LA PORTA – “IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO” – 01 Introduzione – Angelo Nocent

Lampada per i miei passi è la tua parola,

luce sul mio cammino

 (Sal.118)

PREMESSA

Perché la nuova rubrica 

La PORTA – Il Vangelo che abbiamo ricevuto

In qualche modo il motivo della nuova rubrica è già stato anticipato nei “commenti” dei giorni scorsi,  quando si diceva che la parola di Gesù, PORTA DELLA COMUNITA’, non lascia incertezze:

  • “![7] Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.
  • [8] Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
  • [9] Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
    [10] Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere;
  • io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. (Gv 10, 7-10)  

(https://grcompany.wordpress.com/2011/11/02/gerusalemme-monte-degli-ulivi/  )

La parabola della porta, metafora usata dal Signore Gesù per descrivere il significato della Sua Persona e del Suo operare andrebbe analizzata a fondo ma lo faremo in seguito.

Perché il sottotitolo “Il Vangelo che abbiamo ricevuto” ? Il rimando  alla Prima lettera ai Corinti vuol esprimere l’eredità che abbiamo ricevuto e la continuità della Parola creatrice: Dio dice ciò che fa e fa ciò che dice :

“1Fratelli, vi ricordo il messaggio di salvezza che vi ho portato, che voi avete accolto e nel quale rimanete saldi. 2E per mezzo suo che siete salvati, se lo conservate come io ve l’ho annunziato. Altrimenti avreste creduto invano. 3Prima di tutto vi ho trasmesso l’insegnamento che anch’io ho ricevuto: Cristo è morto per i nostri peccati, come è scritto nella Bibbia, 4ed è stato sepolto. È risuscitato il terzo giorno, come è scritto nella Bibbia, 5ed è apparso a Pietro. Poi è apparso ai dodici apostoli, 6quindi a più di cinquecento discepoli riuniti insieme. La maggior parte di essi è ancora in vita, mentre alcuni sono già morti. 7In seguito è apparso a Giacomo, e poi a tutti gli apostoli. 8Dopo essere apparso a tutti costoro, alla fine è apparso anche a me, benché io, tra gli apostoli, sia come un aborto. 9Infatti, io sono l’ultimo degli apostoli; non sono neanche degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. 10Tuttavia, per grazia di Dio, io sono quello che sono. E la sua grazia non è stata inefficace: ho lavorato più di tutti gli altri apostoli; non io, a dir la verità, ma la grazia di Dio che agisce in me”.11Questo è il messaggio che vi annunziamo, sia io che loro. E voi l’avete accolto con fede”. (1Cor 1-11).

E c’è la testimonianza dell’evangelista Giovanni :  

«Annunziamo a voi la vita eterna, che era presso il Padre e si manifestò a noi: vi annunziamo ciò che abbiamo veduto e udito, affinché anche voi siate in comunione con noi, e la nostra comunione sia col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo » (1 Gv 1, 2-3).

La periodicità di questa rubrica ? Meglio non sancirla. Il web ci permette di collocare nella madia il Pane sfornato e lasciarlo a disposizione della Comunità. Chi ha fame non ha che da appropriarsene in qualunque ora del giorno e della notte.

Ciò che non deve venire mai meno è l’appetito. Perché l’inappetenza è un sintomo che denuncia una patologia dello spirito. Dunque, meglio intervenire prima che si cronicizzi.

Nelle parole del Papa che riporto, neanche a farlo apposta,  è spiegato per filo e per segno il motivo del nostro stare insieme.

Ci sarebbe dell’altro ma tutto non si può dire o chiarire in una sola volta. Per oggi mi fermo qui.

LA RIFLESSIONE DEL PAPA BENEDETTO XVI  

Il tema è un versetto del Salmo 118 [119]: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (v. 105).

L’amato Giovanni Paolo II ha commentato così queste parole del Salmo: “L’orante si effonde nella lode della Legge di Dio, che egli adotta come lampada per i suoi passi nel cammino spesso oscuro della vita”.

Dio si rivela nella storia, parla agli uomini e la sua parola è creatrice. In effetti, il concetto ebraico “dabar“, abitualmente tradotto con il termine “parola”, sta a significare tanto parola che atto. Dio dice ciò che fa e fa ciò che dice.

