IL GRANDE CHARLES visto dal Card. Comastri – Angelo Nocent

Carlo Carretto, con Lettere dal Deserto, ha positivamente  influenzato gli anni migliori della mia giovinezza.

Poi mi è stato conseguenziale prendere in mano Come loro di fratel René Voillaume, così  il successivo Sulle strade del mondo  e  Lettere ai nostri fratelli

Riprendendo in mano il secondo, ho trovato dentro come segnalibro la foto di un ospedale psichiatrico del Canavese dove tanti anni fa ho avuto modo di fare un periodo di esperienza in quel mondo allora davvero misterioso ed allucinante.

Nonostante si trattasse di una delle isole d’eccellenza della psichiatria, era impostato su canoni fortunatamente ormai lontani dai nostri e fuori dall’odierna immaginazione.  Anche se temo di illudermi che in molte parti quel mondo sia sostanzialmente cambiato.

Solo che ne fossi stato capace, anch’io da lì avrei potuto benissimo scrivere le mie Lettere dal deserto, perché tale era quell’ambiente:  un deserto dell’anima, nell’anima di molti…forse di tutti.

Sul retro di questa vecchia foto vi ho trovato una frase del Padre De Foucauld da me riprodotta a penna: “PREGARE E’ PENSARE A GESU’ AMANDOLO“. Evidentemente mi aveva colpito molto. Rileggendola provo il brivido antico e lo stupore si rinnova.

A pag. 173 di Come loro leggo: “Piccolo Fratello di Gesù, vorrei aiutarti a realizzare ciò che il tuo nome racchiude di verità sulla tua vita e ciò a cui ti obbliga.

Padre de Foucauld ha molto amato questo nome e se l’ha scelto è perché esso esprimeva ai suoi occhi  l’ideale di cui il suo cuore era colmo.

Fratelli di Gesù noi vogliamo esserlo con tutta la nostra vita. Ci siamo dati NON ad un ideale per grande che sia, e neppure alla realizzazione di una perfezione per veridica che sia, MA ad una Persona viva, a un Dio che è, nel senso assoluto del termine, nostro fratello perché è anche uomo.

  • Il Cristo Gesù riassume per noi tutta la ragion d’essere della nostra vita.
  • Nostro scopo essenziale è l’apprendere a vivere in mezzo al mondo una totale e vera amicizia con Gesù.
  • Lui è l’amato per primo,
  •  è per Lui che lavoriamo,
  • per Lui che fatichiamo e soffriamo,
  • ed è per rispondere alla chiamata del Suo amore che vogliamo restare delle ore ai Suoi piedi per amarLo,
  •  amarLo come nostro Dio,
  • nostro Amico,
  • nostro Fratello,
  • come seppe farlo tanto bene Padre de Foucauld.”

Lascio parlare il Card. Angelo Comastri che nel video ci attualizza, come lui sa fare, il messaggio di questa spiritualità moderna che non è fatta per monaci e donne consacrate ma per l’intero popolo di Dio.

« Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo! Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza. Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità! Nulla ho visto nel mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso, e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello.

(Carlo Carretto Il Dio che viene cap.X)
« Quando ero giovane non capivo perché Gesù, nonostante il rinnegamento di Pietro, lo volle capo, suo successore, primo papa. Ora non mi stupisco più e comprendo sempre meglio che avere fondato la Chiesa sulla tomba di un traditore, di un uomo che si spaventa per le chiacchiere di una serva, era un avvertimento continuo per mantenere ognuno di noi nella umiltà e nella coscienza della propria fragilità.No, non vado fuori di questa Chiesa fondata su una pietra così debole, perché ne fonderei un’altra su una pietra ancora più debole che sono io. »
« Ma poi c’è ancora un’altra cosa che è forse più bella. Lo Spirito Santo, che è l’Amore, è capace di vederci santi, immacolati, belli, anche se vestiti da mascalzoni e adulteri.Il perdono di Dio, quando ci tocca, fa diventare trasparente Zaccheo il pubblicano, e immacolata la Maddalena, la peccatrice. È come se il male non avesse potuto toccare la profondità metafisica dell’uomo. È come se l’Amore avesse impedito di lasciare imputridire l’anima lontana dall’Amore. “Io ho buttato i tuoi peccati dietro le mie spalle”, dice Dio a ciascuno di noi, e continua: “Ti ho amato di amore eterno, per questo ti ho riservato la mia bontà. Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine Israele” (Ger 31,3-4).

