S.RICCARDO PAMPURI: una vita secondo lo Spirito- A. Nocent

UNA VITA SECONDO LO SPIRITO

Così si legge negli Atti degli Apostoli: «Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. » ( 8,14–17).

È il gesto che ci viene da Gesù mediante gli Apostoli e che i Vescovi, loro successori ripetono sul Popolo di Dio.

Fino a sette anni Erminio è casa, chiesa e scuola, come tutti i coetanei. Ma il 10 Luglio 1904, data che viene solo riportata ma non sottolineata dai cronisti, è un giorno decisivo per il ragazzo perché è chiamato a sottoscrivere il progetto di Dio che ne ipoteca in qualche modo il futuro di uomo e di cristiano: si tratta della Cresima, nel linguaggio attuale resa in termini più esplicativi: Sacramento della Confermazione.

Nei paesi, quando si celebrano le cresime, è un giorno di festa molto atteso perché non capita ogni anno. Viene il Vescovo e le chiese si adornano di fiori e drappi; nelle famiglie si cercano i padrini, si pensa al vestito nuovo ed i candidati sognano anche il regalo…

(Oltre al vestito bianco con i primi calzoni lunghi, il mio, cinquant’anni fa, è stato un orologio da quattro sodi del mio padrino povero e anche zio, ma pur sempre un orologio). Certo, la sostanza di questo esultare per la Con-fermazione è assai più profonda. Se la regola di vita del cristiano è anzitutto il dono dello Spirito, si comprende quanto sia importante questo sacramento, in cui il sigillo del Consolatore rende il credente capace di testimoniare in pienezza il dono di Dio nelle diverse situazioni della vita.

In questa Chiesa Parrocchiale di Trivolzio Erminio Pampuri ha ricevuto il Battesimo e la Cresima
La Cresima, Sacramento della Confermazione, significa appunto “confermare”, ossia dire di sì, in modo consapevole e maturo al proprio battesimo ed agli impegni assunti in quel giorno per bocca di genitori e padrini.
I cresimandi, ad un certo momento della Messa solenne, ad uno ad uno si sentono chiamare per nome dal Vescovo in abiti pontificali, con la mitria sul capo, il pastorale nella sinistra, l’anello nell’ anulare destro, mentre passa in rassegna il mini esercito di bambini e bambine vestiti di bianco, con una fascia distintiva sul braccio sinistro.

E’ il turno del Pampuri. Il bambino alza lo sguardo, incrocia gl’occhi folgoranti del Vescovo che lo penetrano e lo mettono in tensione: Ti segno con il segno della Croce e ti confermo con il simbolo della salvezza, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Erminio, ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”, si sente dire dal Vescovo mentre gli unge la fronte con il Sacro Crisma.

Forse né lui né i suoi compagni hanno la prontezza di rispondere “Amen” alla formula sacramentale pronunciata solennemente in latino. Ma l’effetto c’è ed è immediato. Segue il leggero schiaffo sulla guancia, da tutti atteso con emozione, con il “pax tecum”, mentre l’ “et cum spiritu tuo” di risposta esce solo dalla bocca del parroco che sta di fianco al Vescovo.

Non sempre da tutti viene recepito, ma la cresima è un grande evento che dovrebbe sconvolgere l’esistenza del cristiano.

La Bibbia paragona lo Spirito Santo al soffio di vita, al vento, che non si vede, ma trascina ogni cosa al suo passaggio, al fuoco, impalpabile, ma efficace, all’acqua, sfuggevole, preziosa e feconda.

Il dono dello Spirito Santo effuso in pienezza nel sacramento della Cresima rafforza i doni dello Spirito Santo già ricevuti nel Battesimo. Sant’Ambrogio aveva scritto:

 “Hai ricevuto il sigillo spirituale, lo spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di virtù, spirito di conoscenza e di pietà, spirito del santo timore: conserva quanto hai ricevuto. Ti ha segnato Dio Padre, ti ha confermato Cristo Signore e lo Spirito come pegno si è dato al cuore del tuo cuore” .(Sui misteri, 7,42) .

Resi docili alle ispirazioni divine, si diventa capaci di produrre con maggiore larghezza e profondità i frutti dello Spirito Santo, elencati da S. Paolo (Gal 5, 22-23), che sono:

  • l’amore,

  • la gioia,

  • la pace,

  • la pazienza,

  • la longanimità,

  • la bontà,

  • la benevolenza,

  • la mitezza,

  •  la continenza,

  •  la castità.

