SE DIO FA DI MARIA UNO STRUMENTO – Fabiana Guerra o.v.

Se Dio stesso vuole venire in questo mondo nella

MANGIATOIA di Gerusalemme,

allora questo non è un idilliaco quadretto familiare,

ma l’inizio di un totale rivolgimento,

di un nuovo ordine di tutte le cose di questo mondo.

Se vogliamo partecipare all’Avvento e al Natale,

allora non potremo fare soltanto gli spettatori,

come a teatro, in cui stiamo da una parte e ci gustiamo lo spettacolo,

ma saremo trascinati nell’azione che si svolge,

in questo rivolgimento di tutte le cose.

Qui dobbiamo recitare anche noi sulla scena,

qui lo spettatore è sempre un personaggio dello spettacolo,

qui non possiamo sottrarci.

Che parte recitiamo?

Quella dei pastori che si inginocchiano?

Dei Magi che portano doni?

Che cosa si rappresenta dove Maria è la madre di Dio,

dove Dio viene nel mondo in una mangiatoia?

Il mondo viene giudicato e redento, ecco che cosa accade qui;

e il Cristo Bambino, che è nella mangiatoia, è colui che mette in atto il giudizio

e la redenzione, che rimanda a mani vuote i grandi e i potenti,

che rovescia i potenti dai troni, innalza gli umili, stende il suo braccio potente sui superbi

e i forti,

eleva ciò che è basso, magnificandolo e glorificandolo nella sua misericordia.

… un bambino ha la nostra vita nelle mani.

( D. Bonhoffer)

Buon Natale!

Spero che sia sereno

e limpido e che siamo davvero pronti a lasciarci coinvolgere

dal Bambino che ha stravolto ogni logica del mondo.

Qui e ora.

Fabiana  o.v.

Che parte recitiamo?

Gesù, Maria e Giuseppe (1976)

La mia opzione? E’, a scoppio ritardato,  tra i commenti del 22 Dicembre.

Questa voce è stata pubblicata in FABIANA GUERRA - Ordo Virginum, NATALE DI GESU'. Contrassegna il permalink.

22 risposte a SE DIO FA DI MARIA UNO STRUMENTO – Fabiana Guerra o.v.

  1. silvia ha detto:

    “Che parte recitiamo?”

    Qualcuno, saputo Chi era, non Lo ha voluto riconoscere. Non Lo ha voluto accogliere.Accettare.
    E ha fatto una strage.

    I poveri. Semplici. Umili, Lo hanno accolto.

    Alcuni, hanno fatto un lungo viaggio. Hanno visto i segni.
    Lo hanno riconosciuto. Accolto.

    Spero di essere – sono – tra i poveri.

  2. fabiana ha detto:

    Che belli che siete!!!!!!!!
    Baci a tutti e 3!
    Il mio collega mi ha detto che fa il bue,
    perché l’asinello era già troppo importante🙂
    E io?
    A me piacerebbe stare a guardare Gesù:
    quindi … la stella.
    Non la stalla, la stella.🙂
    Quella creata da Dio per indicare la strada ai Magi.
    Quella che poi sparisce per anni e anni …

  3. Rita ha detto:

    A me piacerebbe essere la paglia… Gesù starebbe comodo comodo addosso a me!🙂

  4. fabiana ha detto:

    Bellissimo Rita!!! Auguri

  5. Deborath ha detto:

    Che meraviglia il presepe giapponese!!!!
    Ed ancor di più quello in cui siete voi gli attori principali!!!!
    Grazie Angelo di aver condiviso con noi un momento così speciale della tua vita…
    Un bacio…🙂

  6. *Annamaria* ha detto:

    Io voglio essere una pecorella: sta lì forse senza aver capito bene perchè, qualcuno l’ha condotta fin davanti a quella stalla e mentre bruca la sua erbetta, lancia qualche occhiatina al bambino che dorme!🙂
    Molto significative le foto!!! Mi piacciono un sacco!!!😀

  7. lucetta ha detto:

    Voglio essere uno dei magi che porta in dono cose preziose: fede, perseveranza, ricerca continua di Gesù ogni giorno……pure nei momenti in cui Lui tace….proprio come i magi che hanno continuato a cercare anche quando la stella era scomparsa. Un abbraccio a tutti gli altri personaggi!!!!
    Le foto sono bellissimeeeeeeee!!!! Volevo dire alla pecorella Annamaria che nel mio presepietto, a casa, ce n’è una sdraiata proprio davanti alla capanna che bruca l’erbetta mentre le altre sono in gruppo. Fuori dal gregge si è scelta un bel posto. Uhmmm!!!!

