LA PORTA – N. 03 – Video-commento al Vangelo di Marco

  • Poi disse a Tomasso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essre incredulo, ma credente!”.
  •  Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”.
  • Gesù gli disse: “Perchè mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”… (Giov.20.19-31)  

Da una conoscenza per sentito dire ad   un’esperienza personale. Il mistero cristiano si coglie solo dall’interno: non   c’è posto per l’osservatore neutrale.

Siamo ancora nella fase preliminare. Tengo sempre presente quanto ha scritto Donatella: “Hai fatto bene caro Angelo a postare queste che io considero “istruzioni per l’uso“, con cui possiamo prepararci in modo adeguato al progetto che vogliamo attuare insieme”.

Sì converrà che, prima di mettersi a costruire, bisogna avere a disposizione il materiale ed i ferri del mestiere, conoscere il piano regolatore e le regole architettoniche. Anche per accedere alla Scuola della Parola bisogna munirsi di grammatica e analisi logica, di sintassi biblica, dell’antologia degli scritti, del supporto esegetico.

Quest’anno, a cominciare dalla seconda domenica d’Avvento, nella Liturgia Eucaristica si passerà alla lettura del Vangelo di Marco. In questo numero viene riportato il testo del vangelo di Marco  in due versioni, nella traduzione dal greco del gesuita Padre Silvano FAUSTI  al quale segue anche un’audio-registrazione di commento. Inoltre è riportata su video la lettura del Vangelo di Marco, utile per un primo ascolto, ottimo quando non si può tenere il testo tra le mani indaffarate.

L’accostamento alle diverse  soluzioni richiede un po’ di tempo e spirito di adattamento. Comunque, tutto il proposto lavoro svolto dai padri gesuiti  della comunità di Villapizzone che vi opera da quarant’anni, è encomiabile. Esistono perfino dei grossi volumi , ormai giunti  fino alla settima e ottava ristampa. Con un inconveniente:  che, per il momento, sono ancora molto costosi. Ma sembra in arrivo una ristampa più economica. 

La fonte è questa: http://www.gesuiti-villapizzone.it/attivita/vangeli.htm

Tra noi ci sono anche i catechisti. Ho pensato che proprio essi potranno essere i primi beneficiari della proposta, trovando elementi di riflessione e spunti propositivi che   certamente non figurano nei sussidi a loro disposizi0ne.

Al di là di tutto, vale la massima dell’autore: “Per un cuore che ama,  è sempre una festa ascoltare le parole di Gesù, perché dischiudono orizzonti infiniti di vita e di speranza“.

Gesù ha fatto fare un itinerario spirituale ai dodici  perché fosse in seguito di modello alla Chiesa nascente, dove ogni catecumeno avrebbe potuto rivedere, riflettere, ripensare il proprio cammino interiore. Accanto a una lettura continuativa, capitolo per capitolo,  coadiuvati anche dalle video-registrazioni, opteremo poi per una lettura catechistica perché ci aiuti  a percorrere una via, un cammino spirituale che ognuno, a sua volta potrà invitare altri a praticare.

Cosa s’intende per lettura catechistica?

Significa partire dal fatto probabile che san Marco presenta una catechesi, un manuale per il catecumeno. Il Vangelo di Marco è, cioè, un Vangelo fatto per quei membri delle primitive comunità che cominciano l’itinerario catecumenale.

  • Per Marco si può senz’altro parlare di Vangelo del catecumeno.
  • Matteo è, invece, il Vangelo del catechista; cioè, il Vangelo che dà al catechista un insieme di prescrizioni, dottrine, esortazioni.
  • Luca è il Vangelo del dottore; cioè, il Vangelo dato a colui che vuole un approfondimento storico-salvifico del mistero, in una visuale più ampia.
  • Giovanni, infine, è il Vangelo del presbitero, quello che al cristiano maturo e contemplativo dà una visione unitaria dei vari misteri della salvezza.

Personalmente, pur con qualche dimestichezza, mi sento davvero un catecumeno, bisognoso di ripartire da zero.

