DON GIUSSANI PER BOCCA DI JULIAN CARRON: “Dolore indicibile…”

Di seguito, il testo integrale della lettera al direttore di Julián Carrón (Comunione e Liberazione) pubblicata su La Repubblica con il titolo “Carrón: da chi ha sbagliato un’umiliazione per Cl”.

 Sono le parole che da troppo tempo si attendevano e per me risuonano come un “dono” dei TRE INTERCESSORI odierni: PAMPURI-WOJTYLA-GIUSSANI

martedì 1 maggio 2012

(Festa di San Riccardo Pampuri e Beato Giovanni Paolo II)

 Caro Direttore,

leggendo in questi giorni i giornali sono stato invaso da un dolore indicibile dal vedere cosa abbiamo fatto della grazia che abbiamo ricevuto. Se il movimento di Comunione e Liberazione è continuamente identificato con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo incontrato, qualche pretesto dobbiamo aver dato.

E questo sebbene Cl sia estranea a qualunque malversazione e non abbia mai dato vita a un “sistema” di potere. Né valgono le pur legittime considerazioni sulla modalità sconcertante con cui queste notizie vengono diffuse, attraverso una violazione, ormai accettata da tutti, delle procedure e delle garanzie pur previste dalla Costituzione.

L’incontro con don Giussani ha significato per noi la possibilità di scoprire il cristianesimo come una realtà tanto attraente quanto desiderabile. Per questo è una grande umiliazione costatare che a volte per noi non è bastato il fascino dell’inizio per renderci liberi dalla tentazione di una riuscita puramente umana. La nostra presunzione di pensare che quel fascino iniziale bastasse da solo, senza doversi impegnare in una vera sequela di lui, ha portato a conseguenze che ci riempiono di costernazione.

Il fatto che don Giussani ci abbia testimoniato fino alla morte che cosa può essere la vita quando essa è afferrata da Cristo mostra che non manca nulla alla sua proposta cristiana. Tanti che lo hanno conosciuto confermano quello di cui noi, suoi figli, abbiamo potuto godere in una convivenza più o meno stretta con lui: che la sua persona traboccava Cristo. Questa convinzione ci ha portato a chiedere l’apertura della causa di canonizzazione, certi del bene che è stato ed è don Giussani per la Chiesa, per rispondere alle sfide che il cristianesimo ha oggi davanti a sé.

Chiediamo perdono se abbiamo recato danno alla memoria di don Giussani con la nostra superficialità e mancanza di sequela. Spetterà ai giudici determinare se alcuni errori commessi da taluni costituiscano anche reati. D’altra parte, ciascuno potrà giudicare se, tra tanti sbagli, siamo riusciti a dare un qualche contributo al bene comune.

Quando un membro soffre, tutto il corpo soffre con lui, ci ha insegnato san Paolo. Noi, i membri di questo corpo che è Comunione e Liberazione, soffriamo con coloro che sono alla ribalta dei media, memori della nostra debolezza per non essere stati abbastanza testimoni nei loro confronti; e questo ci rende più consapevoli del bisogno che abbiamo anche noi della misericordia di Cristo”.

Da “REPUBBLICA”

“Le tue parole sono un formidabile aiuto per purificarci e ripartire”

  mercoledì 2 maggio 2012

                                                                    Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha postato un messaggio su Twitter in risposta alla lettera di don Julián Carrón pubblicata sul quotidiano La Repubblica del primo maggio 2012 dal titolo «Carron: da chi ha sbagliato un’umiliazione per Cl». Il governatore lombardo ha lasciato intendere di aver accolto e fatto proprio il messaggio del presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione. E ha scritto:

«Carrón, le tue parole sono un formidabile aiuto per purificarci e ripartire. Grazie don Julián».

Da settimane, ormai, Formigoni è al centro di polemiche e continue richieste di dimissioni a causa del coinvolgimento in indagini giudiziarie di alcune persone vicine a lui e, contestualmente, aderenti al movimento fondato da don Luigi Giussani.