Attraverso questi passaggi si capisce al volo perché ad Erminio sono bastati trentatre anni per diventare santo. Sono miracoli della Grazia Santificante.

Che cos’è? La grazia di Cristo è il dono gratuito che Dio ci fa della sua vita, infusa nella nostra anima dallo Spirito Santo per guarirla dal peccato e santificarla.Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo”. (2Cor 5, 17-18)

Il gesto dell’imposizione delle mani si collega alla benedizione con cui i patriarchi trasmettevano ai loro figli le promesse di Dio mediante le imposizioni delle mani, e al gesto con cui Gesù benediceva i bambini. Il significato profondo è la pienezza di grazia che viene data al cristiano posto sotto la protezione di Dio che prende possesso di lui. Naturalmente tutto ciò avviene dopo aver rinnovato le promesse battesimali perché la cresima è proprio il sacramento della confermazione del battesimo, due tappe inseparabili di una stessa santificazione. E’ inoltre il sacramento della comunione ecclesiale.

Cose troppo grosse per una testolina di sette anni? Non è detto. Anzi, a guardare dai risultati, si direbbe proprio di no .

Se nel linguaggio di allora il cresimato diventa soldato di Cristo, il giorno della cresima è la data dell’arruolamento nel Suo esercito. Anche se noi oggi usiamo una terminologia meno militare per esprimere il mistero del Sacramento, segno che realizza ciò che promette, la sostanza dell’investitura è la stessa: “Effonderò il mio spirito sopra ogni uomo” (Gl 3,1).

Dunque il cresimato è un uomo i-spirato. Tanto per divagare, un suggestivo episodio accaduto ad un missionario francescano, padre Cormac: un giorno comincia la primissima istruzione di un indiano della tribù dei navajos, analfabeta, che chiede il battesimo. Non aveva ancor detto tre parole del “Padre nostro” che il vecchio indiano lo interrompe e recita d’un fiato tutta quella preghiera, nella sua lingua e senza errori.

  • Il missionario rimane stupito e gli chiede:”Chi ti ha insegnato questa bella preghiera?”.

  • E il vecchio: “Ascolto il vento che parla!”; ogni domenica i navajos, radunati attorno a una radiolina nelle riserve dell’Arizona, ascoltavano, nel più grande silenzio, “il vento che parla”.

Il vento che parla“: meravigliosa immagine dell’inafferrabile Spirito Santo. A coloro che lo ascoltano egli insegna il “Padre nostro” perché li rende pienamente figli di Dio, dall’interno, come dice san Paolo: “Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio… E voi avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, papà! Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio (Rm 8,14-16).

Lo Spirito è una Persona senza volto. Gesù lo paragona al vento: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va (Gv 3,8).

  • Lo Spirito è il vento che parla. Come il vento, così gli altri simboli dello Spirito – l’acqua, il fuoco, l’aria, il respiro – non comportano figura: evocano soprattutto l’irruzione di una presenza, una espansione profonda.

  • Lo Spirito di Dio è uragano, tempesta, potenza irresistibile, amore inarginabile. È il vento impetuoso che aleggiava sulle acque nel primo giorno della creazione;

  •  è il soffio che scende sulla vergine Maria nel primo giorno della redenzione: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo” (Lc 1,35).

Su Gesù appena battezzato scende lo Spirito (Mt 3,16). È lo Spirito che lo conduce nel deserto per essere tentato dal diavolo, dove supera vittoriosamente ogni specie di tentazione (Mt 4,1). Gesù inizia la sua predicazione applicando a sé il passo di Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me” (Is 61,1; Lc 4,18).

Lo Spirito di Dio è forza e potenza d’amore perché Dio è amore. Leggiamo nel libro degli Atti degli apostoli: “Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret,il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo(At 10,38).

Gesù comunicherà questa potenza d’amore irresistibile a tutto il suo popolo: “Avrete forza dallo Spirito Santo” (At 1,8). E lo Spirito produrrà in tutti uno straripamento di carismi profetici e creerà dei cuori fedeli a Dio e amorevoli verso il prossimo.

Leggiamo nei profeti: “Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito” (Gl 3,1-2);

Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi…; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio” (Ez 36,26-28).

Il fra Riccardo Pampuri santo è la fase finale di questo lento processo ascensionale, fatto di sogni e visioni, maturato e consumato nell’affettuoso rapporto con “ l’Abbà” , ossia del bambino con il suo Papà, che vuol dire un andare a dismisura oltre l’esperienza dell’amore umano.