  8. Deborath ha detto:

    Uffa, io non avevo capito che bisognava proprio proprio scegliere il personaggio che vogliamo rappresentare…
    Allora io voglio essere l’angelo che va ad annunciare ai pastori che Gesù è nato!!!!
    Sì, voglio annunciarlo io perchè sento che sono chiamata a questo: a dare testimonianza di quello che ho ricevuto da Lui e DEVO “passare parola”!!!!🙂

  9. fabiana ha detto:

    Brava Debby!
    Così si fa! 🙂

  10. silvia ha detto:

    Grazie a voi tutti, Buon Natale!

  11. Donatella ha detto:

    Bellissima la foto di famiglia, trasmette un grandissimo amore…grazie Angelo di averla condivisa con noi!
    E a proposito del presepe…vi sembrerà strano ma vorrei essere l’asinello…si, per poter stare il più possibile accanto al Bambino e riscaldarlo con il mio calore.
    Un bacio a tutti

  12. fabiana ha detto:

    Che bello! Donatella!
    Oggi un frate amico mi ha scritto:
    spero di essere tutti i personaggi!
    Saggio amico! 🙂

  13. Donatella ha detto:

    Vero, Fabiana! Ogni personaggio a suo modo porta qualcosa di bello a Gesù!
    Ti abbraccio forte forte

  14. fabiana ha detto:

    Altrettanto, Donatella!
    Oh, ieri è arrivata un’altra … pecorella.
    Dice che la pecora segue il Pastore, si lascia mungere, tosare… ed è molto paziente …
    come lei!
    Ottima!

  15. angelonocent ha detto:

    Alla domanda non pensavo di cavarmela con una foto.
    Perciò, dovendo aderire all’invito di scegliere un ruolo nell’Avvento e nel Natale, non intendo sottrarmi. Probabilmente quello del bue o dell’asino potrebbero essere anche a me ruoli congeniali ma mi sembrerebbe di sviare all’interrogativo posto in modo perentorio e molto più impegnativo dal pastore evangelico Bonohoffer, che fu martire del nazismo. In sintesi:

    io devo recitare in scena, non solo far parte della scena,
    – da spettatore ma anche da personaggio dello spettacolo,
    – non posso sottrarmi spersonalizzandomi al puno da assumere il comodo ruolo di animale o di cosa;
    – devo recitare una parte responsabilmente, mettermi in gioco fino al punto di dare la vita per questo Gesù.

    E’ il figlio di Dio. Ma nulla lo fa presagire. Al contrario appare come il figlio di una ragazza-madre. Insieme si presentano sul palcoscenico del mondo in tutta la loro fragilità creaturale. E finiscono per essere supportati e sorretti da un fragilissimo Giuseppe, marito certamente ma padre per modo di dire, ossia non nel senso comune del termine, uomo in stato confusionale che però si fida dei disegni dell’Altissimo e accetta il ruolo di personaggio per noi comprimario. Al contrario, ruolo ritenuto dal piano divino di fondamentale importanza.

    A guardar bene, Bonhoffer, il proponente, per primo ha saputo assumere il ruolo della fragilità: lui, pastore evangelico, abile nello scrivere e di una dialettica non comune, accetta di morire martire, di dare la vita per quel Dio di pace così disarmato e disarmante che, regnante Cesare Augusto, quando Quirino era governatore della Siria. (Luca 2:2), ha deciso di farsi uomo e di nascere da una ragazza vergine, sposata ad un uomo di nome Giuseppe, inspiegabilmente incinta a sua insaputa, che ha dovuto avvolgere in fascie il bambino e porlo in una mangiatoia, giacché, trovandosi in viaggio a motivo del censimento, non avevano potuto trovare alloggio.

    Già da queste poche righe si evince che la scena, nella quale siamo chiamati a prender parte, è mutevole e drammatica e, col Vangelo dell’infanzia, siamo appena al primo atto del capolavoro scritto dall’Eterno. Nella foto che mi ritrae (1976) c’è un presepio in miniatura. Non è certo la Sacra Famiglia ma indosso i panni di Giuseppe. Gli è che le storie non sono mai uguali ma il filo conduttore sì: il disegno di Dio che è sempre per ciascuno, più grande del firmamento che i nostro occhi riescono ad abbracciare in una gelida notte di stelle. Ma anche di un’ estatica notte d’amore.