Ecco, ci chiama “vergini” anche quando siamo di ritorno dall’ennesima prostituzione nel corpo e nello spirito e nel cuore. In questo, Dio è veramente Dio, cioè l’unico capace di fare le “cose nuove”. Perché non m’importa che Lui faccia i cieli e la terra nuovi, e più necessario che faccia “nuovi” i nostri cuori. E questo è il lavoro di Cristo. E questo è il lavoro divino della Chiesa. Volete voi impedire questo “far nuovi i cuori”, scacciando qualcuno dall’assemblea del popolo di Dio? O volete voi, cercando altro luogo più sicuro, mettervi in pericolo di perdervi lo Spirito? »

 

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16 risposte a IL GRANDE CHARLES visto dal Card. Comastri – Angelo Nocent

  1. Donatella ha detto:

    “Pregare è pensare a Gesù amandolo”…una frase straordinaria che ho letto e riletto più volte e che trovo perfetta. La faccio mia e la custodisco nel cuore, carissimo Angelo.
    Ti abbraccio

    • lucetta ha detto:

      Caro Angelo
      quando parli di te, dei tuoi ricordi….escono fuori dei post che apprezzo tantissimo.
      Vedo che abbiamo ammirato ed ammiriamo le stesse figure che citi in questo post.
      Ho letto alcuni libri di Carlo Carretto: Lettere dal deserto, Ciò che conta è amare, Il Dio che viene, La Madonna del carrettino e mi trovavo così bene avvolta da quella spiritualità di seguace del GRANDE CHARLES, altra figura che mi ha affascinata fin dalla mia giovinezza, tempo in cui lessi alcuni stralci delle sue OPERE SPIRITUALI, testo che ho ancora nelle mie mani tra i libri che ho conservato. Abito in una zona di Roma non lontana dalle TRE FONTANE, luogo del martirio di San Paolo e poco distante c’è una comunità di PICCOLE SORELLE DI CHARLES DE FOUCAULD. Nella loro cappella, durante tutto il giorno è esposto Gesù Sacramentato ed a volte mi sono fatta il regalo di sostare in preghiera da loro. Momenti bellissimi di colloqui con Gesù in cui si sono riaffacciate alla mente le parole del GRANDE CHARLES sulla vocazione: “La vera, l’unica perfezione non sta nel condurre questo o quel genere di vita, ma nel fare la volontà di Dio; sta nel condurre il genere di vita che Dio vuole, dove Egli vuole, e nel condurlo come l’avrebbe condotto Lui stesso….”
      Parole che mi ricordano che la santità è per tutti, a portata di tutti, basta volerlo nell’imitare Gesù nel quotidiano della nostra vita. Un saluto ed un grazie.

  2. fabiana ha detto:

    Ragazzi, nemmeno una preghiera per noi, terremotati?
    Nemmeno un saluto?😦
    Non so esattamente come state voi, pure …

  3. Deborath ha detto:

    Mamma mia, Fabiana…
    Perdonami, non ricordavo che tu fossi in Emilia…
    Sai, i contatti sono sempre tanti ed io non ricordo di dove siate tutti voi…
    Come stai?
    Tu e la tua famiglia avete avuto danni?
    Che mi dici?
    Ti sono vicina….
    Un abbraccio forte forte… ♥

  4. fabiana ha detto:

    A 30 Km dall’epicentro circa.
    La situazione è seria.
    La nostra terra è colpita al cuore.
    E’ un vero dispiacere, credetemi.

    • lucetta ha detto:

      Anche se non ne ho parlato qui, cara Fabiana, ma io da giorni sto pregando intensamente per i terremotati e sono presenti nel mio cuore…..anche perchè ho degli amici in uno dei paesi vicino Ferrara. Non ho pensato a te in particolare perchè esattamente dove abiti non lo ricordavo ma non dovevi dubitare della nostra vicinanza.
      A volte le solite parole di circostanza non confortano, ma la preghiera silenziosa e costante sì. Ciao Fabiana.

  5. Rita ha detto:

    Ciao Fabiana comprendo il tuo stato d’animo; anch’io sono vicina con la preghiera a quanti soffrono a causa di questa calamità naturale. Mi auguro che tu non abbia avuto danni materiali. In questi ultimi giorni, dopo il mio pellegrinaggio a Lanciano, il mio colloquio con Gesù è diventato più intenso e sento davvero di volerlo avere come fratello per tutta la mia vita. Vi abbraccio tutti con affetto.

