FACEBOOK INFELICE AMICO MIO… – Angelo Nocent

In questi giorni ho provato a prendere dimestichezza con facebook. Da qualche parte ho scritto che Su facebook mi sento come sulla “Santa Maria”, la caravella di Cristoforo Colombo. Forse anch’io ho in mente l’ India; il Giappone, di sicuro. Ma chissà dove mi porterà il Vento dello Spirito durante questa attraversata atlantica.
Non sono un prode navigatore e spero di non essere assalito dai pirati. Sulla mia imbarcazione non ho nè oro nè argento nè $.

 Ho soltanto il Vangelo, un Pane buono, soffice, che vorrei condividere“.

CHE SORPRESA!

Me ne accorgo solo ora: su facebook, il sito AMICI DI SAN RICCARDO PAMPURI

 (http://www.facebook.com/profile.php?id=100001095434964&__adt=9#!/fraRiccardo )

sul quale sono da poco approdato, registra solo 19 simpatizzanti o aderenti. E’ vero: se un amico vale un tesoro, moltiplicato per diciannove, il capitale aumenta, si dilata …!?

 Epperò, che su facebook si registri un’adesione così bassa mi desta stupore e incredulità proprio perché è facile riscontrare persone che hanno all’attivo cento, duecento, trecento… AMICI, con tanto di nome e cognome. Come mai, nel caso di RICCARDO PAMPURI, studente, universitario, soldato, medico condotto ed in fine religioso per tre anni, giovane santo del nostro tempo si riscontra un così modesto coinvolgimento?

 Voglio iulludermi che il motivo sia uno solo: non è conosciuto ai più.

Dio mi guardi da mettere in prima posizione i Santi, fondando il senso religioso sul MIRACOLISMO e sul sensazionale, passando in seconda linea il Vangelo di Gesù! Al contrario, sono proprio essi, pur con i condizionamenti del loro tempo, il VANGELO APPLICATO che la Chiesa ci propone come testimoni.

  •  Chi se non Cristo Gesù può appassionare la vita di un ragazzo come Erminio Pampuri, di un militare che porta al fronte nello zaino il Vangelo, le Lettere di San Paolo e l’Imitazione di Cristo, di un medico condotto che si spende notte e giorno nell’asistenza della povera gente contadina degli anni venti?

  • Chi se non Cristo può attrarre un affermato medico professionista che guadagna bene, ha un futuro di carriera aperto, un avvenire assicurato ma che si lascia afferrare nell’io profondo, che si lascia attrarre e si mette a Sua totale disposizione, al Suo servizio senza condizioni e limitazioni di tempo, per condividere con le persone l’Amore trabocchevole che lo divora?

  • Chi lo accosta e lo conosce, può solo toccare con mano la novità che Cristo può operare in chi si lascia prendere tutto, tutto, ma proprio tutto…E l’innestarsi di una passione nella vita di un uomo per Lui, il Cristo benedetto, Gesù di Nazareth, il Crocifiso-Risorto…che le parole non riescono ad esprimere più di tanto.

  • E allora, se potete, datemi una spiegazione plausibile per tanta indifferenza. 

In attesa di risposte e spiegazioni che, prevedibilmente,  non arriveranno mai, ho deciso di intraprendere un’alterna via: quella del PREGARE CON…SAN RICCARDO per sovvertire almeno un poco il gran chiasso che si produce in facebook con quel bombardamento di messaggi che scaturiscono da infiniti affluenti e che rischiano di stordire, disorientare, travolgere ed affogare i naviganti non solo con discorsi avulsi ma perfino con messaggi religiosi, quasi sempre fatti di battute ad effetto e mai approfonditi. Anche qui è subentrato l’USA E GETTA.