    Il ruolo di tutti i Giuseppe del mondo, a cominciare dal più famoso, il padre putativo di Gesù, è quello di capire, capire, sempre soltanto capire…ossia fidarsi dell’angelo: lo spirito di Dio che ha mandato allora e manda tutt’ora il suo messaggero a ripetere suppergiù le medesime parole rassicuranti.

    L’uomo Giuseppe non sapeva come comportarsi di fronte alla miracolosa maternità della moglie: certamente cercava una risposta all’inquietante interrogativo, ma soprattutto cercava una via di uscita da una situazione difficile.
    Ecco però che gli apparve in sogno un angelo che gli disse: “Giuseppe figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

    Idem quando dovrà emigrare in Egitto, da clandestino, senza permesso di soggiorno. Ma con il benestare dell’Altissimo.

    Il Giuseppe che si desta dal sonno, che deve schiaffeggiarsi per essere sicuro di essere vivo e sveglio, ha la capacità di fare come gli ha ordinato l’angelo, prendendo con sé la sua sposa; è uomo che accetta il mistero della maternità e le successive responsabilità. Lui sa trasformare il sogno in una rivelazione divina. In lui c’è una grande affinità e sintonia per il mondo celeste. Sa rimanere aperto all’aldilà anche in sogno. Egli ha per quel mondo che ci sovrasta quella recettività finissima che vorrei avere io, così fine da vibrare anche alla minima oscillazione prodotta dalle ali angeliche.

    Lui i pensieri comunicatigli li percepiva tanto chiaramente che appena svegliato li eseguiva senza esitazione. Questa determinazione del suo babbo è il regalo che in questo Natale mi permetto di chiedere al Bimbo Divino. Per me e per tutti i Giuseppe del mondo.

    • lucetta ha detto:

      Caro Angelo sono rimasta colpita dal tuo commento ed ho pensato di incollare qui
      questo contributo letto stamattina su san Giuseppe. Auguri a tutti i globuli. Vi abbraccio uno per uno. Lucetta

      Ma chi è Giuseppe di Nazareth?

      Matteo nel Vangelo dell’ ultima domenica di Avvento,
      ci presenta la sua :

      Nome: Giuseppe
      Luogo di nascita: Betlemme
      Residenza: Nazareth
      Nazionalità: Ebreo, della stirpe di Davide
      Professione: Falegname
      Sposato con: Maria di Nazareth
      Figli: Gesù, a cui dà il nome
      Parole pronunciate nel Vangelo: Nessuna

      Segni particolari:
      Faceva frequenti sogni rivelatori

      Onore al Merito:
      * Capacità di amare gratuitamente
      * Capacità di andare controcorrente
      * Obbedienza cieca alla Volontà di Dio

      Viene chiamato anche:
      * Uomo giusto
      * Uomo del silenzio
      * Uomo della ricerca
      * Uomo della fedeltà assoluta
      * Uomo dei sogni
      * Uomo dell’ascolto

      Ma veniamo al FATTO raccontato da Matteo:

      1) Giuseppe è promesso sposo di Maria, viene a sapere che lei è incinta.

      2) Secondo la legge ebraica per un simile peccato Maria
      doveva essere ripudiata e lapidata.

      3) Giuseppe, chiamato Uomo giusto, decide
      di rimandarla a casa in segreto, senza scandali.
      Giuseppe UOMO DEBOLE?

      4) No, Giuseppe rivela la sua responsabilità
      dinanzi a un evento capace di sconvolgere la storia.

      5) Giuseppe è l’uomo che Dio ha scelto per essere vicino a Maria,
      partecipa in modo speciale al Progetto di Dio sull’umanità.

      6) Viene investito da un’ondata di Amore divino, che lo rende capace di dar forma sulla terra alla famiglia di Nazareth a immagine di Dio Trinità.

      7) Se a Maria viene dato il privilegio di portare nel suo grembo il Figlio di Dio,
      a Giuseppe è dato il privilegio di chiamarlo per nome: Gesù=Dio salva.

      8) In questo modo dichiara davanti al mondo
      e agli uomini l’esistenza del Salvatore:
      Dio che salva è qui presente in mezzo a noi, è l’Emmanuele.

      9) Gesù, la parola pronunciata da Giuseppe migliaia di volte, risuona nella storia come Parola viva ed efficace, come Parola di Speranza per tutti gli uomini.

      Ma guardiamo più da vicino: Chi è questo Giuseppe?

      Uomo giusto: lo era per diversi motivi, ma principalmente perché era uomo di parola, un uomo che non si è sottratto ai problemi, anche se gli sarebbe stato facile, secondo la mentalità corrente e largamente diffusa sbarazzarsi di una giovane donna, sulla quale forse nutriva qualche dubbio e rompere ogni rapporto con lei, condannandola a una fine ignominiosa.

