A SCUOLA DI DANZA – N° 3 – Con Madeleine Delbrêl

 Molti di noi si sentono goffi e sgraziati, negati al ballo

 e l’idea di danzare

è l’ultima cosa che ci passa per la mente, Signore.

Ad alcuni il solo termine “danza” produce un rigetto.

Paure inutili,

perché tu non ci chiedi il peso corporeo

nè di mostrarti i fianchi, i glutei o le gambe;

affusolate o storte, vuoi semplicemente

farci usare  la testa per apprendere

il cuore per condividere

e i piedi per divulgare e trasmettere.

Aiutaci a comprendere

che lo spartito del virtuoso danzatore

è la Tua PAROLA.

E’ lei a suscitare l’armonia del Tuo Spirito

che fa muovere i nostri passi.

Ma solo fra le Tue braccia la vita è danza.

Così

il resto lo lasciamo dire a Madeleine

che ha insegnato “danza“a Parigi

ed ora è tra le splendide ballerine del tuo Cielo.

“La Danza della Vita”

“Per essere un buon danzatore, con Te Signore come con gli altri, non occorre sapere dove conduca la danza.

  • Basta seguire il passo,
  • essere contento,
  • essere leggero,
  • e soprattutto non essere rigido.

Non occorre chiederti spiegazioni sui passi che ti piace fare.

  • Bisogna essere come il prolungamento, agile e vivo, di Te,
  • e ricevere da Te la trasmissione del ritmo dell’orchestra.
  • Bisogna non volere avanzare ad ogni costo, ma accettare di voltarsi indietro, di procedere di fianco.
  • Bisogna sapersi fermare e saper scivolare anziché camminare. E questi sarebbero soltanto passi da stupidi se la musica non ne facesse un’armonia.

Noi però dimentichiamo la musica del Tuo Spirito, e facciamo della vita un esercizio di ginnastica;

  • dimentichiamo che fra le Tue braccia la vita è danza
  • e che la Tua santa volontà è di un’inconcepibile fantasia.

Se fossimo contenti di Te, Signore,

  • non potremmo resistere al bisogno di danza che dilaga nel mondo,
  • e arriveremmo a indovinare quale danza Ti piace farci danzare sposando i passi della Tua Provvidenza”.

 Madeleine Delbrêl

 (tratto dal video della Strenna 2011 del Rettor Maggiore produzione : Associazione Missioni Don Bosco – Dicastero per la Comunicazione Sociale)

I PIEDI CHE HANNO DANZATO SULLA NOSTRA TERRA

Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù… (Gv 12, 3)

Un unguento, lo sapete, finché è conservato in un vaso, custodisce in sé la fortezza del suo profumo; ma appena viene versato o vuotato, allora diffonde il suo profumo odoroso.

Allo stesso modo, il nostro Signore e Salvatore mentre regnava in cielo con il Padre, era ignoto al mondo, sconosciuto quaggiù. Ma quando per la nostra salvezza, si è degnato di abbassarsi, scendendo dal cielo per assumere un corpo umano, allora ha sparso nel mondo la dolcezza e il profumo del suo nome”. (Cromazio di Aquileia, Discorsi 11)

Signore, insegnaci a danzare !

Madeleine Delbrêl (1904-1964), autrice di «Città marxista, terra di missione», ci rivela   qui la sua esperienza del Cristo, che illumina il mondo con il suo Vangelo. Colei che condivise la gioia di credere con quelli che non credono, ci invita a ricevere la Parola di Dio nei nostri cuori; questa Parola ci giudica e ci chiama in causa.

