DON GIUSSANI BEATO ? La richiesta ufficiale è partita. – Angelo Nocent

Dopo aver indicato per anni agli aderenti di CL la figura di SAN RICCARDO PAMPURI, il giovane medico santo di Trivolzio (Pavia), come modello di “santo semplice”,  ora tocca a Don Giussani, alla sua vita di credente, essere sottoposta al vaglio della Congregazione dei Santi. .Ma si deve iniziare dal Proceso Diocesano e ieri sera, alla Messa di Suffragio nel Duomo di Milano, è partito il segnale, è stato dato l’annuncio. Benvenga! Dove c’è un santo, li c’è il volto più  vero della Chiesa. Non possiamo che gioirne..

Nella mia vita, pur vivendo a Milano, ho avuto modo d’ incontrarlo soltanto due volte, anche se avevo diversi amici ciellini (non è il caso che esprima adesso i motivi di una certa mia resistenza):

  • Al funerale di un amico radiologo, morto sui vent’otto anni. Nel banco ero a fianco della sorella e dei nipotini. Sembrava di essere a nozze! Uno sposalizio, una festa…gioiosamente e sensibilmente pasquale.
  • Un’altra volta al Santuario della Madonna di Caravaggio, dove c’era un raduno di CL. Nella chiesa stracolma, mi son trovato nel primo banco. Davanti alle balaustre, una calca di ragazzi seduti sui gradini, per terra. E lui aggrappato all’ambone. Non ricordo una parola…Ma mi è rimasta indelebile nel cuore e negli occhi  la sua figura, con gli occhiali sul naso…, i gesti della mano che seguivano il suo argomentare convincente, persuasivo...

Ma mi sono macerato sui suoi libri. Leggi, rileggi, torna indietro, sottolinea…E tante volte ho parlato  con me stesso: “ma perchè scrive in un modo così complicato, concettuale, contorto…non sarebbe più semplice mettere in fila il soggetto, il predicato, il complemento…!?”.

Gli è che lui non scriveva, scavava nel cuore, costringendo la mente a farsi pensante, a non dare tutto per scontato, a verificare, toccare con mano…a cogliere IL SENSO RELIGIOSO, a rifarsi ALL’ORIGINE DELLA PRETESA CRISTIANA.

Immagino avesse sempre presente quei due personaggi,  il Simone e l’ Andrea di cui parla il Vangelo di Giovanni; e quelle famose ore quattro del pomeriggio, non si sa di che giorno…Non si spiega altrimenti.

Sul movimento di Comunione e Liberazione, accanto ai tantissimi simpatizzanti non mancano i detrattori, con le più svariate motivazioni. Ma che importa? Anche le pepite d’oro sono mescolate alla sabbia. Ma l’oro è oro e non va buttato.  Il tempo purificherà dalle scorie è metterà sempre più in risalto il testimone, profezia per il nostro tempo. 

Quanti fiori nella Chiesa! E quante stelle!

Ognuna differisce dalle altre per lucentezza, chiarezza, splendore,  ma stelle sono: «Stella differt a stella in claritate – Lo splendore del sole è di un certo tipo, quello della luna e delle stelle è di un altro genere: ogni stella poi brilla in modo diverso.»(1Cor 15,41).

E allora viene spontaneo esclamare: «Domine, Dominus noster, quam admirabile est nomen tuum in universa terra – O Signore, nostro Dio, grande è il tuo nome su tutta la terra!»4 (Sal 8,2).  

Chi mi ha aiutato a distinguere e a non confondere è stao proprio il grande teologo Von Balthasar, suo estimatore:

  • Chi conosce un po’ il movimento, si meraviglierà forse dei toni decisi in apparente contrasto con il suo nome. “Comunione” non va intesa anzitutto come un legame sociale tra i membri o anche tra tutti i cristiani, ma – pienamente in linea con S. Agostino – come comunione del singolo con Cristo sempre presente, che è la sintesi di tutte le vie di Dio con la sua creazione e la sua Chiesa“.