Nel commentare i Vangeli, padre Fausti si muove nella prospettiva indicata nella costituzione Dei Verbum del Vaticano II, sulla Bibbia. In essa si dice che la parola di Dio ci è stata data per la nostra salvezza (n.11), espressione ripetuta in parole analoge in diverse parti del documento.

Quella precisazione significa che il contesto proprio in cui leggere il Vangelo è quello religioso sia della singola persona  che crede e sia della Chiesa comunità vivente.

Noi proveremo a metterci in entrambi gli atteggiamenti, con un taglio spirituale e   orante.

Tutti sappiamo che trasporre letteralmente una lingua in un’altra ha come esito una traduzione che esige lettura attenta, calma, non precipitata, perché ci obbliga a entrare in modi espressivi e in fraseologia inconsueta.

Mettersi a tu per tu con il testo originale è una delle forme più efficaci di appropriazione del messaggio che il testo intende trasmettere. Ma va appreso anche un metodo di accostamento.

INDICAZIONI DI METODO PER PREGARE

Se posso dedicare almeno mezz’ora alla lectio divina, mi può aiutare il seguente metodo:

a.) Entro in preghiera

      – pacificandomi

  • con un momento di silenzio;
  • respirando lentamente;
  • pensando che incontrerò il Signore;
  • chiedendo perdono delle offese fatte e perdonando di cuore le offese ricevute.

      – mettendomi alla presenza di Dio

  • faccio un segno di croce;
  • per lo spazio di un Pater guardo come Dio mi guarda;
  • faccio un gesto di riverenza;
  • inizio la preghiera, in ginocchio o come più mi aiuta; chiedenso al Padre, nel nome di Gesù, lo Spirito Santo, perché il mio desiderio e la mia volontà, la mia intelligenza e la mia memoria siano ordinati solo a lode e servizio suo.

b.)  Mi raccologo

  • immaginando il luogomin cui si svolge la scena da considerare.

c.)   Chiedo al Signore ciò che voglio

  • sarà il dono che quel brano di Vangelo mi vuole fare e che corrisponde a quanto Gesù fa o dice in quel racconto.

d.)   Medito e/o contemplo la scena

  • leggendo il testo lentamente, punto per punto;
  • sapendo che dietro ogni parola c’è il Signore che parla a me;

         – usando

  • la memoria per ricordare;
  • l’intelligenza per capire e applicare alla mia vita;
  • la volontà per desiderare, chiederev, ringraziare, amare, adorare;
  • la Bibbia di fianco al PC
  • la matita a portata di mano per sottolineare prima i verbi presenti nel testo, poi gli aggettivi, ecc.

NB. Non avrò fretta, non occorre far tutto; è importante sentire e gustare interiormente; sosto dove e finché trovo frutto, ispirazione, pace e consolazione;avrò riverenza più grande quando, smettendo di riflettere, inizio a parlre col Signore.

e.)  Concludo

  • con un colloquio col Signore, da amico ad amico suciò che ho meditato;
  • finisco con un Padre nostro;
  • esco lentamente dalla preghiera.

NB. – Dopo aver pregato, rifletterò brevementre su come è andata, chiedendomi:

  • ho osservato il metodo?
  • ho avuto qualche difficoltà? Perché?ù
  • quale frutto o quali mozioni spirituali ho avuto?

      

VANGELO DI MARCO – TRADUZIONE DAL TESTO GRECO di  Padre Silvano Fausti (Utile un accostamento con la Bibbia CEI per rilevarne l’asciutezza, l’aderenza, le asprezze e i concatenamenti).

