ESISTONO I POTERI FORTI? – Veda Lei !?

Matteo 22, 15-21

Una di quelle frasi lapidarie di Gesù che hanno lasciato un segno profondo nella storia e nel linguaggio umano:

 RENDETE a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio .

Ma cosa mai vorrà  significare?

Parola d’ordine:

 Vigilate!

Coloro che voglion0 fare un tragitto di navigazione con la COMPAGNIA DEI GLOBULI ROSSI per vivere insieme “IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO” (1Corinzi 15,1-8), liberi di lasciare la barca quando lo decidono, possono segnalarlo qui : nocent.angelo@gmail.com

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13 risposte a ESISTONO I POTERI FORTI? – Veda Lei !?

  1. Deborath ha detto:

    Visto, Papi???? CVD…. Come Volevasi Dimostrare!!!!! Te lo avevo detto io che questi c’entravano in pieno con il Gruppo Bielderberg!!!!!!
    Speravo anch’io che fossero cavolate, ma, in realtà, ci vogliono proprio portare dove vogliono loro e cioè alla rovina!!!!!!
    Che Dio ci aiuti….
    Un abbraccio e dire buona giornata dopo questo video sarebbe troppo?????
    Sì, forse sì….😦
    A presto….

  2. Donatella ha detto:

    La solita ipocrisia…meno male che di poteri forti l’amico nostro non ne conosce!!!
    Non mi ero mai resa conto del denominatore comune che unisce i membri di questo nuovo governo: l’alta finanza, ovvero il denaro!!
    Sarà un bene? Sarà un male?
    Staremo a vedere. Ma non ti nascondo caro Angelo che non ho proprio fiducia.
    Un bacio grande grande

  3. angelonocent ha detto:

    Cara Deborath, cara Antonella,

    finito di aver ragione, noi ci troviamo sempre al punto di partenza: chi ha dato, deve dare ancora. Chi non ha dato, la farà franca ancora una volta. E chi ha creato le montagne di debiti, continuerà a sedersi in cattedra, a spiegare, legiferare, convincere…

    Per prendere i provvedimenti che hanno in mente, sarebbero sufficienti cinque casalinghe, senza bisogno d’importunare professori ed esperti, pregandoli di sacrificarsi per la Patria.

    Domanda: come la mettiamo col “RENDETE a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”? (Matteo 22,21)

    Questo passo evangelico è sempre stato imbarazzante. Infatti, se c’è un versetto del Vangelo citato a proposito e a sproposito è proprio questo.

    La cattolica DOC Rosi Bindi nel suo libro “Quel che è di Cesare”, fa una bella affermazione: “«In fondo la critica più radicale al potere assoluto e al cesarismo si trova nel Vangelo, perché a Cesare si restituisce la moneta e non si consegna mai la persona, la sua libertà e la sua dignità».

    Perchè a Cesare si restituisce la moneta…” Brava Rosy. Ma tu non appartieni al quel mondo che, con un eufemismo, di questi tempi chiamiamo la casta? E, tra sputtanamenti e allenanze, non sei tra coloro che ci vanno chiedendo proprio di sacrificare sia la libertà che la dignità, in nome del bene comune?

    Padre Cantalamessa: “Cesare e Dio non sono però messi sullo stesso piano, perché anche Cesare dipende da Dio e deve rendere conto a lui.

    “Date a Cesare quello che è di Cesare” significa dunque: “Rendete a Cesare quello che Dio stesso vuole che sia dato a Cesare“. È Dio il sovrano ultimo di tutti, Cesare compreso. Noi non siamo divisi tra due appartenenze; non siamo costretti a servire “due padroni“.

    Il cristiano è libero di obbedire allo Stato, ma anche di resistere allo Stato quando questo si mette contro Dio e la sua legge. In questo caso non vale invocare il principio dell’ordine ricevuto dai superiori, come sono soliti fare in tribunale i responsabili di crimini di guerra. Prima che agli uomini, occorre infatti obbedire a Dio e alla propria coscienza. Non si può dare a Cesare l’anima che è di Dio”.

