori; LA BUSSOLA…, IL RISVEGLIO…, NUOVA-MENTE…, ecc. ecc. A fare un sondaggio, ne uscirebbero di sicuro tanti nuovi titoli.

    Ma il problema non sta qui. Quello vero, da una parte, è la capacità di aggregare, dall’altra, di lasciarsi aggregare, ossia coinvolgimento di mente e cuore.
    Nell’antichissimo canto latino Ubi Caritas et amor si dice: CONGREGAVIT NOS IN UNUM CHRISTI AMOR. Nelle nostre chiese è stato rimpiazzato con questa ormai nota traduzione: CI HA RIUNITI TUTTI INSIEME CRISTO AMORE / GODIAMO ESULTANTI NEL SIGNORE…

    Il timore (e qui viene fuori la mia poca fede) è che l’iniziativa non sfoci in un fuoco di paglia, in un’AGGREGAZIONE PAROLAIA…dove si sfornano dei post ai quali fanno seguito quattro righe di commento e… arrivederci al prossimo.

    Ma la parola di Gesù, PORTA DELLA COMUNITA’ non lascia incertezze:
    “![7] Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. [8] Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. [9] Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. [10] Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Gv 10, 7-10)

  11. lucetta ha detto:

    Caro Angelo
    premetto che mi dispiace averti creato pensieri con la mia proposta e sinceramente non me l’aspettavo…. Visto che sui blog si parla di ricette, canzoni, viaggi, libri da leggere, riflessioni varie, ecc.ecc. mi sono detta e perchè non parlare del Vangelo? Avrei potuto farlo sul mio blog, ed a volte l’ho fatto ma , visto che le persone che hanno aderito al gruppo dei globuli volentieri parlano del Signore e “delle sue cose”,ho pensato di proporre al gruppo di leggere la PAROLA singolarmente e poi scrivere delle riflessioni sul blog per condividere quanto questa lettura ha suscitato in noi, nel nostro animo e se nella vita che viviamo c’è corrispondenza. Insomma aiutarci reciprocamente a capire cosa vuole Gesù da noi adesso con il SUO VANGELO e fare un cammino insieme. Non vedo tutto questo patema d’animo, forse perchè sono “una superficiale” che non si rende conto della proposta fatta? Non so che dire.

    Tu scrivi: “Ma il problema non sta qui. Quello vero, da una parte, è la capacità di aggregare, dall’altra, di lasciarsi aggregare, ossia il coinvolgimento di mente e di cuore degli “incatenati”.

    Le persone che hanno risposto “ci sto” l’hanno fatto liberamente, nessuno le ha costrette…quindi presumo che siano coinvolte con il cuore e la mente…ma poi se uno non se la sente è libero di andare, nessuno costringe nessuno.(l’hai detto chiaramente!!!!)

    Parli del ” timore, probabilmente ingiustificato, (e qui viene fuori la mia poca fede) è che l’iniziativa sfoci in un fuoco di paglia, si riduca ad un’AGGREGAZIONE PAROLAIA… dove si sfornano dei post ai quali fanno seguito quattro righe di commento e… arrivederci al prossimo.”

    Questo tuo timore non è infondato ma…. iniziamo il cammino e poi man mano staremo a vedere che forma assume “il tutto”. Certo i commenti non devono essere 4 parole in croce ma nemmeno una cosa lunghissima, ci vuole equilibrio e moderazione sia nel poco che nel molto.

    Semplicemente io farei un post una volta a settimana oppure ogni 10 giorni, come decidi tu, con un titolo scelto tra quelli che hai suggerito, (sono tutti belli, significativi)

    “LA PORTA – “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”.
    “LA SVOLTA- ” Il Vangelo che abbiamo ricevuto”

    In seguito scriverei il brano del Vangelo della domenica o di un giorno della settimana, magari quello che dà più possibilità di comprensione e di esprimersi e poi tranquillamente ognuno di noi,dopo aver pregato lo Spirito Santo, secondo i suoi tempi, possibilità e capacità, commenta, si sfoga, dialoga con il Signore, chiede agli altri se qualcosa non gli sembra chiaro.

    Comunque la mia è solo una semplice proposta e se i dubbi e le incertezze permangono, lasciamo perdere.La pace sia con tutti noi.