  6. fabiana ha detto:

    Da leggere e … pregate per noi!
    L’autrice è Monica Mondo

    TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA.
    Rovereto.
    Don Ivan aveva il fisico asciutto e le mani grosse, come i contadini della sua bassa. Gente abituata a tirar dritto e a lavorare sodo, poche parole e il bicchiere giusto, quando ci vuole, per scambiarsi due idee sulla politica e sulla vita. I preti vengono su bene, in quelle terre. Anche perché non è facile, vedersela con i rossi da un secolo, litigare e lavorarci insieme. Come don Camillo, solo che lui aveva tanti devoti, anche i comunisti in fondo lo erano, oggi le chiese piene e l’autorevolezza sono il sigillo di uomini in gamba davvero.

    Don Ivan è morto al secondo terremoto che ha sconvolto la sua regione, in un minuto, mentre faceva un sopralluogo con due vigili del fuoco per cercare di salvare qualche statua, qualche oggetto, dalla sua parrocchia, Santa Caterina. Gli premeva soprattutto quella Madonnina, cui la sua gente era tanto affezionata. Una trave, una pietra l’ha colpito, e portato a vederla dal vivo, la Madonna.

    Non credo che valesse poi tanto, quella statua, la Sovrintendenza ai Beni Artistici non avrebbe pianto vedendola andare in frantumi. Ma la Chiesa cammina da duemila anni sulle ginocchia delle vecchiette che sgranano rosari, piegate davanti alle statue delle Madonne, in ogni chiesa del mondo. Certo, qualche volta questo sguardo fisso più a Maria che al suo Figlio e Padre fa storcere il naso ai teologi. Ma i più intelligenti tra loro sanno bene che la Chiesa tutta si aggrappa a quel manto azzurro, a quelle labbra rosate, sopporta e spera fidando in quel piede delicato che schiaccia il serpente, per sempre, per tutti.

    Don Ivan non era un prete all’antica. Né un collezionista di opere d’arte. Quella chiesa era casa sua, e come dicono i Salmi, “lo zelo per la Tua casa mi divora, Signore”. Per questo ci teneva tanto, perché tra quei banchi sfondati, tra le mura sbrecciate e i soffitti pencolanti ha visto alzarsi tante volte le preghiere dei suoi parrocchiani, riletto le storie di ciascuno di loro, pregato e cantato e festeggiato e pianto con la sua comunità. Lui si sentiva responsabile, della sua comunità, e di tutto ciò che per la sua comunità contava. Anche la statua della Madonnina. Quella Madonna che non è una statua, ma il senso della vita, che dà il coraggio anche di perderla, affrontando il terremoto.

    Ora, provate a chiedere alla gente di Rovereto se pensa alla crisi della Chiesa, agli scandali del Vaticano, in queste ore. O se è commossa e triste e attonita per il suo parroco. Ma non per la retorica degli alti prelati corrotti, delle stanze nobili che odorano di zolfo al confronto dei poveri preti di base che ripetono all’infinito la parabola del cammello e della cruna d’ago; lo sappiamo perché lo dicono ragione ed esperienza che ci sono i giusti e gli ingiusti dappertutto. Certo, la semplicità, l’umiltà, la fedeltà sono virtù grandi, ed è più facile trovarle a Rovereto. Sono i parroci come don Ivan a portare avanti la Chiesa tutta, e gli scandali non potranno prevalere su di essa.

    I preti che aprono ogni mattina i portoni delle loro chiese, s’infilano nei confessionali, ascoltano, sostengono, giudicano, lavorano per il popolo che è stato loro affidato. Se la Chiesa alta va avanti è per merito dei don Ivan di tutto il mondo. Per la pietà di quelle Madonnine così amate e così grate di tanta considerazione, che certamente intercederanno perché nessuno si perda.

    • Deborath ha detto:

      Davvero molto commovente!!!!
      Sono d’accordo: sono proprio i don Ivan di tutto il mondo a mandare avanti la chiesa vera!!!!
      un abbraccio stretto stretto, Faby…

    • lucetta ha detto:

      Avevo letto di don Ivan ma questo pezzo è veramente “forte” (così si dice a Roma quando qualcosa ci piace e colpisce nel profondo). Ho provveduto a copiarlo ed inviarlo alle mie amicizie. Grazie Fabiana e forza. Ora tu e la tua gente siete nella sofferenza e cercate di non dimenticare che ” la croce è la salvezza”. E’ dura da accettare ma è così.
      Un abbraccio.

    • msilvia2 ha detto:

      Ciao Fabiana, una parola per dirti che ci sono.Come sempre, nascosta e silenziosa.

  7. fabiana ha detto:

    Hai fatto benissimo!
    Grazie!

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