Si può non essere d’accordo su questo punto?  Nessuno può lasciarsi sfuggire questa formidabile sottolineatura, applicabile a qualsiasi ordine, congregazione, comunità ecclesiale, movimento…

Ma Von Balthasar immette ulteriormente nella meditazione di Giussani:

  • Già l’analisi dell’antica alleanza introduce a questa riflessione centrale: Dio sceglie sempre un individuo ben preciso – Abramo, questo singolo popolo, questo profeta – per divenire, tramite lui, concreto per tutti. Le divinità dei popoli sono astrazioni, solo Jahvé è vivo, l’unico Dio e questa concretezza di Dio culmina nell’incarnazione del suo figlio Gesù Cristo, che in questo modo diventa anche il senso di tutto il mondo”.

Invito a leggere l’omelia del Cardinale José Saraiva Martins, C.M.F., Prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi, pronunciata nel V° anniversario della morte. Non solo ci aiuterà ad uscire dai luoghi comuni per sentito dire,  non solo ci porterà al superamento di tante pregiudiziali ma saremo stimolati ad imitarne la fedeltà, lo slancio e la fatica apostolica.

Forse andrebbe tenuta presente una massima  di buon senso: un conto sono i fondatori, altra cosa sono i discepoli che a lui si ispirano. In tutti i campi umani, non capita spesso che l’allievo superi il maestro. Normale, no?

 Il sacerdote Giussani, amico di San Riccardo Pampuri, adesso è un altro intercessore di cui disponiamo nell’attraversata dei nostri deserti. Meglio aprofittarne.  Ecco una preghiera trovata sul web:

Preghiera a don Giussani

  • Tu che lietamente hai offerto tutto
    rendimi lieto e sicuro,
    sicuro del bene
    che Gesù vuole per me. 
  •  Tu che dai banchi di scuola
    guardavi i tuoi ragazzi
    con grande affezione
    e con passione educativa,
    guarda anche me
    con lo stesso sguardo,
  •  insegnami ad amare la vita
    come la amavi tu,
  •  a cercare la Felicità,
  • a vivere la compagnia,
    ricordando che è un dono,
  •  affidami alla Madonna
    che hai tanto amato
    quando mi sento triste e confuso.
  • Tu che lietamente hai offerto tutto
    rendimi lieto e sicuro,
    sicuro del bene
    che Gesù vuole per me.
  • File:Milano duomo coro raddrizzato.jpg

Nel Duomo gremito di fedeli, don Julián Carrón, attuale presidente della Fraternità di Comunione e liberazione, ha annunciato la richiesta di apertura della causa di beatificazione del suo predecessore