A voler essere apocalittico, mi verrebbe da dire: I SEGNI DELLAFINE DEI TEMPISONO GIA’ PRESENTI. Perché nella Scrittura si legge:

  • Quando i discepoli, sul monte degli Ulivi, chiesero a Gesù: <<Dicci, quando accadranno queste cose, quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?>> (Matteo XXIV, 3).
  • Egli rispose che prima vi sarebbero stati gravi pestilenze (Luca XXI, 11),
  • terribili terremoti (Matteo XXIV, 7; Marco XIII, 8; Luca XXI, 11; Apocalisse VI, 12-24),
  • <<fragore del mare e dei flutti>> dagli effetti devastanti (Luca XXI, 25).
  • Vi saranno grandi carestie (Matteo XXIV, 7: Marco XIII, 8; Luca XXI, 11),
  • segni nei cieli e sconvolgimenti delle stagioni, (Luca XXI, 25),
  • guerre e rivoluzioni (Matteo XXIV, 6; Marco XIII, 7, 8; Luca XXI, 9).
  • <<Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché‚ ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine>> (Matteo XXIV, 14)
  • ma prima verranno <<falsi Cristi e falsi profeti>> (Matteo XXIV, 11, 24; Marco XIII, 22)
  • e <<deve venire l’Anticristo…>> (1 Giovanni II, 18)
  • perché‚ <<Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà essere rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione>> (2 Tessalonicesi II, 3).
  •  Infine, prima della fine del mondo, gli ebrei si riuniranno nuovamente e si convertiranno in massa.

Ma per non trAsmettere messaggi fuorvianti, alla domanda:

Ma quando verrà la Fine dei Tempi?

preferisco affidarmi alla risposta di Sant’Agostino, espressa in una sua epistola a Esichio: <<Tu mi citi l’Evangelo che dice: “Quanto poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno lo sa, neppure gli Angeli del cielo” ebbene, se non lo possono sapere gli Angeli del cielo, quanto meno noi! Perciò ti dico che né io né alcun altro potrà mai dirti né il giorno, il mese, e neppure l’anno…>>.

E’ contro la volontà di Dio anche voler accelerare questa Fine. Il profeta Isaia (5,19) lanciò contro costoro una terribile naledizione: <<Guai a coloro che dicono: “Si affretti, si acceleri l’opera Sua / affinché possiamo vederla; / si avvicini, si realizzi il progetto del Santo d’Israele / e lo riconosceremo”. / Guai a coloro che chiamano il male bene e bene il male / che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre>>.

Da qui l’idea di un coinvolgimento personale ma in comunione: “PREGARE CON…SAN RICCARDO” per sovvertire e rivoluzionare l’andazzo generale delle chiacchere – anche religiose – condotte fino allo sfinimento, nella convinzione di dar gloria a Dio.

Quando ho potuto, in Milano ho frequentato la preghiera serale della Comunità di Sant’Egidio. Mi ha lasciato un segno positivo. Non c’erano sacerdoti nè religiosi. I laici, donne e uomini, pregavano, cantavano, commentavano il Vangelo… prima di disperdersi nelle notti nebbiose della Città, nei punti nevralgici delle sue fragilità,  a dare tè caldo, un pane, un ristoro…ma soprattutto attenzione, sollievo e conforto negli anfratti popolati da essere veri ma resi invisibili dallo stato sociale di “barboni“.

UNA BASE SOLIDA DA UN’ESPERIENZA CONSOLIDATA

Signore, insegnaci a pregare

La preghiera è il cuore della vita della Comunità di Sant’Egidio ed è la sua prima opera. Al termine del giorno, ogni Comunità di Sant’Egidio, piccola o grande che sia, si raccoglie attorno al Signore per ascoltare la sua Parola. Dall’ascolto della Parola di Dio e dalla preghiera, infatti, scaturisce l’intera vita della Comunità. I discepoli non possono fare a meno di stare ai piedi di Gesù, come fece Maria di Betania, per ricevere da lui il suo amore e apprendere da lui i suoi stessi sentimenti (Fil 2,5).

