A SCUOLA DI DANZA – N. 02 – Con Simona ATZORI “capolavoro di Dio”

 

La nostra scuola di danza continua. A parlare oggi saranno lei, SIMONA ATZORI,  capolavoro di Dio, i luogi e gli amici che ha incontrato.

Spero si sia gia capito fin dal numero precdente che non è nelle intenzioni del blog nè insegnare a dipingere nè i passi del valzer o del tango ma scoprire quelli per reggere la croce e non cadere schiacciati sotto il suo peso mortale.

Ci trasciniamo dietro alcune parole del nostro Don Luis: “

So che la vita è sogno e dramma, è soffio ed eternità, è libertà e impossibilità, è amore e croce, è gioia e lacrime, è lotta e dolcezza, è gratitudine e incomprensione, è leggerezza e gravezza, è comunione e abbandono, è mistero e insensatezza, è speranza e disperazione, è fuoco e gelo, è tristezza e beatitudine …

  • So che potrebbe essere una danza, una festa … anche se a caro prezzo.
  • Al caro prezzo di una speranza e di un amore indomiti che non ti fanno ritenere nulla di irrimediabilmente perduto, neppure la morte. . .

Simona Atzori è nata a Milano nel 1974 e attualmente vive a Gerenzano. E’ nata senza gli arti superiori, ma questo non le ha impedito di avvicinarsi alla pittura all’età di quattro anni come autodidatta e alla danza, scoperta all’età di sei anni quando ha iniziato a seguire corsi di danza classica. E’ il pittore e scrittore Mario Barzon a scoprire il talento di Simona e a sostenerla nella sua crescita artistica. Nel gennaio 1983 Simona supera brillantemente gli esami di ammissione all’Associazione dei Pittori che Dipingono con la Bocca e con il Piede (V.D.M.F.K.).

Partecipa alla mostra internazionale della V.D.M.F.K. a Roma, Palazzo Ruspoli, nel marzo 1992. Dona a Papa Giovanni Paolo II il ritratto del Santo Padre durante un’udienza privata in Vaticano. Il settimanale “Famiglia Cristiana” pubblica un articolo sull’evento. E’ del 1996 la decisione di dedicarsi completamente all’arte: nell’autunno si iscrive alla facoltà di Visual Arts presso la “University of Western Ontario” in Canada dove si laurea con Honour nel 2001.

Alla sua brillante carriera di pittrice si aggiungono numerosi successi nel campo della danza che permettono a Simona di portare avanti entrambe le sue due grandi passioni.

Simona Atzori è stata ambasciatrice per la danza nel Grande Giubileo del 2000 portando per la prima volta nella storia, la danza in Chiesa con una coreografia che è stata inserita nella Grande Enciclopedia Multimediale del Vaticano. E’ riuscita anche a portare la pittura sul palco al Festival delle Abilità Differenti di Carpi dove ha riscosso grande successo con la coreografia “Legami”. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fra i quali il Premio Michelangelo per l’Arte e in particolare per la danza nel 2000, il premio della critica al concorso per coreografi di Hannover e in occasione dell’Holland Dance Festival.

Testimonial del Pescara Dance Festival, nell’edizione 2003, ha avuto il grande onore di danzare, una coreografia di Paolo Londi, con Marco Pierin, grande etoile della danza classica. Un premio dell’arte ha preso il suo nome e nell’edizione 2002 del Pescara Dance Festival, Simona ha avuto l’onore di donare il premio “Atzori” a Luciana Sevignano, a Micha Van Hoecke nel 2003, a Caroline Carlson nel 2004 e a Vladimir Vasiliev nel 2005.

Ha vinto il secondo premio al Concorso di Pittura “L’Arte di Essere” dell’Università degli Studi di Roma, “La Sapienza”. Simona ha danzato la parte di “Colomba” nella versione moderna del Requiem di Mozart “Rockquem” al Teatro di Bolzano, al Festival di Szeged in Ungheria e al Festival di Bergen in Norvegia. Nell’aprile del 2005, Simona ha partecipato alla mostra Internazionale dell’Associazione dei pittori che dipingono con la bocca e con i piedi, a Shangai in Cina.

Il 19 ottobre 2005 è uscito il libro di Candido Cannavò, “E li chiamano Disabili”, all’interno del quale è raccontata anche la storia di Simona e la sua immagine che danza è la copertina del libro. Un momento di grande emozione è stata la partecipazione alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino 2006, che l’hanno vista protagonista di in due momenti di danza.

Tra marzo e aprile 2006, Simona ha partecipato a due puntate della trasmissione “Amore” di Raffaella Carrà, danzando coreografie di Franco Miseria.