      Uomo del silenzio: sulle sue labbra nessuna parola, nessuna reazione nervosa o inconsulta. Il suo silenzio appare perciò fecondo e prezioso: l’atteggiamento di chi ha imparato a riflettere, confrontare, aspettare per discernere, comprendere e agire di conseguenza.

      Uomo della ricerca: portata avanti comunque, costi quello che costi, pur di fare in tutto la volontà di Dio, percepita nel silenzio e confrontata con la parola dei profeti.

      Uomo della fedeltà assoluta: non solo nei confronti del progetto di Dio, ma anche nei confronti di Maria, sua sposa, custodendo come un tesoro prezioso la sua verginità, dimostrandole un amore più grande e più forte.

      Uomo dei sogni: Giuseppe aveva come tutti gli uomini un sogno: poter sposare Maria, la più bella ragazza di Nazareth, conquistato dalla sua umiltà e dal suo sorriso verginale. Dio entra nel suo sogno con altri sogni che fanno di quel primo sogno una novità di vita per tutte le coppie.

      Uomo dell’ascolto: un ascolto coraggioso, anche a costo di grossi sacrifici. Per Giuseppe ascoltare la Parola significa accogliere personalmente Dio nella sua vita, nella sua casa; accoglierlo con tutto il peso di un progetto che umanamente risulterebbe inaccettabile. Un ascolto fatto non solo con le orecchie e con il cuore, ma anche con la vita stessa.
      Cosa dice a noi oggi Giuseppe?

      Quali sono gli atteggiamenti di Giuseppe
      che potrebbero interpellarci oggi?

      Raccoglimento, silenzio, ascolto, senso di responsabilità, fedeltà
      anche nell’incomprensione sono i messaggi che Giuseppe di Nazareth
      attualizza qui e ora per noi che per lo più preferiamo rifugiarci
      nei luoghi del frastuono assordante e degli incontri collettivi
      per sottrarci all’incontro con noi stessi e con Dio.

      Giuseppe ci fa comprendere che stare dalla parte di Dio
      non significa vedere mutilata
      o addirittura negata la propria libertà ma, al contrario,
      significa andare sicuri alla meta
      che il nostro cuore incontenibilmente desidera:
      la pienezza dell’amore.

      Molto ci sarebbe da dire su Giuseppe… terminiamo con questa preghiera
      venuta provvidenzialmente tra le nostre mani, al momento di concludere
      questo commento al Vangelo di questa domenica:

      “Signore, penso a Giuseppe…
      Aveva un sogno nel cuore e lo stava realizzando:
      una famiglia insieme con Maria.
      C’era qualcosa di male?

      Giuseppe era un uomo giusto,
      non uno sprovveduto, non un imbranato.
      Non capisce, ma non vuole sbagliare.

      Giusto: educato al dialogo con te,
      per decidere la propria vita
      cercando luce nella tua Parola.

      Disponibile a capire, pronto ad agire.

      Accetta il tuo sogno, intanto.

      Chi ama sa sognare.

      Anche tu, Signore, hai sogni grandi, sogni di bene, su di noi e con noi.

      Aiutami, Signore, a non sognare la mia vita senza di te,
      ma completa tu i miei sogni ed illumina i miei passi”.

      ( commento a cura della Comunità Missionaria Villaregia )

      • fabiana ha detto:

        Ciao Lucetta! E grazie!
        Sereno Natale🙂

      • angelonocent ha detto:

        Ti ringhrazio Lucetta per aver riportato il commento della Comunità Missionaria Villaregia che integra e completa il mio punto di vista, peraltro molto emotivo ma sostanzialmente identico.

        Uomo del silenzio certamente ma di un tacere eloquente, senza sbavature. Uomo da imitare. Ma anche da invocare. Non solo per una buona morte ma per attraversare le contraddizioni del vivere.

        Parliamone. Parliamone ancora. Maria e Gesù saranno contenti nel rendersi conto che al papà Giuseppe non solo vogliamo un sacco di bene ma che ci è anche caro e prezioso protettore e validissimo interprete dei nostri sogni. Certamente precursore e più attendibile (senza offesa) dell’illustre Sigmund Freud.

  16. fabiana ha detto:

    … le cose di Dio, bisogna eseguirle in fretta, ha ricordato il Papa alla GMG:
    ecco qui il risultato!
    Ciao e grazie!

  17. Rita ha detto:

    Buon Natale a voi tutti per questo Santo Natale e per l’anno che verrà.

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