DON ORESTE BENZI: “Nessuna donna nasce prostituta” – Appunti di cronaca.

Non ci sarebbe bisogno di titolare con un’espressione ovvia. Solo che per troppi ovvia non è. E, se lo dice Don Oreste, c’è da credergli.

PER LA CRONACA – A Rimini in questi giorni non s’è fatto fa che parlare di lui, passato a miglior vita cinque anni fa, il 2 novembre 2007.

Iniziare la causa di beatificazione di don Oreste Benzi. E’ la richiesta che avanza Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Giovanni XXIII e successore dello stesso don Benzi, che la fondò, al vescovo mons. Francesco Lambiasi, sabato sera, durante il convegno internazionale “Don Oreste Benzi, testimone e profeta per le sfide del nostro tempo”, in programma a Rimini il 26 e il 27 ottobre e presentato ieri a Palazzo Montecitorio.

Lo spettacolo e il messaggio più incredibile del convegno sono la stessa gente partecipante, quasi duemila persone. Anziani e bambini, disabili, mamma e papà, ex-prostitute ed ex-galeotti, bianchi, neri e gialli. Insieme, tutti: una splendida, ordinata, confusione. Tutto si svolge cinque anni dopo che lui, il “don” è stato chiamato per occuparsi ancora di loro ma dall’alto dei Cieli.

Numerose le testimonianze:

La TRE GIORNI di convegni titola: «Don Oreste Benzi testimone e profeta del nostro tempo».

Nella presentazione: «Don Oreste vive in tutte le persone che da lui sono state contagiate in un “trapianto vitale“. Per noi, per la Comunità Papa Giovanni XXIII, questo convegno è un momento fondamentale. Non vogliamo ricordare, ma rivivere con lo stesso slancio, la stessa passione, lo stesso entusiasmo la profezia di don Oreste. E lo vogliamo fare con il contributo di tutte quelle persone che da strade diverse e con carismi diversi si riconoscono in questa profezia».

  • Andrea Riccardi: «Mi sono emozionato entrando».
  • Marco Tarquinio, direttore di Avvenire: «Stiamo ascoltando battere il cuore di don Oreste»
  • Paolo Ramonda, che gli è succeduto alla guida dell’”Associazione comunità Papa Giovanni XXIII”: «Morì senza un euro, povero, ma donò ai poveri la sua comunità»
  • Il cardinale Stanislaw Rylko (che presiede il Pontificio consiglio per i laici) alla Messa: «la straordinaria figura di don Oreste Benzi, che continua ad affascinarci e stupirci». «Una provocazione salutare anche all’interno della Chiesa», nella quale «non mancano modelli diffusi di un cristianesimo “addolcitoe comodo». Perciò «La Chiesa conta su voi. Tutti noi abbiamo bisogno della vostra lettura radicale del Vangelo, quella che avete imparato da don Oreste, e anche della vostra forza provocatoria per risvegliarci da una vita cristiana troppo comoda». «Per certi versi costituisce nel mondo di oggi, dominato dall’egoismo e dalla sfrenata ricerca del piacere, una forte provocazione».
  • Il vescovo Lambiasi lo ribadisce: «Don Oreste oggi è un profeta per ogni uomo nella Chiesa e per la Chiesa»

Coloro che salgono a testimoniare: hanno, ognuno, il proprio ricordo di quel prete che notte e giorno girava senza sosta per riscattare ragazze e ragazzi. Che raccoglieva le pietre scartate (dagli uomini) e le spingeva a trasformarsi in testate d’angolo.

Spiegano chi era don Oreste: «Un uomo, un cristiano, un prete». Ripetono tutti: un uomo, un cristiano, un prete «vero».

Un convegno che sa più di festa ma che va dritto al cuore delle necessità,

  • discutendo su come «rendere insopportabile l’ingiustizia»
  • e di «un incontro simpatico con Cristo»,
  • ribadendo che «nessuna donna nasce prostituta»
  • e spiegando perché «correre dove la vita è ferita».
  • Così faceva il “don“, così vogliono continuare ad assomigliargli.

CHI ERA DON ORESTE ?