Ogni sera, perciò, la Comunità tornando ai piedi del Signore fa propria la domanda dell’anonimo discepolo: “Signore, insegnaci a pregare!” E Gesù, maestro di preghiera, continua a rispondere: “Quando pregate, dite così: Abbà, Padre”. Non è una semplice esortazione. E’ molto di più. Con queste parole Gesù rende partecipi i discepoli del suo stesso rapporto con il Padre. Nella preghiera, perciò, prima ancora delle parole viene l’essere figli del Padre che sta nei cieli. E pregare quindi è anzitutto un modo di essere: ossia figli che si rivolgono con fiducia al Padre, certi che li ascolterà”.

Questo blog resta sempre il punto fisso di riferimento. Ma vogliamo provare a darci  appuntamento su FACEBOOK prima della buona notta ?

(http://www.facebook.com/profile.php?id=100001095434964&__adt=9#!/fraRiccardo )

L’immagine è eloquente: ognuno si collochi dove Dio lo ha posto a operare, senza mai dimenticare la DIMENSIONE CONTEMPLATIVA della vita.

– Manda il Tuo Spirito, Signore e vieni in nostro aiuto alla nostra debolezza. Rendici capaci di morire all’amore per noi stessi per essere discepoli disponibili al servizio di coloro che incontreremo sui nostri passi, ognuno portatore dei pesi degli altri.

– Ti preghiamo Signore perché la Chiesa sia sempre più come il chicco di grano, gettato nel campo del mondo, per portare gioia e speranza all’umanità. Sostieni il nostro Vescovo… nella Chiesa locale e il Papa Benedetto che hai voluto patore e guida della Chiesa Universale..

– Ti preghiamo Signore perché, nel cuore di ogni uomo germogli il seme della Parola e nessuno resti indifferente all’alleanza d’amore che Tu ci offri.

– Questa sera Signore ti presentiamo tutte le invocazioni che sono state affidate alla nostra preghiera…con l’intercessore San Riccardo che ci hai additato come testimone dei Tuoi prodigi.

– Ti preghiamo o Signore perche abbia senso il nostro stare insieme a formare questa invisibile Compagnia a disposizione delle Tue sollecitazioni: sostienila nella sua chiamata alla missione e nel suo servizio, benedici i frutti del lavoro di ognuno, noto solo a Te e proteggila da ogni male. Guida ognuno di noi a vivere in COMUNIONE con Te  il tempo della tua Passione.

PER UNA BIOGRAFIA SUCCINTA, QUI:

http://laporta.altervista.org/erminio-filippo-dr-pampuri-san-riccardo-dei-fatebenefratelli-di-angelo-nocent/

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9 risposte a FACEBOOK INFELICE AMICO MIO… – Angelo Nocent

  1. Deborath ha detto:

    Caro Angelo, non so darti una risposta, ahimè, so solo che avevo letto parte di questo tuo post in fb (lì non era completato) e ti dico che, in verità, non conoscevo l’esistenza di questo gruppo, quando l’ho letto da te l’ho visitato e mi ci sono iscritta…
    So che è ben poca cosa, ma l’ho fatto…
    Proprio stamattina mi sono innervosita con una mamma che giustificava sua figlia per l’assenza della messa delle 11.
    Oggi avrebbe dovuto animare la mia classe, III media, e mi sono ritrovata con soli 2 ragazzi!!!!
    Pensa, ne ho dovuto “prendere in prestito” uno di V per l’offertorio….
    La mamma di una ragazza mi dice: “E’ venuta ieri sera a messa!!!!”
    Ed io: “Però dovevamo animare noi ed ho mandato a tutti loro anche un messaggio su fb per ricordarglielo, ma loro Fb lo usano solo come e quando vogliono, come e quando gli conviene, altrimenti fanno finta di nulla!!!!”
    Lei ci è rimasta un pò male, rispondendomi solo con un “ma….”….
    Ma io ho tagliato corto, perchè certe cose non le sopporto….
    Tutto questo giustificare continuamente, tutto questo far passare tutto con leggerezza, tutto questo menefreghismo e questa mancanza di cura e di interesse mi fa venire i nervi…
    Ho tagliato corto con mia mamma, dicendo, come si dice qui da noi: “Cuamu ‘nci cada sa pigghianu!!!” (qualunque cosa accada, dovranno accettarla!!!), perchè “chi prima non pensa, in ultimo sospira” (come dice sempre mia mamma)….😦
    Un abbraccio Angelo e a presto….