  • Il Vangelo è il libro della vita del Signore. E’ fatto per diventare il libro della nostra vita.
  • Non è fatto per essere compreso, ma per essere avvicinato come soglia del mistero.
  • Non è fatto per essere letto, ma per essere ricevuto in noi.
  • Ognuna delle sue parole è spirito e vita.
  • Agili e libere, queste parole aspettano soltanto l’avidità della nostra anima per penetrarla.
  • Vive, esse sono il lievito iniziale che intaccherà la nostra pasta e la farà fermentare in un nuovo modo di vita.
  • Le parole dei libri umani sono comprese e soppesate. Le parole del Vangelo sono subite e sopportate.
  • Le parole dei libri le assimiliamo, quelle del Vangelo ci impastano, ci modificano, in un certo senso ci assimilano a sé.
  • Le parole del Vangelo sono miracolose. Esse non ci trasformano, perché noi non domandiamo loro di trasformarci. Ma in ogni frase di Gesù, in ognunodei suoi esempi, permane la folgorante virtù che guariva, purificava, risuscitava.
  • A condizione di essere di fronte aLui come il paralitico e il centurione; d’agire immediatamente in piena obbedienza.
  • Alcuni brani del Vangelo di Gesù sono quasi del tutto misteriosi. Noi non sappiamo come farli passare nella nostra vita. Ma ve ne sono altri spietatamente limpidi. Solo una candida fedeltà a ciò che capiamo, ci condurrà a comprendere ciò che resta misterioso.
  • Se siamo chiamati a semplificare quel che ci sembra complicato, d’altra parte non siamo certo mai chiamati a complicare ciò che è semplice. Quando Gesù ci dice: «Non reclamare ciò che hai dato in prestito»; (cfr. Lc. 6, 35) oppure: Sì, sì no, no. Tutto il resto viene dal maligno(Mt. 5, 37) ci è richiesto solo di obbedire… e certamente non sono i ragionamenti che ci aiuteranno in questo. Ci aiuterà invece il portare, il «conservare» in noi, nel cuore della nostra fede e della nostrasperanza, la parola alla quale vogliamo obbedire. Fra la nostra volontà e questa Parola si stabilirà come un patto di vita.
  • Quando teniamo in mano il Vangelo, dovremmo pensare che vi abita il Verbo che vuole farsi carne in noi, impossessarsi di noi, affinché con il suo cuore e il suo Spirito innestati sul nostro cuore e il nostro spirito, noi cominciamo la sua vita in un altro luogo, in un altro tempo, in un’altra società umana.
  • Approfondire il Vangelo in questo modo, significa rinunciare alla nostra vita per ricevere un destino che ha la sua completezza soltanto nel Cristo. (La joie de croire. Ed. du Seuil, Parigi 1967, pp. 31-32).

 LA DANZA DEL PESCATORE

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16 risposte a A SCUOLA DI DANZA – N° 3 – Con Madeleine Delbrêl

  1. lucetta ha detto:

    Eccomi. Sono entrata per gustarmi il post.
    Aspetta, tienilo qualche giorno prima di farne uno nuovo. Madeleine è un’altra VIP dello spirito.Mi sono soffermata soprattutto su queste due frasi:
    Bisogna non volere avanzare ad ogni costo, ma accettare di voltarsi indietro, di procedere di fianco.
    – Bisogna sapersi fermare e saper scivolare anziché camminare.

    Vuol dire che nella vita spirituale, nel cammino verso CASA, gli intoppi, le battute d’arresto sono inevitabili e quindi con umiltà accettarli e sforzarsi di fare quello che si può senza mollare?

    Sono pensieri a cui ho dato una mia interpretazione…ma non so se ho indovinato. Mi puoi illuminare?

    • angelonocent ha detto:

      Lucetta, hai detto bene, non hai bisogno di illuminazione.
      Valgono sempre i suggerimenti del Serenthà, primo numero:

      ■ Se mi metto nella prospettiva della croce di Cristo, posso sempre ricominciare da capo.
      ■ Dall’io, al tu, al noi, al Signore, nella vita che diventa danza.
      ■ Misteriosamente anche nella croce.
      ■ Quando si intuisce che il dono è gioia, che la gioia è dono.
      ■ Che l’inferno è dire “io sono mio” e che il paradiso è poter dire “sono amato“, è poter dire “noi“.
      ■ Quando non ci si stanca di cercare, di camminare, di andare verso, di correre dietro ai sogni, al sogno di Dio su di noi.
      ■ Quando la fantasia dell’amore ci fa percorrere nuove avventure e nuove strade.
      ■ Quando l’amore non dà mai niente per perduto.

  2. lucetta ha detto:

    Mi sono montata la testa ……voglio diventare la “prima ballerina” dei globuli!!!!

    Ahahahaha! Progetto ambizioso, ma meglio desiderare in grande per arrivare a fare passetti decenti.

    Ah grazie per il tuo commento “super” nel mio blog a cui ho replicato con vero piacere.

    • angelonocent ha detto:

      Cara Lucetta,
      l’unica cosa stonta è questa: Ahahahaha!