Personalmente, gli si addebitano comportamenti privati privi della sobrietà che si addice ad una personalità del suo rango. Di recente, inoltre, un ex dirigente di Finmeccanica, ha dichiarato che il movimento avrebbe preso delle tangenti da parte del colosso industriale. A fronte di tutto ciò, Carron ha deciso di fare chiarezza. Fin dalle prime parole della sua missiva: «leggendo in questi giorni i giornali – ha scritto – sono stato invaso da un dolore indicibile dal vedere cosa abbiamo fatto della grazia che abbiamo ricevuto». Secondo Carron, se Cl viene sovente fatta coincidere con l’attrattiva per potere, denaro e stili di vita che poco centrano con la fede, «qualche pretesto dobbiamo aver dato».

Sia ben chiaro: il movimento, ha sottolineato Carron, è estraneo «a qualunque malversazione» né ha «mai dato vita a un “sistema” di potere». Tuttavia, «chiediamo perdono – afferma in uno dei passaggi più significativi della lettera – se abbiamo recato danno alla memoria di don Giussani con la nostra superficialità e mancanza di sequela».

              

LETTERA CARRON/ Violante: un richiamo che deve far riflettere tutti, anche noi politici

Mercoledì 2 Maggio 2012

 Don Julián Carrón,  in una lettera pubblicata ieri da Repubblica, svolge una profonda riflessione sugli effetti dell’abuso del potere politico. Le parole del presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione riguardano in particolare il rapporto tra chi ha abusato di quel potere e la comunità religiosa di cui l’abusante fa parte. Esse non si limitano alla lesione inferta allo spirito della comunità perché si interrogano anche su come la comunità deve accogliere chi ha sbagliato aiutandolo a correggersi.

Non ho la sensibilità adeguata a intervenire su questi aspetti del tema. Ma il problema della valutazione delle conseguenze dell’abuso del potere politico e del rapporto tra chi ha abusato e la comunità di cui egli fa parte si pone anche quando questa comunità è laica, quando è un partito.

L’uso propagandistico della questione morale, la tendenza di alcuni mezzi di comunicazione a trasformarsi in partito politico, senza accettare i limiti di questa collocazione, la diffusa intolleranza nei confronti della politica, intesa come pura somma di pratiche parassitarie, hanno acceso un grande incendio. E molti, invece di andare alle cause dell’incendio, ai focolai, si limitano a gettare qualche brocca d’acqua sulle fiamme più vicine, convinti che l’incendio vada spento da altri. Invece, siamo vicini al flash over, al momento in cui si registra un brusco innalzamento della temperatura e un aumento massiccio del materiale coinvolto nella combustione. L’abuso del potere politico ha tre dimensioni.

  • Una è legata alle pratiche intenzionali di sfruttamento delle posizioni di supremazia al fine di arricchimento personale.
  • Un’altra consiste nella paternalistica tolleranza degli abusi dei sottoposti, concepita come condiscendenza del principe che ha come contropartita la totale disponibilità dei sottoposti ai propri desiderata.
  • Una terza dimensione consiste negli automatismi connessi all’esercizio del potere politico. Questa terza dimensione è quella più pericolosa perché comporta uno scivolamento progressivo, a volte persino inconsapevole.

Gli onori esagerati, la disponibilità degli interlocutori, il plauso acritico dei servi e quello interessato dei disonesti, creano frequentemente nell’intelligenza del politico una sorta di accavallamento tra la persona e la funzione.                 

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5 risposte a DON GIUSSANI PER BOCCA DI JULIAN CARRON: “Dolore indicibile…”

  1. Daniele ha detto:

    se faceste meno politica e pensaste più al vostro cammino spirituale forse questi problemi non esisterebbero

    • angelonocent ha detto:

      Se faceste meno politica e pensaste più al vostro cammino spirituale forse questi problemi non esisterebbero”.

      Caro Daniele, non ho il piacere di conoscerti e non so a chi intenda riferirti: al mondo intero o a qualcuno in particolare?

      Personalmente, all’infuori di andar a votare, per il resto, il mio raggio d’azione è poco più che domestico. Forse come il tuo.