  2. Rita ha detto:

    Ciao Angelo. Leggendo il tuo intervento sia su FB che all’inizio di questo post mi sembra di avvertire una punta di delusione, per cui sento di darti un piccolo consiglio, almeno per quanto riguarda FB: cerca di far passare “in pillole” il tuo messaggio. Renditi conto che è un mondo virtuale dove, paradossalmente, c’è poco tempo e quindi i fruitori devono essere colpiti e invogliati da qualcosa di sintetico. Condividi anche link preconfezionati, naturalmente che rispondano ai tuoi ideali e al tuo modo di essere, in modo che anche quelli di passaggio, incuriositi, possano cliccare “mi piace” e, di conseguenza, conoscerti. Non demordere e soprattutto non pensare che sia inutile quello che stai facendo; la goccia, per scavare la roccia, deve colpirla ripetutamente e certo non si scoraggia quando all’inizio scivola via senza nemmeno scalfirla. Da parte mia, mi impegnerò a condividere ogni tanto, in modo che anche i miei amici possano conoscere la figura di questo grande testimone di Cristo.

  3. angelonocent ha detto:

    Cara Rita e Deborath carissime, che dire?

    Faccio questa considerazione: si potrebbe parlare di “delusione” se, ad esempio, avessi partecipato a un concorso e lo avessi perso o ne fossi rimasto escluso, per un qualsiasi motivo. Ma qui non sono in competizione con nessuno. E San Riccardo non ha certo bisogno delle mie promozioni web per fare il suo mestiere di santo intercessore.

    Quando mi trovo in certe situazioni mi si riaffaccia la figura del Renzo Tramaglino che il Manzoni tratteggia nel capitolo XXXIV dei Promessi Sposi, lui, furbetto ma anche tanto ingenuo campagnolo che giunge nella Milano appestata. E mi ripeto quelle parole che ho memorizzato al ginnasio: “Va’, va’, povero untorello, – rispose colui: – non sarai tu quello che spianti Milano”.

    Questo monito mi serve per non prendermi troppo seriamente. Facebook e i suoi discendenti esisteranno anche quando io non sarò più. Come ci saranno sia i saggi utilizzatori del tempo, come gli storditi e frastornati da una messaggistica trasversale di luoghi comuni, pensieri buoni, talvolta lodevoli ma anche fuorvianti.

    Faccio tesoro dei suggerimenti e vedrò di comportarmi di conseguenza.
    Dico solo che la somma di tante sintesi ne fanno un discorso chilometrico, capace di intrattenere le persone per ore e ore, magari emozionarle un attimo, e via… In barba alla fretta, che esiste indubbiamente, quando non è un alibi.

    In quanto a San Riccardo, abbiamo tutti solo da imparare dalla sua “normalità” che non va banalizzata. Perché ha avuto una situazione ingarbugliata e un’esistenza difficile. Solo che ha saputo ammantarla di una serenità dovuta all’abbandono totale che suggellerà con quelle parole che ci sono rimaste, rivolte al Divin Padre e riscontrabili nella lettere del 20 giugno 1929. Esse risuonano in tutta la loro freschezza e sono anche invitanti, se non ci prendesse un fremito di paura:

    Eccoci tutti tuoi per sempre, ti rendiamo il tesoro della libertà che ci hai donata con la vita, perché tu ce la custodisca per la vita eterna, fa’ di noi, per mano dei superiori tutto quello che ti pare e piace, noi siamo cosa tua, non più nostra e dei nostri parenti od amici, a noi e ad essi abbiamo rinunciato completamente e per sempre, su questa terra, sicuri che così potremo un giorno cantare con loro le tue infinite misericordie, le tue glorie eternamente in Cielo”.