      • lucetta ha detto:

        Stonata? Volevo rappresentare una risata piena, contentaaaaa!!! Non ci sono riuscita?
        Pazienza. Non so mettere le faccine. Allora cancellala, tu puoi farlo. Se uno vuole sorridere che deve mettere? Ehehehehehe!!!!Ihihihihihihi!Uhuhuhuhuhu!!!Ohohohohoh!

      • angelonocent ha detto:

        No, Lucetta, non ti sei montata la testa.
        Va bene la risata, ma le parole, talvolta, tradiscono.
        Dietro le tue, si cela una gioia incontenibile,
        sconosciuta al nostro dizionario. Ci soccorre l’aramaico:

        Amèn, Amèn, Alleluja !

  3. fabiana ha detto:

    Madeleine,
    spunta proprio tante volte nei nostri incontri proprio perché ha vissuto nel mondo la sua consacrazione.
    Hai il brano della bicicletta?

  4. fabiana ha detto:

    Eccola:
    La spiritualità della bicicletta
    “Andate…” dici a ogni svolta del Vangelo.
    Per essere con Te sulla Tua strada occorre andare
    anche quando la nostra pigrizia ci scongiura di sostare.

    Tu ci hai scelto per essere in un equilibrio strano.
    Un equilibrio che non può stabilirsi né tenersi
    se non in movimento,
    se non in uno slancio.

    Un po’ come in bicicletta che non sta su senza girare,
    una bicicletta che resta appoggiata contro un muro
    finché qualcuno non la inforca
    per farla correre veloce sulla strada.

    La condizione che ci è data è un’insicurezza universale,
    vertiginosa.
    Non appena cominciamo a guardarla,
    la nostra vita oscilla, sfugge.

    Noi non possiamo star dritti se non per marciare, se non per tuffarci,
    in uno slancio di carità.

    Tutti i santi che ci sono dati per modello,
    o almeno molti,
    erano sotto il regime delle Assicurazioni,
    una specie di Società assicurativa spirituale che li garantiva
    contro rischi e malattie,
    che prendeva a suo carico anche i loro parti spirituali.
    Avevano tempi ufficiali per pregare
    e metodi per fare penitenza, tutto un codice di consigli
    e di divieti.

    Ma per noi
    è in un liberalismo un poco pazzo
    che gioca l’avventura della tua grazia.
    Tu ti rifiuti di fornirci una carta stradale.
    Il nostro cammino si fa di notte.
    Ciascun atto da fare a suo turno s’illumina
    come uno scatto di segnali.
    Spesso la sola cosa garantita è questa fatica regolare
    dello stesso lavoro ogni giorno da fare
    della stessa vita da ricominciare
    degli stessi difetti da correggere
    delle stesse sciocchezze da non fare.

    Ma al di là di questa garanzia
    tutto il resto è lasciato alla tua fantasia
    che vi si mette a suo agio con noi.

    M.Delbrel

  5. angelonocent ha detto:

    Mettiamola così: danza,ciclismo e pesca sono complementari.
    E’ la terapia ideale per gli “squilibrati”

    Tu ci hai scelto per essere in un equilibrio strano.
    Un equilibrio che non può stabilirsi né tenersi
    se non in movimento,
    se non in uno slancio.”

    Dunque, non c’è l’imbarazzo della scelta, ma, se si vuol essere CON LUI in pista, sulla strada, sul mare, bisogna optare per entrambi.

  6. Donatella ha detto:

    “Signore, vieni ad invitarci.

    Siamo pronti a danzarti questa corsa che dobbiamo fare,
    questi conti, il pranzo da preparare, questa veglia in
    cui avremo sonno.

    Siamo pronti a danzarti la danza del lavoro,
    quella del caldo, e quella del freddo, più tardi.

    Se certe melodie sono spesso in minore, non ti diremo
    che sono tristi;
    Se altre ci fanno un poco ansimare, non ti diremo
    che sono logoranti.
    E se qualcuno per strada ci urta, gli sorrideremo:
    anche questo è danza.

    Signore, insegnaci il posto che tiene, nel romanzo eterno
    avviato fra te e noi,
    il ballo della nostra obbedienza.

    Rivelaci la grande orchestra dei tuoi disegni:
    in essa, quel che tu permetti
    dà suoni strani
    nella serenità di quel che tu vuoi.

