VOCAZIONI ? Improbabile: 2 milioni di ammalati psichici in Italia – Angelo Nocent

La crisi di vocazioni sacerdotali e religiose che investe il Paese, senza precedenti, pone interrogativi alla Gerarchia. Ma il laico cristiano non può esimersi dall’interrogarsi.

Le motivazioni che emergono sono tantissime. C’è perfino chi sostiene che è stata causata dal Concilio Vaticano II. Come dire che l’ha provocata lo Spirito Santo, dai Padri Conciliari e dal Popolo di Dio ripetutamente invocato per tre anni.

Imbattutomi casualmente nell’articolo seguente, m’è venuto di fare un piccolo calcolo che è quello riportato nell’intestazione. Così mi si è posto un interrogativo: come fanno a fiorire vocazioni quando, inconsapevolmente, viviamo in un clima di DISAGIO PSICOLOGICO COLLETTIVO, influenzandoci vicendevolmente?

Quando non sappiamo cosa dire di certe situazioni,la buttiamo sul tragi-comico: “viviamo in un mondo di matti !”. Che non  sarà un bel dire ma è rivelatore di una diffusa percezione: la società è malata.  Solo che il disagio non è campato per aria ma dimora nella testa degli individui, nel cuore di persone in affanno.

Allora sta bene pregare il Signore della Messe perché mandi operai nella sua Messe. Ma agli OPERAI CHE CI SONO, bisogna raccomandare di fare un grande sforzo,  dapprima prendendo coscienza di quanto va accadendo e poi di far convergere le energie per propagandare e promuovere iniziative nelle Parrocchie, Movimenti e  Realtà Sociali diverse.

Il Papa ha indetto l’ ANNO DELLA FEDE:

” La “porta della fede” (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta  per noi. E’ possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che  trasforma. Attraversare quella porta comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita“.

Ieri ha avuto inizio in Vaticano il SINODO DEI VESCOVI sulla nuova evangelizzazione. Chissà se hai Padri Sinodali giungerà l’eco del disagio di molti, di troppi !

In una meditazione Carlo Maria Martini ci ha detto: Gesù ci insegna a evangelizzare essendo soprattutto noi stessi Vangelo, Vangelo della paternità di Dio, lascinado che lo Spirito gridi in noi: “Abbà, Padre“, ripetendo questo grido con semplicità nelle occasioni più quotidiane, facendo sì che traspaia del nostro modo di agire, pur senza dirlo”.

Gesù ci insegna a mostrare come il Vangelo cambia il cuore, fa nuova la vita, non allorché è facile dirlo come propagando una dottrina, ma nei momenti in cui paghiamo di persona e la gente può allora esclamare: Ecco, c’è davvero un nuovo modo di vivere e di essere“.

A noi, piccoli GLOBULI ROSSI, almeno questo è possibile: vivere nel clima costante dell’ ABBA’, PADRE !

Mi auguro che queste tematiche entrino a far parte della comune sensibilià per attingere dalla riflessione della Parola di Dio le giuste intuizioni  per promuovere il soccorso  all’ uomo defraudato dai predoni del nostro tempo sulla Gerusalemme-Gerico del mondo. (Lc. 10)

Bisogna studiare il fenomeno e mobilitare il VOLONTARIATO-medici-psicologi-psichiatri-sacerdoti-Istituti religiosi maschili e femminili… per sensibilizzare con ogni mezzo, compreso quello televisivo,  sulla necessità di badare seriamente nel fattore educativo a promuovere e tenere in seria considerazione il problema dell’ IGIENE MENTALE DELLE PERSONE che speso hanno una vita disordinata: dal mangiare, al bere, al dormire, alla vita affettiva a quella sociale…

E’ la sola condizione per poter fare delle scelte  mature sia per la vita consacrata che per quella professionale.Perché, quando le nostre emozioni sono ferite, come si fa a prendere delle decisioni, in preda a una perenne angoscia esistenziale?

DUE MILIONI DI AMMALATI PSICHICI IN ITALIA

Quando siete tristi, depressi, ansiosi o con l’umore sempre nero rivolgetevi a uno specialista. Non lasciate che la depressione vi aggredisca, reagite e curatevi anche farmacologicamente. L’importante – come dice lo psichiatra-scrittore Vittorino  Andreoli – è che la vostra mente sia “aggiustata” e non “rotta”.

di Alberto Giannino

In Italia ci sarebbero oltre 2 milioni di ammalati che soffrono di ansia, depressione, psicosi, disturbi della personalità e disturbi dell’umore. Patologie curate solo in parte, perché solo mezzo milione di italiani è in cura dallo specialista.

