ELENA MAYA AKISADA NOCENT – Violoncellista

Elena Maya Akisada Nocent

BACH

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2 risposte a ELENA MAYA AKISADA NOCENT – Violoncellista

  1. angelonocent ha detto:

    VENERDI’ SANTO 2013

    SALMO 21, 2-23

    «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? †
    Tu sei lontano dalla mia salvezza»: *
    sono le parole del mio lamento.

    Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, *
    grido di notte e non trovo riposo.

    Eppure tu abiti la santa dimora, *
    tu, lode di Israele.
    In te hanno sperato i nostri padri, *
    hanno sperato e tu li hai liberati;

    a te gridarono e furono salvati, *
    sperando in te non rimasero delusi.

    Ma io sono verme, non uomo, *
    infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.

    Mi scherniscono quelli che mi vedono, *
    storcono le labbra, scuotono il capo:
    «Si è affidato al Signore, lui lo scampi; *
    lo liberi, se è suo amico».

    Sei tu che mi hai tratto dal grembo, *
    mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
    Al mio nascere tu mi hai raccolto, *
    dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

    Da me non stare lontano, †
    poiché l\’angoscia è vicina *
    e nessuno mi aiuta.

    2 ant. Si dividono le mie vesti,
    la mia tunica tirano a sorte.

    3 ant. Mi aggrediscono con furore
    quelli che mi cercavano a morte.

    SALMO 37

    Signore, non castigarmi nel tuo sdegno, *
    non punirmi nella tua ira.
    Le tue frecce mi hanno trafitto, *
    su di me è scesa la tua mano.

    Per il tuo sdegno non c\’è in me nulla di sano, *
    nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.
    Le mie iniquità hanno superato il mio capo, *
    come carico pesante mi hanno oppresso.

    Putride e fetide sono le mie piaghe *
    a causa della mia stoltezza.
    Sono curvo e accasciato, *
    triste mi aggiro tutto il giorno.

    I miei fianchi sono torturati, *
    in me non c\’è nulla di sano.
    Afflitto e sfinito all\’estremo, *
    ruggisco per il fremito del mio cuore.

    Signore, davanti a te ogni mio desiderio *
    e il mio gemito a te non è nascosto.

    Palpita il mio cuore, †
    la forza mi abbandona, *
    si spegne la luce dei miei occhi.

    Amici e compagni
    si scostano dalle mie piaghe, *
    i miei vicini stanno a distanza.

    Tende lacci chi attenta alla mia vita, †
    trama insidie chi cerca la mia rovina. *
    e tutto il giorno medita inganni.

    Io, come un sordo, non ascolto †
    e come un muto non apro la bocca; *
    sono come un uomo
    che non sente e non risponde.

    In te spero, Signore; *
    tu mi risponderai, Signore Dio mio.

    Ho detto: «Di me non godano,
    contro di me non si vantino *
    quando il mio piede vacilla».

    Poiché io sto per cadere *
    e ho sempre dinanzi la mia pena.
    Ecco, confesso la mia colpa, *
    sono in ansia per il mio peccato.

    I miei nemici sono vivi e forti, *
    troppi mi odiano senza motivo,

    mi pagano il bene col male, *
    mi accusano perché cerco il bene.

    Non abbandonarmi, Signore, *
    Dio mio, da me non stare lontano;
    accorri in mio aiuto, *
    Signore, mia salvezza
    .

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