    Nella stessa, un umile riconoscimento dei suoi limiti: “Questo abbiamo promesso in uno slancio sincero dell’animo, ma questo atto di sincero amore e di pieno filiale abbandono nel nostro Sommo Bene, forse è stato ben lontano dal crescere sempre più in ardore come quello di Gesù: quanta freddezza, quanta pigrizia in questo tuo povro Fra Riccardo alla sola distanza di pochi mesi dalla sua professione!”

    Il binomio FREDDEZZA & PIGRIZIA sono ricorrenti nel suo epistolario, sembra che procedano insieme.

    Carissimo Richy mi rendo conto che sono anche il mio tormento quotidiano.

    PER UNA BIOGRAFIA SUCCINTA, QUI:

    http://laporta.altervista.org/erminio-filippo-dr-pampuri-san-riccardo-dei-fatebenefratelli-di-angelo-nocent/

  4. lucetta ha detto:

    Non sono iscritta a facebook e mai mi iscriverò. Comunque io ti leggo sempre, ti seguo e rubo ciò che mi fa bene. Affiderò all’intercessione di San Riccardo mia sorella Cesarina che giovedì sarà operata di tumore al colon retto. Chiedo a san Riccardo per lei e per noi di famiglia la capacità di saper accettare, vedere….e abbracciare la croce qualunque essa sia. La stessa Parola di oggi è tutto un programma!!!! Sono andata a leggermi uno stralcio di scritto del card. Martini che riporto qui: “L’esperienza realistica della vita ci dice che il dolore, la sofferenza, la morte riempiono di sé la nostra storia. Gesù non ha inventato la croce: l’ha trovata anche lui sul proprio cammino, come
    ogni uomo.
    La novità che egli ha inventato è stata quella di mettere nella croce un germe di amore.
    Così la croce è diventata la strada che porta alla vita, messaggio di amore, sorgente di calore trasformante per l’uomo: è la croce di Gesù!
    Quella croce abbraccia, per prima, ciascuno di noi e ci affida un incarico nella nostra vita personale, nella nostra famiglia, nell’ambito delle nostre amicizie, delle nostre conoscenze, ovunque incontriamo e incontreremo delle croci.
    Penso a tante famiglie incrinate o spezzate, penso a tante malattie non accettate,a blocchi del cuore non risolti a sentimenti e risentimenti amari che covano dentro.
    Quante di queste croci salgono e scendono per gli ascensori dei nostri palazzi,
    camminano per le nostre strade, si infilano nelle nostre metropolitane, popolano la nostra città!
    Sono spesso croci senza nome e senza speranza.
    Sono talora croci maledette o appena tollerate.
    Portano alla disperazione, o, al più, alla rassegnazione.
    Gesù, dalla sua croce, invita ciascuno di noi, oggi, a mettere tutte queste croci, e non soltanto la nostra, in rapporto con la sua.
    Gesù ci invita a seminare anche in esse, come ha fatto per primo lui, il germe dell’amore e della speranza.
    Carlo Maria Martini

    CIAO ANGELO. Un caro saluto e grazie sempre di tutto.Lucetta

  5. msilvia2 ha detto:

    Caro Angelo, non sono più da tempo in facebook.
    Qui, se possibile, vorrei restare.
    Condivido pienamente la “normalità” di s.Riccardo.
    “La vetta più alta dell’amore è l’abbandono”. sai che questa è la dimensione essenziale ricordatami recentemente.
    E FREDDEZZA E PIGRIZIA sono anche mio tormento quotidiano.
    Grazie sempre.