    • Deborath ha detto:

      Io sono d’accordo con Lucetta: non dev’essere un obbligo, nè tanto meno ci deve essere una lunghezza standard dei commenti…
      Secondo me dovrebbe funzionare come una specie di Lectio Divina, in cui ognuno, poi si fa la risonanza: ossia ognuno riporta la frase che maggiormente lo ha colpito o quella che più lo ha fatto riflettere o quella che diceva qualcosa proprio a lui o che dava una risposta a qualche domanda del suo cuore…
      Si può mettere una piccola spiegazione, così, per condividere delle esperienza di fede o anche no…
      Si possono chiedere delle delucidazioni o anche solo passare, leggere ed andar via…
      Secondo me potrebbe essere una bella cosa, un punto di aggregazione…
      Poi non so…
      Un abbraccio forte a tutti voi…🙂

  12. Donatella ha detto:

    Mi affaccio timidamente…e dico la mia.
    Io penso che la conseguenza importante di un’iniziativa come quella che Lucetta ha proposto non sia tanto il commento che ne può scaturire quanto l’effetto che può produrre dentro di noi. La riflessione profonda che può accompagnarci anche per tutto l’arco della giornata, o per i giorni a venire.L’insegnamento che possiamo trarne leggendo anche in poche righe l’impressione che ha prodotto sui nostri compagni. E un altro anello che può aggiungersi alla catena che stiamo faticosamente mettendo insieme, giorno dopo giorno, fra progressi e fallimenti, per avvicinarci sempre più a Gesù.
    Ecco perchè io ho risposto “ci sto!”.L’ho fatto con il cuore, pensando all’effetto straordinario che questa condivisione avrebbe prodotto su un piccolo globulo rosso come me che si sente perennemente all’inizio del percorso.
    Quindi da parte mia torno a dire: facciamolo.Pensiamo a quanto gioisce Gesù in questi momenti nel vederci riuniti intorno a Lui e a quanta felicità ognuno di noi potrebbe sentire nel suo cuore da una simile esperienza.
    Vi voglio bene

    • lucetta ha detto:

      Grazie, grazie, grazie Donatella perchè hai espresso un concetto che avevo in mente ma poi ho dimenticato di manifestarlo.
      Importante è “l’effetto che può produrre dentro di noi. La riflessione profonda che può accompagnarci anche per tutto l’arco della giornata, o per i giorni avenire.L’insegnamento che possiamo trarne leggendo anche in poche righe l’impressione che ha prodotto sui nostri compagni.” Se anche un solo globulo può ricavarne dei benefici spirituali vale la pena provare.

  13. silvia ha detto:

    Ho detto “ci sto”, perchè trovandomi in una cronica situazione di stanchezza, di desolazione, di fallimento globale di vita, non posso “cambiare” nulla, devo stare ferma. ( Nel senso ignaziano del concetto).
    Allora non rifiuto nulla e aspetto di capire che cosa Dio vuole.
    Ci sono mille possibilità, sul web, di “ricevere” una Parola e di meditare, attualizzare, pregare e condividere.
    Lo sappiamo tutti.
    L’ultima in ordine di tempo, è stata l’adesione a “diario di famiglia”. Doveva essere un luogo in cui condividere risonanze personali sulla Parola ricevuta in ” Incontri ” , la periodica lettera di don Luciano sulla Parola di Dio.
    Quando a suo tempo, anni fa, ho detto SI alla proposta di Angelo, di entrare nella CDGR, mi era sembrata una Provvidenza.Ho dato e ricevuto con entusiasmo e profitto. E ne sono rimasta nostalgica.
    Tutti, o forse ora tra i presenti solo Angelo, conosce e ha vissuto le alterne vicende della Compagnia.
    Il “sogno” cui Angelo mi e ci aveva introdotto, era e tuttora è totalmente anche “il mio sogno”.
    Questa proposta di Lucetta, mi sembra un mezzo per rientrare in questo sogno.
    Mi sta bene che si proponga una Parola, e se posso dare qualcosa di mio, volentieri.
    ORA, più facile e onesto, realistico, dire che, da parte mia, “ci sto” a ascoltare e, magari silenziosamente, a “prendere” quanto Lui attraverso i fratelli, mi dona.
    Se Dio vuole, la cosa vivrà.
    A darci vita, non sarà Angelo. Lui sarà ancora una volta, Suo strumento.
    Allora, avanti sempre, e che Dio ci benedica!