    Il frate cappuccino prosegue: “Il primo a tirare le conclusioni pratiche di questo insegnamento di Cristo, è stato san Paolo. Egli scrive: “Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio… Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio…Per questo dunque dovete pagare i tributi, perché quelli che sono dediti a questo compito sono funzionari di Dio” (Rom 13, 1 ss.).

    Pagare lealmente le tasse per un cristiano (ma anche per ogni persona onesta) è un dovere di giustizia e quindi un obbligo di coscienza. Garantendo l’ordine, il commercio e tutta una serie di altri servizi, lo stato dà al cittadino qualcosa per il quale ha diritto a una contropartita, proprio per poter continuare a rendere questi stessi servizi.”

    Fin qui siamo in molti a trovarci d’accordo. Soprattutto coloro ai quali, per forza o per amore, il prelievo fiscale viene fatto alla fonte.

    Ma il quesisto al quale non trovo risposte è almeno triplice:

    E chi ha già pagato è tenuto a fare il bis? E’Dio che lo vuole?
    – E chi non ha pagate, saluti e baci ?
    – E chi ha creato i debiti, con le teorie economiche più strampalate e in barba alle regole stesse di una sana contabilità?
    Basta così: ?

    “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto:
    chi ha dato, ha dato, ha dato,
    scurdammoce ‘o passato,
    simmo ‘e Napule, paisá”.

    Il “rendete a Cesare quel che è di Cesare” in questo caso dovrebbe voler dire una cosa logica: se la moneta in questione è un debito colossale, su questa falsa moneta messa in circolazione senza copertura finanziaria, c’è tanto di nome e cognome dei responsabili. Dunque, si vada pescar fuori tutti quei Cesari che sono ancora in circolazione – e sono tanti – e si restituisca loro il malloppo perché comincino a pagare di tasca propria. Non è ragionevole?

    E ai privilegi acquisiti per legge?

    Si provveda con una legge che blocchi i privilegi acquisiti. Non la si pretende retroattiva. Ma almeno da oggi in poi. Non dal 2026.

    Ci stanno sul gozzo gli evasori di professione. Ma perché non fare un pensierino anche alle agevolazioni fiscali alle COOP, ai SINDACATI, e alla sfilza di altre categorie…?

    Visto che nessuno vi accenna mai, andiamo qui ha farci un po’ di cultura e capiremo tante cose:
    http://www.iljester.it/le-agevolazioni-e-le-esenzioni-delle-coop.html

    Sappiamo che non basterà. Ma cominciamo da qui. Poi vedremo quanto mancherà al pareggio.

    • Deborath ha detto:

      Caro Angelo, tutto giusto quello che dici, mi trovi d’accordo assolutamente su tutto, ma mi chiedo a quanto serve questo nostro parlare se poi, alla fine, loro fanno sempre tutto ciò che vogliono????
      La cosa che più mi sconcerta e mi fa rabbia è che noi, le nostre opinioni, le nostre considerazioni, le nostre aspettative, i nostri desideri siamo e sono considerati pari a zero!!!!!
      Mah… Che dici? Cambierà qualcosa prima o poi????
      Boh…😦
      Ti saluto e ti auguro una buona serata… ♥

  4. lucetta ha detto:

    Interessiamoci sì delle cose del mondo, della politica ecc.ecc. ma cerchiamo noi cristiani, fragili e peccatori,di non perdere di vista le cose del cielo.
    Ho perso la voglia di commentare per cui riesco a farlo solo così:
    “Alzatevi e levate il capo” sono i due verbi dell’Avvento.
    Sono le due luci che ci devono accompagnare nel cammino che porta al Natale.
    ‘Alzati’ significa credere che il Signore è venuto sulla terra duemila anni fa
    per aiutarci a vincere la rassegnazione.
    “Alzarsi” significa riconoscere che se le nostre braccia si sono fatte troppo
    corte per abbracciare tutta intera la speranza del mondo, il Signore ci dona le sue.
    “Alzarsi”, allargare lo spessore della speranza, puntando lo sguardo verso il futuro,
    da dove un giorno il Signore verrà nella gloria per portare a compimento
    la sua opera di salvezza.
    E levare il capo cosa significa? Fare un colpo di testa. Reagire. Muoversi.
    Essere convinti che il Signore viene ogni giorno, ogni momento, della nostra storia.
    Viene come ospite velato, e quindi bisogna saperlo riconoscere nei poveri, nei sofferenti,
    negli ultimi. Significa, in definitiva, allargare lo spessore della carità.”
    Don Tonino Bello

  5. angelonocent ha detto:

    TRE ATTEGIAMENTI TIPICI

    DEBORATH
    “La cosa che più mi sconcerta e mi fa rabbia è che noi, le nostre opinioni, le nostre considerazioni, le nostre aspettative, i nostri desideri siamo e sono considerati pari a zero!!!!!”

    Deborath, pensi che il nostro riflettere e scrivere sia pari a zero? I giovani della RESISTENZA non avevano gli strumenti di comunicazione di cui disponiamo noi e hanno fatto tanta fatica, tanto camminare, patito la fame…ma, alla fine, è giunta la LIBERAZIONE.

    Ieri sera ho sentito in TV paragonare l’attuale momento a una terza guerra mondiale che la Germania sta scatenando in Europa. Una voce consolatoria ha detto: hanno perso le altre due, speriamo che perdano anche questa .

    LUCETTA
    Interessiamoci sì delle cose del mondo, della politica ecc.ecc. ma cerchiamo noi cristiani, fragili e peccatori,di non perdere di vista le cose del cielo.
    Ho perso la voglia di commentare…”

    Lucetta, sapessi che voglia ne ho io! In compenso ci hai sevito un piatto caldo, fumante di speranza per ogni età.
    Epperò dobbiamo dircelo: quelli della RESISTENZA erano fragili come noi, non erano leoni. Uomini, donne, vecchi, bambini…ognuno ha cercato di fare qualcosa,
    – chi imboscandosi sui monti,
    – chi facendo il postino clandestino o il porta viveri,
    – chi sgranando la corona del rosario…
    Non deve passare il messaggio di Deborath, ossia dei giovani, sull’inutilità del reagire.

    DON TONINO BELLO
    Alzarsi significa…”Fare un colpo di testa. Reagire. Muoversi.”
    Significa, IN DEFINITIVA, allargare lo spessore della carità.”

    E quale carità più grande oggi se non quella di stimolare gli IMPRENDITORI a investire e creare posti di lavoro, facendo cadere le pregiudiziali che sono TUTTI E SOLTANTO SFRUTTATORI ed APPROFITTATORI.

    CREARE POSTI DI LAVORO
    – INVENTARSI IL LAVORO
    – ACCONTENTARSI ANCHE DEL POCO, imitando i Cinesi, i Filippini, gli Indiani…MA NON STARE IMMOBILI.

    Ripeto: sono il primo a commentare di politica senza voglia ed è certamente più rasserenante anche una lettura APOCALITTICA sulla fine del mondo o assorbirsi gli improperi del profeta Geremia, piuttosto dell’assordante martellamento sulla crisi in atto. Ma QUESTO E’ OGGI!

    Gli è che alcuni sono solo infastiditi da essa ma altri si sentono con il cappio alla gola.

    – Ho appena sentito una signora di mezza ètà: “cinque euro: compro il latte o compro la benzina“. E un’altra: “ho smesso di fare i controlli medici perché dovrei ogni momento pagare 30, 40, 50 euro di tiket…”
    – E c’è chi, con famiglia, a trent’anni perde il lavoro precario e non ne trova un altro e il cinquantenne licenziato, che non ha possibilità di reinserirsi nè può immaginare di andare in pensione.
    – E c’è il 30% di giovani disoccuopati. Vien da piangere: andare in pensione con 41, 2, 3 anni di contributi, senza poter mai iniziare a lavorare…ma di chi o di che cosa stiamo parlando?