Nel XXX anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazioe (Cl), don Julián Carrón, suo presidente, ha comunicato ai fedeli riuniti nel Duomo di Milano per ricordare don Luigi Giussani a sette anni dalla morte, di aver presentato nel giorno dell’anniversario della morte, la richiesta di apertura della causa di beatificazione e di canonizzazione di don Giussani.
.
L’istanza è stata presentata all’arcivescovo di Milano, nella cui diocesi è nato, è vissuto e ha operato don Giussani, sacerdote diocesano, affinché l’arcivescovo voglia disporre l’apertura dell’Inchiesta informativa diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di monsignor Luigi Giussani.
Nel Duomo gremito l’applauso è scrosciato impetuoso, a sigillare un desiderio tanto atteso e desiderato. Volti commossi, compreso quello del cardinale Scola. Dando la notizia, don Carrón si è augurato che «la Madonna, “di speranza fontana vivace”, ci aiuti ogni giorno a diventare degni delle promesse di Cristo e della immensa grazia che nel carisma di don Giussani abbiamo ricevuto e ancora riceviamo».
Spetta dunque al cardinale Scola disporre «l’apertura dell’Inchiesta informativa diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di monsignor Luigi Giussani».
Don Giussani, nato a Desio il 15 ottobre del 1922, è morto a Milano il 22 febbraio del 2005. A celebrare le esequie fu l’allora cardinale Joseph Ratzinger, che di lì a poco venne eletto papa.
Il 26 maggio 1945 Giussani, ventitreenne, ricevette l’ordinazione sacerdotale dal cardinale Ildefonso Schuster, figura storica della Chiesa ambrosiana. In seguito rimase nel seminario di Venegono come insegnante. Nel 1954, trentaduenne, lasciò l’insegnamento in seminario per quello nelle scuole superiori.
All’origine di questa scelta fu l’incontro con alcuni adolescenti, in treno, che lo stupirono perché non conoscevano i fondamenti del cattolicesimo. L’inizio dell’insegnamento della religione nelle scuole superiori, nel liceo Berchet di Milano, fu il momento cui si fa risalire la nascita del movimento che poi si chiamò Comunione e liberazione.
Don Giussani fu insegnante al Berchet fino al 1964. Nel corso di questi decenni Comunione e liberazione si è diffusa in tutto il mondo: a essa è legata la struttura imprenditoriale della Compagnia delle opere e fa riferimento l’associazione per il volontariato internazionale Avsi, quindi l’iniziativa del Banco alimentare. Il successore di don Giussani è don Carrón.
Così il Cardinale José Saraiva Martins, C.M.F. nel V anniversario della morte di don Luigi Giussani, (22 febbraio 2005):
“…
2. Proprio in questo giorno, cinque anni fa, il Signore chiamò a sé don Luigi Giussani, un cristiano dallo spiccato senso della Chiesa, un sacerdote ambrosiano, il fondatore del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, un riconosciuto educatore.
In quest’anno sacerdotale la sua persona può essere giustamente riconosciuta nel novero delle più notevoli figure sacerdotali con cui Dio ha benedetto la sua Chiesa nel nostro tempo. Egli fu richiamato alla casa del Padre poco più che un mese prima dell’oggi Servo di Dio Giovanni Paolo II, suo buon amico. Molteplici sono le testimonianze su questa carismatica figura sacerdotale. Qui desidero menzionarne qualcuna.
3. Don Luigi Giussani sentì profondamente nella sua vita personale la comunione effettiva con la Chiesa visibile attraverso la comunione con il proprio Vescovo e con il Papa. “È questa la “forma” di ogni vera comunità cristiana, il fattore che ne assicura l’autenticità, l’integrazione nel mistero di Cristo e, quindi, ancora la partecipazione alla potenza redentrice di questo”(1), scriveva Giussani in uno dei suoi primi libri.
Questa comunione egli la visse in crescita con devota obbedienza a tutti i suoi Vescovi ambrosiani. E tale comunione fu anche la sua principale preoccupazione nei riguardi di tutti i Papi, con i quali ebbe rapporti di devota obbedienza e di convinta sequela: da Paolo VI a Giovanni Paolo II.

Don Giussani nell’arco intero della sua vita ha insistito su due priorità:

  • La comunità cristiana in un determinato ambiente costituisce la presenza di Gesù e la potenza di Dio che rende possibile la nascita e la diffusione del suo Regno nella misura in cui essa è avallata dall’autorità…; nella misura in cui essa è missione e come missione è vissuta”(2). Ed è questo il primo dato sul quale don Luigi Giussani insiste.
  •  Il secondo elemento sul quale ugualmente egli insiste è l’unità in quanto sensibilmente espressa nella partecipazione consapevole alla vita della Chiesa e ai sacramenti, i quali “tendono a generare tutta una struttura comunitaria di vita…, dal modo di concepire la propria esistenza e l’esistenza del mondo al modo di vagliare gli avvenimenti, di programmare il futuro, di impostare il proprio lavoro, di manipolare la realtà e in particolare di usare dei propri mezzi”(3).
La testimonianza di un cristiano nel mondo è assorbita completamente da questi due fattori ed è qui che nasce la consapevolezza missionaria del cristiano(4). Don Giussani è stato quindi e soprattutto un figlio convinto della Chiesa. Ed è esattamente da qui che sgorgano la fecondità del suo carisma missionario e il suo notevole impegno educativo (5).
 4. Le preoccupazioni, l’esperienza e le proposte ecclesiali di don Luigi Giussani nascono proprio da questa consapevolezza.
Lo ricordava egli stesso nella lettera inviata da Giovanni Paolo II per i cinquant’anni di Comunione e Liberazione: “Non solo non ho mai inteso fondare, ma ritengo che il genio del movimento che ho visto nascere sia di aver sentito l’esigenza di proclamare la necessità di ritornare agli aspetti fondamentali del cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali, e basta”(6).
Tale punto di partenza e tale impegno sono stati ricordati da Giovanni Paolo II nel 2002 a motivo dei vent’anni della fraternità di Comunione e Liberazione, quando così il Papa scrisse allo stesso don Giussani: “Riandando con la memoria alla vita e alle opere della Fraternità e del Movimento, il primo aspetto che colpisce è l’impegno posto nel mettersi in ascolto dei bisogni dell’uomo di oggi. L’uomo non smette mai di cercare (…). Il Movimento, pertanto, ha voluto e vuole indicare non una strada, ma la strada per arrivare alla soluzione di questo dramma esistenziale. La strada, quante volte egli lo ha indicato, è Cristo”(7).
Nasce da qui in don Giussani la chiamata ad impegnarsi in tutti gli ambiti della vita della Chiesa e della società. Egli era convinto che l’avvenimento cristiano, vissuto nella comunione, è il fondamento dell’autentica liberazione dell’uomo. Quella esperienza, dopo un lungo cammino non privo di incomprensioni, nel 1982 veniva riconosciuto dalla Chiesa. Qualche tempo dopo tale riconoscimento, nel 1984, Giovanni Paolo II invitava il movimento di Comunione e Liberazione ad andare “in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace che si incontrano in Cristo Redentore”(8).
5. L’afflato missionario ed ecumenico ha mosso sempre don Giussani, fin dai primi tempi della sua formazione seminaristica, verso un’apertura in direzione di ogni luogo e di ogni persona ove si potesse incontrare una manifestazione del Mistero di Dio come Verità e Bellezza (9). Quella passione per Cristo e la sua Chiesa si manifesta nella fecondità ecclesiale di opere così numerose.
6. “Don Giussani era cresciuto in una casa – come egli disse di se stesso – povera di pane, ma ricca di musica, e così sin dall’inizio era toccato, anzi ferito dalla bellezza; egli non si accontentava di una bellezza qualunque, di una bellezza banale; cercava la Bellezza stessa, la Bellezza infinita; così ha trovato Cristo, in Cristo la vera bellezza, la strada della vita, la vera gioia”(10). Questa grazia ricevuta è stata per lui vocazione, esperienza e missione. Da qui si capisce anche il metodo dell’annuncio cristiano da lui proposto, che poggia su due cardini: la decisa consapevolezza che i contenuti della fede hanno bisogno di essere abbracciati consapevolmente e la necessità della verifica nell’azione di questa proposta (11).
 Tutto viene giudicato alla luce dell’esperienza elementare, vale a dire di quel complesso di evidenze ed esigenze che costituisce la struttura originale di ogni uomo nel suo rapporto con la realtà. L’ha sottolineato Giovanni Paolo II nella lettera autografa rimessa ai funerali di don Giussani quando anche lui, il Papa, si accingeva a passare alla casa del Padre. Egli scrisse, tra l’altro: “Difensore della ragione dell’uomo…, maestro di umanità e difensore della religiosità inscritta nel cuore dell’essere umano…, don Giussani è stato profondo conoscitore della letteratura e della musica, un convinto valorizzatore dell’arte come strada che conduce al mistero” (12).
 7. Così l’annuncio di Cristo, avvenimento totalizzante per la vita dell’uomo e centro della storia, proposto alla libertà delle persone, diventa nell’incontro con la comunità cristiana una proposta di vita, itinerario di verifica secondo tre dimensioni da lui continuamente sottolineate: cultura, carità e missione, sostenute dai gesti concreti della preghiera, della vita sacramentale, degli incontri di formazione cristiana, della carità operosa, dell’educazione alla percezione della bellezza nelle sue varie dimensioni storiche; della condivisione dei propri averi e dell’educazione al retto uso del tempo libero.
Questa sua impostazione unitaria si oppone sostanzialmente ad ogni dualismo che rende la fede ininfluente sul piano del giudizio culturale e poco interessante sul piano esistenziale. Nella sua proposta missionaria, don Giussani da una parte supera le strettoie del razionalismo e del fideismo e dall’altra diventa, come ha scritto S. E. il cardinale Martini ai suoi funerali “il servo fedele che ha proclamato per tutta la vita con instancabile amore ed entusiasmo il mistero del Verbo fatto carne”(13).
Questa centralità di Cristo nella vita di lui, disse ancora il cardinale Joseph Ratzinger, nel corso dell’omelia “gli ha dato anche il dono del discernimento, di decifrare in modo giusto i segni dei tempi in un tempo difficile, pieno di tentazioni e di errori”(14).
8. “Cristo e la Chiesa: sta qui la sintesi della sua vita e del suo apostolato – scriveva Giovanni Paolo II -. Senza mai separare l’uno dall’altra, ha comunicato attorno a sé un vero amore per il Signore e per i vari Papi che ha conosciuto personalmente.  Un grande attaccamento ha avuto anche alla sua Diocesi e ai suoi Pastori”(15). In un’epoca non facile, don Giussani ha fatto riscoprire a migliaia di persone la ragione profonda dell’appartenenza alla Chiesa, amata nella sua concretezza storica.
9. Nasce da qui il riconoscimento e l’adesione alla Presenza di Cristo nella vita della Chiesa e, quindi, come tensione alla santità. Quanto più Cristo prende possesso della vita, tanto più l’uomo avverte l’urgenza di donargli tutto se stesso pur dentro la sua umanità fragile: è il commosso “sì” di Pietro alla triplice domanda del Signore.
La presenza di Cristo si manifesta continuamente per noi nel mistero della misericordia del Padre, attraverso l’obbedienza, che è la virtù suprema di cui san Paolo sintetizza ogni aspetto. Nell’esperienza umana di Gesù.
Nell’immaginetta-ricordo fatta stampare a motivo dei funerali di don Giussani sono riportate tre espressioni da lui continuamente menzionate.
  • Una è di san Gregorio Nazianzeno: “Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei creatura finita”;
  • un’altra appartiene alla Liturgia Ambrosiana: “Nella semplicità del mio cuore, lietamente ti ho dato tutto”;
  • la terza è la giaculatoria che egli aveva costantemente sulle labbra: “Veni Sancte Spiritus. Veni per Mariam”.