L’8 aprile 2006 Simona è stata ospite al Gala della Settimana Internazionale della Danza, con una coreografia di Paolo Londi e con una mostra presso la Galleria Arte Moderna di Spoleto. Attualmente è impegnata in numerosi appuntamenti mondiali anche con mostre personali e collettive che l’hanno vista protagonista raccogliendo consensi da parte di stampa e pubblico.

Simona ha anche un suo sito Internet www.simonarte.com dove sono pubblicate le sue opere, molte bellissime fotografie di Gabriele Rigon e tutti gli appuntamenti che l’hanno vista e la vedranno protagonista.

19/02/2007
ma.ge. mariangela gerletti

La frase della copertina del libro: Le sue braccia sono rimaste in cielo, ma nessuno ha fatto tragedie”men che meno lei, che con coraggio, balla, ride, ama, vive.

Simona a 18 anni ha deciso di rinunciare anche alle protesi, un corpo estraneo che proprio non riusciva a sopportare nel suo agile corpo di ballerina  “Quella con le braccia non ero io. Io sono quella che non indossa né braccia né bottoni” – e così, ha deciso di ballare, senza braccia e con un’agilità disarmante. E di scrivere anche, perchè il suo mondo si apra agli altri e la sua parola diventi messaggio.

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19 risposte a A SCUOLA DI DANZA – N. 02 – Con Simona ATZORI “capolavoro di Dio”

  1. angelonocent ha detto:

    “Cosa ti manca per essere felice?” (edito dalla Mondadori) è proprio Simona a chiederlo al suo pubblico, perchè a lei, fin dalla nascita mancano due arti fondamentali nella praticità della vita di ogni giorno, eppure è felice e ne fa a meno. Anzi, si spinge ancora oltre Simona.

    Lo si è visto quando è salita sul palco a danzare per Giovanni Paolo II al Giubileo 2000 o alla Cerimonia di apertura della Paralimpiade di Torino 2006, lasciando a bocca aperta milioni di persone giunte ad ammirarla, o ancora al Club Nautico di Gela, la scorsa estate, dove ha commosso il pubblico

  2. lucetta ha detto:

    Grandiosa Simona, creatura che emana una luce particolare.Esempio di forza, di umiltà immensa, di Amore.

  3. angelonocent ha detto:

    Ma qual è la sorgente della danza?

    La danza nasce dove c’è qualcuno che comincia a sussurrare alle orecchie dell’altro: Amico, dolcissimo, Dio ti ama! Sei amato!

  4. silvia ha detto:

    Vorrei che qualcuno dicesse quale è il motivo di questo post.
    Non solo qual’è la sorgente della danza.

    La danza è un dono. Come l’ arte di dipingere.
    Simona, è una creatura speciale.Ha saputo accogliere e donare il dono ricevuto.Anche se in una condizione apparentemente impossibile. Come i due danzatori del post precedente.Ed altri.
    E’ più difficile per una creatura “normale”, accogliere l’invito a “danzare” la vita, nel silenzio di amore.
    Nell’assenza di Veroniche e Cirenei.
    Lui, Dio c’è sempre: lo sappiamo per fede.
    Non sempre per esperienza.

    • angelonocent ha detto:

      Il motivo di questo post?
      Principalmente era quello di far parlare lei, Simona, attraverso i video, più che mostrarla danzante o intenta a dipingere.

      Raccolgo da Avvenire:

      “Qual è il tuo messaggio?
      La vita è un dono straordinario e non va sprecata. Io tengo incontri motivazionali in aziende, banche e scuole e sempre cito Papa Giovanni Paolo II: «Prendete la vita nelle vostre mani e fatene un capolavoro». È una verità assolutamente concreta: quando hai un dono sei felice, prima di tutto, e poi vuoi adornarlo, farlo più bello, e questo cerco di fare anch’io. Quando narro la mia storia sembra che racconti una favola, e in effetti è la “mia” favola, è proprio uno spettacolo di vita. Ognuno di noi può fare questo, basta crederci, purché non a metà, crederci veramente. Non è facile, ma nulla è facile nella vita.

      Qual è il tuo rapporto con il Creatore?
      Ringrazio il Signore non per la vita in generale, ma per avermi disegnata esattamente così. Il mio grazie quotidiano è cercare di rendere questa mia vita un capolavoro, come lui ha voluto che fosse.

      Hai anche l’amore… Come lo hai riconosciuto in Andrea, il tuo fidanzato, istruttore di volo?
      L’amore è soprattutto l’uomo che gioisce dei tuoi successi e li condivide. Due strade parallele ma una crescita insieme.

      Perché non viene da dire che sei una disabile?
      Perché ti si conosce e si pensa “che fortuna ha avuto a nascere così”?

      Perché è vero. Che cosa significa disabile? Chi lo è e chi no? E colui che è sano, fino a quando lo sarà? Non è questo che conta, non certo due braccia o due occhi, e spesso proprio nella caduta si scopre il senso della vita, come testimoniava Ambrogio Fogar e come racconta Mario Melazzini, il medico malato di Sla. Per molti questo è incomprensibile, perché guardano l’avere e il fare anziché l’essere.