Giovanni Paolo II insiste nel dire che la vita cristiana e la vita consacrata in particolare, sono in intima relazione con l’opera dello Spirito Santo e scrive : “E’ Lui che, lungo i millenni, attrae sempre nuove persone a percepire il fascino di una scelta tanto impegnativa […], è Lui che forma e plasma l’anima dei chiamati, configurandoli a Cristo “ (Vita consacrata, n.19). Detto da un papa che ha fatto la stessa amara esperienza di perdere i genitori in tenera età come il Pampuri, come non credergli che l’adozione a figli di Dio passa attraverso Colui al quale diamo svariati appellativi:

  • il Paraclito,

  • l’Avvocato,

  • il Compagno di viaggio,

  • il Consolatore “che ci consola in ogni nostra tribolazione”?

E’ utile prendere visione della lettera datata 24 marzo 1927. Festa dell’Annunciazione, Erminio scrive alla sorella missionaria in Egitto, Suor Longina, invitandola a fare una novena allo Spirito Santo “perché abbia ad aprire anche a me la meta , come agli apostoli e illumini e infiammi di quel suo fuoco di carità divina che Gesù è venuto a portare sulla terra e che vorrebbe ardere in ogni cuore”.

Il risultato non si fa attendere: poiché lo Spirito Santo, chiamato, obbedisce sempre, richiesta prontamnente esaudita. Per un cuore che intende dilatarsi a dismisura, scogli inesistenti: a meno di un mese, il 27 Maggio, Don Riccardo Beretta propone e ottiene dal Superiore della Provincia Lombardo-Veneta, P. Zaccaria Castelletti, suo compagno di seminario ed amico, che il Dr. Erminio Pampuri, pur cagionevole di salute, venga ammesso nell’Ordine dei Fatebenefratelli. La risposta, indubbiamente ispirata, sa pure di profezia:             Dovesse rimanere anche un solo giorno membro effettivo dell’Ordine nostro, sia il benvenuto. Egli, dopo esserci stato in terra di edificazione, ci sarà poi in cielo angelo di protezione”.

Dopo il ‘sì” del Battesimo per bocca di genitori e padrini, un “sì” di conferma personale nella Cresima, detta appunto Sacramento della Con-fermazione, per un altro “sì” del “ti seguirò ovunque” della consacrazione religiosa. Azione dello Spirito trabocchevole in un giovane che da Lui si lascia condurre per mano e plasmare, senza porre resistenza.

Da dove tutto l’ardore di quel cuore giovanile, con lo sguardo proteso verso il cilelo e così attento alle sofferenze della terra?

Nel Sacro Cuore di Gesù, come gli avevano insegnato già nell’Azione Cattolica, di cui era membro, stimolata dai documenti pontifici di Pio XI su “quel Cuore che ha tanto  amato gli uomini…” e vivendo nel quotidiano il motto che sosteneva l’impegno di appartenenza:  “preghiera, azione, sacrificio” e  che racchiudeva un programma cui ispirarsisi:

  • la devozione alla Santa Sede,

  • lo studio della religione,

  • la testimonianza di una vita cristiana,

  • l’esercizio della carità.

Le colonne di sostegno che reggevano il cammino di  uomini e donne che  intendevano vivere pienamente il Sacramento della Confermazione nel primo ‘900 e che, dati i tempi bellici, si sentivano soldati della fede in Cristo Re, unico Sovrano di tutti i cuori. Quante volte ho cantato a squarciagola queste parole:

Siamo arditi della fede,

Siamo araldi della Croce…

Inno cattolico, Bianco Padre

Qual falange di Cristo Redentore
la gioventù Cattolica è in cammino,
la sua forza è lo spirito divino
 origine di sempre nuovo ardore;
 ed ogni cuore affronta il suo destino
 votato al sacrificio ed all’amor.
Bianco Padre che da Roma,
ci sei meta luce e guida
 in ciascun di noi confida,
 su noi tutti puoi contar.
Siamo arditi della fede,
 Siamo araldi della Croce,
al tuo cenno alla tua voce,
 un esercito all’altar.
Balde e salde s’allineano le schiere
che la gran madre dal suo sen disserra,
 la più santa famiglia della terra,
 eleva in alto i cuori e le bandiere
 ed ogni figlio è pronto alla guerra,
 votato al sacrificio ed all’amor.