Nell’Antico Testamento annuncia ai figli d’Israele la venuta del Messia e l’instaurazione di una “nuova” alleanza; nel Verbo fatto carne Egli compie le sue promesse. “Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è la Parola unica, perfetta e definitiva del Padre, il quale in lui dice tutto, e non ci sarà altra parola che quella.

Lo Spirito Santo, che ha guidato il popolo eletto, apre il cuore dei credenti all’intelligenza di quanto è in esse contenuto. Lo stesso Spirito è attivamente presente nella Celebrazione eucaristica quando il sacerdote, pronunciando “in persona Christi” le parole della consacrazione, converte il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo, perché siano nutrimento spirituale dei fedeli.

Per avanzare nel pellegrinaggio terreno verso la Patria celeste, abbiamo tutti bisogno di nutrirci della Parola e del Pane di Vita eterna, inseparabili tra loro!

 Gli Apostoli hanno accolto la Parola di salvezza e l’hanno tramandata ai loro successori come un gioiello prezioso custodito nel sicuro scrigno della Chiesa. Non è facile riconoscere ed incontrare l’autentica felicità nel mondo in cui viviamo, in cui l’uomo è spesso ostaggio di correnti di pensiero, che lo conducono, pur credendosi “libero”, a perdersi negli errori o nelle illusioni di ideologie aberranti.

E’ urgente “liberare la libertà” (cfr Enciclica Veritatis splendor , 86), rischiarare l’oscurità in cui l’umanità sta brancolando. Gesù ha indicato come ciò possa avvenire: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8, 31-32). Il Verbo incarnato, Parola di Verità, ci rende liberi e dirige la nostra libertà verso il bene.

Fratelli,

  • meditate spesso la parola di Dio,

  • e lasciate che lo Spirito Santo sia il vostro maestro.

  • Scoprirete allora che i pensieri di Dio non sono quelli degli uomini;

  • sarete portati a contemplare il vero Dio e a leggere gli avvenimenti della storia con i suoi occhi;

  • gusterete in pienezza la gioia che nasce dalla verità.

Sul cammino della vita, non facile né privo di insidie, potrete incontrare difficoltà e sofferenze e a volte sarete tentati di esclamare con il Salmista: “Sono stanco di soffrire” (Sal 118 [119], v. 107).

Non dimenticate di aggiungere insieme con lui: “Signore, dammi vita secondo la tua parola… La mia vita è sempre in pericolo, ma non dimentico la tua legge“.

La presenza amorevole di Dio, attraverso la sua parola, è lampada che dissipa le tenebre della paura e rischiara il cammino anche nei momenti più difficili.

 Scrive l’Autore della Lettera agli Ebrei: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (4,12). Occorre prendere sul serio l’esortazione a considerare la parola di Dio come un’”arma” indispensabile nella lotta spirituale; essa agisce efficacemente e porta frutto se impariamo ad ascoltarla, per poi obbedire ad essa.

 “Obbedire nella fede è sottomettersi liberamente alla Parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la Verità stessa”. Se Abramo è il modello di questo ascolto che è obbedienza, Salomone si rivela a sua volta un ricercatore appassionato della sapienza racchiusa nella Parola. Quando Dio gli propone: “Chiedimi ciò che io devo concederti“, il saggio re risponde: “Concedi al tuo servo un cuore docile” (1 Re 3,5.9).

Il segreto per avere “un cuore docile” è di formarsi un cuore capace di ascoltare. Ciò si ottiene meditando senza sosta la parola di Dio e restandovi radicati, mediante l’impegno di conoscerla sempre meglio.  Una via ben collaudata per approfondire e gustare la parola di Dio è la lectio divina, che costituisce un vero e proprio itinerario spirituale a tappe.  Dalla lectio, che consiste nel leggere e rileggere un passaggio della Sacra Scrittura cogliendone gli elementi principali, si passa alla meditatio, che è come una sosta interiore, in cui l’anima si volge a Dio cercando di capire quello che la sua parola dice oggi per la vita concreta. Segue poi l’oratio, che ci fa intrattenere con Dio nel colloquio diretto, e si giunge infine alla contemplatio, che ci aiuta a mantenere il cuore attento alla presenza di Cristo, la cui parola è “lampada che brilla in luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori” (2 Pt 1,19).