      Potessi chiedere al Signore le tue braccia, lo faresti?
      In Kenya ho danzato per carcerati, malati di Aids e bambini di strada e mi hanno fatto la stessa domanda. Ti rispondo come a loro: se fossi nata con le braccia, tu ora non staresti parlando con me, ma con un’altra persona. E io amo Simona“. (Avvenire – Lucia Bellaspiga )

      TEMO CHE NON SIA SUFFICIENTE COME RISPOSTA ALLA TUA DOMANDA proprio perché già tu scrivi che “E’ più difficile per una creatura “normale”, accogliere l’invito a “danzare” la vita, nel silenzio di amore.
      Nell’assenza di Veroniche e Cirenei.
      Lui, Dio c’è sempre: lo sappiamo per fede.
      Non sempre per esperienza.”

      Più facile o più difficile? Non lo so. Perché non so nemmeno se abbia senso un simile paragone.
      Affido allo Spirito di Gesù la risposta perchè non trovo le parole adeguate. So solo che anche il Crocifisso-Risorto è un dono: il dono del Padre, come risposta alle cruciali domande di senso.

      Mi auguro che la testimonianza di Simona susciti Veroniche e Cirenei. Del resto lei sente di avere questa missione: “La vita è un dono straordinario e non va sprecata. Io tengo incontri motivazionali in aziende, banche e scuole e sempre cito Papa Giovanni Paolo II: «Prendete la vita nelle vostre mani e fatene un capolavoro».

      Spero si sia capito che non è nelle intenzioni del blog nè insegnare a dipingere nè i passi del valzer o del tango ma scoprire quelli per reggere la croce e non cadere schiacciati sotto il suo peso mortale.
      Il Cireneo a distanza ha molti limiti. Ma può sempre intercedere per l’intervento del CIRENEO GESU’

      Epperò, dopo aver interrogato Simona, anche lei gradisce farci una domanda: “Cosa ti manca per essere felice?”

      Ma qui mi fermo.

  5. silvia ha detto:

    Onestamente, non sono infelice.
    Sono stanca.
    Avverto fortemente la mancanza della forza fisica e morale, mentale e spirituale, per camminare ancora.
    So, che il cammino non è al traguardo: Gesù, sotto il peso della Croce, è caduto più volte. Anche umanamente. Fisicamente. Non credo che in quel cammino, fosse infelice: era sopraffatto dalla croce. Sulla quale, alla fine, ha saputo, voluto, “sorridere” al buon ladrone e dargli Speranza.
    La stessa che io invoco.Da Lui.

    • angelonocent ha detto:

      E l’hai già ricevuta. Perché se tu fossi come ti descrivi, saresti come un branzino surgelato. Ma non è così.

      Preghi e lavori tutto il giorno proprio perché Lui è la Speranza e in lui abbiamo vita, movimento, essere: “In ipso vivimus et movemur et sumus (In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo) ” (At 17, 28).

      Altro sono le sensazioni. Ti senti dimenticata da Dio perché partecipi alla Sua passione. Ma quando la croce si fa pesante è sempre il Crocifisso-Risorto che ti aiuta a portarla e, passo dopo passo, giorno dopo giorno, ti conduce alla meta che è la Pasqua, l’ottavo giorno, senza fine.

      Chi ti dà la forza di dire: “Onestamente, non sono infelice. Sono stanca.” ?

      • silvia ha detto:

        Grazie Angelo.
        Tu sei l’Angelo di cui porti il nome.
        So che è Lui,il Signore, che mi porta. E tu sei Sua parola.
        Grazie e che Dio ti benedica!

  6. Donatella ha detto:

    Una persona meravigliosa, uno degli angeli di cui Dio si sta servendo per dare a tutte le persone del mondo una speranza. Quando il cuore non ha limiti possiamo fare tutto.
    Baci

  7. fabiana ha detto:

    Persona splendida!

  8. Deborath ha detto:

    Conoscevo Simona, l’ho vista più volte in tv e tutte le volte che la vedevo mi emozionava a tal punto da farmi piangere…
    E’ incredibile la forza che ha dentro, la serenità e la gioia che ha negli occhi sono disarmanti…
    E’ davvero una creatura che di umano ha molto poco: credo che sia un essere superiore e l’ammiro per tutto ciò che fa e per come affronta giorno per giorno la sua vita…
    Avrei molto da imparare da lei, davvero molto!!!!
    Un abbraccio🙂

  9. angelonocent ha detto:

    Cara Deborath, hai scritto:
    E’ davvero una creatura che di umano ha molto poco: credo che sia un essere superiore“.