    SOLLECITIAMO I SACERDOTI A PARLARE DAI PULPITI DI VANGELO E VITA!

    Non occorre buttarla in politica ma stimolare i laici – questo sì – a …”Fare un colpo di testa. Reagire. Muoversi.” INSIEME.

    INSIEME
    In ogni paese ci sono imprenditori. Se ne stanno alla larga dalla Chiesa? E sia la Comunità ad andare loro incontro per interrogarli, ascoltarli, incoraggiarli…Chissà che non abbiano anche qualche buona idea! Se condivisa, potrebbe far scattare la COOPERAZIONE !

    Sembriamo pecore senza pastore. OSSIGENO, OSSIGENO, GLOBULI ROSSI! DALLE ALPI ALLE PIRAMIDI …
    Se CRISTO E’ TUTTO PER NOI, il PANE QUOTIDIANO va chiesto, strappato con i denti della fede nella PROVVIDENZA!

    • Deborath ha detto:

      Io non ho detto che è inutile reagire, ma solo che, forse, è inutile parlarne!!!!
      Credo fermamente che ci sarà una vera e propria rivolta, nel momento in cui non si avrà più pane, questa rivolta ci sarà e allora, solo allora le cose cambieranno!!!!
      Io sono fermamente d’accordo con te con quello che dici e sono così tanto d’accordo che ho riportato sul mio blog lo stesso tuo pezzo: sì, ok, il tuo era un video, mentre io ho cercato lo scritto, ma credo che cambi poco…
      Io sono d’accordo che è ora di reagire, penso solo che le parole debbano diventare fatti!!!!
      TI abbraccio con immenso affetto!!!! ♥

    • lucetta ha detto:

      Ecco queste soluzioni-suggerimenti mi piacciono proprio.Tra i tuoi suggerimenti hai detto:
      ACCONTENTARSI ANCHE DEL POCO, imitando i Cinesi, i Filippini, gli Indiani…MA NON STARE IMMOBILI.
      Certoooo!!!!Ma i nostri giovani sarebbero o meglio sono capaci di accontentarsi? Qualche volta dubito molto di questo…Io da giovane mi sono accontentata di lavori umili prima di arrivare all’insegnamento in una scuola privata. Mah, lasciamo perdere!!!!
      Perchè non ti candidi? Non fondi un partito? Te l’ho detto anche un’altra volta se non ricordo male. La prossima volta che si voterà dovrai consigliarmi….
      Scusami se posso essere sembrata una” scoraggiata” ma io, alla mia età, domani compio 66 anni, pensionata, che posso fare ?…..oltre a compiere piccoli gesti di solidarietà,posso solo pregare e guardare al cielo più che alla terra.-
      Ciao Angelo, grazie di tutto. Mi ha fatto bene leggerti.

  6. Donatella ha detto:

    In effetti è un bel rebus: e se lo stato vessa i cittadini con tasse inique, che poi non vengono impiegate per il bene comune ma per rimpinzare gente avida che già è grassa di suo, è giusto pagare?

    E se lo stato non tiene conto delle possibilità economiche del cittadino, esentando pochi privilegiati (che fra le altre cose possono anche pagare, e profumatamente…) e facendo gravare tutto sulle famiglie che devono fare i conti con la precarietà del lavoro e l’esiguità delle entrata rispetto alle spese, è giusto pagare?

    Socrate diceva che bisogna sottomettersi alle leggi anche se non sono giuste. Ma il buon cristiano, cosa deve fare?

    Il passo del Vangelo “date a Cesare...”io provo ad interpretarlo così, alla luce della moderna situazione:
    – Dio vede nei vostri cuori.
    – Fate ciò che è nelle vostre possibilità, senza barare.
    – Chi ha di più dia di più, chi ha quel poco paghi secondo i suoi limiti.
    – Se lo stato è iniquo e vessatore ci penserà Dio a fare giustizia.