Una risposta difficile da formulare e, comunque, sempre riduttiva:

  • Era “un prete strano” – come lo definisce il noto psichiatra Vittorio Andreoli nella prefazione a un suo libro.
  • Nelle notti stellate o cariche di nebbia che sfocava cose e luci e persone, in quelle notti di ragazze sui marciapiedi e automobili che accostavano per caricarle, lui c’era.
  • Spesso questo prete con la tonaca stropicciata, un colbacco sulla testa e un mucchio di corone del Rosario nella mano, lo si poteva incontrare. Aveva del “guastafeste”. Un prete che stupiva vederlo parlare con quelle ragazze sul ciglio della strada. I clienti tiravano dritto, i magnaccia da lontano lo guardavano storto.
  • Aveva una sua filosofia: a ciascuna lasciava una corona e il numero del suo cellulare e si giustificava così: «Se vogliono liberarsi, devono potermi trovare in qualunque momento».
  • Sul resto non indulgeva: «Le ragazze non vanno consolate, ma liberate».
  • E a chi proponeva di legalizzare o normare la prostituzione, ribatteva che «il male non va regolamentato, ma combattuto».
  • Era allergico ai compromessi: incontrava potenti e reietti rimanendo uguale a se stesso, strigliando chi lo meritasse o accarezzando con dolcezza chi fosse in difficoltà: qualcuno, fra i primi, lo osteggiava in pubblico e gli si rivolgeva in privato. A lui non importava: «Siamo tutti fratelli e sorelle, tutti figli di Dio». Gli importava salvare gli esseri umani per conto di Dio. E mettersi di traverso davanti a un’ingiustizia.
  • Nel fare e nel dire – a cominciare dalla televisione – diverse volte riuscì a “scandalizzare” i benpensanti a buon mercato di ogni ordine e grado perché non faceva sconti e perché la sua “merce” umana non era in saldo.

– Sul panorama italiano si è rivelato per quello che era: un ciclone sorridente che interrogava le coscienze.

– Un prete, un celibe per vocazione, che aveva messo al centro la famiglia.

– Dalla prima ad oggi, se ne contano più di 500 case famiglia sparse in tutto il mondo per stare accanto ai più poveri, nel crinale della storia dove si decide il futuro dell’umanità.

– L’attività si svolge attraverso le Case famiglia per dare figure significative ai bambini e alle ragazze di strada: sono più di 9 mila quelle liberate, più di 2.500 persone in carcere che sono uscite per andare in comunità educative.

AL CONVEGNO

  • ci sono tante, tante carrozzelle.
  • Ci sono ragazze che portano le ferite del marciapiede sull’anima.
  • C’è chi un pezzo della propria storia l’ha trascorso dietro le sbarre.
  • Fra i seggiolini, nel palazzetto, giocano bimbetti con le pelli diverse. Sono rumorosi ma non disturbano, semmai rallegrano.


Ho letto che

  • “nella sua stanza c’era una sua foto da giovane prete, un poster con una ragazzina down, la “Preghiera semplice”, un letto, un comodino e il Crocifisso.
  • Di fianco, il suo studio era una specie di confusione indescrivibile nella quale si mischiava di tutto, dai nastri ai libri, dai giornali, alle penne.
  • Perdeva regolarmente il cellulare, le chiavi e qualsiasi altro oggetto potesse.
  • Non dava grande importanza alle cose materiali, straconvinto com’era che, ad esempio, «ci penserà Dio» a trovare i soldi per aprire una nuova casa famiglia: «Intanto noi apriamola, che c’è chi ha bisogno».

Lo ha scritto Pino Ciociola sull’Avvenire, aggiungendo:

“Non si negava mai. Spesso chiamava lui: «Dammi una mano, dobbiamo denunciare quest’ingiustizia!».

Un ciclone innescato dal Padreterno e dal quale non c’era verso di… scappare, che altrimenti la tua coscienza avrebbe ululato mesi.

«Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra – scrisse -, la gente che sarà vicino dirà: “È morto“. In realtà è una bugia. Le mie mani saranno fredde, ma la morte non esiste. Perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio».

Caro lettore, non finisce qui perché riprenderemo il discorso…

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2 risposte a DON ORESTE BENZI: “Nessuna donna nasce prostituta” – Appunti di cronaca.

  1. Donatella ha detto:

    Una meravigliosa persona, davvero un uomo di Dio in missione fra chi aveva più bisogno. Mi commuoveva sempre vederlo pregare insieme alle prostitute, immaginavo quale ventata di conforto dovesse arrivare ai cuori di quelle povere donne, costrette ad una vita il cui inferno non è nemmeno lontanamente immaginabile.
    Un abbraccio e Buon Ognaìissanti amico mio

  2. lucetta ha detto:

    Caro Angelo ci hai ricordato con questo post CHI SONO I SANTI e COME HANNO VISSUTO.Mi viene spontaneo dire che domani E’ LA FESTA di don ORESTE BENZI. Con la sua vita ci ha indicato ampiamente la strada per la santità.

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