Vangelo_di_Marco- Trad. Silvano Fausti

1. VIENE DIETRO DI ME QUELLO PIÙ FORTE DI ME (1,1-8)

  • 1 Principio del Vangelo    (Es. CEI: Inizio del Vangelo E’ la stessa cosa. Ma «principio» rimanda all’ “In principio Dio creò il cielo e la terra” e all’ “In principio era la parola ” del Vangelo di Giovanni. Marco sottolinea che Gesù è  il principio di un mondo nuovo, dei cieli nuovi e della terra nuova, dove abita l’uomo nuovo.)
  • di Gesù
  • Cristo
  • Figlio di Dio.
  • 2 Come sta scritto in Isaia profeta:
  • “Ecco, io mando il mio angelo
  • davanti al tuo volto,
  • che preparerà la tua via.
  • 3 Voce di uno che grida nel deserto:
  • Preparate la via del Signore,
  • fate diritti i suoi sentieri”,
  • 4 venne Giovanni a battezzare nel deserto
  • e a proclamare un battesimo di conversione
  • per il perdono dei peccati.
  • 5 E usciva verso di lui tutta la regione giudea,
  • e tutti quelli di Gerusalemme,
  • ed erano battezzati da lui
  • nel fiume Giordano
  • confessando i loro peccati.
  • 6 E Giovanni era vestito di peli di cammello,
  • e una cinta di pelle ai fianchi,
  • e mangiava locuste
  • e miele selvatico.
  • 7 E proclamava dicendo:
  • Viene dietro di me
  • quello più forte di me,
  • del quale io non sono sufficiente
  • a inchinarmi
  • e sciogliere il laccio dei suoi sandali.
  • 8 Io vi battezzai con acqua,

2. TU SEI IL FIGLIO MIO, IL DILETTO

  • (1,9-11)
  • 9 E avvenne in quei giorni:
  • venne Gesù da Nazaret della Galilea
  • e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.
  • 10 E subito, salendo dall’acqua,
  • vide squarciarsi i cieli
  • e lo Spirito come colomba
  • scendere su di lui.
  • 11 E venne una voce dai cieli:
  • Tu sei il Figlio mio,
  • il diletto;
  • in te mi compiacqui!

3. LO SPIRITO LO GETTA FUORI NEL DESERTO (1,12-13)

  • 12 E subito lo Spirito
  • lo getta fuori nel deserto.
  • 13 Ed era nel deserto
  • per quaranta giorni
  • tentato da satana;
  • ed era con le fiere,
  • e gli angeli lo servivano.

4. È GIUNTO IL MOMENTO (1,14-15)

  • 14 E dopo che Giovanni fu consegnato
  • venne Gesù nella Galilea
  • proclamando il vangelo di Dio,
  • e dicendo:
  • 15 È giunto il momento:
  • il regno di Dio è qui!
  • convertitevi,
  • e credete nel vangelo!

 5. QUI, DIETRO A ME! (1,16-20)

  • 16 E, camminando lungo il mare della Galilea,
  • vide Simone e Andrea,
  • il fratello di Simone,
  • gettare attorno (il giacchio) nel mare;
  • erano infatti pescatori.
  • 17 E disse loro Gesù:
  • Qui, dietro a me,
  • e vi farò diventare
  • pescatori di uomini.
  • 18 E subito, lasciate le reti,
  • seguirono lui.
  • 19 E, procedendo un poco,
  • vide Giacomo di Zebedeo
  • e Giovanni, suo fratello
  • anch’essi nella barca
  • ad aggiustare le reti;
  • 20 e, subito, li chiamò.
  • E, lasciando il padre loro Zebedeo
  • sulla barca con i salariati,
  • se ne andarono dietro a lui.

VIDEOTECA PER L’ ASCOLTO DEL TESTO EVANGELICO 

Cap. 1

Cap.2

Cap.3

Cap.  4

Cap. 5

I RESTANTI VIDEO IN UN PROSSIMO NUMERO DI “LA PORTA…”

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6 risposte a LA PORTA – N. 03 – Video-commento al Vangelo di Marco

  1. angelonocent ha detto:

    TANTO PER ROMPERE IL GHIACCIO

    Il neofita che è in me, pur nella stagione che volge al tramonto, proverà ad accostarsi al Vangelo di Marco per coglierne, fra l’altro, uno degli aspetti particolari che lo caratterizzano: l’attenzione del suo Gesù al dolore umano.

    Il Vangelo che ha scritto è quasi per metà un racconto di Cristo in compagnia di malati. Così che il teologo René Latourelle ha potuto scrivere: «Eliminare i miracoli di Gesù dai vangeli sarebbe come immaginare l’Amleto di Shakespeare senza Amleto».
    Ed il Car. Gianfranco Ravasi aggiunge che “i miracoli di Gesù non sono gesti spettacolari autopromozionali, destinati a sollecitare applausi e successi (quante volte Gesù impone il silenzio al malato guarito!), ma piuttosto orientati a liberare l’uomo dal male e dal dolore”.