    Voi che ne pensate, potrebbe essere una soluzione corretta?

  7. angelonocent ha detto:

    Ho interpretato male il pensiero di Deborath:

    – “Io non ho detto che è inutile reagire, ma solo che, forse, è inutile parlarne!!!! ”
    – “..nel momento in cui non si avrà più pane, questa rivolta ci sarà e allora, solo allora le cose cambieranno!!!!

    Lucetta scrive sul suo blog:

    Mi trovo in un momento di “rifiuto di tutto” e quello che leggo in giro nei blog non mi aiuta e non m’incoraggia.

    Ho bisogno di silenzio ed essendo anche il periodo dell’Avvento……. desidero prepararmi bene per ricevere dal NATALE più doni possibili. Naturalmente non parlo di doni materiali ma di doni spirituali che sono gli unici che mi interessano.

    Poi la sua voce si fa preghiera:

    “Allora sono andata alla fonte che mi disseta e calma la mia “sete” e cioè ho letto la PAROLA del giorno e sul mio diario ho scritto così:

    Gesù donami lo Spirito di Sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio. Ne ho bisogno, ti supplico, per non lasciarmi deprimere da tutte le voci, presagio di sventure, che arrivano dall’esterno in questi giorni.

    Mi considero “una piccola”, cioè una che non sa niente delle cose del mondo, ma vuole imparare con tutte le sue forze “le tue cose” e solo Tu puoi rivelargliele. Tu sei il Signore del cielo e della terra, tutto è nelle tue MANI, la vita e la morte di qualsiasi creatura, comprese quelle dei governanti per cui SE hanno potere di fare il bene oppure il male dei popoli a loro affidati….Lo accetto da TE sicura che ad ognuno SARA’ RESO secondo le sue azioni.

    Ti chiedo quindi per me e per tutti coloro CHE DICONO DI AVERE FEDE IN TE il dono di SAPER VEDERE, al di sopra di tutti i maneggi e le sporcizie degli uomini, che TU SEI PRESENTE e STAI DIRIGENDO I FATTI in modo tale perchè si compiano le tue promesse e i tuoi disegni sull’umanità.”

    A quale conslusione mi hanno portato i messaggi? A quella affrettata del senso comune: “Un bel tacer non fu mai scritto!”

    Però, poi, sono andato a cercarmi le Litanie del Silenzio: http://it.wikiquote.org/wiki/Silenzio

    Del coro all’unisono di saggi, santi e letterati dell’umanità, solo due voci dissidenti, per così dire:
    – l’una di BLAISE PASCAL: “Il silenzio è la più grande persecuzione: mai i santi hanno taciuto”;
    – L’altra di MADELEINE DELEBRêl: “Il silenzio non ci manca, perché lo abbiamo. Il giorno in cui ci mancasse, significherebbe che non abbiamo saputo prendercelo.
    – Tutti i rumori che ci circondano fanno molto meno strepito di noi stessi.
    – Il vero rumore è l’eco che le cose hanno in noi.
    – Non è il parlare che rompe inevitabilmente il silenzio.
    – Il silenzio è la sede della Parola di Dio, e se, quando parliamo, ci limitiamo a ripetere quella parola, non cessiamo di tacere.
    – I monasteri appaiono come i luoghi della lode e come i luoghi del silenzio necessario alla lode.
    – Nella strada, stretti dalla folla, noi disponiamo le nostre anime come altrettante cavità di silenzio dove la Parola di Dio può riposare e risuonare.
    – In certi ammassi umani dove l’odio, la cupidigia, l’alcool segnano il peccato, conosciamo un silenzio di deserto e il nostro cuore si raccoglie con una facilità estrema perché Dio vi faccia squillare il suo nome: «Vox clamans in deserto». (Madeleine Delbrêl)

    E qui mi sono soffermato a meditare.

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