Queste tre espressioni sintetizzano i propositi oltre che la passione umana ed ecclesiale di don Luigi Giussani per il quale noi oggi, in questa Santa Messa, preghiamo.

Chiediamo al Signore che aiuti la Fraternità di Comunione e Liberazione a realizzare il proprio scopo: mostrare a tutti, secondo il carisma di don Giussani, la pertinenza della fede alle esigenze della vita.
 Cardinale José Saraiva Martins, C.M.F. 
NEL 2008 SCRIVEVO:
Note
(1) Giussani L., Il cammino al vero è un’esperienza, Ed. SEI Torino 1995, p. 81
(2) Ibidem, 81
(3) Ibidem, 80
(4) Cfr Ibidem, 81
(5) Intervento del cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, al funerale di don Giussani, 24 febbraio 2005
(6) Tracce-Litterae Communionis, aprile 2004
(7) L’osservatore romano, 13 febbraio 2002, 8
(8) Giovanni Paolo II, “Fatevi carico del bisogno della Chiesa”. Per il trentennale di Comunione e Liberazione, 29 settembre 1984, in La Traccia, 1984, 1028
(9) Ratzinger J., Elogio della coscienza, in “Il Sabato” 16 marzo 1991, 85-91; idem. L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, LEV – Ed. Cantagalli, Roma-Siena, 2005. Giussani L., L’uomo e il suo destino, In cammino, Marietti, Genova 1999.
(10) Ratzinger J., Innamorato di Cristo. In un incontro, la strada. Omelia del card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, presente al funerale a nome del Santo Padre, in “Tracce-Litterae Communionis” 2005, n 3,20.
(12)Giovanni Paolo II, Lettera autografa per il funerale di don Giussani, 24 febbraio 2005
(13)Martini card. Carlo Maria, messaggio per il funerale di don Giussani, 24 febbraio 2005
(14) Ratzinger J., Innamorato di Cristo, cit.
(15) Giovanni Paolo II, Lettera autografa, cit.
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14 risposte a DON GIUSSANI BEATO ? La richiesta ufficiale è partita. – Angelo Nocent