Con questo spirito sono cresciuti i Santi del nostro tempo. Evidentemente, non tutto è da buttare. Solo che in ogni epoca il cuore delle persone appare restio e renittente alla “conversione” adducendo le motivazioni più disparate e pretestuose.  Ad arieggiare la casa dei credenti è venuto lo Spirito Santo con la novella Pentecoste del ConciliomVaticano II. E Fra Riccardo Pampuri è salito agli onori degli altari.

Ora  tocca a noi, traghettati nel secondo millennio, allearci per una santità di popolo.

PAMPURI – BIOGRAFIA – Nocent:

http://laporta.altervista.org/erminio-filippo-dr-pampuri-san-riccardo-dei-fatebenefratelli-di-angelo-nocent/

PAMPURI – IL PRIMATO DELLA PAROLA – Nocent:

http://laporta.altervista.org/san-riccardo-pamuri-il-primato-della-parola-angelo-nocent/

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9 risposte a S.RICCARDO PAMPURI: una vita secondo lo Spirito- A. Nocent

  1. angelonocent ha detto:

    FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA – 15 Aprile 2012
    PREGHIAMO CON SAN RICCARDO PAMPURI

    Signore, sei Tu, attraverso il tuo Vangelo, a dirci: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

    Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe?

    Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli …darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Mt. 7, 7-11.)

    Queste consolanti parole non bastano se non ci metti nel cuore il tuo Spirito che sappia interpretare i tanti disagi morali e materiali che ci afffliggono ed esprimere le nostre richieste conformi alla Tua volontà.

    Nel giorno liturgico della festa della TUA DIVINA MISERICORDIA ognuno ti dice, con tutta sincerità: GESU’, CONFIDO IN TE !

    “O Gesù misericordiosissimo, la Tua bontà è infinita e le ricchezze delle Tue grazie sono inesauribili.

    Confido totalmente nella Tua misericordia che supera ogni Tua opera.
    A Te dono tutto me stesso senza riserve per poter in tal modo vivere e tendere alla perfezione cristiana.

    Desidero adorare ed esaltare la Tua misericordia compiendo opere di misericordia sia verso il corpo sia verso lo spirito, cercando soprattutto di ottenere la conversione dei peccatori e portando consolazione a chi ne ha bisogno, dunque agli ammalati e agli afflitti.

    Custodiscimi o Gesù, poiché appartengo solo a Te e alla Tua gloria. La paura che mi assale quando prendo coscienza della mia debolezza è vinta dalla mia immensa fiducia nella Tua misericordia.

    Possano tutti gli uomini conoscere in tempo l’infinita profondità della Tua misericordia, abbiano fiducia in essa e la lodino in eterno. Amen. (Sr. Faustina)

    “Misericordiosissimo Salvatore, io mi consacro totalmente e per sempre a Te. Trasformami in un docile strumento della Tua Misericordia”. (Sr. Faustina)

    “Gesù il Tuo Sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, ed il Tuo Corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte”. (Sr. Faustina).

    SALMO 136

    Alleluia.
    Lodate il Signore perché è buono:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Lodate il Dio degli dèi:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Lodate il Signore dei signori:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Egli solo ha compiuto meraviglie:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Ha creato i cieli con sapienza:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Ha stabilito la terra sulle acque:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Ha fatto i grandi luminari:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Il sole per regolare il giorno:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    La luna e le stelle per regolare la notte:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Percosse l’Egitto nei suoi primogeniti:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Da loro liberò Israele:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Con mano potente e braccio teso:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Divise il mar Rosso in due parti:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    In mezzo fece passare Israele:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Guidò il suo popolo nel deserto:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Percosse grandi sovrani
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Uccise re potenti:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Seon, re degli Amorrei:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Og, re di Basan:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Diede in eredità il loro paese;
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    In eredità a Israele suo servo:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Ci ha liberati dai nostri nemici:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Egli dà il cibo ad ogni vivente:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Lodate il Dio del cielo:
    perché eterna è la Sua Misericordia.

    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
    Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

    Preghiamo: O Dio che hai guidato il tuo popolo dall’Egitto alla terra promessa, ricordati di noi che siamo stati redenti dal tuo Figlio;
    liberaci dai nemici e nutrici con il pane della vita, affinché possiamo raggiungere la vera terra promessa, il paradiso.
    Per Cristo nostro Signore. Amen.

    LA NOSTRA MESSA in comunione con tutti gli altari del mondo.

    Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria di Dio Padre. Amen.

    Vieni, Spirito Santo, vieni per Maria.

    GRAZIE PER I DONI CHE HAI RIVERSATO SUI CRESIMATI DI IERI.

