CONSOLATORI MOLESTI – Angelo Nocent

giobbe - Ma io so che il mio salvatore vive

Riordinando l’archivio è emersa una riflessione di qualche anno fa sui consolatori molesti nel momento della sofferenza. Forse la situazione è mutata ma alcuni spunti permangono di attualità.

VAI A:

http://laporta.altervista.org/consolatori-molesti-angelo-nocent/

Giobbe e la Moglie

Ammalatosi di una malattia ripugnante e dolorosa, Giobbe rimane sottomesso e respinge la moglie che gli consiglia di maledire Dio.

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6 risposte a CONSOLATORI MOLESTI – Angelo Nocent

  1. lucetta ha detto:

    In questi giorni la Parola nella prima lettura ci propone Tobi ed io ho trovato in lui somiglianza con Giobbe. Sono situazioni molto attuali quelle in cui abbiamo vicino persone(amici, familiari come la moglie di Tobi e di Giobbe…ecc.) che nella sofferenza ci rimproverano di credere e vorrebbero instillare in noi sfiducia in Dio e toglierci la speranza nel Suo Amore, nel Suo disegno salvifico.
    Bisogna non mollare, non lasciarsi scoraggiare ma perseverare.

  2. ENRICO ha detto:

    COME CHIARA LUCE BADANO CHE CON LA FORZA DATA DA DIO HA AFFRONTATO LA MALATTIA CON GRANDE SERENITA’

  3. msilvia2 ha detto:

    D’accordo,Lucia. “Bisogna…non mollare, non lasciarsi scoraggiare ma perseverare.”
    “Bisogna” anche , fare di necessità, virtù: non perdere Fede,Speranza, e continuare ad Amare. Servire. Soffrendo solitudine, incomprensione, rifiuto, stanchezza invincibile…
    Invocando silenziosamente sempre: Signore, pietà:

    • lucetta ha detto:

      Sì Silvia, proprio così. Mi rendo conto che è eroismo “non perdere Fede,Speranza, e continuare ad Amare. Servire. Soffrendo solitudine, incomprensione, rifiuto, stanchezza invincibile…” ma così si è sulla strada giusta.. Un abbraccio e sappi che non ti dimentico.

  4. lucetta ha detto:

    Sì Enrico, sono d’accordo. Chiara Luce è stata ed è un esempio per tutti noi.

  5. Rita ha detto:

    Quando si prega per un ammalato bisogna pregare anche per chi lo assiste. Non è facile trascorrere intere giornate con chi non riesce a sopportare un dolore… inevitabilmente subentrano sfiducia e stanchezza e si rischia di trasmettere ansie e tensioni alla persona che soffre… e non tutti quelli che soffrono possono avere la forza d’animo di Giobbe. Che il Signore faccia sentire la sua presenza a chi vive nel letto del dolore e a chi da quel letto non si stacca per dare assistenza e, speriamo, conforto. Buona Domenica, Angelo.

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