  6. msilvia2 ha detto:

    Non ho capito perchè ho dovuto fare parecchi tentativi per scrivere, questa sera. E il nome risulta diverso…
    E’ cambiato qualcosa?

  7. angelonocent ha detto:

    La PREGHIERA è il cuore della vita di una persona, comunità, gruppo, movimento, famiglia…

    La “GLOBULI ROSSI Company” si regge su una cosa molto semplice: la condivisione di ideali e d’intenti che si esplicita nell’ essere a disposizione di Dio per ciò che ci chiederà giornalmente.

    Ma la prima “OPERAZIONE GLOBULI ROSSI” è raccogliersi con San Riccardo Pampuri, scelto come amico, modello e testimone, (San Riccardo, prega CON noi!) attorno al Signore per ascoltare a Sua Parola.

    Dall’ascolto della Parola di Dio e dalla preghiera, infatti, scaturisce lo stile di vita di ciascuno e dell’insieme. I discepoli non possono fare a meno di stare ai piedi di Gesù, come fece Maria di Betania, per ricevere da Lui il suo amore ed apprendere da Lui i suoi stessi sentimenti (Fil 2,5).

    IL MOTTO: “E LA PAROLA ZITTI’ CHIACCHERE MIE” (Clemente Rebora).

    Ogni sera, (o nel momento più conveniente della giornata) ognuno provi a mettersi ai piedi del Signore e riformuli la domanda dell’anonimo discepolo: “Signore, insegnaci a pregare!”

    E Gesù, maestro di preghiera, continuerà a rispondere: “Quando pregate, dite così: Abbà, Padre”. Non è una semplice esortazione. E’ molto di più. Con queste parole Gesù rende partecipi i discepoli del Suo stesso rapporto con il Padre, inteso come il Babbo, il Papà.

    Nella preghiera, perciò, prima ancora delle parole viene l’ESSERE FIGLI del Padre che sta nei Cieli. Pregare è anzitutto un modo di essere: ossia figli che si rivolgono con fiducia al Padre, certi che li ascolterà.

    Ognuno nella giornata, nel luogo in cui dimora, è chiamato a fare cose diverse, a incontrare persone diverse…

    “Compagnia” significa mettere in SINTONIA i nostri destini con Gesù, il Maestro interiore, e tra noi affinché la nostra gioia sia piena:

    Ancora per poco sonno con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io ho amato voi; così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”. (Gv.13,34-35).

    L’insegnamento dell’apostolo Paolo:

    “Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo [Gal 6, 2].

    L’incoraggiamento di Agostino, Padre della Chiesa:

    Amando Cristo sopporteremo con facilità la debolezza degli altri, anche di chi ancora non amiamo perché non ha opere buone” [Sant’Agostino, De diversis questionibus, LXXXIII, 71, 7].

    Il BLOG resta sempre il comune punto di riferimento (http://​grcompany.wordpress.com/), ma vogliamo provare a darci appuntamento anche su FACEBOOK per dilatare i nostri orizzonti.

    Fra le tante soluzioni immaginate, mi sono convinto che la migliore resti quella di appoggiarci su quest’isola già attivata (GLOBULI ROSSI Company) perché la più facilmente gestibile. Le adesioni sono ancora poche ma, pregando, arriveranno.

    Qui, in UN SANTO PER AMICO, ci sarà una breve preghiera, che cercherò di rinnovare giornalmente, quale dosaggio minimo di carburante per la sopravvivenza spirituale. E’ a discrezione individuale partecipare giornalmente anche alla Preghiera Liturgica della Chiesa universale con la recita delle ORE.

    Da quì ognuno è libero di coinvolgere i suoi amici, di scrivere, commentare, condividere, SEMINARE LA PAROLA…con la grazia dello Spirito Santo, invocato e amato: “Vieni Spirito Santo, Vieni per Maria”.

    FACEBOOK: http://www.facebook.com/globulirossi

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