    • angelonocent ha detto:

      Come San Riccardo, anche Santa Faustina morì a 33 anni, nel 1938, ossia otto anni dopo di lui.

      Insieme, con Santa Teresa di Gesù Bambino ed altri ancora, appartengono a quella schiera di “SANTI GIOVANI” chiamati a riversare sul nostro tempo le benedizioni della provvida Divina Misericordia alla cui “Fornace ardente di carità” attingevano copiosamente sia la carmelitana Teresa che il giovane medico, da laico ancorché da religioso, divulgando l’ Amore Crocifisso prima ancora che la suora polacca ricevesse le rivelazioni e la missione di diffondere al mondo la devozione.

      LITANIE ALLA DIVINA MISERICORDIA

      L’AMORE DI DIO IL FIORE, LA MISERICORDIA IL FRUTTO.

      “L’anima dubbiosa legga queste considerazioni sulla Misericordia e diventi fiduciosa.

      Misericordia di Dio, che scaturisci dal seno del Padre, confido in Te.
      Misericordia di Dio, massimo attributo della divinità, confido in Te.
      Misericordia di Dio, mistero inconcepibile, confido in Te.
      Misericordia di Dio, sorgente che scaturisce dal mistero della Santissima Trinità,
      confido in Te.

      Misericordia di Dio, che nessuna mente umana né angelica può comprendere,
      confido in Te.
      Misericordia di Dio, da cui scaturisce ogni vita e felicità, confido in Te.
      Misericordia di Dio, al di sopra dei cieli, confido in Te.
      Misericordia di Dio, sorgente di miracoli e di eventi eccezionali, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che abbracci tutto l’universo, confido in Te.
      Misericordia di Dio, venuta nel mondo nella persona del Verbo Incarnato, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che sei sgorgata dalla ferita aperta nel Cuore di Gesù, confido in Te.
      Misericordia di Dio, rinchiusa nel Cuore di Gesù per noi e specialmente per i peccatori, confido in Te.

      Misericordia di Dio, imperscrutabile nell’istituzione della Santa Eucaristia,
      confido in Te.
      Misericordia di Dio, nell’istituzione della santa Chiesa, confido in Te.
      Misericordia di Dio, nel sacramento del santo battesimo, confido in Te.
      Misericordia di Dio, nella nostra giustificazione per mezzo di Gesù Cristo, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che ci accompagni per tutta la vita, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che ci abbracci specialmente nell’ora della morte, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che ci doni la vita immortale, confido in Te.

      Misericordia di Dio, che ci segui in ogni momento della vita, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che ci difendi dal fuoco dell‘inferno, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che converti i peccatori induriti, confido in Te.
      Misericordia di Dio, meraviglia per gli angeli, incomprensibile ai santi, confido in Te.
      Misericordia di Dio, insondabile in tutti i misteri di Dio, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che ci sollevi da ogni miseria, confido in Te.

      Misericordia di Dio, sorgente della nostra felicità e della nostra gioia, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che ci hai chiamati dal nulla all’esistenza, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che abbracci tutte le opere delle Sue mani, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che coroni tutto ciò che esiste ed esisterà, confido in Te.
      Misericordia di Dio, in cui tutti siamo immersi, confido in Te.

      Misericordia di Dio, dolce sollievo dei cuori affranti, confido in Te.
      Misericordia di Dio, unica speranza delle anime disperate, confido in Te.
      Misericordia di Dio, riposo dei cuori e serenità in mezzo alla paura, confido in Te.
      Misericordia di Dio, delizia ed estasi delle anime sante, confido in Te.
      Misericordia di Dio, che infondi speranza contro ogni speranza, confido in Te.
      O Dio Eterno, la cui Misericordia è infinita ed il tesoro della compassione è inesauribile, guarda benigno a noi e moltiplica su di noi la Tua Misericordia, in modo che nei momenti difficili non disperiamo né ci perdiamo d’animo, ma con grande fiducia ci sottomettiamo alla Tua santa volontà, che è amore e la stessa Misericordia”

      (Diario, 949).

  2. msilvia2 ha detto:

    Preghiera di S.Faustina Kowalska

    “O Gesù, desidero vivere nel momento presente,
    vivere
    come se questo giorno fosse l’ultimo della mia vita:
    utilizzare scrupolosamente ogni attimo
    per la maggior gloria di Dio,

    sfruttare per me ogni circostanza,
    in modo che la mia anima ne ricavi un profitto.