  14. angelonocent ha detto:

    Grazie per i vostri interventi.
    Mi rendo conto che, chi per un motivo, chi per un altro, tutti avvertiamo il bisogno di una SCOSSA. Questa ce la può dare solo la Parola di Dio condivisa.

    Abbiamo anche bisogno di rendere ragione gli uni gli altri del nostro cammino di fede, nelle sue luci e nelle sue ombre.
    Mi rendo conto che un cammino di fede è molto difficile da esprimere.
    Penso a Mosè, dopo l’esperienza del roveto ardente. E’ riuscito a dire ai suoi fratelli chi gli era apparso e il messaggio che aveva ricevuto. Ma non è stato in grado di esprimere ciò che aveva provato in quella esperienza di fede.

    Poiché siamo chiamati a dare ragione della speranza che è in noi, l’apostolo Pietro ci dice in quale modo:
    “[15] Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto” (1Pt 3, 15).

    Deborath ha accennato alla Lectio divina. Sarebbe bellissimo. Ma bisogna intendersi, perché il procedimento non è semplicissimo e bisogna appropriarsi dei meccanismi. Cosa che proverò ad esporre in un prossimo post.

    Se devo essere sincero, l’intervento di Donatella mi ha rianimato, facendomi capire che la sollecitazione a non tentennare viene dallo Spirito: “Pensiamo a quanto gioisce Gesù in questi momenti nel vederci riuniti intorno a Lui e a quanta felicità ognuno di noi potrebbe sentire nel suo cuore da una simile esperienza“.

    Se è così, anche la dichiarata “cronica situazione di stanchezza” di Silvia e chissà di quanti che non conosciamo, troverà beneficio.

    Vi lascio con il pensiero forte della laica Serva di Dio Madeleine Delebrel, che ci offre la dritta per attuare i nostri propositi:

    L’ESTASI DELLE TUE VOLONTA’

    Quando quelli che amiamo ci chiedono qualcosa,
    noi li ringraziamo di avercelo chiesto.
    Se a te piacesse, Signore, chiederci una sola cosa
    in tutta la nostra vita,
    noi ne rimarremmo meravigliati
    e l’aver compiuto questa sola volta la tua volontà
    sarebbe «l’avvenimento» dei nostro destino.

    Ma poiché ogni giorno ogni ora ogni minuto
    tu metti nelle nostre mani tanto onore,
    noi lo troviamo così naturale da esserne stanchi,
    da esserne annoiati.

    Tuttavia, se comprendessimo quanto inscrutabile è il tuo mistero,
    noi rimarremmo stupefatti
    di poter captare queste scintille del tuo volere
    che sono i nostri microscopici doveri.

    Noi saremmo abbagliati nel conoscere,
    in questa tenebra immensa che ci avvolge,
    le innumerevoli
    precise
    personali
    luci delle tue volontà.

    Il giorno che noi comprendessimo questo
    andremmo nella vita come profeti,
    come veggenti delle tue piccole provvidenze,
    come mediatori dei tuoi interventi.

    Nulla sarebbe mediocre, perché tutto sarebbe voluto da te.
    Nulla sarebbe troppo pesante, perché tutto avrebbe radice in te.
    Nulla sarebbe triste, perché tutto sarebbe voluto da te.
    Nulla sarebbe tedioso, perché tutto sarebbe amore di te.

    Noi siamo tutti dei predestinati all’estasi,
    tutti chiamati a uscire dai nostri poveri programmi
    per approdare, di ora in ora, ai tuoi piani.

    Noi non siamo mai dei miserabili lasciati a far numero,
    ma dei felici eletti,
    chiamati a sapere ciò che vuoi fare,
    chiamati a sapere ciò che attendi, istante per istante, da noi.

    Persone che ti sono un poco necessarie,
    persone i cui gesti ti mancherebbero,
    se rifiutassero di farli.

