PANE E VINO-CARNE E SANGUE – Il miracolo di Lanciano

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9 risposte a PANE E VINO-CARNE E SANGUE – Il miracolo di Lanciano

  1. lucetta ha detto:

    Rubo le parole del cardinal MARTINI per commentare questo post.

    Che cosa significa un’esistenza eucaristica?
    Ci risponde Isaia (61, 1-3):
    è una vita «a»; è una vita «per».
    Una vita che non si chiude in sé nell’ansia dell’autorealizzazione,nella preoccupazione di essere qualcuno, di realizzarsi, di essere contento.
    Una vita aperta a un compito al di là di me stesso,il cui centro non sono più io.
    Isaia descrive questa vita così:
    a portare il Vangelo ai poveri;
    a fasciare i cuori spezzati;
    a proclamare la libertà per gli schiavi, la scarcerazione ai prigionieri;
    a promulgare l’anno di misericordia del Signore
    Sono quattro «a» che descrivono una vita dedicata all’annuncio.
    Nella seconda parte del testo del profeta, si parla di una vita:
    per consolare;
    per allietare;
    per dare una corona invece di cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, canto di lode invece di un cuore mesto.
    Tre «per» che qualificano una vita per la gioia e il conforto degli altri.
    Ci chiediamo allora quale nuova coscienza di sé, quale nuova comprensione di me genera questa vita «a» e «per».

    La risposta è nella Seconda Lettera ai Corinzi (2 Cor 4, 1-2):
    questa vita genera una coscienza libera dalla paura e dai compromessi, proprio perché non si tratta più di me.
    Scrive l’Apostolo: «Non ci perdiamo d’animo;ci presentiamo con umiltà e semplicità davanti a tutti».
    Infatti non si tratta di noi, non predichiamo noi stessi:
    «Noi non siamo che vostri servitori per amore di Gesù!».
    Non è la nostra causa: è sua. Noi siamo liberi da ogni preoccupazione di successo o insuccesso personale, perché il problema è il suo e noi siamo servitori di lui «per voi».
    Da dove viene questa qualità di vita? Chi ne è l’autore, il responsabile?
    È lo stesso Gesù che dà la vita per noi per amore;
    l’Eucaristia è la garanzia, la forza permanente dell’uomo eucaristico.
    Cardinale Carlo Maria Martini

  2. Deborath ha detto:

    Più e più volte ho usato questa immaginetta che tengo sempre nella mia Bibbia per catturare l’attenzione dei ragazzi, per suscitare in loro curiosità e meraviglia, per riportarli al senso dell’Eucaristia, a riflettere su cos’è veramente quel pezzetto piccolissimo di pane!!!!
    E’ meraviglioso tutto questo e mi fa sempre venire i brividi….
    Ciao Angelo, ti sei proprio perso…😦

  3. angelonocent ha detto:

    Cara Deborath, perso?
    No. Sono sempre al solito posto, seduto sulla medesima sedia, davanti al vecchio PC, quando non sono a mestierare in cucina, nell’orto o da qualche altra parte. Epperò con sempre meno voglia di chiacchere, dal momento che tanti compagni di viaggio sono svaniti o tendono a svanire nel nulla perché immersi nei loro problemi e non sentono certo il bisogno delle mie che non sono mai divertenti e spassose. E non sono nemmeno ricette miracolose dal risultato immediatamente verdificabile come avviene quando si prova a fare una torta.

    La sensazione di parlare da soli è frustrante per tutti, me compreso.

    E’ vero, c’è un discreto numero di lettori anonimi, frequentatori quotidiani, ed è per questi che ogni tanto mi sforzo di condividere pensieri e riflessioni. Ma, come vedi, anche oggi ho preferito lasciar la parola al frate di Lanciano e puntare sulla forza delle immagini. Poi si è inserita Lucetta con le parole sempre incoraggianti del Card. Martini.

    Epperò, sembra che i SOSS si siano ritirati a vita privata e che le vecchie “AMBULANZE” siano tutte rientrate nel deposito. Mi auguro che i vecchi conducenti si siano almeno messi in proprio sul territorio. Che poi è il traguardo del progetto iniziale.

    Ma se non è così, capisco la stanchezza, i vuoti, l’entusiasmo che svanisce, i sogni che si frantumano… E non me la prendo con nessuno.

    Vorrei possedere la sapienza del cuore di Don Tonino Bello che sapeva trovare le parole giuste da dire ai suoi per superare l’inerzia, la pigrizia e i pregiudizi, e portarli a compromettersi per Cristo senza protagonismi di copertina.

    Ma, prima ancora di inviare inviti schietti e ed efficaci, vorrei essere per primo gioioso testimone del Vangelo fuori dalle sacrestie, come era solito dire il Vescovo di Molfetta, trasmettendo con la vita entusiastici cammini di speranza. So bene che Dio non chiede nulla di straordinario nè a me nè a nessuno di noi: chiede soltanto che, ovunque i miei piedi si dirigano, in qualsiasi angolo si consumi la mia esistenza, possa diffondersi attorno a me “il buon profumo di Cristo”.

    OLEZZO (dal latino olidiare) significa emanare un buon odore. Mi rendo conto che ogni tento devo ripiegare sul “deodorante” per confondere, mistificare, adulterare l’aria. Mi accade quando non mi lascio scavare l’anima dalle lacrime di cui vengo a conoscenza e quando non so impegnarmi a vivere la vita come un dono piuttosto che come un peso.

    Grazie per quel “perso” che mi ha indotto a riflettere. Anche le donne a pensar male fanno peccato. Ma che non indovinino ?

    A proposito: fare “eucharistia” significa rendimento di grazie. Ma cosa vuol dire ?

    Tante cose. “GLOBULI ROSSI” come compagnia ha senso nella misura in cui si scopre la verità eucaristica che sottintende ed implica. Nelle parole di Benedetto XVI una guida sicura:

    http://www.gloria.tv/media/299066/embed/true/controls/false

    • Deborath ha detto:

      mmm…
      sarà come dici tu…
      Comunque, io cerco di continuare, nel mio piccolo, l’opera iniziata anni fa…
      A volte con risultati buoni, altre volte meno buoni, ma cerco di perseverare anche se a volte sembra proprio di lottare contro i mulini a vento, ma va bene così…
      Ti lascio un abbraccio e non nego che mi piacerebbe vederti più spesso anche da me, ma di certo, quello che scrivo io non è interessante per te, non più…
      Fa niente, vuol dire che verrò a trovarti io…
      A presto…🙂

  4. Donatella ha detto:

    Forse non siamo in tanti carissimo Angelo…ma ci siamo sempre e aspettiamo dalle tue parole quel conforto che non tutti sanno dare così bene.
    Quindi da parte mia spero di poterti leggere più spesso…
    Un abbraccio con affetto♥

  5. fabiana ha detto:

    Io volevo darti una mano …🙂

  6. msilvia2 ha detto:

    Caro Angelo,
    sai che ci sono.
    Anche se è NOTTE fonda.
    Dopo una vita intera in cui ho creduto. Di fare.
    Pregare.
    Testimoniare.
    Offrire
    Ora, comprendo e condivido assolutamente la sensazione del parlare da solo.
    La speranza che vuole ostinatamente vivere, anche se tutto sembra morire.
    Poi, sempre di NOTTE, vengo qui.
    E trovo l’Angelo della con-solatione.
    Continuiamo.
    La Compagnia ci aiuta a vivere la dimensione eucaristica.
    ♥ ♥ ♥ ♥

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