  1. fabiana ha detto:

    Ciao Angelo!
    Quando ieri sera ho letto la notizia mi sono commossa.
    Lui se lo merita.
    Grazie di avergli dedicato spazio e spero che presto si dia inizio alla causa.

  2. angelonocent ha detto:

    CHE BELLO! DEI SANTI CONTEMPORANEI CI RESTA A DISPOSIZIONE ANCHE LA VOCE!
    E, NELLE INFLESSIONI, LA FORZA PERSUASIVA DELLO SPIRITO CHE CI PRENDE E CI TRASPORTA NELL’OLTRE…IN QUEL “GIA’ E NON ANCORA…”

  3. angelonocent ha detto:

    “…COME SE FOSSE UNA COSA FACILE DA CAPIRE.”

    • lucetta ha detto:

      Hanno capito….. solo dopo che sono stati con Lui per un poco di tempo e perchè Lui ha dato loro la capacità di capire……altrimenti come si spiega il fatto che altri non l’hanno mai capito finchè Gesù è stato con loro e solo dopo la Sua morte e con l’intervento dello Spirito Paraclito.
      Nutro la SPERANZA di arrivare ad una tale intimità con Gesù in modo che NIENTE mi possa più distogliere da LUI.

  4. fabiana ha detto:

    Ciao Angelo,
    sai le date dei video?
    Uno ce l’ho anch’io su videocassetta, il primo.
    Forse le date sono utili o magari sono io che non le vedo.
    Non sono molto pratica di video 🙂

  5. angelonocent ha detto:

    Faby, mi chiedi troppo. Non sono in grado di dirtelo.
    Comunque, ti anticipo che ne metterò degli altri, un po’ alla volta, per dare il tempo di guardarli.

  6. Donatella ha detto:

    Mi ha fatto immensamente piacere questa notizia. Un abbraccio!

  7. fabiana ha detto:

    Angelo,
    ti ringrazio molto, intanto.
    Sai la preghiera io non l’avevo mai vista.
    Mi fa ‘impressione’, nel senso buono.
    Un abbraccio

  8. angelonocent ha detto:

    A conclusione della celebrazione, in una sorta di breve riflessione inattesa pronunciata dalla Cattedra, il Cardinale, con un velo di commozione, ha voluto ricordare ancora la figura umana di don Giussani e anche l’eredità che ha lasciato per lui, personalmente.

  9. angelonocent ha detto:

    Il cardinale Scola ha presieduto la celebrazione eucaristica nel settimo anniversario della scomparsa e nel 30° del riconoscimento pontificio di Cl. La Fraternità di Cl ha chiesto formalmente l’avvio della causa di beatificazione.

  10. fabiana ha detto:

    Angelo,
    credimi ti voglio ringraziare tanto per l’opportunità che mi dai e che ci dai di partecipare
    con te a tutti gli eventi che desideriamo, di condividere …
    dai spazio a tutti noi.
    Il Signore ti benedica.🙂

  11. lucetta ha detto:

    Grazie, grazie, grazie anche da parte mia.

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