PIERLUIGI MICHELI – FREQUENTAZIONI – Don Giovanni Marcandalli

PIERLUIGI MICHELI – FREQUENTAZIONI – Don Giovanni Marcandalli

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Una risposta a PIERLUIGI MICHELI – FREQUENTAZIONI – Don Giovanni Marcandalli

  1. angelonocent ha detto:

    Verrebbe la voglia, ma questa pagina evangelica non ci permmette di tagliar corto, proprio perché ci mette in crisi e può provocare perfino uno stato d’ansia.
    Che Gesù non capisca?

    GESU CI CONOSCE BENE: SIAMO QUELLI DEL SI’, MA…

    DEBORATH:Leggo queste parole e mi spaventano…”

    Mi chiedo: per chi pensi che Gesù abbia pronunciato queste parole, se non per me e per te?

    Per noi che viviamo di sicurezze umane è difficile questo discorso…
    Ma perché Gesù sembra non voler fare sconti ?

    Le tue considerazioni restano sempre valide, ma l’educatore GESU’, proprio Lui che ci ha ha insegnato il “Padre nostro…”, non modifica la sua posizione. Egli continua a proporre cose non “appetibili” e prive di soddisfazione perché conosce la nostra struttura psichica.

    I dodici, se escludiamo Giovanni, il giorno della Crocifissione, sono spariti tutti.

    L’evangelista Luca che scrive molti anni dopo l’ evento ed ha fatto inagini dettagliate nelle primitive comunità, è arrivato alla conclusione, proprio sull’esperienza degli apostoli e dei primi discepoli: “Attenti…, non esiste il tutto bene e presto! Ogni cosa va sudata, ma… alla fine vi aspetta qualche cosa di veramente grande”.

    Gesù non lusinga; Lui è molto chiaro nel Suo parlare: vuole da alcune persone una scelta irreversibile e… immediata! Infatti, quando incontra colui che Gli dice: “Signore concedimi di andare prima a seppellire mio padre…”, Lui replica: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va e annunzia il Regno di Dio“.

    Non ci è dato di conoscere il motivo per cui questa persona è andata ad ascoltare Gesù, ma comprendiamo che Gesù definisce l’ambiente da cui questa persona deriva, un ambiente di morti.

    I morti seppelliscano i loro morti“: questa frase di Gesù è apparentemente molto forte!

    Lui avrebbe potuto dire: ambiente di malati, di sordi… Invece dice di morti!

    Lo aveva capito perfino CARL GUSTAV JUNG che scrive: “Nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso“.

    Oso pensare che Gesù parli di morte perché Lui ha la possibilità di far risuscitare, soprattutto quelli morti nell’anima e nella psiche. Sì: anima e psiche. Questo è il punto.

    Quando in un altro punto del Vangelo Gesù dice ai farisei: “Sepolcri imbiancati“, anche questa frase è molto forte, ma…

    A noi seccherebbe molto essere etichettati così. Ma Gesù, quando pronunciava quelle durissime parole, pensava proprio al fariseo che c’è in me, in te… Perché il Signore vede le cose nella loro totalità e non nell’apparenza fisica o psicologica in cui ci vedono gli altri o ci percepiamo, con tutti gli accorgimenti che riusciamo a porre in essere.

    “SEPOLCRI IMBIANCATI !”. E’ faticoso da mandare giù, vero?

    Peccatori? Lo ammettiamo. Ma “sepolcri imbiancati …!”, non so per quale ragione, è proprio indigesto. E’ come se noi, persone onorabilissime, fossimo state beccate in fragrante e sputtanate in mondo-visione.

    Si potrebbe continuare.

    Gesù, pur essendo giovane ha la saggezza dell’ “anziano” che sa che l’uomo è volubile, sia nel bene che nel male.

    Ci sono persone che se fossero state uccise quando erano persecutori dei cristiani, si sarebbero perdute definitivamente, e invece alcune di loro si sono rivelate persino dei martiri: leggi il miracolato dalla Luce accecante, Saulo di Tarso.

    Ho sperimentato di persona quel “Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa“. Mi chiedo: “Dove sono ora quelli di casa di allora?”.

    L’evangelista ci vuol dire che Gesù nella vita ci offre delle grandi opportunità. Però queste possibilità non durano all’infinito.

    So Deborath che continui a essere turbata. E lo sono anch’io, proprio perché vedo le contraddizioni in cui mi sono cacciato nella vita. Anch’io come te mi affido alle braccia del Misericordioso.

    Epperò, mentre Gesù è sempre perentorio con chi Lo deve seguire per il Regno dei Cieli, si mostra possibilista con coloro ai quali il Regno dei Cieli deve essere annunziato.

    Purtroppo… la “lezione” dell’essere discepoli, anche gli apostoli l’hanno capita solo dopo la Pentecoste. E a noi accade lo stesso: senza lo Spirito di Gesù, solo disagio, incertezze, paura. Per questo va quotidianamente coinvolto, non tenuto fuori. La Parola di Dio, non solo quando è consolatoria ma anche nella sua durezza, ha proprio questo scopo “terapeutico”.

    La preghiera di Francesco d’Assisi è la gioia di chi ha trovato la “Perla preziosa” e non ha esitato a vendere, ossia denudarsi di ogni orgoglio, per comprarla.

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