 La lettura, lo studio e la meditazione della Parola devono poi sfociare in una vita di coerente adesione a Cristo ed ai suoi insegnamenti. Avverte San Giacomo: “Siate di quelli che mettono in pratica la Parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la Parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s’è osservato, se ne va, e subito dimentica com’era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla“.

Chi ascolta la parola di Dio e ad essa fa costante riferimento poggia la propriaesistenza su un saldo fondamento. “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica – dice Gesù – è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia” (Mt 7,24): non cederà alle intemperie.

  • Costruire la vita su Cristo,

  • accogliendone con gioia la parola

  • e mettendone in pratica gli insegnamenti: ecco, quale dev’essere il vostro programma!

E’ urgente che sorga una nuova generazione di apostoli radicati nella parola di Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo. Questo vi chiede il Signore e se Gesù vi chiama, non abbiate paura di rispondergli con generosità, specialmente quando vi propone di seguirlo. Non abbiate paura; fidatevi di Lui e non resterete delusi.

Dal Vangelo di Giovanni: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (13,34) e scopriremo ancor più a fondo come lo Spirito Santo sia Spirito d’amore, che infonde in noi la carità divina e ci rende sensibili ai bisogni materiali e spirituali dei fratelli. Sin d’ora, in un clima di incessante ascolto della parola di Dio, invocate lo Spirito Santo, Spirito di fortezza e di testimonianza, perché vi renda capaci di proclamare senza timore il Vangelo sino agli estremi confini della terra.

Maria, presente nel Cenacolo con gli Apostoli in attesa della Pentecoste, vi sia madre e guida. Vi insegni ad accogliere la parola di Dio, a conservarla e a meditarla nel vostro cuore (cfr Lc 2,19) come Lei ha fatto durante tutta la vita. Vi incoraggi a dire il vostro “sì” al Signore, vivendo l’”obbedienza della fede”.

Vi aiuti a restare saldi nella fede, costanti nella speranza, perseveranti nella carità, sempre docili alla parola di Dio”.

Vieni, Spirito Santo,

vieni per Maria!

———

Coloro che voglion0 fare un tragitto di navigazione con la COMPAGNIA DEI GLOBULI ROSSI per vivere insieme “IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO” (1Corinzi 15,1-8), liberi di lasciare la barca quando lo decidono, possono segnalarlo qui : nocent.angelo@gmail.com

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5 risposte a LA PORTA – “IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO” – 01 Introduzione – Angelo Nocent

  1. Donatella ha detto:

    La presenza amorevole di Dio, attraverso la sua parola, è lampada che dissipa le tenebre della paura e rischiara il cammino anche nei momenti più difficili.”

    E’ bellissima e consolante questa frase del Santo Padre, l’ho letta e riletta e ho assaporato la sensazione di profonda e autentica gioia che mi regala. La Parola è la nostra Luce e la nostra guida ma il difficile è imparare non solo a leggerla ma soprattutto a meditarla nel modo giusto perchè possa davvero rischiarare il nostro cammino.

    Hai fatto bene caro Angelo a postare queste che io considero “istruzioni per l’uso“, con cui possiamo prepararci in modo adeguato al progetto che vogliamo attuare insieme.

    Un abbraccio

  2. lucetta ha detto:

    “![7] Allora Gesù disse loro di nuovo: “In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.
    ([8] Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
    [9] Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
    [10] Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere;
    io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.(Gv 10, 7-10)