    No, no! Deborath, perchè ? Cade tutto! E’ riduttivo. Sottovaluti il lavoro, la fatica, la tenacia di questa tua coetanea. E LA GRAZIA: “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza” (Rom 8,26-39). Nostra, di tutti noi.

    Hai per caso conosciuto un arcangelo, un cherubino, un serafino…come termini di paragone? Questi esseri superiori hanno sudato come lei?

    Simona è una donna. Lo dice lei stessa: “Per molti questo è incomprensibile, perché guardano l’avere e il fare anziché l’essere”.

    Lei è semplicemente una donna “graziata“: prega, lavora, ama…
    Non bisogna dimenticare che, oltre la chiamata BATTESIMALE, Gesù proununcia importantissime parole personali che interpellano e scuotono ciascuno di noi, parole dette a me e a nessun altro. Ogni persona, infatti, ha una chiamata, una vocazione, una missione, un compito preciso.

    Simona, che non è un angelo ma una ragazza, ha udito queste parole e così si accetta: “se fossi nata con le braccia, tu ora non staresti parlando con me, ma con un’altra persona. E io amo Simona“.

    Ha acettato di essere normale.
    Simona a 18 anni ha deciso di rinunciare anche alle protesi, un corpo estraneo che proprio non riusciva a sopportare nel suo agile corpo di ballerina “Quella con le braccia non ero io. Io sono quella che non indossa né braccia né bottoni” – e così, ha deciso di ballare, senza braccia e con un’agilità disarmante”.
    Nel suo libro si legge: “Le sue braccia sono rimaste in cielo, ma nessuno ha fatto tragedie” – men che meno lei…

    E QUESTO E’ IL SUO MESSAGGIO CHE DOBBIAMO FAR PASSARE:

    La vita è un dono straordinario e non va sprecata. Io tengo incontri motivazionali in aziende, banche e scuole e sempre cito Papa Giovanni Paolo II: «Prendete la vita nelle vostre mani e fatene un capolavoro».
    È una verità assolutamente concreta: quando hai un dono sei felice, prima di tutto, e poi vuoi adornarlo, farlo più bello, e questo cerco di fare anch’io.
    Quando narro la mia storia sembra che racconti una favola, e in effetti è la “mia” favola, è proprio uno spettacolo di vita.
    Ognuno di noi può fare questo, basta crederci, purché non a metà, crederci veramente. Non è facile, ma nulla è facile nella vita.”

    Deborath, per penitenza, umilmente devi chiedere pubblicamente scusa a Simona per averle detto: “creatura che di umano ha molto poco, credo che sia un essere superiore“. Lei ti ha già perdonata.

  10. Deborath ha detto:

    Io chiedo umilmente scusa a Simona, ma non intendevo dire con questa frase quello che forse si è capito…
    E’ chiaro che è una donna in tutto e per tutto, con le sue gioie i suoi dolori, le sue difficoltà, le sue “vittorie”… Non so neanche spiegare quello che intendevo…

    E’ che persone del calibro di Simona, di Madre Teresa di Calcutta, di Gandhi, di Giovanni Paolo II, del ragazzo (di cui non ricordo il nome) che era stato invitato un giorno da Bonolis al “Senso della vita”, del dottore malato di SLA che continua imperterrito la sua battaglia, per me sono persone speciali, hanno una forza ed una marcia in più rispetto a noi che, “pur avendo tutto a posto”, facciamo una tragedia per ogni cosa; rispetto a noi, a ME umana-comune di calibro medio-basso…
    Tutto qui…

    Non so se ora sono riuscita a spiegarmi, ma è più o meno questo quello che intendevo….
    Chiedo scusa se ho scritto, detto o pensato qualcosa che potesse in qualsiasi modo offendere Simona, non era assolutamente mia intenzione…😦

  11. angelonocent ha detto:

    Così va bene.
    Ma adesso chiedi scusa a te stessa: “a ME umana-comune di calibro medio-basso…”. Ma che sei, un capolavoro di Dio non riuscito?

    Se ami il prossimo tuo come te stessa, è un disastro per noi!
    Cos’è questa sottostima o disistima inguaribile?

    Bando alle stupide umiltà. Lo sappiamo bene, lo sappiamo tutti: siamo peccatori, peccatrici e basta. Per questo siamo stati battezzati ma non resi invulnerabili.

    Senza scomodare i Libri Sacri, una voce di donna saggia che fa bene ad ogni età:

    • Deborath ha detto:

      Caro Angelo, è proprio la degna sintesi del libro che sto leggendo in questo periodo!!!!
      Spero di imparare tanto da questo video e, soprattutto dal libro che va molto più nello specifico, dando proprio esercizi pratici, esempi realizzabili!!!!
      Ce la metto tutta ed un giorno, spero non molto lontano, sarò migliore anch’io…
      Ti abbraccio forte forte…🙂

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