    E sottolinea: “Emblematico di questa vicinanza del Cristo ai sofferenti è il suo atteggiamento nei confronti dei lebbrosi. Essi erano non solo dei malati ma degli scomunicati. Secondo le prescrizioni ufficiali della legge biblica dovevano vivere ai margini delle città, isolati dal loro passato e da ogni affetto; dovevano segnalare la loro presenza qualora sulla loro strada si fosse presentata una persona sana (Lv 14). La lebbra, infatti, era considerata – secondo la teologia “retribuzionistica” dell’Antico Testamento – frutto di una colpa gravissima di cui diventava punizione ed espiazione. Gesù, invece, spazzando via tutte queste remore, non solo si avvia sulla strada di questi “appestati”, ma… Ascoltiamo la narrazione di Marco (1,41-42): «Gesù, mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, guarisci!”. Subito la lebbra scomparve ed egli guarì».

    La conclusione che ne traggo è questa: più assimilo Marco, più divento Gesù sulle strade che mi restano da percorrere. Più Marco in me, più compassione per ogni sofferenza, perfino colpevole. A me la compassione viscerale; a Lui i miracoli, oggi come allora.

    Per me GLOBULI ROSSI vuol dire
    – muovermi a compassione,
    – caricare sulle mie spalle (ambulanza) il fardello del dolore che incontro, senza distinzioni. (L’angoscia è il posto vuoto di Dio nel cuore dell’uomo);
    – trasportarlo al Pronto Soccorso, da Silenzioso Orante Solidale Sorridente-SOSS,
    – scaricarlo ai Suoi piedi e affidarlo alle Sue amorevoli mani.
    – Io portantino, barelliere, lettighiere.(Chi ancora non crede è portato a Cristo dalla fede del credente).
    – Lui Terapeuta, che tocca e pronuncia le parole risananti.
    – L’Unico che sa dare al dolore le parole che esige.
    – Talvolta perfino ispirando misurati sussurri di consolazione al conducente del veicolo durante il tragitto.

  2. angelonocent ha detto:

    I CONIUGI LUIGI E MARIA BELTRAME VANGELO APPLICATO

  3. silvia ha detto:

    Mi pare che la tua proposta di lettura del Vangelo di Marco, sia una lettura in parte catechistica e in parte una – libera- interpretazione del metodo Ignaziano negli Esercizi Spirituali.
    Richiede una decisione informata, una consapevolezza ed un impegno. Di tempo, di libertà, di disponibilità….

    Io parto dalla fine: sono stata catechista. Conduttrice di corsi per fidanzati e giovani sposi. Guida ed accompagnatrice di Esercizi Ignaziani.Guida e respomsabile di CVX (Comunità di vita Cristiana) e altro…
    ORA, mi sta bene vivere . Mi basta “accettare e offrire”.
    Basta parole: se Lui vuole dire qualcosa a quelli che la vita mi chiede di servire, lo dirà attraverso le cose che fin che ci sono, faccio.
    L’attenzione di Gesù al dolore umano, nel mio vivere è il SI a Lui, costante e voluto, continuamente ripetuto.
    L’esempio che ci hai fornito, dei coniugi LUIGI E MARIA BELTRAME , mi da la conferma.
    Ma è un esempio non sempre calzante: non sempre e non necessariamente nella coppia il cammino è lo stesso.

  4. silvia ha detto:

    Per completezza aggiungo che sono stata e sono soprattutto una donna felicemente sposata – 48 anni di matrimonio il 30 ottobre u.s.- con figli e nipoti. Sono un medico. Sono cristiana da sempre, con un momento particolarmente significativo, una “risposta” radicale nel 1978.

  5. fabiana ha detto:

    Silvia,
    ti rispondo qui,
    perché ho visto i tuoi auguri, ma non ricordo più la password di Incontri…
    Grazie, sei molto carina!
    Il 2010, forse era una svista dell’anno scorso, o forse era uno scherzo per dire
    che sono molto giovane🙂
    Ovviamente non è vera!
    Ma il 1 dicembre sì.
    Grazie 1000!

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