    Guardare ad ogni cosa da questo punto di vista,
    e cioé che nulla avviene senza il volere di Dio.

    O Dio d’insondabile Misericordia,
    abbraccia il mondo intero
    e riversati su di noi
    per mezzo del Cuore pietoso di Gesù”
    (Diario, 1183).

  3. msilvia2 ha detto:

    Ho letto che solo oggi e solo con confessione e comunione, viene concessa la remissione della colpa e della pena.Una grazia analoga a quella del battesimo.
    Oggi non mi è stato dato, malgrado lo avessi programmato con anticipo e con intenzione, di partecipare alla S.Messa: sono riuscita ad entrare in Chiesa – S.Leopoldo, qui a PD – alle 12,30: c’erano ancora molte persone, era appena finita la Messa e il p.incaricato chiudendo le varie porte,invitava perentoriamente a uscire. Non ho poi più potuto uscire di casa.
    Mi dispiace e mi pare impossibile che una cosa di questo genere sia legata alle circostanze.Forse qualcosa mi sfugge…

    • angelonocent ha detto:

      Secondo me ti sfugge (si fa per dire, altrimenti non obietteresti) che quando chiediamo a Dio perdono dei nostri peccati già l’otteniamo subito, così quando desideriamo ardentemente fare Comunione con Lui, già si compie in quel momento.

      I Sacramenti sono il segno tangibile, un farci toccare con mano che misericordia, perdono, comunione…ci sono elargiti attraverso la Chiesa che è Sacramento-Segno della presenza dello Spirito di Gesù nel seno del Popolo di Dio. Ha fatto una promessa e non verrà meno: “Non vi lascierò orfani…”.

      Certo, si vuol immensamente bene a una persona cara anche e proprio perché lontana. Ma quando la si può abbracciare, la sensazione è diversa. Idem per i Sacramenti.

      Ho letto che solo oggi e solo con confessione e comunione, viene concessa la remissione della colpa e della pena”.

      Non riesco ad immaginare il Misricordioso,
      – che si è rivelato come Misericordia infinita e tesoro della compassione inesauribile,
      – che ha fatto mille promesse all’umanità per mezzo di Suor Faustina,
      – che chiede alla Chiesa di diffonderle per aiutarci – e quasi non sa più cosa inventare

      si metta poi a cronometrare lo scadere della mezzanotte per chiudere i rubinetti. Anche perché le ore in cui Confessori e Celebranti tengono aperta la Fonte non sono certo 24.
      Del resto, già la Liturgia si mostra flessibile facendo decorrere la Domenica dal Vespro del Sabato.

      Ma, al di là delle mie considerazioni, poiché la lettera uccide e lo spirito vivifica, vale la pena di affidarsi alle parole del Misericordoso, allora trentenne:

      Avvenne che, in giorno di sabato, Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe. I farisei gli dissero: “Vedi, perché essi
      fanno di sabato quel che non è permesso?”.

      Ma egli rispose loro: “Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni?

      Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatar, e mangiò i pani dell’offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni?”.

      E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato”.(Mc 2,23-28) Parola del Signore!

      Gesù festeggia il sabato andando alla sinagoga e leggendo i Libri Sacri; non rinnega questo giorno. Condanna piuttosto il rigore esagerato. Afferma che la CARITA’ vince qualsiasi osservanza legalista del sabato. Un buon motivo per ritenere che i benefici delle promesse di cui sopra siano ancora a tua disposizione.

      Dunque, passa a ritirare “la remissione della colpa e della pena” appena puoi lasciare il Cristo Infermo in casa per incontrare il Cristo Eucaristico in chiesa. Ed assapora l’incontro col “Dio d’insondabile Misericordia, che abbraccia il mondo intero e si riversa su di noi per mezzo del Cuore pietoso di Gesù”.

      Non dimenticarti di mettere in borsa qualche “dolcezza” da portare a casa per i tuoi.

      • lucetta ha detto:

        Mi associo ad Angelo che ha trovato per te Silvia le parole giuste che avrei voluto dirti io. Sono sempre più convinta che ciò che conta veramente è il desiderio del cuore e non ciò che realmente riesco a fare. Tra la Messa che a te avrebbe fatto piacere ascoltare e la tua presenza a casa, VALE maggiormente la tua presenza a casa. Un abbraccio sia a te Silvia che ad Angelo

  4. Donatella ha detto:

    Grazie per questo post carissimo Angelo, desideravo saperne di più ed ecco che come sempre mi leggi nel cuore. Buona settimana!

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