      Epperò dici una cosa bella: “meno politica e più cammino spirituale“.

      Meglio ancora sarebbe che il binomio viaggiasse compatto, proprio per evitare scompensi. Il Servo di Dio GIORGIO LA PIRA, Sindaco di Firenze e Parlamentare che spero presto agli onori degli altari, l’aveva non solo capito ma anche praticato.

      Per scelta non appartengo a CL, come potresti pensare, che, del resto, è fatta di tanti bravi ragazzi, di belle persone. Ma alla Chiesa sì, anche se sono soltanto un povero cristiano per grazia, ossia “graziato”. Se ogni tanto scrivo di Don Giussani, cerco di farlo con obiettività, perché è universalmente riconosciuto come un bravo EDUCATORE del nostro secolo.

      In tempi di carestia come i nostri, ritengo che abbia ancora delle cose da dire a giovani e anziani. Convieni?

      Seppur formulato con altre parole, il GIUS parte da un principio caro al Card. Carlo Maria Martini Martini che è stato anche il suo arvivescovo: DIO EDUCA IL SUO POPOLO. Se Cristo non è un’astrazione ma una Persona, come noi crediamo, LUI è il Docente e il Pedagogo che ci è stato inviato per essere VANGELO-BUONA NOTIZIA per tutti.

      E’ LUI che Don Giussani ha sempre posto in primo piano, il Maestro, non la sua persona. Alcuni la lezione l’hanno capita, altri stentano, altri ancora…la fraintendono.

      La conclusione amara potrebbe essere questa: sì, Dio educa il suo popolo MA IL SUO POPOLO NON SI LASCIA EDUCARE. E sono guai seri. Sia in politica che nella coscienza.

      • Daniele ha detto:

        Caro Angelo, sono il marito di Loredana B., il mio commento era riferito a CL avendo frequentato per un periodo il movimento affascinato dagli insegnamenti di Don Giussani. Una volta che Formigoni è entrato in politica.. le cose sono cambiate. Da movimento cattolico è diventato un movimento politico dove al posto di leggere i libri di Don Giussani, si leggeva il programma elettorale di Formigoni. Queste sono le conseguenze.
        Se si mantenevano le caratteristiche iniziali forse ancora oggi sarei stato all’interno di Comunione e Liberazione. Grazie a Dio ho trovato la mia strada nel RnS insieme a mia moglie. Shalom

      • angelonocent ha detto:

        Grazie Daniele per il chiarimento. Se a me dispiace per la tua esperienza, il dolore di Don Julian Carron è addiritura INDICIBILE. E gli credo. Fa male a tutti ciò che addolora lui: “sentire che il movimento di Comunione e Liberazione è continuamente identificato con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo incontrato, qualche pretesto dobbiamo aver dato”.

        Forse un po’ di RnS non guasterebbe. Ma lo Spirito del Signore Risorto non dorme. Lui è il Vento pentecostale che sta squotendo la pianta perché si liberi della zavorra.

        Mi sovviene la conclusione del Manzoni nel 5 Maggio riguardo a Napoleone:

        “…il Dio che atterra e suscita,
        che affanna e che consola,
        sulla deserta coltrice
        accanto a lui posò.”

        Accanto a quell’uomo, sul suo letto di morte abbandonato da tutti ( – “deserta coltrice” – ), venne Dio stesso in quella situazione, quel Dio che atterra e suscita, che può abbattere gli uomini superbi e risollevare coloro che si umiliano, che può punire con la disperazione, ma anche concedere la serenità che consola.

        BISOGNA CONTINUARE A CREDERLO, NONOSTANTE TUTTO.

  2. lucetta ha detto:

    E’ dura mantenersi puliti e onesti quando si entra in politica, quando si arriva al potere. Bisogna rimanere abbarbicati a Cristo per riuscire a salvarsi e richiedere il SUO AIUTO SEMPRE per non farsi coinvolgere in scandali. Non credo nello scivolamento inconsapevole…..La coscienza ci dice sempre quando sbagliamo…forse non l’ascoltiamo.

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