    Insegnaci a indossare ogni giorno
    la nostra condizione umana
    come un vestito da ballo, che ci farà amare di te
    tutti i particolari. Come indispensabili gioielli.”

    Madeleine Delbrel

    …su questa musica meravigliosa il cuore danza volentieri

    Buona serata a tutti.

  7. lucetta ha detto:

    Che capolavori!!!!Grazie Fabiana, Donatella.!!!!

  8. silvia ha detto:

    IL SILENZIO

    Il silenzio non ci manca, perché lo abbiamo.
    Il giorno in cui ci mancasse,
    significherebbe che non abbiamo saputo prendercelo.

    Tutti i rumori che ci circondano
    fanno molto meno strepito di noi stessi.
    Il vero rumore è l’eco che le cose hanno in noi.

    Non è il parlare che rompe inevitabilmente il silenzio.
    Il silenzio è la sede della Parola di Dio, e se, quando parliamo,
    ci limitiamo a ripetere quella parola, non cessiamo di tacere.

    I monasteri appaiono come i luoghi della lode
    e come i luoghi del silenzio necessario alla lode.

    Nella strada, stretti dalla folla,
    noi disponiamo le nostre anime come altrettante cavità di silenzio
    dove la Parola di Dio può riposarsi e risuonare.

    In certi ammassi umani dove l’odio, la cupidigia,
    l’alcool segnano il peccato, conosciamo un silenzio da deserto
    e il nostro cuore si raccoglie con una facilità estrema
    perché Dio vi faccia risuonare il suo nome: «Vox clamans in deserto».

    Madeleine Delbrel

  9. angelonocent ha detto:

    QUANTA RICCHEZZA DI DONI IN QUESTI GIORNI !
    Cosa sta succedendo?
    Ce lo spiega Madeleine
    :

    SPIRITO TU CI PLASMI

    O Spirito santo, se tu
    non ci plasmi interiormente
    e non ricorriamo spesso a te,
    può darsi che camminiamo
    al passo di Gesù Cristo,
    ma non con il suo cuore.

    Tu solo ci rendi conformi,
    nell’intimo, al Vangelo di Gesù,
    e ci rendi capaci
    di annunciarlo con la vita.

    Prendi possesso della nostra vita
    per agire in essa liberamente.

    Penetra la scorza che ancora
    sfugge al tuo dominio.

    Fa’ decantare i nostri pensieri
    da ciò che in essi è meno limpido;
    passa al vaglio in anticipo
    le nostre parole e condiscile
    con il tuo sale e il tuo olio;
    plasma in noi un cuore nuovo,
    appassionato, che contagia l’amore.

    Tu, che sei infaticabile
    e insaziabile nell’agire,
    non vieni in noi per riposarti!

    Scendi su di noi, o Spirito,
    e imprimi ai nostri atti
    il dinamismo che ti è proprio.

    Aiutaci a consegnarti
    tutte le azioni della giornata
    per lasciarle trasformare da te:
    allora, in ciascuna di esse,
    sarà riconoscibile il tuo sapore,
    il balsamo del tuo amore.

    Impediscici di essere infedeli
    alla tua fedele ispirazione.
    (Madeleine Delbrêl)

    Radio Vaticana 20 luglio 2011

  10. Deborath ha detto:

    Caro Angelo, avevo letto questo post appena lo avevi pubblicato, ma non so perchè non l’ho commentato subito…
    Mi sono molto piaciute le citazioni della Delbrel, fanno riflettere, ma più di tutti mi è tornata in mente l’immagine di Maria che cosparge di olio profumato i piedi di Gesù…
    Sì, lo so, forse non c’entra nulla con il post, con la danza, ma mi è tornata in mente proprio l’immagine che tu hai inserito in questo post, perchè mi ha fatto andare con la mente al primo incontro sulla Charitas che abbiamo fatto la scorsa settimana: il prete ci spiegava che i poveri li avremo sempre con noi…
    E’ stato un incontro interessante, formativo e che ti spingeva a riflettere su cose che spesso si danno per scontate e si danno per scontate in modo sbagliato…
    Boh, forse sono andata fuori tema e ti chiedo scusa, ma lo dice anche mia madre che in questo periodo sono fuori di testa….
    Distratta e sulle nuvole…
    Chiedo perdono, ma so che mi volete bene anche così…

  11. Grazie per queste stupende testimonianze! <3<3<3.

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