  • In alcuni casi l’ignoranza spinge l’ammalato a rifiutarsi di curarsi e andare da un neurologo o uno psichiatra, con il rischio che la sua patologia si aggravi con conseguenze talvolta nefaste e deleterie.

  • In altri pazienti prevale l’idea sbagliata che chi va dallo psichiatra sia matto, e quindi rifiutano specialisti e cure.

Bisogna lavorare su questi malati e far capire loro, per esempio, che nel pianeta i malati di ansia sono 1 miliardo. Non parliamo poi dei depressi…

La situazione in Italia è grave perché dopo la chiusura dei manicomi la psichiatria non è migliorata. Infatti nei piccoli comuni ci sono i famosi Centri Psicosociali, dove lo Stato ti offre lo psichiatra gratis per curare la tua patologia. Ma il senso di vergogna spesso opprime il paziente e questi vi rinuncia.

Chi ci va, per la maggior parte trova uno psichiatra per una visita mensile, riceve una terapia farmacologia e ritorna al suo domicilio (mentre prima si andava più facilmente in ospedali psichiatrici o in manicomio). Quindi la chiusura di questi istituti è stata positiva per certi versi ma ha anche creato tante tragedie familiari, perché lo specialista spesso non può fare altro che avere fiducia nel paziente e spesso quindi una depressione, un disturbo paranoide o una schizofrenia non possono essere curati adeguatamente.

Quante volte abbiamo letto di persone che hanno sparato ad una intera famiglia, o ai genitori? O, viceversa, il padre ha ucciso il figlio? O la madre stressata ha strangolato i piccoli? Alcuni casi giudiziari sono stati archiviati perché la madre, quando ha ammazzato le sue creature, “non era se stessa”, “era un’altra persona” o “non sapeva quello che faceva”.

E fra i giovani la brutta bestia, il male oscuro è la depressione: un cattivo risultato scolastico o l’abbandono del ragazzo o della ragazza possono indurre i giovani al suicidio. Per gli adulti sono invece i debiti, i soldi che non ci sono, il carcere, la perdita della casa, del lavoro o di una persona cara. O i vicini di casa con le loro carte bollate maledette, come è successo nel caso di una poliziotta a Treviso.

Invito tutte le persone sofferenti a non sottovalutare le loro patologie psichiche (altrimenti si aggravano) e di curarle adeguatamente. Controllate i figli, dialogate con loro e quando li vedete tristi, chiusi, che piangono o che non socializzano con nessuno, prendete provvedimenti.

Da non dimenticare nemmeno le vittime di mobbing, che sono esposte a queste patologie negli ambienti di lavoro. Non esitate a denunciare i vostri mobbers, i loro metodi violenti, le loro persecuzioni, le loro prepotenze e le loro angherie. Il loro scopo precipuo è quello di isolarvi e di indurvi a cambiare posto di lavoro, perché c’è già pronto il loro amico o la loro amica.

La XVI legislatura di Fini e di Schifani dovrebbe licenziare il disegno di legge unificato sul mobbing che giace alla Camera e al Senato e che è la sintesi di tutti i Gruppi parlamentari. Se venisse approvato sarebbe una vittoria contro i mobbers arrivisti, sindacalisti al soldo del capo affamati di potere.

Concludo rivolgendomi agli psichiatri. So che il 90% della categoria è fatto di persone competenti, con grande professionalità e conoscenze. So che amate il vostro paziente e non lo considerate un mutuato da visitare sbrigativamente. So che molti di voi si tengono in contatto con i pazienti e le famiglie. Continuate lungo questo percorso.

State vicino a questi pazienti bisognosi, non li trascurate, non lasciateli soli. Dialogate con essi per creare un rapporto basato sulla stima e sulla fiducia. Sono delle persone che hanno un’anima. Anche se il male oscuro della depressione li ha resi fragili come canne al vento.

http://www.laperfettaletizia.com/2012/08/due-milioni-di-ammalati-psichici-in.html
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  1. Rita ha detto:

    Siamo circondati da difficoltà e da carenze che inevitabilmente causano ansia, depressione, disturbi dell’umore. Il rimedio c’è: il card. Carlo Maria Martini ci invitava a farci Vangelo; oggi l’invito dell’Azione Cattolica è quello di farci pane e dare noi stessi da mangiare alla “folla”. Per sfamare la folla dobbiamo avere lo stesso sguardo del Maestro, dobbiamo amare. L’amore guarisce ogni depressione, mette ordine alla nostra vita. Grazie, Angelo, per questi spunti di riflessione.

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