    Il gomitolo di cotone per rammendare, la lettera da scrivere,
    il bambino da alzare, il marito da rasserenare,
    la porta da aprire, il microfono da staccare,
    l’emicrania da sopportare:
    altrettanti trampolini per l’estasi,
    altrettanti ponti per passare dalla nostra povertà,
    dalla nostra cattiva volontà
    alla riva serena dei tuo beneplacito.
    .

  15. *Annamaria* ha detto:

    Ho visto solo adesso tutti questi commenti e, avendo risposto anch’io “ci sto”, ora dico anch’io la mia!🙂
    Insieme al mio “ci sto”, c’era forse un “proviamoci” o, di certo, l’avevo pensato. Già in quel post Angelo chiedeva suggerimenti sul “come” mettere in pratica questa proposta.

    Secondo me bisogna partire e correggere strada facendo le cose che non vanno. Che senso ha rimandare fino a quando l’idea non sarà perfetta?

    Iniziamo oggi, adesso e vediamo come va. Tutti noi vogliamo che vada bene e faremo il possibile perchè questa iniziativa non sia un fuoco di paglia!🙂
    Sì, ok, lo so, non sono molto credibile quando dico queste cose… ma la titubanza di Angelo mi sta quasi convincendo ad abbandonare la barca… ho l’impressione che la cosa cominci a farsi troppo difficile per me, forse troppo impegnativa rispetto a quello che pensavo io…
    … e non so se questi dubbi vengano da Dio perchè vuole una cosa fatta alla perfezione o da chi, avendo capito che si tratta di un’ottima idea, vuole impedirci di metterla in pratica!😉

    • lucetta ha detto:

      La seconda è quella giusta!!!! Ma se noi siamo “candide come colombe e prudenti come serpenti” non dobbiamo farci fregare. Sono contentaaaaaaaaaaa del tuo intervento perchè dici cose sensate.
      “Partire e correggere strada facendo le cose che non vanno”

  16. Rita ha detto:

    Ciao Angelo, ho notato un po’ di perplessità nelle tue parole. Nel mio piccolo posso dirti solamente:”Crediamoci”…. Personalmente non mi sento molto preparata sulle Sacre Scritture, ma leggere i tuoi scritti e i commenti delle nostre amiche mi fa stare bene e mi apre nuovi orizzonti. Vorrei trovare un solo rigo del Vangelo che confermasse quanto ho detto, come fai tu… sicuramente sarai un ottimo maestro ed imparerò. So di non essere sola. Ti abbraccio fraternamente,

  17. angelonocent ha detto:

    Bene!
    Annamaria ha ragione.
    Dunque, si parte!

    Nada te turbe,
    nada te espante,
    todo se pasa;
    Dios no se muda.

    La paciencia
    todo lo alcanza;
    Quien a Dios tiene,
    nada le falta;
    Solo Dios basta.

    Nulla ti turbi,
    nulla ti spaventi;
    tutto passa,
    Dio non cambia;

    la pazienza ottiene tutto;
    chi possiede Dio
    non manca di nulla.
    Solo Dio basta.

    (Santa Teresa D’Avila)

  18. Pingback: LA PORTA – “IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO” – 01 Introduzione – Angelo Nocent | GLOBULI ROSSI COMPANY

  19. *Annamaria* ha detto:

    Ho notato che una frase del mio commento è magicamente diventata in grassetto, deduco, quindi che la frase è piaciuta al padrone di casa!😉
    Vedere scritto “Annamaria ha ragione” mi fa un po’ impressione… ma ci posso sorvolare!
    Ho notato anche che è stato pubblicato un nuovo post… e questa cosa mi preoccupa perchè sono una delle persone che ha insistito perchè venisse pubblicato… solo che ora io ho paura di leggerlo… non so se saprei commentare… cosa dico???😥

    • angelonocent ha detto:

      Annamaria, quello del commentare, è l’ultimo problema che devi porti.
      Lasciati amare, lasciati travolgere…Il resto conta poco.

      Abbraccia lo Sposo, stringiti a Lui, abbandonati e lasciati accarezzare dal sottofondo musicale:

      Nulla ti turbi,
      nulla ti spaventi;
      tutto passa,
      Dio non cambia,
      Lui solo basta…

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