    Ho chiesto aiuto allo Spirito e mi sono messa davanti a queste parole leggendole e rileggendole finchè non mi sono sentita spinta a scrivere questa riflessione.
    “Gesù si definisce come la porta, cioè l’unico passaggio attraverso il quale posso giungere a comunicare con il Padre. Solo attraverso Gesù, la sua mediazione, incontrerò l’ Altissimo. Un tempo avevo la convinzione errata che “una religione valesse l’altra perchè in fondo Dio è sempre lo stesso. Ciò può essere anche vero PERO’ non esistono altri mediatori solo Cristo è l’unico mediatore. Solo LUI mi può salvare., anzi ha salvato l’umanità una volta per tutte e mi chiede di vivere da “salvata”, con la gioia nel cuore e la certezza che Lui ha vinto la morte.
    Oggi per me i ladri e i briganti, quelli che vorrebbero scipparmi la Sua Parola, portarmi lontana dalla strada tracciata per me sono le convinzioni errate, i percorsi sbagliati, l’orgoglio e l’egoismo che ogni tanto fanno capolino e reclamano i loro stupidi diritti , i dubbi, la sfiducia quando mi sembra che Dio stia troppo in silenzio e pare lontano….non tanto nelle mie vicende ma in quelle degli altri……”

    Perdonami Gesù! Tu mi dici che sei la porta e che la tristezza, il pessimismo, la sfiducia, la pesantezza, la diffidenza, la tentazione di cedere nelle difficoltà sono forze che uccidono e distruggono l’anima mia ed ancora una volta mi chiedi di avere fiducia, di confidare in te perchè sai bene quello che devi fare.

  3. silvia ha detto:

    “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal.118)

    Ti prego.
    Concedimi di imparare ad esserTi fedele anche quando non Ti vedo.
    Anche quando taci.

  4. angelonocent ha detto:

    IO SONO LA PORTA…io sono venuto perché [le pecore dell’ovile] abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. (Gv 10, 7-10)

    Fra i tanti motivi, quello più forte che mi ha spinto ad assecondare la comune richiesta di questa rubrica al Servizio della Parola, è la convinzione che il Concilio Vaticano II sia stato e sia ancora una grande grazia, la grazia maggiore donata alla Chiesa del nostro tempo, perché essa riscopra la forza del Vangelo nella storia vissuta.

    Io in quegl’anni c’ero. Ho vissuto quei giorni di grazia. Ero giovane. E gioivo. E sognavo. E pativo…Come potrei dimenticare?

    Ciò che può fare la nostra piccola realtà è solo aggiungere una goccia all’oceano. Ma è importante. Soprattutto se è una lacrima salata.

    Sono certo che avvertirete anche voi la sofferenza che si prova quando non si vedere al centro della comune attenzione proprio il Vangelo del Regno annunciato da Gesù ai poveri, ai peccatori, a quanti giacciono sotto il dominio del male.

    Ma anche i nostri limiti ci fanno soffrire, perché la nostra non è una Chiesa di “puri”, senza peccato. Epperò, al tempo stesso, coltiviamo la speranza del Regno e la volontà di essere Chiesa nella Sua Chiesa, umile, vicina agli uomini e tesa a scrutare i segni dei tempi.

    Il Signore ci ha chiamati come operai nella Sua Vigna a collaborare per l’edificazione della Sua Chiesa nel mondo

    – perché manifesti la misericordia del Padre,
    – viva nella libertà dello Spirito,
    – sappia soffrire e gioire con ogni donna e con ogni uomo che le è dato di incontrare.

    A noi queste opportunità capitano ogni giorno, nei luoghi della nostra residenza.

    Qualcuno, leggendoci, potrebbe obiettare:

    – “Ma da chi, avete ricevuto questo “vangelo” che predicate?!
    – A quale tavolo vi siete seduti, e con chi?!”

    Il suo nome è GESU’-DI-NAZARETH-IL-CRISTO-CROCIFISSO-E-RISORTO.

    – Egli è “venuto al mondo per rendere testimonianza alla verità”.
    – “Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce” (Gv. 18,37).
    – “Prendete, mangiate, questo è il mio corpo” (Mt. 26, 26);
    – Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi
    “. (Gv. 6, 53).

    Un giorno l’hanno sentito dire: “In verità, in verità vi dico:IO SONO LA PORTA DELLE PECORE…(V.7) io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. (Gv 10, 7-10)

    In precedenza lo avevano sentito dire: “In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante (v.1). Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore” (Gv 10, 1-2).

    Amén,amén!

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